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Come la penso sugli Schützen è cosa nota, trattasi di una vera e propria milizia travestita da folclore, violando quindi il dettato costituzionale. Salvini, che è l’autorità preposta alla pubblica sicurezza e la tutela dei confini, dovrebbe pertanto intervenire soprattutto a fronte del fatto che gli schioppi, veri e propri fucili, gli furono concessi dal suo predecessore Bianco per interessi politici in danno alla tutela della patria.

Ciò premesso, sulla ufficializzazione della toponomastica tedesca il capitano degli Schützen ha ragione, ma è un’iniziativa che devono prendere istituzioni democraticamente elette dai cittadini altrimenti trattasi di golpe filomilitare.

Ha torto, ben sapendo di fare propaganda in un momento delicato per il paese, quando imputa al fascismo il prontuario di Tolomei che fu iniziato nel 1906 per volere della real casa e dell’allora presidente del consiglio Giolitti. Fu solo firmato 5 mesi dopo l’avvento di Mussolini al governo.

E per sua sfortuna, posseggo foto di una cartina in possesso di un erede del regno austro-ungarico che mostrai pubblicamente alla stampa locale, risalente al 1879 nella quale le città di Bolzano, Merano, Egna, Lana erano già allora indicate in italiano.

E se ancora vogliamo guardare provocatoriamente alla storia, il nostro Alto Adige è italiano dal 5 secolo avanti cristo, quando Druso lo conquistò. Ora gli Schützen metteranno un drappo del Tirolo anche sulla sua torre latina simbolo di Bolzano? Siamo seri, vanno bene tradizioni e folclore, ma poi la responsabilità è politica.

 

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Michaela Biancofiore

parlamentare FI e Coordinatrice regionale del Trentino Alto Adige