QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

Oggetto: Interrogazione n. 806 del 17 settembre 2019.

Con riferimento all’interrogazione specificata in oggetto, acquisiti gli elementi informativi, si comunica quanto segue.

La sentenza del Consiglio di Stato n. 5364/2019, depositata in data 30 luglio 2019, sancisce chiaramente che l’ordinamento provinciale relativo alla rete di sorveglianza epidemiologica e veterinario aziendale non si pone in conflitto con la normativa nazionale, “ma anzi la disciplina provinciale ed il relativo regolamento risulta coerente e finalizzata alla migliore attuazione di quella nazionale”.

Detta sentenza sancisce altresì il “giudizio di manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale” proposta dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani e disattende le “censure con cui si deducono vizi di conflitto con le disposizioni statali” sollevate dalla medesima Federazione.

La sentenza conferma, come per altro sempre sostenuto dall’Amministrazione provinciale, che l’istituzione dell’elenco provinciale dei veterinari aziendali è unicamente finalizzata all’assolvimento dei compiti aggiuntivi assegnati agli stessi dalla legge provinciale n. 7/2017.

Ciò premesso, in forza di quanto indicato nella sentenza del Consiglio di Stato sopra richiamata, l’Amministrazione provinciale non ritiene di dover intervenire sulle disposizioni normative e i provvedimenti amministrativi oggetto di disamina da parte degli interroganti in quanto le prime sono state giudicate costituzionalmente legittime, tant’è che neppure il Consiglio di Stato ha ritenuto fondata la relativa questione, e i secondi amministrativamente legittimi, tant’è che non sono stati annullati dal Giudice amministrativo.

Quanto sopra a conferma non solo della coerenza della disciplina normativa e regolamentare rispetto a quella nazionale, ma anche dell’utilità dell’istituzione dell’elenco provinciale per consentire agli iscritti l’assolvimento dei richiamati compiti aggiuntivi, non ravvisandosi in tale impianto alcun “conflitto d’interessi” o sovrapposizione di ruoli tra “controllore e controllato”.

Cordiali saluti.

 

– Stefania Segnana –

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