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LANCIO D'AGENZIA

ASSEMBLEA ORDINARIA TRANSDOLOMITES: OK A REFERENDUM PER FERROVIA VALLI AVISIO

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19.47 - sabato 28 ottobre 2017

(Fonte: Transdolomites) – Ieri sera a Cavalese, nella Sala della Biblioteca di via Marconi, si è svolta l’Assemblea ordinaria dell’associazione Transdolomites i cui soci sono stati chiamati a discutere e deliberare circa la proposta di avviare una consultazione popolare avente per tema la Ferrovia delle Valli dell’Avisio.

Assemblea ben partecipata in termini di associati,e con un dibattito molto vivo , costruttivo che si è protratta sino alle ore 00.24 del giorno seguente.

La relazione di apertura del presidente Girardi ha inteso proporre le considerazioni che ha ritenuto possano giustificare l’azione referendaria nelle Valli dell’Avisio.

Promuovere una consultazione popolare per il diritto alla conoscenza e alla partecipazione popolare alle scelte nella pianificazione dei territori sul tema della mobilità e nuove infrastrutture. In sostanza chiedere ai cittadini se sono favorevoli ad attivare una soluzione di mobilità su ferro.

In sostegno di questo percorso si è a chiedere il rispetto della sovranità delle Istituzioni per le quali il cittadino è chiamato a votare e di conseguenza le decisioni che al loro interno vengono prese.

A tale proposito si cita il Consiglio Provinciale di Trento con la Mozione N. 38 votata nella seduta del 12 giugno 2014 promossa del Vicepresidente del Consiglio provinciale Diego Mosna , votata all’unanimità con la quale il Consiglio Provinciale

 

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1 “ impegna la Giunta provinciale ad avviare nel più breve tempo possibile lo studio di fattibilità di una ferrovia che colleghi Trento con le Valli dell’Avisio, approfondendone , tra l’altro, gli aspetti finanziari.

2 “ a coinvolgere nella redazione dello stesso le Istituzioni del territorio e le associazioni di cittadini costituite per questo scopo, in particolare valorizzando l’attività di studio ed approfondimento realizzati in questi anni dall’Associazione Transdolomites “.

 

Mozione che malgrado i vari richiami pubblici e mossi anche all’interno del Consiglio provinciale nel corso di questi ultimi mesi non si è concretizzata con un Atto da parte della Giunta provinciale.

Si chiede il rispetto della sovranità delle istituzioni sul territorio provinciale anch’esse votate dai cittadini ossia Comunità territoriali, Consigli comunali che si sono espressi a favore alla richiesta di uno studio di fattibilità nello spirito della precedente Mozione provinciale N. 38.

Il rispetto Il disegno di legge N. 208 agosto 2017 emendamento all’articolo 29 per iniziativa del Consigliere provinciale Filippo Degasperi per lo studio di fattibilità per una ferrovia che colleghi Trento con le Valli dell’Avisio che prevede lo stanziamento di € 100.000,00.

Perché uno studio di fattibilità? Perché lo studio Qnex 2009 era uno studio preliminare.

Perché lo studio che è stato prodotto Università di Verona è uno studio preliminare con l’incarico di formulare , “ Ipotesi di linea ferroviaria per il collegamento delle Valli dell’Avisio . Studio più articolato di quello di Qnex , ma chiaramente non si tratta di Studio di Fattibilità in quanto il Bim non avrebbe avuto alcun titolo per richiederlo.

Sostenibilità o non sostenibilità della ferrovia dell’Avisio? Anche se siamo in assenza di uno studio di fattibilità è evidente che il costo della linea ferroviaria dell’Avisio è superiore ai valori normalmente accettati per la realizzazione di una linea ferroviaria nuova in quanto il numero degli abitanti delle vallate non è tale da giustificare l’investimento.

Su questa posizione è unanime la posizione di Qnex, UniVr ed anche Transdolomites.

Se però ricordiamo il progetto Metroland esso era più costoso e meno capillare e hanno fatto una gara per lo studio di fattibilità per la linea da Rovereto a Tione.

Vi ricordate che volevano fare 4 linee sotterranee con centro a Trento.? Quanto avremo speso in manutenzione di circa 400km di gallerie?

Ebbene , malgrado ciò Metroland veniva promosso a livello politico che lo riteneva sostenibile.

La studio promosso da Transolomites, malgrado costasse molto meno di Metroland , fosse più capillare come servizio sul territorio , proponesse di collegare quasi tutti i paesi della valle di Fiemme ,Fassa e parte dei paesi della valle di Cembra e la maggior parte degli impianti di risalita di Fiemme e Fassa non viene valutato non sostenibile .
La sostenibilità dunque è un termine che si presta a varie interpretazioni a seconda degli scenari.

