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LANCIO D'AGENZIA

BANCA D’ITALIA – FILIALE TRENTO * “ECONOMIA PROVINCE TRENTO E BOLZANO”: « PREVISIONI IMPRESE, RALLENTAMENTO IN TRENTINO E STAGNAZIONE IN ALTO ADIGE » (REPORT PDF)

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10.30 - lunedì 14 novembre 2022

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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1. IL QUADRO DI INSIEME
Nella prima parte del 2022 l’attività economica nelle province autonome ha continuato a espandersi, beneficiando della dinamica positiva delle esportazioni e dell’incremento della domanda interna. La crescita del PIL si ridurrebbe in misura rilevante nello scorcio dell’anno, risentendo dell’incertezza circa la situazione economica generale, del forte aumento dei costi di produzione delle imprese e delle elevate pressioni inflazionistiche. Per il complesso del 2022 gli Istituti di statistica provinciali prefigurano un incremento del prodotto superiore al 3 per cento, che permetterebbe il pieno recupero dei livelli pre-pandemici.

Nei primi nove mesi dell’anno, le imprese dell’industria hanno segnato un marcato aumento delle vendite e delle ore lavorate; nel terziario la ripresa dei flussi turistici, che nella stagione invernale precedente si erano sostanzialmente annullati in ragione delle misure restrittive poste in essere per fronteggiare la crisi sanitaria, ha sostenuto l’attività dei servizi di alloggio e ristorazione e del commercio. Il settore edile è ulteriormente cresciuto in Trentino, beneficiando degli incentivi governativi alla riqualificazione del patrimonio immobiliare, e ha osservato una stabilizzazione in Alto Adige, dopo una prolungata fase di espansione. I dati tratti dall’indagine Sondtel della Banca d’Italia indicano che i piani di moderata crescita degli investimenti formulati dalle imprese per il 2022 sono stati sostanzialmente rispettati.

Le previsioni sul fatturato e le ore lavorate per la fine del 2022 e i primi tre mesi del 2023 sono improntate a una forte cautela risentendo in misura rilevante del rincaro dei beni energetici e delle perduranti difficoltà di approvvigionamento di input produttivi; la frenata sarebbe più pronunciata in provincia di Bolzano, che risente maggiormente delle difficoltà dell’economia tedesca.

L’indicatore di liquidità delle aziende, pur rimanendo su livelli elevati nel confronto storico, ha segnato nel primo semestre del 2022 una lieve riduzione in connessione con la necessità di finanziare il maggiore fabbisogno di capitale circolante dovuto al più elevato costo degli input produttivi. Le incertezze relative al quadro macroeconomico e l’aumento del costo del credito hanno comportato nella prima parte dell’anno un indebolimento della domanda di prestiti per investimenti, più marcata in Alto Adige, che si è tradotta in un rallentamento dei finanziamenti alle imprese, anche a quelle di maggiore dimensione. I prestiti alle piccole imprese si sono ridotti in entrambe le province dopo la significativa espansione registrata tra il 2020 e il 2021 in connessione con l’erogazione dei finanziamenti assistiti da garanzia pubblica.

Nel complesso del primo semestre il numero di occupati è aumentato, in misura più accentuata rispetto al resto del Paese; secondo i dati delle comunicazioni obbligatorie relativi ai flussi di assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro dipendente, tale dinamica è proseguita nei mesi estivi, anche nella componente a tempo indeterminato. Sono calati in misura marcata sia il ricorso agli ammortizzatori sociali sia il numero di disoccupati ed è aumentato il tasso di attività.

Al miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro si è accompagnato un incremento dei consumi; in prospettiva la spesa delle famiglie residenti potrebbe risentire negativamente del forte aumento dell’inflazione al consumo, più elevato nelle province autonome rispetto alla media nazionale, e del peggioramento del clima di fiducia. I prestiti alle famiglie, in marcato aumento dalla metà del 2020, hanno segnato un rallentamento in Trentino e hanno proseguito a espandersi in Alto Adige; i mutui per l’acquisto di abitazioni e il credito al consumo hanno continuato a crescere in misura significativa.

Nei primi sei mesi dell’anno il credito bancario al complesso delle imprese e delle famiglie ha rallentato sia per le banche locali, specialmente in Trentino, sia per quelle extra-regionali. Il tasso di deterioramento del credito è rimasto stabile in Trentino ed è solo lievemente aumentato in Alto Adige. Nonostante il peggioramento delle attese sul quadro macroeconomico gli indicatori di deterioramento prospettici sono rimasti sostanzialmente stabili e su livelli inferiori alla media nazionale.

