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CARABINIERI DI CAVALESE (TN) * INDAGINE ‘IDENTITÀ PERDUTA’: ARRESTATO TRUFFATORE

Carabinieri di Cavalese. Indagine “identità perduta”. La Stazione Carabinieri di Canal San Bovo smascherano un truffatore. 1 arresto.

L’indagine denominata “identità perduta” condotta dalla Stazione Carabinieri di Canal San Bovo (Tn), muove i primi passi agli inizi del 2017 quando un sessantunenne residente a Canal San Bovo (Tn) denunciava presso la Questura di Trento l’ appropriazione indebita della sua carta d’identità per mano del sedicente Gentilone Emilio Mario.

Ancora, nel luglio del 2017 lo stesso sessantunenne si presentava presso il locale Comando Stazione di Canal San Bovo dove formalizzava un’ulteriore denuncia per sostituzione di persona, avendo ricevuto dalla Prefettura di Parma, una contestazione amministrativa afferente l’ emissione di un assegno scoperto di € 1.648,33, tratto da un conto corrente da lui mai aperto.

La Stazione Carabinieri di Canal San Bovo sulla scorta di quanto appreso dava inizio ad una penetrante attività investigativa che in primis faceva luce sull’indebito uso del documento d’identità del Trentino ad opera del sedicente Gentilone che ricostruiva una trascorsa permanenza presso la struttura di accoglienza “Casa Bonomelli” di Trento del denunciante e di quest’ultimo sedicente il quale, attraverso un’ abile dialettica, millantando conoscenze altolocate si soggiogava del sessantunenne Primierotto promettendogli un lavoro fuori Regione, facendosi consegnare la carta d’identità al fine di istruire le pratiche di assunzione. Da quel giorno, il fantomatico procacciatore di lavoro, faceva perdere le proprie tracce rendendosi irreperibile.

Il percorso investigativo dei Carabinieri acclarava poi come nel marzo del 2017 un soggetto identificato in Ramunni Stefano nato a Castellana Grotte (Ba), il 26.12.1963 veniva tratto in arresto dalla Polfer di Firenze poiché trovato dei documenti contraffatti del sessantunenne residente a Canal San Bovo e di altra documentazione. Ancora, il 25.01.2018, la Stazione Carabinieri di Vedelago (Tv), traeva nuovamente in arresto Ramunni Stefano unitamente ad un complice in quanto colto nella flagranza del reato di possesso di documenti del Vaticano a firma del Segretario di Stato Card. Bertone, di una tessera personale di riconoscimento della G.d.F., un paio di manette ed altra documentazione di provenienza illecita.

Ulteriori approfondimenti permettevano di documentare come il sedicente Gentilone in realtà era il pluripregiudicato Ramunni Stefano passato agli onori delle cronache grazie a diversi servizi andati in onda sul programma “Le Iene” che avevano carpito le tanto affinate quanto subdole tecniche delinquenziali (https://www.iene.mediaset.it)

L’opera inquirente consentiva di certificare come Ramunni, utilizzando la C.I. dell’ignaro Gentilone attraverso la sostituzione della propria fotografia, riusciva ad attivare due schede telefoniche, aprire due conti correnti postali in Ferrara ed usufruire di prestazioni sanitarie presso l’ospedale di Trento.

Ancora, Ramunni sostituitosi al sessantunenne Primierotto, attivava 7 utenze telefoniche mobili ed apriva in diverse città, 5 conti correnti. Al riguardo L’opera inquirente ha disvelato come all’atto dell’apertura dei conti, Ramunni si presentava come dipendente o funzionario delle Forze di Polizia o Armate, esibendo false tessere di riconoscimento oppure statini retributivi reperiti indebitamente, catturando la fiducia del personale agli sportelli.

Il quadro probatorio ha consentito inoltre di tratteggiare nel dettaglio il modus operandi di Ramunni, sapientemente studiato nel dettaglio al fine di ottenere un ingiusto profitto. Significative nel senso le dinamiche accertate che lo hanno visto versare somme irrisorie sui conti aperti al fine di ottenere la possibilità di emettere assegni ad obbiettivo raggiunto, Ramunni depositava immediatamente un assegno postale di 8.000 € prelevandone quasi la totalità in contanti, azioni che gli hanno consentito di ottenere indebitamente una somma di circa 25.000 € in contanti.

Gli indizi di carattere altamente probatorio raccolti dall’azione investigativa condotta dai Carabinieri di Canal San Bovo, consentivano di rilevare pregnanti indizi di reità in ordine ai reatidi: ricettazione, truffa, sostituzione di persona, uso indebito di carte di credito, falsità materiale e falsità ideologica, possesso e fabbricazione di documenti di identità falsi, appropriazione indebita aggravata, truffa ai danni del s.s.n., auto riciclaggio, con le aggravanti della continuazione e della recidiva specifica infraquinquennale , con la dichiarazione di abitualità e professionalità nei reati contestati.

Le complessive quindici ipotesi di reato accertate e contestate, sono state commesse in Canal San Bovo (Tn), Trento e nel nord-est d’Italia ed hanno documentato il riciclaggio, della somma quantificata in 25.000 euro in contanti.

Sulla scorta degli elementi raccolti, il G.I.P. di Trento ha accolto la richiesta del Pm dott. Pasquale Profiti che ha coordinato le indagini, emettendo il provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di Ramunni Stefano notificato presso la casa circondariale di Genova Marassi dov’è detenuto per altri fatti.

 

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