Cosa riteniamo giustifichi una ferrovia nelle valli dell’Avisio? Il fattore turismo! È sotto gli occhi di tutti il fatto che a far collassare la viabilità di Fiemme e Fassa è il traffico turistico cui comunque si somma quello dei locali che la Provincia stessa ha addietro definito “ vivace”

In sintesi la posizione espressa sulla questione da parte degli esperti dei trasporti ferroviari consultati da Transdolomites è che l’obiettivo di tutti gli interventi di potenziamento del Tpl in territori ad elevata intensità turistica concorrenti alle Valli di Fiemme e Fassa non è avere un Van, Valore Attuale Netto positivo ( ovvero la convenienza diretto del singolo investimento) bensì generare un beneficio indiretto in termini di maggiori presenze ( e visitatori giornalieri), in grado di stimolare e sostenere un indotto, divenire fonte di reddito per il territorio evitando ad esempio decremento demografico, generando peraltro anche entrate fiscali per l’amministrazione pubblica.

È in questa logica che si giustifica il Treno dell’Avisio, che verrebbe ad avere un beneficio addirittura notevolmente maggiore rispetto al Nordus anche grazie al miglioramento dell’offerta.

In noccioline, se anche raddoppiassero le presenze turistiche in Fiemme e Fassa il loro apporto sarebbe insignificante rispetto all’ammontare del costo di costruzione e di gestione ma il valore economico generato dall’opera ripagherebbe ampiamente l’investimento effettuato. Se anche andando cauti nelle valli dell’Avisio si generasse un ‘incremento di presenze turistiche del 10%, forse qualcuno ci spurerebbe sopra?

Se dovessimo applicare il Van tale e quale a realtà ad es. Trentino Trasporti essa dovrebbe chiudere oggi stesso, idem per vari impianti di risalita. Chi penserebbe però si azzarderebbe a chiudere queste realtà. Quasi nessuno; accettiamo il loro deficit perché quello che valutiamo in positivo è l’indotto sul territorio perché ne sono il volano.

Per fare un altro esempio, nel lanciare il messaggio di insostenibilità della ferrovia dell’Avisio non si è tenuto conto “ dell’effetto Venosta” presentato un recente rapporto presentato da Ire Istituto di Ricerca Economica della Camera di Commercio di Bolzano.

La Val Venosta, esempio a livello spesso citato anche a livello europeo è ogni anno in deficit e ci sono dei periodi nei quali trasporta meno della Trento-Mezzana. Nessuno si sogna di chiuderla per via del deficit ma anzi si investe sull’elettrificazione per puntare ai 5.000.000 di viaggiatori anno e creare le condizioni per la prosecuzione verso Svizzera o Austria.

È considerata il volano per l’economia per una valle economicamente debole che ha progressivamente superato la media provinciale in termini di crescita economica.

Ascoltata la relazione di introduzione ai lavori , e accompagnata dal dibattito veramente costruttivo, l’Assemblea ha votato a favore della consultazione popolare sul tema della ferrovia Valli dell’Avisio.

Ci vorranno mesi di lavoro per raggiungere l’obiettivo ma questo è il segnale che Transdolomites conferma nell’auspicio di coinvolgere in questa esperienza anche Trento e Lavis.
Vari gli interventi di lavorare facendo rete non solo sulla questione referendaria ma soprattutto sul ragionamento di infrastrutture ferroviarie in ambito Euregio e di Alpi Centrali. Con una singola tratta ferroviaria fine a sé stessa non si arriva molto lontano.

 

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Perché un referendum?
– Perché è un atto dovuto nei confronti dei cittadini

– Perché parlarne per altro 10 anni vorrebbe dire non essere più credibili. Bisogna fare il salto di qualità nell’azione

– Non siamo sicuri di vincerla. Ci rimettiamo al giudizio della gente

– Siamo consapevoli di mettere a rischio per una lasso di tempo non definito un’idea , anni di lavoro e di sforzi avario titolo ma la questione tra Transdolomites e la Pat ma deve essere di interesse generale

– Perché è fondamentale che la gente ci creda in questa ferrovia

– Perché è nell’interesse della Provincia avere delle Comunità mature, istruite e consapevoli delle decisioni da adottare

– Perché è giunto che la gente si responsabilizzi sulle scelte del futuro. Non può sempre delegare ad altri le scelte del territorio

– Perché si attivi un senso di responsabilità multipla .Decidere il futuro del proprio territorio, ma nello stesso riflettere sulle aspettative del vicino e comprenderle

– Responsabilizzare le associazioni di categoria sui rischi di vedere ridimensionati gli investimenti fatti, programmati ed il rischio di finire fuori mercato per anni ed anni

– Una volta confermato il referendum tutto cambia. Il futuro è nelle mani di chi decide e questa volta a decidere sono chiamati i cittadini

 

Una considerazione dovuta. Le valli dell’Avisio erano teste di diamante sul tema delle ferrovie delle Dolomiti. Nel volgere di pochi anni sono diventate il fanalino di coda.

Il Treno delle Dolomiti della Calalzo-Cortina è confermato si farà ed è finanziato e si guarda al 2021 come obiettivo. La Bolzano Cortina la seguirà.

Il tempo dei se e dei ma sta per finire ed attenzione a non farsi scappare anche l’opportunità dei finanziamenti europei.

A Bruxelles da alcuni anni si vive una situazione di enorme disponibilità di liquidità ma questa non durerà per sempre per via della ripresa economica.

È dunque ora di muoversi con determinazione nell’avvio dei progetti, nella definizione della scaletta delle opere da realizzare nei prossimi lustri e definire la tabella di marcia delle priorità ferroviarie del Trentino.

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