Studio “Ferrovia delle Valli dell’Avisio, valutazione di un collegamento ferroviario fra Trento e le Valli dell’Avisio. Affidato l’incarico in Svizzera.

Alcuni mesi fa avevamo dato l’annuncio di una intenzione. Ora siamo dare notizia che l’intenzione si è concretizzata.

IL 23 ottobre 2020, Transdolomites ha firmato il contratto che affida allo Studio tecnico IBV Hüsler AG, di Zurigo il compito di realizzare lo Studio “Ferrovia delle Valli dell’Avisio, valutazione di un collegamento ferroviario fra Trento e le Valli dell’Avisio”

Il treno, dopo aver connotato l’epoca del grande sviluppo economico e tecnologico durante la Rivoluzione Industriale, dopo una fase di apparente declino ha saputo ripensare il suo ruolo a servizio delle mutate esigenze del mondo contemporaneo, con particolare riferimento alla sostenibilità ambientale ed al risparmio energetico.

Le linee ferroviarie, grazie anche alle sezioni traversali che a parità di capacità sono notevolmente inferiori a quelle stradali, si inseriscono nel paesaggio in modo discreto, eventualmente arricchendolo con straordinarie opere d’arte come i famosi viadotti delle ferrovie Retiche, che sono diventate vere attrazioni turistiche nel mezzo del panorama alpino.

Non tutti i Paesi e non tutte le Regioni hanno saputo sfruttare questa opportunità. Dove questo è accaduto il successo della ferrovia come mezzo di trasporto ed attrattore turistico è testimoniato dai risultati, anche commerciali, che hanno accompagnato le diverse iniziative che su questo tema si sono susseguite negli anni.

A livello internazionale, l’Unione Europea ha scelto il treno come unico mezzo in grado di garantire il trasporto delle persone e delle merci in modo sostenibile, anche su distanze medio-lunghe ed attraverso le Alpi. Conseguentemente, gli investimenti europei sui trasporti internazionali sono stati concentrati sulla costruzione di ferrovie veloci e pianeggianti che attraversano la catena alpina. Con il tunnel di base del Brennero, ad esempio, nel 2026 Monaco di Baviera sarà a due ore e mezza di treno dalle Dolomiti e 100 milioni di abitanti saranno distanti al massimo 5 ore di viaggio.

Questo scenario rende urgente la progettazione e la costruzione di sistemi locali ferroviari capaci di collegare le valli dolomitiche con il corridoio internazionale che unirà il nord ed il sud dell’Europa attraverso il tunnel ferroviario del Brennero. Questo, non solo per adeguarsi alla politica dei trasporti europea, ma anche per non essere schiacciati dal maggior afflusso di turisti che ne deriverà. Già oggi ci sono valli dolomitiche in cui la qualità del prodotto turistico e le condizioni di vita dei residenti sono penalizzate dalla congestione stradale. Ad esempio, nelle valli Fiemme e Fassa le presenze turistiche invernali ed estive della stagione 2018-19 assommano a 7.378.400 con elevata mobilità giornaliera interna e gravi problemi di congestione in alta stagione ed in estate; ogni giorno accedono in media agli impianti di risalita, nell’arco al massimo di un paio d’ore, 13.500 persone in inverno e 7.000 in estate servendosi dell’auto, di navette e raramente a piedi. Si tratta di numeri adatti ad essere gestiti con mezzi di trasporto di massa.

