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ASSOCIAZIONE TRANSDOLOMITES * TRASPORTI: GIRARDI, « IL 2021 ANNO EUROPEO DELLE FERROVIE, È DAL 2014 AL 2018 CHE CHIEDIAMO LO STUDIO DI FATTIBILITÀ PER LA TRENTO-PENIA »

E’ tornata l’era delle ferrovie. Nel settore del trasporto persone e dello sviluppo del settore del turismo le ferrovie stanno assumendo un ruolo sempre più strategico.

Dal 2015 il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MiBACT) è aderente istituzionale della Fondazione FS Italiane che, sotto l’egida del Gruppo, ha avviato nel 2014 il progetto Binari senza tempo per creare una nuova forma di turismo ferroviario, che consenta di raggiungere le mete italiane meno conosciute, ma di straordinaria bellezza, alla scoperta di arte, paesaggi ed enogastronomia. In particolare, il progetto, sostenuto dal MiBACT, ha permesso di riaprire all’esercizio turistico, fra il 2014 e il 2018, 600 chilometri di linee ferroviarie, da Nord a Sud della Penisola.

Si è creata così la possibilità di muoversi lungo 10 linee storiche per visitare alcuni tra i luoghi più affascinanti e suggestivi d’Italia. I treni d’epoca della Fondazione FS Italiane hanno trasportato circa 100mila persone nel 2019 (460 eventi treno).

Il 2020 è stato l’Anno nazionale del treno turistico”. Dopo il 2016 Anno nazionale dei cammini, il 2017 Anno nazionale dei borghi, il 2018 Anno del cibo italiano e il 2019 Anno del turismo lento , il 2020 ha puntato l’attenzione sulla promozione di un’altra forma di turismo che permetta al viaggiatore di percorrere l’Italia in modo sostenibile e lungo le tratte storiche delle ferrovie, ammirando paesaggi magnifici e toccando località di struggente bellezza. Esistono ad oggi 800 chilometri di tratte ferroviarie in disuso e abbandonate che attraversano parchi nazionali, aree protette e territori densi di storia e cultura”.

Investire in mobilità ferroviaria significa potenziare, promuovere e valorizzare questa forma di turismo rispondendo all’esigenza di governare la crescita impetuosa dei flussi turistici che a pandemia terminata riprenderanno con vigore nei prossimi anni e che non potrà concentrarsi nelle sole grandi città d’arte, che già stanno vivendo fenomeni di sovraffollamento e che vanno tutelate. Si tratta insomma di prepararsi ad una forte ripartenza e cambiamento del fare turismo.

Ed arriviamo al 2021.

La centralità delle ferrovie nel piano di sviluppo economico e sostenibile dell’Unione è stata confermata nel 2020 dalla proposta della Commissione, appoggiata dal Consiglio, di istituire per il 2021 l’Anno europeo delle ferrovie come forma di trasporto verde, innovativa e sicura e come elemento fondamentale per una transizione verso una mobilità sostenibile e smart. E così è stato.

Il trasporto ferroviario, in particolare, sarà grande protagonista. Secondo la European Environment Agency, infatti, solo lo 0,5% delle emissioni generate dal settore trasporti sono da imputare ai trasporti su rotaia; al contrario, il trasporto su strada è responsabile del 73,1% delle emissioni, l’aviazione del 14,2% e i trasporti marittimi del 13,6%. E solo il trasporto su rotaia, tra le diverse modalità di trasporto, ha conosciuto una stabile e progressiva riduzione delle emissioni di gas serra a partire dal 1990.

Adina Vălean, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato: “La nostra mobilità futura deve essere sostenibile, sicura, confortevole ed economicamente accessibile. Il trasporto ferroviario offre tutto questo e molto di più! L’Anno europeo delle ferrovie ci offre l’occasione di riscoprire questo modo di trasporto. Attraverso una serie di iniziative, sfrutteremo questa occasione per aiutare il settore ferroviario a realizzare appieno il suo potenziale. Invito tutti a partecipare all’Anno europeo delle ferrovie.” Fonte

La Commissione von der Leyen ha spinto l’acceleratore sull’adozione dello European Green Deal: un piano che comporterà una profonda trasformazione della produzione, dei consumi, delle fonti energetiche e dei trasporti. Si prevedono la mobilitazione di risorse finanziarie del budget pluriennale dell’Unione, il sostegno di InvestEU, l’azione della Banca europea per gli investimenti (BEI) e il contributo del settore privato, per raggiungere una capacità di investimenti fino ad 1 trilione di euro in dieci anni. Gli importi stanziati per il Green Deal saranno parte integrante dello storico piano di stimolo previsto dal pacchetto Next Generation EU, in cui la transizione industriale, energetica e dei trasporti sono considerati elementi centrali per la ripresa economica del Vecchio continente. Fonte

Di tutto ciò sul territorio dobbiamo fare sintesi e riflettere sul da farsi.

