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ASSOCIAZIONE CENTRO ASTALLI – TRENTO * “ AI MARGINI DELLA PANDEMIA “: « DIALOGO TV E WEB CON L’ARCIVESCOVO DI TRENTO TISI E I SINDACI DI TRENTO IANESELLI E ROVERETO VALDUGA » (RTTR 14-4 / 21.00)

“La trappola del virus” di Camillo Ripamonti. Di pandemia e migranti parlano i Comuni, la Diocesi e il Centro Astalli. “Da un anno ci sentiamo ripetere che siamo tutti sulla stessa barca. Ma siamo così sicuri di questo destino comune e senza differenze? Quando leggiamo lo slogan #iorestoacasa cosa pensiamo di chi una casa in cui restare non ce l’ha?”

 

 

Queste sono alcune delle domande a cui risponde Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, nel libro “La trappola del virus” (ed. Terra Santa) scritto insieme alla politologa Chiara Tintori.

Il tema della marginalità davanti alla pandemia è diventato fondamentale nelle nostre città. Anche a Trento e Rovereto non mancano contraddizioni e difficoltà. Proprio per questo, raccogliendo questi stimoli, il Centro Astalli Trento ha organizzato un dialogo tra l’Arcivescovo di Trento Lauro Tisi, il sindaco di Trento Franco Ianeselli, il sindaco di Rovereto Francesco Valduga e il presidente del Centro Astalli Trento Stefano Graiff.

Un confronto intitolato “Ai margini della pandemia”, che andrà in onda mercoledì 14 aprile alle 21 su RTTR (canale 11) in streaming sul sito dell’emittente e sui canali social degli organizzatori.

Alcuni interventi:
don Lauro Tisi: “In questo tempo difficile, non siamo diventati più egoisti, siamo diventati più smemorati. Concentrati su noi stessi, ci siamo scordati dei poveri. Dobbiamo incontrarci, legarci, agire insieme. Adesso è la nostra ora: è l’ora dei poveri. Dobbiamo riscoprire la bellezza del ‘noi’ e la cultura della comunità.”

Sindaco Ianeselli: “Con la pandemia, quelli che chiamiamo ‘gli invisibili’, le persone che vivono ai margini della nostra società, sono diventati più visibili. Li vediamo di più nelle nostre città e c’è anche tanta gente che ne ha paura. Io questa paura la capisco, ma penso che non possiamo dimenticarci che queste persone sono, appunto, persone. È nostro dovere pensare a loro e trovare delle soluzioni tempestive ed efficaci.”

Sindaco Valduga: “In una città come la nostra, insignita del titolo città della Pace, non posso pensare che resti qualcosa di intentato per assicurare i diritti alle persone, a tutte le persone. Dobbiamo puntare ad una accoglienza non assistenzialista, ma generatrice di futuro.”

Il presidente del Centro Astalli Trento Stefano Graiff: “Si parla spesso di migranti come numeri. Questo mi fa venire in mente l’abitudine, nei campi di concentramento, di dare un numero agli ebrei, togliendo loro il nome. Significava: tu sei massa, non sei persona.

Dobbiamo invertire la rotta, puntare su un’accoglienza diffusa, che parta dalla storia delle persone, dai loro bisogni, dalle loro individualità. Solo così i migranti possono essere visti come la risorsa che sono per la nostra comunità.”

Tramite queste ed altre riflessioni i partecipanti al dibattito hanno reso le domande del libro “La trappola del virus” uno strumento per riflettere sulle nostre città, le nostre valli, il territorio intero. E su come, politica e società civile insieme, possono dare delle risposte concrete e umane alla complessa sfida della pandemia.