QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

Consiglio regionale: si conclude l’iter di fusione dei Comuni di Castelfondo, Fondo e Malosco, dal 1° gennaio 2020 “Borgo d’Anaunia”.

Il Consiglio della Regione Autonoma Trentino Alto-Adige/Südtirol ha votato nella mattinata di oggi il disegno di legge n. 3 “Istituzione del nuovo Comune di Borgo d’Anaunia mediante la fusione dei Comuni di Castelfondo, Fondo e Malosco”. Presenti ad assistere alla seduta del Consiglio i Sindaci di Malosco, Walter Clauser, e di Fondo, Daniele Graziadei.

Si chiude così un iter particolarmente travagliato, ereditato dalla precedente legislatura, e che ha visto impegnato l’Assessore regionale agli Enti Locali, Claudio Cia, a trovare una soluzione che sbloccasse lo stallo legato alla denominazione “Alta Val di Non”, impugnata davanti al Tar da altre amministrazioni della zona.

Su proposta dell’Assessore Cia la Giunta regionale aveva deciso, nel mese di maggio 2019, di attivare la procedura prevista dall’art. 333 (“Referendum consultivo sulla denominazione del nuovo Comune”) del Codice degli Enti locali, che prevede la possibilità di indire un referendum consultivo sulla sola denominazione del nuovo comune, richiedendo ai Consigli comunali di Castelfondo, Fondo e Malosco di proporre una nuova denominazione – in luogo di quella “Alta Val di Non” – da sottoporre alle popolazioni interessate mediante referendum consultivo. L’Assessore regionale ha più volte ricordato come la fusione non fosse mai stata in discussione, essendo stata approvata nel referendum del dicembre 2016 a maggioranza dei votanti in tutti e tre i Comuni (Fondo 96.04%; Malosco 85.64%; Castelfondo 59.48%).

Il 22 settembre 2019 si è così tenuto il nuovo referendum, nel quale i cittadini dei tre Comuni hanno scelto una diversa denominazione del nuovo comune che nascerà il 1° gennaio 2020: “Borgo d’Anaunia” la scelta più votata.

Soddisfazione viene espressa dall’Assessore regionale agli Enti locali Claudio Cia, che in aula ha ringraziato i Sindaci dei Comuni interessati e la struttura tecnica dell’assessorato per il lavoro di squadra che ha permesso la conclusione dell’iter: “Questo è un doppio successo per l’Assessorato regionale che ha fornito supporto ai Comuni in questa particolare fase – spiega Cia -, perché siamo riusciti a sbloccare una situazione che sembrava ormai compromessa, generando perplessità nella popolazione, ma al contempo abbiamo rispettato la volontà dei cittadini che si erano già espressi chiaramente con un referendum nel dicembre 2016, permettendo ora alle tre comunità di concentrarsi sul loro futuro unitario. Il nostro lavoro non si ferma qui e continuiamo ad essere a disposizione dei Comuni per qualunque problematica dovesse richiedere il nostro supporto”.

 

ddl 3 - testo originale

 

ddl 3 - testo approvato e relazione commissione