Ha lasciato in anticipo il lavoro stagionale che gli era stato offerto e con sé ha portato via qualche “ricordo” della sua esperienza, ricordi di famiglia che i Carabinieri hanno in parte rinvenuto presso il negozio “compro oro” al quale li aveva subito venduti.

I protagonisti della vicenda, sulla quale hanno fatto luce i militari della Stazione di Vermiglio, sono la proprietaria di un albergo sito presso il Passo del Tonale ed un cuoco abruzzese di 40 anni. L’albergatrice, questa estate, ha assunto l’uomo con un contratto stagionale offrendogli alloggio presso un’abitazione attigua alla sua. I rapporti tra i due si sono però presto incrinati, principalmente in ragione della scarsa puntualità del dipendente, il quale, poco propenso a rispettare gli orari di lavoro, creava spesso disservizio. Sta di fatto che, nei primi giorni di luglio, i due si sono “salutati”. Prima di lasciare casa, però, il cuoco ha voluto incassare la sua buonuscita impossessandosi, con destrezza, di quattro oggetti in oro che la donna custodiva all’interno del proprio appartamento. La derubata si è accorta di quanto accaduto solo dopo alcuni giorni ed ha denunciato il fatto, ed i suoi dubbi, presso la Stazione di Vermiglio

Fin da subito il sospetto che l’autore del furto potesse essere individuato nel cuoco è stato forte. Gli infissi della casa non presentavano segni di scasso e mai la vittima aveva trovato disordine tra le sue cose. Chi aveva agito, insomma, lo aveva fatto in maniera indisturbata, prendendosi tutto il tempo necessario per frugare e poi rimettere a posto, oppure sapendo dove andare a mettere le mani. Il ladro, in buona sostanza, non aveva improvvisato ma si era mosso in maniera chirurgica.

Far luce su quanto supposto, in questi casi, non è mai facile. Spesso, infatti, degli oggetti trafugati viene data una sommaria descrizione e così, in assenza di altri riscontri (il consiglio è quello di fotografare monili e beni di valore per poter fornire, in caso di furto, una loro esatta descrizione), non diventa semplice sostenere un’accusa.

Il caso in questione, però, si è risolto nel migliore dei modi. I carabinieri sono infatti riusciti a stabilire che a commettere il furto sia stato proprio il cuoco. Conducendo i possibili accertamenti sono infatti arrivati a scoprire “il passo falso” dell’uomo, il quale, a distanza di qualche giorno dal licenziamento, si è infatti rivolto ad un “compro oro” della zona (sono i registri del negozio, insomma, ad incastrarlo) per piazzare parte della refurtiva ovvero un paio di orecchini ed una medaglietta in oro che, recuperati prima di essere venduti o fusi, sono stati restituiti al legittimo proprietario.