 

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2. LE IMPRESE
Gli andamenti settoriali e gli scambi con l’estero

L’industria in senso stretto. – Nel primo semestre del 2022 l’attività industriale ha continuato a crescere in entrambe le province, beneficiando dell’aumento della domanda estera e della ripresa di quella interna. Le prospettive del comparto sono influenzate negativamente dal forte incremento dei costi energetici e dalle perduranti difficoltà di approvvigionamento da parte delle imprese. Secondo i dati tratti dall’indagine della Camera di commercio di Trento nei primi sei mesi dell’anno il fatturato delle imprese manifatturiere è aumentato di oltre un quarto rispetto allo stesso periodo del 2021; nelle valutazioni degli imprenditori circa la metà della crescita è riconducibile all’incremento dei prezzi. L’espansione delle vendite in valore è stata simile sul mercato interno e su quello estero e ha interessato in misura più marcata le aziende di maggiori dimensioni.

 

Anche i dati della Camera di commercio di Bolzano evidenziano una dinamica molto favorevole dell’attività del comparto manifatturiero: secondo l’indagine svolta nei mesi di settembre e ottobre, la quota delle aziende che prevedono di chiudere l’esercizio 2022 con un aumento del proprio fatturato supera di oltre 40 punti percentuali quella di coloro che ne indicano un calo, con i saldi più elevati tra le aziende di maggiori dimensioni.
I dati del Sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi (Sondtel)1 della Banca d’Italia confermano che la ripresa dei fatturati nei primi tre trimestri dell’anno ha coinvolto una porzione significativa delle imprese industriali di entrambe le province (fig. 2.1). Restano pervasive, tuttavia, le difficoltà di approvvigionamento degli input produttivi che hanno coinvolto oltre l’80 per cento delle imprese industriali regionali (in linea con il dato italiano), principalmente in termini di maggiori costi delle materie prime e beni intermedi non energetici; nelle previsioni delle aziende tali problemi si protrarranno oltre il primo trimestre del 2023.

La dinamica dell’attività industriale è stata negativamente influenzata anche dal forte rincaro dei beni energetici, seppur in misura inferiore rispetto alla media nazionale (cfr. il riquadro: L’esposizione al conflitto tra Russia e Ucraina del capitolo 2 in L’economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano, Banca d’Italia, Economie regionali, 4, 2022). Le previsioni delle imprese sui fatturati dello scorcio dell’anno e del primo trimestre 2023, caratterizzate da un’elevata incertezza, prefigurano un rallentamento in provincia di Trento e una sostanziale stagnazione in quella di Bolzano, che risente maggiormente delle difficoltà dell’economia tedesca.

 

 

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Gli scambi con l’estero

Nel primo semestre del 2022 le esportazioni in valore sono cresciute in misura considerevole in entrambe le province (fig. 2.2.a), proseguendo la dinamica iniziata nella seconda parte del 2020 e beneficiando della maggior competitività dovuta al deprezzamento dell’euro rispetto al dollaro. L’incremento rispetto al primo semestre del 2021 è stato pari al 20,9 per cento in Trentino e al 13,6 per cento in Alto Adige (tavv. a2.1-a2.4; 22,5 nella media nazionale).

La dinamica osservata nelle due province è riconducibile per circa tre quarti agli aumenti dei prezzi di vendita. A prezzi costanti l’espansione è stata pari al 7,7 per cento in provincia di Trento e al 2,0 in quella di Bolzano (fig. 2.2.b). In Trentino la crescita in volume è stata diffusa tra i principali comparti di specializzazione, con i maggiori contributi in quelli dei mezzi di trasporto, dei macchinari e apparecchi e dell’industria alimentare, a fronte di un calo nell’agricoltura e nel settore degli apparecchi elettrici. In Alto Adige la dinamica, sostenuta dalle apparecchiature elettriche, dai prodotti metallurgici e dall’industria alimentare, è stata frenata dal comparto dei mezzi di trasporto che ha sottratto oltre quattro punti percentuali alla variazione complessiva. Considerando le destinazioni, alla crescita dell’export trentino hanno contribuito sia le vendite verso i paesi dell’area dell’euro sia, in misura maggiore, quelle verso il resto del mondo; in Alto Adige l’aumento dei flussi verso l’eurozona è stato in parte compensato dal calo delle esportazioni verso le restanti destinazioni.

 

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Le costruzioni e il mercato immobiliare

Nel primo semestre del 2022 l’attività del comparto edile si è ulteriormente rafforzata in Trentino, sostenuta dagli incentivi governativi alla riqualificazione del patrimonio abitativo, e si è stabilizzata in Alto Adige, dopo una prolungata fase di espansione. Secondo i dati forniti dalla Cassa edile della Provincia di Trento, tra gennaio e giugno le ore lavorate sono cresciute di oltre il 10 per cento rispetto agli stessi mesi del 2021 e hanno continuato a espandersi nei mesi di luglio e agosto. Anche i risultati delle indagini condotte dalla Camera di commercio di Trento confermano un aumento del fatturato delle imprese di costruzioni nella prima parte dell’anno. La dinamica del comparto è stata sostenuta dall’operatore pubblico; i dati del Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici (Siope) indicano un incremento di quasi il 10 per cento della spesa per investimenti fissi lordi, in larga misura relativi a opere pubbliche, da parte degli enti territoriali trentini raggiungendo valori massimi rispetto a quelli registrati nel precedente quinquennio.

