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CAL – CONSIGLIO AUTONOMIA LOCALI * SEDUTA 3 MARZO 2021: « PARERE POSITIVO PER L'ASSEGNO UNICO PROVINCIALE, BISOFFI HA TRACCIATO GLI SVILUPPI DELLA MISURA PROVINCIALE »

Assegno unico provinciale – Parere positivo

Parere positivo del Consiglio delle autonomie locali alla proposta di deliberazione della Giunta provinciale concernente ‘Approvazione della disciplina di attuazione dell’assegno unico provinciale di cui all’articolo 28, comma 4, della legge provinciale 29 dicembre 2016, n. 20 (Legge di stabilità provinciale 2017) per il periodo 1° luglio 2021 – 30 giugno 2022’.

Ad aprire i lavori è stato il presidente del Cal, Paride Gianmoena, quindi è intervenuto Stefano Bisoffi, Commissario della Comunità della Vallagarina e assessore competente del Cal.  Bisoffi ha tracciato brevemente gli sviluppi recenti della misura provinciale, anche in relazione all’emergenza Covid. “Le proposte di modifiche – ha detto Bisoffi – vanno nel segno della semplificazione e, sono, quindi, condivisibili”. Durante i lavori è intervenuto anche l’Assessore Provinciale Achille Spinelli.
Il Comune di Trento ha segnalato due aspetti di tipo tecnico che sono stati chiariti. Uno riguarda, in particolare, la precisazione della data del 15 marzo per la raccolta delle domande.

 

Gli aggiornamenti

Dopo che nel corso del 2020 la Disciplina dell’Assegno unico ha subito delle modificazioni la delibera propone che dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022 vengano previste alcune modifiche, tra cui il meccanismo della non cumulabità tra la quota finalizzata a garantire il raggiungimento di un livello di condizione economica sufficiente al soddisfacimento di bisogni generali della vita e il reddito di cittadinanza. In questo caso dall’assegno unico provinciale viene dedotto un importo corrispondente a una stima del reddito di cittadinanza, evitando così la sospensione dell’erogazione dell’assegno unico provinciale subordinato all’acquisizione da parte dell’INPS dei dati relativi al reddito di cittadinanza. Si prevede, ancora, un aumento della deduzione forfettaria del reddito dei componenti femminili del nucleo familiare da 4mila a 6mila euro.
Visto il perdurare delle difficoltà di natura anche economica causate dal COVID-19 viene confermata la sospensione della sperimentazione della quota condizionata dell’importo finalizzato al mantenimento, cura, educazione e istruzione dei figli minori e dei soggetti minori equiparati ai figli minori.
Viene eliminata la maggiorazione della quota B1), prevista per agevolare l’accesso alle attività sportiva dei figli di età pari o superiore agli otto anni, alle attività sportive. Sostegno che è stato demandato ad altri enti. Nell’assegno unico provinciale viene inserito l’assegno di natalità. Inoltre si prevede l’attivazione della carta acquisti.

 

Misure urgenti di semplificazione in materia edilizia e urbanistica – Il parere in vista dell’audizione

In vista dell’audizione del 9 marzo, presso la Terza Commissione permanente, il Consiglio delle autonomie locali ha preso in esame il Disegno di legge n. 85 ‘Misure urgenti di semplificazione in materia edilizia e urbanistica: modificazioni alla legge provinciale per il governo del territorio 2015’ di iniziativa della Giunta provinciale.

“Le modificazioni proposte con questo disegno di legge e di conseguenza il parere del CAL – ha detto il Presidente del Consiglio delle autonomie locali, Paride Gianmoena – sono il frutto di una riflessione puntuale sul Superbonus e di una comparazione tra le norme provinciali vigenti e i principi dettati dal Decreto statale. Il tutto con l’obiettivo di semplificare la normativa a favore di cittadini, imprese, Ordini professionali e di conseguenza il lavoro degli uffici comunali”.

Nei giorni scorsi, a conferma dell’importanza del tema, ci sono stati diversi incontri con gli uffici provinciali e le categorie a cui ha partecipato Claudio Soini, Sindaco di Ala e Assessore competente del Cal.

