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ASSEMBLEA ANTIRAZZISTA – TRENTO * RESIDENZA FERSINA: « DISUMANO E VESSATORIO ALLONTANARE 13 RICHIEDENTI ASILO IN PIENA NOTTE, LA SITUAZIONE SIA CHIARITA E SANATA »

In queste giornate già dense di cronaca rischia di passare inosservata una notizia che lascia sconcertati e indignati. A quanto riportato dal quotidiano on-line “il Dolomiti” (e confermato dalla responsabile della struttura) il 29 dicembre 13 richiedenti asilo sono stati prelevati dalla polizia in piena notte (4.30 del mattino!) e fatti uscire sotto la fitta nevicata in corso, dalla residenza Fersina. La “colpa” che ha portato a questo provvedimento (oltre che ingiusto anche vessatorio e inutilmente punitivo) è quella di avere avuto un reddito, frutto di lavori stagionali e precari, appena più alto di quello che è considerato minimo vitale e di aver perso il diritto alla sistemazione gratuita.

Se l’evento non fosse tragico e disumano, si potrebbe ironizzare sul fatto che la polizia spinga, letteralmente, a violare il coprifuoco notturno imposto dalle autorità locali e nazionali. Ma si può solo indignarsi sul fatto che la gente venga buttata fuori al freddo a causa di regole burocratiche che non hanno alcun senso della realtà: nessuna struttura abitativa è accessibile a persone che hanno poco più di 6.000 euro di reddito, (salvo per i più fortunati un posto letto in affollati appartamenti con amici o connazionali) e l’emergenza sanitaria ha tolto quasi ogni possibilità di ulteriori possibilità di lavoro.

Dopo esserci mossi più volte per chiedere un posto eletto garantito a tutti e tutte, chiediamo che la situazione di queste 13 persone sia chiarita e sanata, tanto più che nella residenza Fersina non mancano gli spazi per accogliere anche altre persone. Questo fatto rende peraltro evidente la necessità di avere strutture intermedie tra le residenze completamente gratuite e assistite o i dormitori di bassa soglia e un mercato immobiliare spesso inaccessibile anche a categorie ben più garantite di un richiedente asilo. Ma la mancanza di queste strutture non può essere fatta pagare a chi cerca di costruire la propria dignità e autonomia economica compiendo i pochi precari lavori che il mercato offre.

Nel momento in cui apprezziamo l’iniziativa dell’amministrazione comunale di mettere a disposizione delle persone senza dimora l’ostello attualmente inutilizzato, augurandoci che sia l’inizio di una presa in carico organica del problema, ci risulta ancora più incomprensibile la solerzia di altri enti di buttare la gente in strada, in piena notte e sotto la nevicata del secolo. Queste pratiche, come tante altre, a cui vogliamo fermamente opporci e denunciare, esplicitano un paradigma che prevede la marginalizzazione di alcune (crescenti) fasce di popolazione ed evidenziano quanta crudeltà possa essere legittimata in nome delle regole dettate dalla “burocrazia”.

 

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Assemblea Antirazzista di Trento