In questo ambito l’associazione Transdolomites persegue da anni l’obiettivo di realizzare un nuovo collegamento ferroviario tra Trento e Canazei (Alba/Penia) nel cuore delle Dolomiti, chiamato Treno dell’Avisio dal nome del fiume che percorre le tre valli Fassa, Fiemme e Cembra. Questa nuova ferrovia ha l’obiettivo di porsi come mezzo confortevole ed affidabile sia per gli spostamenti pendolari verso i grandi centri nella valle dell’Adige, sia per gli spostamenti turistici, collegando tra loro gli insediamenti turistici, tutti gli impianti di risalita di arroccamento, gli altri impianti sportivi e la pista di fondo/ciclabile. Il modello di riferimento è, come detto, quello della mobilità sostenibile per mezzo dell’integrazione tra tutte le risorse della valle, non solo turistiche, ma anche socioeconomiche (Servizi di Interesse Generale). Tutto questo abbinato alla connessione con la rete ferroviaria ad alta velocità italiana (nord-sud ed est-ovest) ed europea (corridoio TEN-T del Brennero) per poter invogliare all’uso della ferrovia anche per i viaggi di arrivo e di partenza dei turisti, oltre che dei residenti.

Il progetto del Treno dell’Avisio è parte anche di una visione più generale, sostenuta da Transdolomites e da altri autorevoli stakeholder del territorio dolomitico, che intende realizzare una rete di ferrovie alpine per la mobilità locale e turistica. In molti casi è possibile solo realizzare brevi tratti di nuova infrastruttura con cui unire tronchi già esistenti, oppure ripristinare linee dismesse alcuni decenni fa. In questo modo si potrà ottenere una trasversale alpina con orientamento prevalente da est a ovest che collegherà tre Stati (Italia, Austria e Svizzera) e sette Regioni/Cantoni. I criteri progettuali e le scelte gestionali previste per il Treno dell’Avisio, di cui qui è svolta la valutazione tecnico-economica, possono pertanto costituire il modello di riferimento delle opere facenti parte di questa più ampia visione.

 

METODOLOGIA

Valutazione Costi Benefici: Standardisierte Bewertung

La valutazione di diverse ipotesi progettuali, per definire le priorità d’intervento e per scegliere tra ipotesi alternative, può essere efficacemente svolta effettuando un’analisi costi benefici. Il ministero dei trasporti tedesco ha codificato e standardizzato (Standardisierte Bewertung) una metodologia di questo tipo per la valutazione di progetti relativi al trasporto pubblico, che definisce la base per determinarne il finanziamento pubblico a livello federale.

Una versione semplificata di questa metodologia è stata usata dal Team del Ing. Hüsler negli ultimi anni nell’ambito di diversi progetti quali la ferrovia del Mühlkreis a Linz, lo sviluppo della Rete Ferrotranviaria del cantone di Zurigo, la Rete Tranviaria di Graz.

Il metodo si basa sulla quantificazione delle differenze di costi e di benefici tra casi di studio ben definiti (scenario di base, scenario di base attualizzato all’orizzonte temporale prescelto, diverse ipotesi di sviluppo ed intervento). E’ il metodo che verrà utilizzato per lo Studio Avisio

 

SCENARI DI RIFERIMENTO ED IPOTESI PROGETTUALI

Per la definizione dell’orizzonte temporale di riferimento si prende in considerazione il 2030. In questo modo sarà da considerare l’entrata in servizio del tunnel ferroviario di base del Brennero (al momento è prevista per il 2028).

Lo scenario di riferimento e le ipotesi progettuali sono definiti sulla base di scenari comparativi che partono dal livello minimo che prevede il normale sviluppo del servizio Bus secondo gli orari attuali (intensificazione delle corse nei momenti di punta) e manutenzione ordinaria della strada (nessun intervento particolare per la velocizzazione del servizio bus/riduzione dei conflitti con il traffico privato). Si tiene conto degli skibus e delle recenti iniziative di potenziamento estivo dei servizi di linea (Fiemme e Fassa), di velocizzazione delle corse dirette a Trento e di prolungamento delle corse SAD per Bolzano. Per passi successivi si arriva alla considerazione del potenziamento del servizio di TPL accompagnato da interventi puntuali sulla rete stradale per velocizzare la mobilità dei mezzi pubblici, lo scenario BRT sino ad arrivare ai vari scenari ferroviari ; la tratta complessiva Trento-Penia, la Trento -Predazzo -Moena via valle di Cembra, il tratto “ interno “ Cavalese-Penia di Canazei.

