TAR - TRENTO: FOCUS SENTENZA CHIUSURE DOMENICALI PAT
Intervista al dottor Fulvio Rocco
Presidente Tribunale amministrativo regionale Trento

La vicenda dei deputati che hanno chiesto i 600 euro destinati alle partite iva in difficoltà scuote giustamente le coscienze. Lo stesso discorso vale per quei consiglieri provinciali che, pur lautamente pagati, hanno pensato bene di chiedere e ottenere anche loro questo bonus, qualcuno con scuse francamente ridicole riferite al fatto che un domani lontano non vivranno (forse) più di politica… oggi lo fanno eccome e non si fanno riguardi a prendere soldi che sarebbero potuti invece andare a chi ne aveva davvero bisogno.

La chiarezza e la trasparenza servono sempre ma in un momento difficile come questo ciò è particolarmente vero. Per questo, come candidata sindaca del M5S a Trento chiedo che coloro che già ricoprono ruoli politici retribuiti e che candidandosi nelle liste comunali prendono in giro gli elettori perché si sa fin d’ora che preferiranno tenersi la poltrona con stipendio annesso rinuncino alla privacy e chiariscano se hanno chiesto o meno i bonus governativi destinati alle partite iva.

L’aver richiesto un bonus destinato alle persone più in difficoltà pur non avendone assolutamente bisogno è una scelta che denota come alcuni politici siano animati da cupidigia e assoluta mancanza di responsabilità e sensibilità verso quella collettività che dovrebbero amministrare. Lupi a guardia del pollaio, che gli elettori hanno tutto il diritto di identificare per quello che sono.

Specifico infine che il provvedimento governativo era stato emesso durante i mesi peggiori del Covid, quando c’era l’assoluta necessità di fare in fretta e imporre controlli e certificazioni avrebbe causato rallentamenti incompatibili col bisogno di prestare aiuto a tantissime persone che si erano viste da un giorno con l’altro sparire le fonti di reddito. Basta fare mente locale per ricordare che all’epoca chi strillava più forte che bisognava “fare in fretta” senza imporre controlli erano proprio le stesse persone che oggi attaccano il Governo per non averli messi.

La differenza fra le forze politiche si vedrà da come tratteranno chi ha abusato delle sue prerogative per arraffare pochi euro in più. Nel M5S, i cui eletti tagliandosi lo stipendio hanno ad oggi restituito circa 113 milioni di euro (per la precisione 112.952.464,52 €) si sa già che scatteranno le espulsioni. Siamo pronti a scommettere che gli altri invece si terranno stretti questi soggetti perché al di là dell’opportunità politica contingente di fondo condividono tutti gli stessi “valori” e modi di agire.

 

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Carmen Martini candidata pentastellata a sindaca di Trento