Presente ai lavori anche l’Assessore provinciale all’Urbanistica Mario Tonina che ha sottolineato come su questo tema ci sia molta attenzione e che le misure previste siano molte attese. “È un Ddl – ha detto Tonina – che avrà un percorso preferenziale in aula, per fare in fretta e cogliere tutte quelle opportunità del Superbonus a favore del patrimonio edilizio del Trentino e della sua riqualificazione”.
Tonina ha aggiunto che il Ddl va nella direzione di dare una boccata d’ossigeno al settore dell’edilizia, ma punta anche alla riqualificazione energetica e al decoro urbanistico.

 

Sul Ddl è giunta l’osservazione del Comune di Pergine illustrata da Claudio Soini.

Si riferisce al nuovo art. 86 bis, comma 2, che stabilisce che “Per gli immobili realizzati in epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio, lo stato legittimo è quello desumibile dalle informazioni catastali…”
L’articolo richiamato recepisce nella sostanza una prassi sostanzialmente già adottata, tuttavia lascia irrisolto il problema legato all’esatta definizione di “quando” e “dove” era obbligatorio acquisire un titolo abilitativo edilizio; ciò avviene in particolare modo all’esterno dei centri abitati nel periodo compreso tra la legge urbanistica fondamentale e la legge ponte (1942 e 1967).

 

Un’altra osservazione precisa l’estensione dei controlli a campione sulle certificazioni di agibilità relative agli edifici esistenti.

Infine, in ordine all’opportunità per i Comuni di attivare procedimenti di variante al Piano Regolatore Generale per introdurre o adeguare norme e misure finalizzate ad agevolare interventi di efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente, in particolare nei centri storici, si propone di integrare l’elenco delle tipologie di varianti relative all’introduzione o all’adeguamento di norme riguardanti gli interventi di efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente.

Su alcuni chiarimenti, sollecitati dal Comune di Trento, in merito a cosa si intenda per “lievi modifiche” e sullo “stato legittimo” è stato confermato che si sta lavorando per fornire maggiori precisazioni in linea con le competenze statutarie.

Temi importanti, ha evidenziato Claudio Soini, che ha chiesto appunto chiarimenti e omogeneità sull’interpretazione normativa, evitando così disparità tra i Comuni. Soini ha elencato, inoltre, una serie di osservazioni, soffermandosi in particolare sull’articolo 7 e sull’opportunità di chiarire i concetti di Lieve entità e di tolleranza costruttiva del 2 per cento. Soini ha ribadito la necessità di avere certezze giuridiche sullo stato legittimo degli edifici. Ha posto, quindi, l’accento sull’opportunità di estendere dal 1985 (data attuale) al 2003, la possibilità di regolarizzare gli edifici.

 

Il Disegno di Legge

Il Ddl adegua alcune norme provinciali già vigenti alle novità introdotte con il decreto legge 16 luglio 2020, n. 76 e introducono istituti giuridici in materia di legittimazione dei titoli edilizi e di tolleranze costruttive.
In Trentino, infatti serve recepire una recente norma di legge dello Stato, che sana le minime difformità riscontrate tra titoli edilizi e realtà fattuale.
E’ un settore dove i Comuni, ma non solo, cittadini, imprese e Ordini professionali, hanno evidenziato la necessità di chiarire la normativa e di snellire le pratiche per accedere, in particolare, al superbonus 110% in edilizia. Un passaggio chiave per rendere operative le ristrutturazioni edilizie coperte dallo sgravio fiscale statale al 110%.

Il Ddl interviene proprio in questa direzione. Vengono definiti limiti delle tolleranze costruttive che riguardano, altezze, spazi, distacchi, cubature e spazi coperti; in questo caso nelle singole abitazioni non costituiscono violazione se contenute nel 2 per cento del titolo edilizio. Negli altri casi e negli edifici non sottoposti a tutela non costituiscono difformità edilizia le irregolarità geometriche, le finiture esterne, la diversa collocazione degli impianti e delle opere interne se di minima entità.
In questi casi, le tolleranze previste non costituendo violazione edilizia, sono dichiarate dal tecnico ai fini dell’attestazione dello stato legittimo dell’immobile nella modulistica con un’apposita dichiarazione asseverata. La segnalazione certificata può essere presentata anche per gli immobili realizzati legittimamente privi di agibilità.