Si prevedono almeno sette mesi di lavoro per la chiusura dello studio per un impegno economico di € 24.000,00 + IVA.

Sperando che la situazione pandemica non incida negativamente sul calendario di lavoro, è nostra intenzione che una volta disponibile lo studio definitivo la sua prima presentazione avvenga a Zurigo dinnanzi ad una platea di investitori e società ferroviarie svizzere.

Ci presenteremo poi a Trento alla politica ed alla finanza locale per poi organizzare l’evento di presentazione nelle valli dell’Avisio.

Ma intendiamo andare ancora oltre; guardando ovviamente al 2021, ci stiamo attivando per organizzare una presentazione ancora più articolata a Bruxelles all’attenzione della Commissione europea, puntando ad invitare autorevoli stakeholder tra cui le ferrovie italiane, quelle di Germania e Austria. Questa azione è dettata dal fatto che riteniamo che il progetto di Transdolomites proprio per la sua transnazionalità abbia tutte le carte in regole per essere accolto come un vero progetto europeo di mobilità e papabile ad essere finanziato grazie alle opportunità offerte dal Recovery Found.

In parallelo punteremo a far conoscere la nostra proposta presso i Ministeri competenti a Roma.

Il ruolo dell’Associazione Transdolomites è quello di compiere ogni azione diretta a favorire l’approfondimento di tematiche relative alla mobilità ed al turismo in ambiente alpino attraverso varie forme di attività tra cui la promozione e gestione di studi e svolgendo in parallelo azioni di raccolte pubbliche di fondi al fine di finanziare le attività in oggetto.

Dalla Mozione N. 38 “interventi a sostegno dell’attività di studio e progettazione relativa alla realizzazione di una ferrovia delle Valli dell’Avisio” approvata dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento nella seduta del 12 giugno 2014 la quale chiedeva l’impegno della Giunta provinciale” ad avviare nel più breve tempo possibile lo studio di fattibilità di una ferrovia che colleghi Trento con le valli dell’Avisio, approfondendone, tra l’altro, gli aspetti finanziari” sino ad arrivare al 2017, 17 sono state le Mozioni votate dai Consigli Comunali, Comunità di Valle delle Valli Fassa, Fiemme e Cembra assieme al Consiglio Comunale di Trento le quali sposarono i principi e la richiesta della Mozione N. 38 del Consiglio Provinciale di Trento.

Le Giunte provinciali che dal 2014 si sono succedute, sino a quella attualmente al Governo, non hanno mai dato seguito a questi Atti di indirizzo che sono provenuti dalle Valli dell’Avisio.

Transdolomites non ha alcuna competenza nell’impegnarsi in uno studio di fattibilità perché titolare di ciò è solo la Giunta Provinciale.

Transdolomites può però dare una risposta parziale per onorare le richieste delle Mozioni in oggetto e l’incarico affidato agli esperti svizzeri ne è la dimostrazione.

Se da troppi anni i Governi trentini si sono rifiutati da onorare l’impegno per lo studio di fattibilità per la Trento-Penia rimangiandosi di fatto i proclami ed i discorsi pontificanti degli anni di Metroland. Chi governa tenga presente che ogni atto politico favorevole a chiedere il progetto Avisio non concederemo vada in prescrizione. Saremo sempre in prima linea per chiedere si pervenga a ciò.

Se Trento è sorda non lo sono state le valli dell’Avisio dove in previsione dello studio svizzero dalla Valle di Cembra alla Valle di Fassa abbiamo trovato una grande collaborazione e sostegno a favore di questa causa.

A tutti va il nostro più sincero ringraziamento. L’attesa per la ferrovia Avisio cresce, così come in parallelo e coerentemente cresce la voglia di comprendere al meglio il suo potenziale per il futuro turistico di questa parte delle Dolomiti.

 

 

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Massimo Girardi

Presidente Associazione Transdolomites

Cell. 320.4039769