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BRUNO DORIGATTI * PRIMO MAGGIO: « IN TRENTINO MANCHERÀ IL LAVORO STAGIONALE DI TURISMO E RISTORAZIONE, PORRE ATTENZIONE AL PRESENTE IMMEDIATO »

A Chicago nel 1886 viene presa la storica decisione di stabilire in otto ore la giornata lavorativa. Da qui in poi il Primo maggio diventa la Giornata internazionale della festa dei lavoratori di tutto il mondo. Nel 1947 a Portella della Ginestra la mafia fa una strage di contadini che pacificamente festeggiavano il Primo maggio.

Oggi con il Covid-19 questa data ci fa ancora riflettere sulle condizioni dell’occupazione, sulla futura crescita economica, in un mondo del lavoro che è mutato sia nelle forme che nelle polarità economiche. Più che in passato adesso diventa irrinunciabile tutelare indistintamente produzione, salute e ambiente. La pandemia ci ha imposto nuove prospettive e nuovi comportamenti che devono rafforzare il diritto alla salute e alla vita, partendo dalla sicurezza e dalla salvaguardia dell’occupazione.

L’organizzazione del lavoro è in un vortice di cambiamento, lo smart working ha permesso a molti di mantenere il lavoro e di non essere posti in cassa integrazione. Tuttavia, proprio questo nuovo contesto ha radicalizzato disuguaglianze sociali, ci ha reso più insicuri e più poveri, ha evidenziato il grande numero degli invisibili del lavoro nero e del sommerso, tanto che ora si impone più di prima la regolarizzazione degli immigrati, di colf e badanti. Le restrizioni e le chiusure imposte per contenere la diffusione dell’epidemia Covid-19 impattano direttamente sulle attività delle imprese.

In Trentino, poi, si stima che verranno a mancare, in particolare, i rapporti di lavoro stagionali attivati nel turismo, nella ricezione e nella ristorazione. Il fabbisogno di addetti del comparto turistico e della ristorazione, insieme a quello del settore del commercio al dettaglio e all’ingrosso superava la metà della richiesta annua prevista e raggiungeva il 52,6% del totale.

Quindi è necessario porre attenzione al presente immediato anche da noi. Con la crisi economica e sociale, che si è creata non solo cambierà il modello produttivo e in parte anche molti mezzi di produzione, ma aumenteranno anche le nuove povertà, le forme di lavoro flessibile e rischieremo come conseguenza di avere meno diritti e meno tutele sindacali. A tutti coloro che lavorano va assicurato il diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro e nella normale vita quotidiana, anche nella prospettiva di uscita, una volta sconfitto il Covid-19.

Di recente i lavoratori delle telecomunicazioni hanno avuto la possibilità di partecipare alle assemblee semplicemente accedendo in una stanza virtuale di una App audio/video appositamente messa a disposizione dalle organizzazioni di rappresentanza. Occorre però impedire che la pandemia non riduca il valore e il fondamentale ruolo delle organizzazioni sindacali anche in tempi di lavoro agile.

Dopo oltre cent’anni di rivendicazioni e di dure lotte per la libertà e giustizia siamo ancora sul fronte per chiedere il diritto al lavoro e una società più giusta. Rivendichiamo un mondo nel quale prevalga la cooperazione e la pace.

Di fronte a questi grandi cambiamenti si dovrà costruire un Europa nella quale uguali siano le condizioni e le opportunità di lavoro, attivando veri ascensori sociali, ma occorre anche lavorare per l’unità del mondo del lavoro pensando di costruire un grande sindacato unitario europeo. Buon primo maggio a tutte e a tutti.

 

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Bruno Dorigatti

(già Presidente del Consiglio provinciale di Trento)