INTERVISTA AL SEGRETARIO UIL TRASPORTI DEL TRENTINO

NICOLA PETROLLI

Focus su: Trasporto urbano Trento - Rovereto/Riva del Garda

 Ferrovia Trento/valli Avisio - Contratto Pat

Appresso dell’esclusione dalla vaccinazione anti covid dei lavoratori delle associazioni convenzionate per l’emergenza/urgenza del Trentino, chiediamo che vogliate pubblicare questo nostro comunicato di protesta contro la decisione di APSS e Giunta, che discrimina lavoratori della sanità a rischio quotidiano.

Scopriamo oggi che l’Azienda Provinciale per i Servizi sanitari dopo aver invitato i “volontari” della sanità a vaccinarsi li ha rinviati a data da destinarsi.

Questa la cronologia dei fatti, da precise informazioni che Sinistra Italiana ha raccolto:
il 5 gennaio viene inviata a tutto il personale delle Associazioni convenzionate con il sistema emergenza/urgenza territoriale una comunicazione da parte della direzione generale APSS con l’invito ad aderire alla campagna di vaccinazione anti COVID, la cui programmazione e gestione è affidata a Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale del Trentino
entro il 7 gennaio vengono comunicati i nominativi a Croce Rossa e subito dopo, il 10 gennaio, Croce Rossa contatta gli operatori e fissa gli appuntamenti già per la settimana successiva.

il 13 gennaio arriva una seconda comunicazione urgente nella quale, con rammarico, si comunica che gli appuntamenti previsti sono sospesi e rinviati a data da destinarsi, quando si avrà certezza delle dosi disponibili e e delle priorità stabilite dalla task force presidenziale.

In realtà la questione riguarda tutto il settore dell’emergenza, nel quale prestano la loro opera molti volontari, ma anche dipendenti formati ed assunti con regolare contratto a tempo indeterminato dalle associazioni convenzionate e quindi in forza alla sanità trentina.

E questo aspetto aggrava la decisione perché non solo discrimina persone che sono quotidianamente a contatto con il virus, in situazioni di rischio (sono loro che vanno a prelevare i malati Covid più gravi, li maneggiano e viaggiano con loro in ambulanza) ma va anche a toccare i diritti dei lavoratori.

A questi lavoratori della sanità dopo la prima fase della pandemia, in primavera, non era stato nemmeno riconosciuto il bonus assegnato ad infermieri e medici.
E se sui soldi non ricevuti siamo pronti a sorvolare, di sicuro non possiamo tacere quando si mette a rischio la salute di chi si presta a svolgere il proprio lavoro con sacrificio ed abnegazione.

Sinistra Italiana del Trentino chiede quindi con fermezza che il Presidente Fugatti e l’assessora Segnana diano spiegazione di questo fatto gravissimo e diano indicazioni al Direttore Sanitario dottor Ferro di revocare immediatamente questa decisione vergognosamente assurda.

 

 

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La segretaria provinciale di Sinistra Italiana del Trentino, Renata Attolini