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AUTONOMISTI POPOLARI * PATT: « IL TEMPO POTRÀ FARE EMERGERE SEGNALI DI DISCONTINUITÀ NEL PARTITO E IL CONGRESSO DI MARZO POTRÀ COSTITUIRE UNA PRIMA TAPPA SIGNIFICATIVA»

Un dibattito politico che abbia al centro l’interesse della popolazione trentina ed il suo benessere è non solo gradita, ma auspicabile. Fondamentale è però valutare quanto l’improvvisa disponibilità all’apertura di linee di credito tra chi oggi appartiene alla minoranza consiliare e il partito di maggioranza relativa sia ideale e quanto strumentale.

Non si fa politica se non si capisce il contesto e il contesto non si capisce se prima non lo si studia. Oggi la maggioranza in Provincia è tenuta ad un’opera di governo e di risanamento importante, per la quale ha chiesto ed ottenuto i voti che le consentono di declinarla attraverso provvedimenti conseguenti.

Il governo provinciale, sostenuto da una coalizione autonomista popolare, così coniata dal nuovo presidente Fugatti in virtù anche della nostra presenza politica, ha nelle sue priorità la guida riformatrice di un Trentino bisognoso di interventi strutturali, di una rivitalizzazione del mondo del lavoro e della scuola, di un sostegno concreto alla famiglia e al mondo del volontariato, di un rinnovato e condiviso impegno nei mondi della ricerca protesa a creare nuove occasioni d’impresa ed evitare fughe di capitale umano, ciò nella consapevolezza che il consenso ottenuto va ripagato con i fatti.

A tal proposito, come Autonomisti popolari, ci impegniamo all’interno della coalizione del governo provinciale a superare le appartenenze di parte o di schieramento, cercando di sostenere crescita e sviluppo del nostro territorio e di tutti noi Trentini. Confondere questo attraverso un prolungamento interminabile di campagna elettorale vorrebbe dire mescolare governo con propaganda, e relegare in tal modo la politica ad un continuo banco elettorale.

Detto questo registriamo dai giornali una mancanza di discontinuità temporale, difficilmente sostenibile sotto il profilo politico, tra la sconfitta elettorale del partito del Presidente della precedente legislatura, e il lancio di aperture aventi come soggetto di riferimento lo stesso partito del Presidente.

Non è tutto. L’attuale coalizione di governo ha ottenuto un ampio consenso nella direzione di un cambio di rotta e con il preciso obiettivo di seguire percorsi alternativi a quelli che hanno caratterizzato i governi del ventennio precedente.

Al di là e ben oltre gli aspetti tattici e contingenti, è forse ancora necessario interrogarsi sulle scelte, se preminente è partire dai temi fondanti, quali l’etica in politica, l’uomo e la qualità della vita, l’autonomia e l’autogoverno nella specificità delle nostre tradizioni e nelle forme di sussidiarietà integrale, o se è sufficiente ancorare il nostro futuro ai destini personali e politici di qualche singolo soggetto di parte?

Noi Autonomisti popolari non abbiamo dubbi nel sostenere con forza la prima scelta valoriale, e su questa linea di contenuti siamo disponibili a valutare le reali intenzioni per un rinnovato progetto politico che sicuramente non può prescindere da una classe dirigente rinnovata, credibile ed autorevole.

Il tempo potrà fare emergere nel partito delle due stelle alpine segnali di discontinuità e il congresso del prossimo mese di marzo potrà costituire una prima tappa significativa.

 

 

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Michele Condini

Portavoce Autonomisti popolari

 

 

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