In provincia di Bolzano, i dati forniti dalla Cassa edile indicano una moderata diminuzione delle ore lavorate nel primo semestre; la flessione – che si è protratta nel bimestre estivo – ha fermato una prolungata fase di espansione in atto dal 2015 e brevemente interrottasi nel corso del lockdown di inizio 2020. Dai dati della Camera di commercio locale emerge inoltre un saldo sostanzialmente nullo tra la quota delle imprese edili che indicano un aumento del fatturato rispetto a quelle che ne segnalano un calo nell’esercizio in corso. Anche i dati tratti dal Siope indicano che la spesa pubblica per investimenti nel primo semestre del 2022 (includendo quelli in opere pubbliche) è rimasta sostanzialmente invariata su livelli inferiori al dato del 2019.

Come nel 2021, un ulteriore supporto alla dinamica è giunto dal cosiddetto Superbonus introdotto dal DL 34/2020 (decreto “rilancio”); secondo dati Enea- Ministero della Transizione ecologica, il valore degli investimenti per lavori conclusi ammessi a detrazione in Trentino-Alto Adige nei primi nove mesi del 2022 ha superato i 500 milioni di euro (circa l’8 per cento del fatturato annuo delle imprese regionali del comparto secondo i dati ASIA dell’Istat riferiti al 2019).

In prospettiva, l’attività del settore potrebbe risentire negativamente di un rallentamento della domanda di nuove abitazioni a uso residenziale legato anche al progressivo peggioramento delle condizioni di accesso al credito da parte delle famiglie (cfr. Bollettino economico, 4, 2022). Un possibile sostegno potrebbe invece giungere dall’operatore pubblico in connessione con l’arrivo delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR (PNC). Agli Enti trentini e altoatesini sono stati finora destinati rispettivamente 371 e 310 milioni di euro2 (pari a 684 e 580 euro pro capite; 946 nella media italiana), diretti perlopiù alla valorizzazione del territorio, all’efficienza energetica e alla messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici scolastici.

Per quanto riguarda il mercato immobiliare, nel primo semestre del 2022 il numero delle compravendite di unità immobiliari iscritte nel Libro fondiario della Provincia di Trento si è mantenuto sui valori del corrispondente periodo dell’anno precedente; al contempo, le transazioni registrate nel Libro fondiario della Provincia di Bolzano sono cresciute di oltre il 10 per cento rispetto agli stessi mesi del 2021. In entrambe le province vi è stata un’accelerazione delle quotazioni degli immobili a uso residenziale: nostre stime condotte su dati OMI e Istat segnalano per il primo semestre del 2022 un aumento dei prezzi del 6,0 per cento in Trentino e del 7,5 in Alto Adige (4,9 nella media nazionale), rispetto allo stesso periodo del 2021.

 

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I servizi privati non finanziari

I dati della Camera di commercio di Trento indicano per il primo semestre del 2022 una sensibile crescita dei fatturati delle imprese del commercio all’ingrosso e al dettaglio che hanno beneficiato della ripresa dei consumi delle famiglie residenti e dei flussi turistici.

Anche i dati della Camera di commercio di Bolzano segnalano un incremento dell’attività dei servizi commerciali (più diffuso nel comparto all’ingrosso rispetto a quello al dettaglio). Nei servizi di alloggio e ristorazione si riscontra una ripartenza vivace, sostenuta dalla ripresa dei flussi turistici nella stagione invernale; il saldo tra la quota delle imprese altoatesine che indicano un aumento del fatturato e quella di coloro che ne segnalano un calo nell’esercizio in corso ha superato i 45 punti percentuali, un valore molto elevato nel confronto storico.

I dati dell’indagine Sondtel confermano che la crescita dei fatturati nei primi tre trimestri dell’anno ha coinvolto quasi i due terzi delle imprese regionali dei servizi. Le prospettive per gli ultimi mesi del 2022 e il primo trimestre del prossimo anno sono caratterizzate da un’espansione delle vendite in termini nominali meno diffusa, anche in ragione della progressiva erosione del potere di acquisto delle famiglie (cfr. il capitolo 3: Il mercato del lavoro e le famiglie).

