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AUTONOMISTI POPOLARI / KASWALDER-CHILOVI * ELEZIONI POLITICHE 4 MARZO 2018: L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI DEL VOTO

Leggiamo ogni giorno le analisi più disparate sul voto dello scorso 4 marzo. Tra i vincitori scene di legittima soddisfazione e proclamiambiziosi per le provinciali d’autunno. Tra gli sconfitti ci sono partiti che si chiudono in riunioni fiume per valutarne analiticamente gli esiti infausti, altri che annunciano decisioni di grande cambiamento, c’ è persino chi sostiene che va tutto bene nonostante molti indichino i loro stessi leader come i veri responsabili della catastrofe elettorale del centrosinistra.

Erano evidenti a tutti le motivazioni internazionali legate alla incapacità di governare i flussi migratori che avrebbero certamente favorito i partiti non governativi. Molteplici inoltre le difficoltà della coalizione che guidava l’Italia che hanno portato ad un esito chiarissimo: 23 per cento per le forze che sostenevano il governo nazionale e 77 a quelle che erano ad esso avverse.
Diversa invece la situazione nella nostra Regione: infatti in Alto Adige/Südtirol hanno votato a favore della coalizione governativa il 60 per cento dei cittadini e contro di essa il 40 per cento; in Trentino a favore il 30 per cento e contro il 70 per cento.

Si possono spendere giornate intere a ragionare sulle cifre e sugli spostamenti, sulle tenute e sui crolli ma a noi in questo contesto non interessa. Come appare evidente in presenza del medesimo traino nazionale in Trentino ci sono motivazioni profonde per un voto di cambiamento, forse dovuto al fatto che l’Autonomia è declinata qui da noi, rispetto agli amici sudtirolesi, in maniera meno concreta per il cittadino.

Per capire come muoversi nel futuro, se si vuole fare il bene dei trentini, si deve ragionare sulle motivazioni, non sugli esiti. Per fare un paragone con la medicina: non si possono fare interventi se non si concorda sulla causa.

Noi che siamo parte di quel 70 per cento che ha votato contro il governo provinciale abbiamo una chiara visione delle cause, e quindi della malattia e su queste cause cercheremo di intervenire nel futuro con una proposta programmatica che porteremo alla coalizione per il cambiamento del Trentino.

La nostra gente ha votato contro il governo provinciale per una serie di motivi per così dire nazionali, come la fallimentare gestione della immigrazione clandestina, come la precarizzazione del lavoro, la tremenda pressione fiscale ed altre macro ragioni.

Qui da noi invece i Trentini si sono sentiti soli, soli di fronte ad una arroganza di potere che traspare ogni giorno dalle parole di chi ci ha guidato, da chi ci ha detto che va tutto bene mentre un trentino su quattro fa fatica ad arrivare alla fine del mese; da chi ci ha propinato che la scuola è “buona” mentre genitori e docenti continuano a spiegarci che non è così; da sindacati che ci dicono che il centrosinistra ha fatto molto per il lavoro mentre ci sentiamo tutti precari, anche chi fino a poco tempo fa si sentiva sereno nella sua azienda; da un governo provinciale che ci spiega che stiamo crescendo mentre la banca d’Italia certifica che in 11 anni il Pil dell’Alto Adige/Südtirol è cresciuto del 12% in più rispetto al nostro; da una cooperazione che è nella più grave crisi della sua storia con la Provincia che non se ne occupa; da una sanità pubblica che si sta sempre più avviando verso standard mediterranei piuttosto che mitteleuropei. I trentini si sono sentiti soli davanti a tutto questo e la profonda crisi economica e di produttività del Trentino richiede formule nuove, persone nuove e soprattutto richiede che la politica ascolti i territori, le valli, le comunità locali.

Il Trentino deve saper usare concretamente la sua autonomia sia per trovare soluzioni ai problemi interni dei trentini, sia per dare soluzioni migliori dell’Italia ai problemi nazionali ed internazionali.

C’è chi critica i cittadini per come hanno votato, oggi come dopo il referendum del dicembre 2016, e chi spiega che bisogna comunicare meglio i grandi (?) risultati ottenuti.
Noi invece siamo su un altro piano: vogliamo ascoltare, elaborare, costruire, unire e poi proporre una soluzione nuova, credibile, sostenibile alla gente trentina.

 

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Autonomisti Popolari

Dario Chilovi​​​​​​​, Portavoce

Walter Kaswalder, Presidente