PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (6 puntata format Tv)

Armi clandestine ed altre modificate, silenziatori non denunciati, munizioni e poi ancora mezzi idonei alla cattura di avifauna selvatica, animali di specie protetta oltre a carne sempre di specie selvatica a quanto sembra non compatibile con i relativi certificati. Questo quanto sequestrato dal Corpo Forestale della Provincia Autonoma di Trento a seguito di lunghe indagini che, ancora una volta, vedono protagonista il bracconaggio. ” L’importante operazione di polizia – ha affermato il CABS, l’associazione di volontari esperti in antibracconaggio – evidenzia ancora una volta quanto diffuso sia il fenomeno della caccia illegale in Italia. Solo nelle ultime ore – hanno affermato i protezionisti – ed esclusivamente in tema di trappole si registrano sequestri nelle province di Avellino ed Imperia, ma non vi sono quasi aree del territorio nazionale esenti dal problema”.

 

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L’unico che sembra non accorgersene, è il Governo italiano.

” Nonostante il perdurare del bracconaggio – ha affermato il CABS – il Governo italiano fa finta di non vedere l’emergenza”. L’ Italia, infatti, ha recentemente convinto le autorità europee ad archiviare il fascicolo EU-Pilot con il quale Bruxelles aveva avvisato il nostro paese di non fare rispettare le disposizioni internazionali in tema di protezione della fauna selvatica. Di fatto si trattava di un atto propedeutico alla procedura d’infrazione. “ Due Aquile reali uccise rispettivamente nelle Marche e in provincia di Bolzano, quest’ultima mentre covava nel nido, tre lupi impallinati, uno per ogni Parco Nazionale calabrese, per non parlare degli innumerevoli altri atti di grave bracconaggio – ha aggiunto il CABS – non devono evidentemente impensierire chi dovrebbe tutelare gli animali selvatici”.

Il CABS si chiede dove è finita la proposta contenuta nel Piano nazionale antibracconaggio, quello cioè con il quale l’Italia ha ammansito l’intervento Europeo, che prevedeva l’introduzione dei più potenti reati delitti al posto dei deboli reati di contravvenzione che ad oggi sono contenuti nella legge di settore. ” Se il fucile ammazza lupi ed Aquile reali – ha specificato il CABS – il reato previsto è una semplice contravvenzione che non fa paura a nessuno. Se invece una rosa di pallini, sparata da mano criminale, uccide un cane la legge, giustamente, punisce con un reato delitto che si rende responsabile del grave gesto. Assicuriamo però – ha concluso il CABS – che entrambi gli animali muoiono dolorosamente”.

Ad oggi in Italia le sanzioni previste contro i bracconieri sono vecchie di 28 anni e tutte di reati di esclusiva natura contravvenzionale.