QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

Abbattere le emissioni inquinanti riducendo al contempo i tempi di percorrenza. È la doppia vittoria del progetto BrennerLec, che vede ormai completata la seconda fase di sperimentazioni e si avvia ad inaugurare la fase tre. Dati alla mano, la gestione dinamica dei limiti di velocità offre due certezze. La prima è che permette di ridurre le emissioni inquinanti. La seconda è che consente, in condizioni di traffico intenso, di diminuire i tempi di percorrenza degli utenti.

Andiamo con ordine. BrennerLec è un progetto molto articolato che investe il tratto di autostrada che corre da Bolzano nord a Rovereto sud con due sperimentazioni distinte, ma strettamente correlate. Sulla corsia sud dell’intero tratto (91 km) è prevista la sperimentazione della gestione dinamica della velocità in caso di traffico intenso – fino ad ora limitata al settore Trento centro-Rovereto sud -, con l’obiettivo di rendere il traffico più fluido ed evitare il nocivo effetto “stop and go”, studiando al contempo l’andamento delle emissioni inquinanti. Tra le stazioni autostradali di Egna Ora e San Michele–Mezzocorona, invece, in entrambe le direzioni di marcia, viene sperimentata una riduzione della velocità volta a ridurre l’inquinamento atmosferico. La prima fase di test, tra aprile 2017 e giugno 2018, si è svolta indicando sempre un limite di velocità tassativo. Nella seconda fase, da luglio 2018 ad agosto 2019, per la sperimentazione ambientale si è passati dal limite di velocità (100 km/h) alla velocità consigliata (100 km/h).

La differenza si è avvertita, ma non è stata tale da vanificare gli effetti del progetto. Resta fermo, infatti, che ridurre la velocità media dei veicoli leggeri di 14 km/h produce una riduzione delle concentrazioni di diossido di azoto del 10% a bordo autostrada e che i test fino ad oggi condotti nel solo tratto di 10 km tra Egna e San Michele hanno fatto risparmiare all’atmosfera 680 tonnellate di anidride carbonica.

Quanto alla sperimentazione sulla capacità dell’arteria, confrontando giornate di traffico analogo affrontate prima senza e poi con il nuovo strumento di controllo della gestione dinamica della velocità, il tempo medio di percorrenza (tratto Trento centro-Rovereto sud) è sceso da 35 a 23 minuti (-34%), la velocità media è di conseguenza cresciuta da 55 km/h a 81km/h (+47%), mentre le ore di turbativa del traffico sono calate da 9 a 7. Nel contempo, la maggiore fluidità del traffico ha prodotto un calo delle emissioni di anidride carbonica e una drastica riduzione del tasso di incidentalità (rapporto tra incidenti e chilometri percorsi), già come noto molto basso lungo la A22.

Dei risultati fin qui conseguiti e delle prospettive future si è parlato all’incontro di oggi a Bolzano con gli stakeholder (amministratori pubblici, associazioni ambientaliste e operatori dei trasporti) e i partner dell’iniziativa (Agenzie per l’ambiente di Bolzano e di Trento, Università di Trento, Noi Techpark e di Cisma Srl), che tra i suoi principali meriti ha proprio quello di aver aperto un dialogo costruttivo tra chi è maggiormente interessato all’aspetto ambientale e chi guarda più alla velocità dei trasporti, due sensibilità che si sono scoperte entrambe vincenti all’interno del progetto BrennerLec.