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ASSOCIAZIONE DONNE IN COOPERAZIONE * ASSEMBLEA ANNUALE – TRENTO 2018: ” SOSTENERE I GENITORI CHE LAVORANO, PIÙ EQUILIBRIO TRA TEMPI DI VITA E LAVORO “

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08.52 - giovedì 03 maggio 2018

La maternità viene ancora vista come un costo legato alla necessità di sostituire la lavoratrice temporaneamente assente e lo strumento più utilizzato per gestire il suo rientro è ancora il part time. È uno degli elementi emersi dal progetto “Genitori al lavoro”, che ha permesso di individuare anche buone prassi e strumenti utilizzabili da ogni azienda per realizzare un equilibrio tra i tempi di vita e lavoro di collaboratori e collaboratrici.

Le linee guida e le esperienze più significative sono state presentate oggi durante il convegno “Valorizzare la genitorialità”, organizzato dalle Donne in cooperazione per rilanciare e approfondire i risultati del progetto realizzato in collaborazione con la Federazione e con la partnership della Fondazione don Guetti e il contributo della Provincia Autonoma di Trento.

“L’obiettivo del percorso – ha spiegato la presidente Nadia Martinelli aprendo i lavori insieme al direttore della Federazione Alessandro Ceschi – era promuovere una cultura inclusiva che veda la genitorialità come un valore aggiunto”.

“Si tratta di un tema – ha commentato la dirigente generale dell’Agenzia del lavoro Antonella Chiusole – che, dal punto di vista organizzativo, coinvolge quasi esclusivamente le lavoratrici. Le linee guida individuate dal gruppo di lavoro di questo progetto saranno utili per individuare nuovi strumenti a disposizione del territorio e politiche del lavoro a sostengo della valorizzazione della genitorialità”.

“Il più grande ostacolo che si incontra nel gestire la maternità e nel valorizzare la paternità – ha spiegato la responsabile del progetto Simonetta Fedrizzi – è di tipo culturale”. Ecco perché diventa fondamentale individuare e far conoscere esempi replicabili e strumenti applicabili nelle aziende, come quelli sviluppati dalla Cassa Rurale Val di Fiemme, e presentati dalla responsabile sviluppo organizzativo Laura Gabrielli, e dalla Federazione Trentina della Cooperazione, raccontati dalla coordinatrice dell’Ufficio risorse umane della Federazione Silvia Mezzaroba.

“Il primo passo verso il cambiamento – ha concluso Adele Mapelli, esperta in diversity & inclusion Wise Growth e consulente del progetto – deve partire dalla governance e dalla sensibilizzazione della dirigenza e dei responsabili aziendali”. Come è emerso anche dall’esperienza condivisa dal direttore generale di Progetto 92 Marco Dalla Torre.

 

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I progetti presentati all’assemblea

Al termine del convegno, si è tenuta l’assemblea annuale dell’associazione, che rappresenta oltre 260 cooperatrici in rappresentanza di tutti i settori del movimento cooperativo trentino, durante la quale la presidente Nadia Martinelli e la project manager Simonetta Fedrizzi hanno presentato le attività svolte nel 2017 e i progetti in divenire.

In particolare, sono state messe in evidenza le attività che hanno permesso di ottenere risultati importanti in termini di sensibilizzazione e di collaborazione con le altre realtà, locali e non. C

ome nel caso del V-Day, la giornata in cui in tutto il mondo si manifesta contro lo sfruttamento e ogni forma di violenza sulle donne, che nel 2017 ha visto le Donne in cooperazione lanciare la campagna “Vesti la tua cooperativa di rosso” a cui hanno aderito 70 cooperative trentine.

“Accanto a queste iniziative – ha ricordato Martinelli – abbiamo continuato a investire in formazione per favorire una cultura aziendale dove trovano spazio modelli organizzativi innovativi e socialmente responsabili, e una governance paritaria”.

In quest’ottica è stato proposto, ad esempio, il percorso formativo “Darsi voce”, per promuovere la diffusione della cultura della valorizzazione, dell’inclusione e della pluralità di genere e generazionale nei luoghi decisionali delle cooperative, e il premio per tesi di laurea su “Il ruolo delle donne nella cooperazione, economia locale e società civile”, assegnato a Martina Dallafior per la tesi triennale e a Martina Ricca per la tesi specialistica.

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