Dichiarazione del Segretario Generale della Presidenza della Repubblica

Dieci anni di “Dolomiti-Unesco”; il problema mobilità risulta essere la grande criticità, ed è lontano da una soluzione credibile. Una serpentina di macchine alla mattina in coda per raggiungere gli impianti di risalita o i passi dolomitici, alla sera sempre in coda per il ritorno. Una fila costante di autovetture che si muove per ore. C’è chi a metà mattina da Moena a Pozza di Fassa ha impiegato un’ora e mezza.

Chi deve mettersi i viaggio per recarsi al lavoro in valle di Fassa e proviene ad esempuo dalla valle di Fiemme deve partire da casa almeno un’ora prima per tentare di essere puntuale. Ma questa è solo la punta di iceberg perché le colonne di auto in fila sulla Ss 48 delle Dolomiti o della Ss 241 della val d’Ega sono una solo una frazione di un serpentone di auto lungo alcune decine di chilometri che dalle città e dalle pianure si sviluppano fino a collassare le strade.

 

 

Le Dolomiti dunque per la quota di destinazione turistica ad esse destinate sono responsabili del danno da traffico non solo per loro stesse, ma anche per i territori di cui si originano i flussi di traffico diretti ai monti. Esprimiamo apprezzamento alle Province Autonome di Trento e di Bolzano per l’impegno che stanno mettendo per rafforzare l’offerta di servizi di mobilità pubblica in tra Cavalese e Canazei e tra Bolzano e Pera di Fassa. Apprezzamento anche per la capacità di ascolto nei riguardi dei turisti che inviano a chi di dovere le segnalazioni dei disservizi il più delle volte legati al fatto che in certe ore della giornata i mezzi sono pieni e si resta a terra.

Segnale positivo: la domanda di mobilità pubblica è in crescendo, ma lasciare viaggiatori a terra è un segnale negativo che spinge una volta di più all’uso dell’auto privata come garanzia per raggiungere le mete di destinazione. Tornando al servizio Sad sulla 241, va detto che dall’8 al 25 agosto 2019, sono state attivate le seguenti corse bis; ore 8,16 da Ponte Nova a Pera di Fassa e ore 9,07 da Pera di Fassa a Ponte Nova. Risultato positivo tanto che i pullman partiti da Pera alle 9,07 a Vigo si erano già riempiti.

Insomma più ne aggiungi, più dovresti aggiungerne. Il 2020 dovrebbe poi rappresentare l’anno nel quale si potrebbe assistere ad un ulteriore potenziamento delle corse tra la valle di Fassa e Bolzano. Da Trentino Trasporti ci è giunta la voce del fatto che stiano lavorando all’attivazione della corsa tra Ora (Bz) e Canazei senza rottura di carico a Cavalese.

La proposta di Transdolomites è di non fermarsi qui. Riteniamo sia importante lavorare al potenziamento della tratta tra Pera do Fassa e Nova Levante in certe ore della mattina e del pomeriggio. Ragionando su una corsa Pera -Bolzano e una tra Pera e Nova Levante si potrà arrivare a un servizio cadenza ai 30 minuti e offrire ai piedi del Catinaccio un servizio di mobilità pubblica eccellente che sposi il concetto di Dolomiti-Unesco.

In questa prospettiva ci proponiamo sin da ora per realizzare una azione di comunicazione capillare per migliorare la conoscenza dei servizi di mobilità pubblica in queste zone e di promuovere un questionario che permetta di conoscere in modo più approfondito il parere dei viaggiatori che si muovono tra Fiemme, Fassa, Bolzano, Trento. A ciò aggiungiamo che nelle valli in questione è giunta l’ora di smetterla di nascondere la testa sotto terra come fanno gli struzzi.

Troppi vivono il fenomeno traffico come una normalità, come un fenomeno passeggero della durata di qualche settimana. In realtà non è così, perché questo problema tra residenti e turisti si manifesta più meno tutto l’anno.

 

 

Ma ciò che ci provoca preoccupazione è il fatto che non si ancora lontani dal comprendere cosa potrà accadere ad olimpiadi 2026 passate. Sì, perché il problema non sarà tanto il periodo degli eventi sportivi, bensì la visibilità mondiale che le zone sedi degli eventi otterranno in tutto il mondo. Riconoscimento Unesco, nuova galleria di base del Brennero e Olimpiadi possono rappresentare un mix micidiale che potrebbe fare collassare le valli sotto la pressione di nuovo turismo proveniente ad esempio dalla Cina o dall’India.

Le stime parlano di mercati che rappresenteranno centinaia di milioni di nuovi turisti che si muoveranno nel mondo. La vera emergenza allora da affrontare sin da oggi è quella di prepararsi al cambiamento ed avere le idee chiare su come si intende governarlo. No sarà qualche pullman in più a rappresentare la risposta a questi nuovi scenari, ma una scelta molto più lungimirante rivolta alla ferrovia.

Lo diciamo allora sin da adesso , ma lo diremo con più forza tra breve. Chi ha intenzione di continuare a vivere come gli struzzi, abbia il buon senso di farsi da parte.

Verrà tra breve il momento ne quale più consentito estraniarsi dalla partita.

 

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Massimo Girardi
Presidente di Transdolomites