Il venire meno delle restrizioni alla mobilità e il regolare svolgimento della stagione invernale 2021-22 hanno determinato una crescita molto marcata dei flussi turistici. Nei primi sei mesi del 2022 il numero dei pernottamenti è più che quadruplicato in entrambe le province rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (tav. a2.5), recuperando quasi interamente i livelli del 2019 (fig. 2.3). In entrambe le province le presenze di turisti italiani si sono riportate sui valori del 2019 mentre quelle degli stranieri si sono mantenute inferiori ai livelli di quell’anno per il 20 per cento in Trentino e il 5 per cento in Alto Adige.

Nei successivi mesi di luglio e agosto – in cui si concentra la maggior parte dei pernottamenti turistici della stagione estiva – le presenze hanno raggiunto i livelli elevati del periodo pre-pandemico in provincia di Trento e li hanno superati in quella di Bolzano (fig. 2.3).

 

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Gli investimenti

Secondo i dati tratti dall’indagine Sondtel della Banca d’Italia, i piani di investimento formulati dalle imprese per il 2022 – improntanti a una sostanziale stagnazione per l’industria manifatturiera e a una crescita sostenuta per i servizi (cfr. il capitolo 2: Le imprese in L’economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano, Banca d’Italia, Economie regionali, 4, 2022) – sono stati complessivamente rispettati, con una modesta revisione al ribasso nel settore terziario in entrambe le province. Per il 2023 le imprese prefigurano un aumento contenuto della spesa per investimenti risentendo delle incertezze del clima macroeconomico e del progressivo peggioramento delle condizioni di accesso al credito (cfr. il paragrafo: Le condizioni economiche e finanziarie e i prestiti bancari).

 

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Le condizioni economiche e finanziarie e i prestiti bancari

Nel corso del 2022 la redditività aziendale ha segnato un lieve calo in entrambe le province, risentendo del progressivo aumento dei costi, solo in parte compensato dall’incremento dei prezzi di vendita. Secondo i dati delle Camere di commercio locali, la quota delle imprese trentine soddisfatte della propria redditività si è attestata all’86 per cento, in leggera diminuzione rispetto ai massimi raggiunti nel 2021; in Alto Adige l’analoga quota è scesa al 77 per cento, dall’83 del 2021, su valori ampiamente inferiori rispetto a quelli precedenti la pandemia.

Il maggiore fabbisogno finanziario determinato dall’incremento dei costi degli input produttivi ha comportato in entrambe le province un lieve calo dell’indice di liquidità delle imprese (fig. 2.4), definito dal rapporto tra i depositi e i titoli detenuti presso gli intermediari rispetto all’indebitamento a breve termine, interrompendo una fase di crescita in atto da un decennio.

Nel primo semestre del 2022 l’andamento dei prestiti alle imprese in provincia di Trento ha registrato un sensibile rallentamento (2,0 per cento a giugno, dal 4,4 di dicembre 2021; tav. a2.6) guidato dal settore dei servizi; i finanziamenti alle imprese manifatturiere hanno intensificato la propria crescita mentre quelli al comparto edile hanno continuato a ridursi in misura intensa.

I prestiti alle imprese di maggiori dimensioni hanno proseguito la propria espansione, seppur in marcata decelerazione rispetto a dicembre 2021 (3,8 per cento, da 6,1 di fine 2021; fig. 2.5 e tav. a4.1); si è accentuata la flessione del credito alle aziende più piccole (-3,8, da -1,1) anche in relazione al venir meno del contributo delle misure di sostegno che ne avevano agevolato l’accesso durante la pandemia (cfr. L’economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano, Banca d’Italia, Economie regionali, 4, 2022). Nei mesi estivi il rallentamento dei finanziamenti alle imprese sarebbe proseguito.

Anche in provincia di Bolzano, al netto di un numero limitato di erogazioni straordinarie di importo rilevante, si è ridotto il tasso di crescita dei prestiti alle imprese (1,0 per cento, dal 3,0 di dicembre 2021; tav. a2.6). Il rallentamento è stato diffuso tra i settori interessando in misura più contenuta le attività dei servizi. I prestiti alle piccole imprese, che a fine 2021 crescevano dell’1,3 per cento, hanno segnato una contrazione dell’1,5 per cento, mentre i finanziamenti alle aziende più grandi hanno rallentato (al 2,3, dal 3,9 per cento, al netto delle citate operazioni). Nei mesi estivi la dinamica dei crediti alle imprese altoatesine si sarebbe rafforzata.

A giugno il costo del credito per esigenze di investimento ha registrato in entrambe le province un incremento di oltre 80 punti base (al 2,19 per cento in provincia di Trento e all’1,90 in quella di Bolzano; tav. a4.5). I tassi di interesse sui prestiti connessi a esigenze di liquidità sono rimasti pressoché stabili in provincia di Trento e sono lievemente diminuiti in quella di Bolzano; per entrambe le tipologie di prestito i tassi si confermano su valori storicamente contenuti e negativi in termini reali.

 

 

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