Carabinieri - operazione antidroga ad Olbia Tempio, scoperte tre piantagioni

I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Riva del Garda, hanno ultimato le indagini relative alla sparatoria dello scorso novembre presso l’area di parcheggio “ex Zuffo” di Trento. Svolta all’attività è stato il ritrovamento delle armi che erano state utilizzate per quel grave fatto. Le due armi, precisamente una pistola Beretta 92SB ed una pistola Beretta 98F, sono state rinvenute senza munizionamento lungo le sponde del fiume Adige in loc. Ravina di Trento dove erano state occultate in una fossa tra la vegetazione.

Le armi, subito trasmesse al RIS Carabinieri di Parma e sottoposte agli esami balistici di comparazione con i bossoli ritrovati nel piazzale subito dopo la sparatoria, hanno potuto confermare essere quelle in possesso degli indagati, tutt’ora in carcere, ed utilizzate nella scorribanda armata per la quale, in due successive attività, venivano tratti in arresto ben sette appartenenti ad un nucleo familiare di origine Sinti residenti in Trentino e nella limitrofa provincia di Brescia.

Per raggiungere tale obiettivo i Carabinieri del Nucleo Operativo di Riva del Garda non hanno mai interrotto l’attività investigativa e ciò nonostante aver già assicurato alla giustizia tutti i colpevoli. La notizia del rinvenimento non è stata subito divulgata in attesa dei riscontri balistici da parte del RIS di Parma con i quali si è potuto escludere il loro utilizzo in altri eventi criminosi. Le armi sono risultate entrambi provenienti da furti in abitazione: uno in provincia di Brescia nel 1993 ed uno in quella di Bergamo nel 2001.
Gli indagati risponderanno quindi anche di ricettazione o di furto, in base alle evidenze delle indagini.