QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

“In A22 si utilizza talmente tanta nuova tecnologia che c’è sempre qualcosa da imparare”. Yuri Agafonov, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Costruttori e Fornitori delle Infrastrutture Stradali della Federazione Russa, ha commentato così l’intervento tenuto dal Direttore Tecnico Generale di Autostrada del Brennero, Carlo Costa, al Forum Internazionale per le infrastrutture stradali tenutosi oggi a San Pietroburgo.

La Federazione Russa ha previsto per i prossimi cinque anni investimenti in infrastrutture stradali nell’ordine di 150 miliardi di euro, una programmazione che punta al potenziamento e all’ammodernamento dell’attuale rete stradale. “È stata da poco consegnata una nuova strada a pedaggio che collega San Pietroburgo a Mosca – ha aggiunto Agafonov – ma ritengo che alcune scelte non siano state abbastanza avanzate in termini di tecnologia. Ad esempio, le nostre caratteristiche ambientali rendono l’asfalto drenante fonoassorbente utilizzato in A22 molto interessante”.

Costa ha brevemente inquadrato la storia e i numeri della Società per concentrarsi su quelle che sono le migliori pratiche di gestione che caratterizzano la Concessionaria autostradale e che ne hanno fatto un modello di studio anche fuori dall’Italia e dall’Europa. Primo punto della relazione la composizione del materiale bituminoso e le tecniche di pavimentazione del nastro autostradale. In un territorio, quello russo, caratterizzato da abbondanti nevicate e da un notevole stress per i materiali, grande attenzione è stata dedicata all’asfalto drenante fonoassorbente di nuova generazione che caratterizza la A22.

Ma se la qualità di un’infrastruttura è data innanzitutto dalla qualità dei materiali scelti per realizzarla, la durata di elevati standard di qualità è strettamente legata alle manutenzioni, sia che si tratti del nastro autostradale in senso stretto, sia che si parli di opere d’arte. Anche in questo caso, il parallelo tra le difficoltà di gestione di viadotti e gallerie in un clima alpino e quelle che si incontrano in gran parte del territorio della Federazione Russa è risultato particolarmente calzante per i tecnici presenti in sala, che hanno alimentato un vivace dibattito.

“Oggi nel mondo – ha ricordato Costa – quando si costruisce un nuovo ponte, se ne devono ristrutturare almeno tre, un elemento da tenere in considerazione. Noi abbiamo elaborato un sistema per stabilire la vita utile delle opere. Il nostro modello prevede che tutti gli aspetti tecnici siano seguiti all’interno, dai progetti alla direzione lavori, al collaudo. Quello che si rileva rispetto al danno nei continui monitoraggi viene poi riportato nella fase progettuale. Questo permette di avere certezze sullo stato delle opere d’arte e di migliorare costantemente i processi”.

Tra gli esempi illustrati quello del viadotto di Colle Isarco, sul quale è stata eseguita una manutenzione straordinaria particolarmente impegnativa, a 110 metri d’altezza, senza fermare il traffico. Grande attenzione in sala anche per i progetti legati alla guida autonoma. “Oggi – ha osservato Costa – i veicoli hanno già la tecnologia necessaria per comunicare con l’infrastruttura. Dobbiamo lavorare per un nuovo modello di viabilità che non richiederà più di realizzare nuove strade, perché sarà in grado di trasformare il volto, l’efficienza e la capacità di quelle esistenti”.

Ma qual è il fine principale di una strada in perfetta efficienza, di opere d’arte affidabili e dello sviluppo informatico della gestione stradale? La sicurezza. Per questo, nel suo intervento, Costa non ha mancato di ricordare il basso tasso di incidentalità che caratterizza la A22, quasi la metà del tasso di incidentalità medio italiano.