La via l’ha indicata recentemente Gianfranco Battista, amministratore delegato e direttore generale del gruppo FS italiane in una intervista pubblicata il 29 dicembre 2020 ( fonte Corriere della Sera) Nelle sue riflessioni non solo l’Alta Velocità ma i cambiamenti sociali accelerati dalla pandemia. La necessità di puntare sui collegamenti tra metropoli e i piccoli centri. Obiettivo accessibilità diffusa mirata allo sviluppo anche dei piccoli e medi centri in un’ottica sempre più green. C’è poi l’attenzione verso le nuove esigenze dei viaggiatori che vogliono muoversi con maggiore sicurezza, e con un servizio di mobilità sempre più a domicilio.

Transdolomites da anni insiste su questo principio e continuiamo col ricordare che l’Alta Velocità si sta realizzando anche nella nostra regione e che senza una programmazione strategica da oggi al 2050 senza la previsione di collegamenti ferroviari tra città e le valli, la nostra regione diventerà un mero corridoio di attraversamento.

Se è del tutto corretto orientare questo ragionamento con la proposta della Rovereto-Riva, allo stesso modo si deve fare per le Valli dell’Avisio dove Fiemme e Fassa soffrono fortemente la pressione del traffico generato da residenti e turisti e dove la Valle di Cembra attende una nuova opportunità di sviluppo che solo la ferrovia le potrà concedere.

Il nostro dovere non è solo ricordare che la realizzazione dell’Alta Velocità è in avanzamento e che in questo progetto non esiste solo la città di Trento, ma che ci sono degli impegni politici che vanno rispettati.

Sono state di esempio elezioni provinciali 2018 con il Programma della Coalizione Popolare Autonomista per il Cambiamento ed il Programma Maurizio Fugatti ove testualmente in tema di mobilità ferroviaria si legge: “ Studio di fattibilità della ferrovia delle Dolomiti: Trento, Valle di Cembra, Canazei. Una ferrovia dalle enormi potenzialità turistiche se realizzata, in grado di attrarre turisti e ridurre in parte il traffico automobilistico nelle valli attraversate. Fonte programma allegato.

Qualche domanda va poi rivolta ai Consiglieri provinciali eletti in detta Coalizione, Luca Guglielmi, Gianluca Cavada, Alessandro Savoi: vi siete mai letti il programma della coalizione alla quale avete aderito? Nel corso di questi mesi i vostri impegni vi hanno portato a dimenticare questo importante passaggio che Voi come rappresentanti delle Valli dell’Avisio dovreste essere i primi a dover chiedere di far rispettare da parte della Giunta provinciale?

Perché queste non sono idee degli altri , quelli già passati. Questo è anche l’impegno che Voi avete inserito nel Vostro programma e che riteniamo siate in dovere di onorare perché sulla base di quanto avete scritto avete raccolto un consenso da parte degli elettori.

In particolare chiedo al Consigliere Gianluca Cavada che da mesi si adopera a sostegno del BRT a scapito dell’idea di ferrovia Avisio: non Le pare di essersi posto in “ controtendenza” rispetto al programma di Coalizione a cui appartiene? Carta canta!!!!!!

Ricordo che nel giugno 2019 a Comano Terme relazionando sul percorso di ascolto nel solco degli Stati della Montagna il Presidente Fugatti aveva dichiarato che elettrificazione della Valsugana e ferrovia Avisio rientravano nelle priorità e nello stesso mese annunciava la ferrovia per le Olimpiadi 2026 in Fiemme e Fassa. Vedi allegati.

Ma le “colpe” non stanno solo da una parte. E’ nostro dovere ricordare anche il Consigliere Pietro De Godenz che in campagna elettorale 2018 aveva difeso la necessità del progetto ferroviario per poi tornare a mettere la testa nella sabbia.

A monte di tutto ciò, 18 mozioni delle Istituzioni delle Valli dell’Avisio tra cui anche Consiglio provinciale che dal 2014 al 2018 chiedono lo studio di fattibilità per la Trento-Penia.

Né Transdolomites né le 18 mozioni hanno mai chiesto di costruire la ferrovia ma che come prima fase venga redatto il progetto. Su questo non molliamo ma soprattutto non dimentichiamo.

Stiamo assistendo a cambiamenti profondi nel campo dei trasporti, che incideranno anche sul futuro del turismo. Privare le Valli dell’Avisio dell’opportunità di confrontarsi concretamente con questi scenari non solo è contro gli interessi di queste valli ma anche del Trentino.

 

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Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites

 

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