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ASAT * TURISMO TRENTINO: « SE NON CI SARÀ UN ALLENTAMENTO DELLE RESTRIZIONI È FONDAMENTALE FARSI TROVARE PRONTI CON L’ADOZIONE DEL “ DIGITAL GREEN PASS “ »

Turismo trentino allo stremo. La Giunta esecutiva dell’Asat spinge per ripartire: se non ci sarà un allentamento delle restrizioni, è fondamentale farsi trovare pronti con l’adozione del «digital green pass».

Il turismo trentino è allo stremo. La stagione invernale è ormai ufficialmente chiusa, senza nemmeno essere partita. Questo, significa, per la «pura» montagna (ovvero per le località che vivono di sci alpino in inverno ed accolgono, poi, i turisti nei mesi estivi) aver perso il 70% del bilancio annuale. E questo nella rosea ipotesi che l’estate 2021 riesca ad accogliere gli stessi flussi turistici dell’estate 2019 (e non di quella del 2020, in cui arrivi e presenze sono stati in flessione rispetto all’anno precedente a causa delle restrizioni Covid).

Ma le perdite sul bilancio non contraddistinguono solamente le zona turistiche «di montagna». Per i laghi, ad esempio, la stagione «forte» (che va da Pasqua a ottobre) è partita orfana della Pasqua: si stanno, perciò, verificando le medesime condizioni dello scorso anno quando si perse un buon 50% del bilancio rispetto al precedente 2019. Grave anche la situazione per il turismo nelle «città d’arte» del Trentino, con importanti cali rispetto al 2019 (ultimo anno senza le restrizioni legate al Covid-19).

Il punto è stato fatto dalla Giunta dell’Asat durante l’ultima seduta, nella giornata di ieri. «Emerge – dice il presidente Giovanni Battaiola – una situazione davvero allarmante: il settore del turismo è in grave crisi. E al momento non abbiamo strumenti per poterci risollevare: il blocco della mobilità non ci permette di lavorare, l’ultimo Decreto sostegni non è “tarato” sulle perdite cui sono andate incontro le strutture ricettive (soprattutto per l’anno 2021), le moratorie sono in scadenza e questo comporta un problema di liquidità».

«Inoltre – aggiunge – al momento attuale, mi sento di dire che difficilmente ci sarà un “liberi tutti” dopo Pasqua. Il che significa ancora “instabilità” per il prossimo futuro. Per questo motivo puntiamo all’introduzione del “green pass” che consenta lo spostamento tra Regioni e tra Stati. In questo modo, crediamo, potrebbero venire autorizzati gli spostamenti anche tra “zone rosse” per motivazione di vacanza e di turismo, all’interno di protocolli già sperimentati che funzionano (gli stessi hanno funzionato durante la scorsa estate)». Urge, inoltre, per l’Asat l’inserimento dei lavoratori del turismo nelle categorie prioritarie per ricevere il vaccino anti-Covid. «E se i tempi non fossero sufficienti prima dell’inizio della stagione estiva – annuncia Battaiola – pensiamo all’istituzione in Trentino di strutture ricettive o zone turistiche “Covid-free”, caratterizzate da un livello di sicurezza per gli ospiti estremamente elevato (più di quello standard)».

 

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Ristori a sostegno delle imprese.
«Avevamo – spiega Battaiola – grandi aspettative riguardo all’ultimo Decreto sostegni. Le perdite cui devono far fronte le aziende turistiche sono molto importanti, ma il Decreto sostegni interviene solo per le perdite certificate nel 2020 (sulla base di un confronto col 2019). A gennaio e febbraio 2020 le imprese turistiche che operano nelle località di montagna, ad esempio, hanno potuto lavorare: molte di loro, perciò, non avranno diritto ai ristori in questione perché non possono certificare una sufficiente perdita di fatturato, mentre comunque hanno perso l’intera stagione invernale 2020/2021». Il presidente Battaiola ricorda, poi, il fondo di 700 milioni di euro riservato alla «montagna». «Gli impiantisti – dice – sono convinti che il 70% di tale fondo sia loro riservato. Ritengo, tuttavia, che tutta la filiera del turismo vada ristorata in maniera idonea, poiché è l’intera filiera ad essere in crisi».

Un nuovo Decreto sostegni dovrebbe, a breve, arrivare dallo Stato a favore delle aziende, sfruttando lo scostamento sul bilancio 2021 con circa 20 miliardi di euro a disposizione (da notizie di stampa, ndr). «Tuttavia – chiarisce Battaiola – i 32 miliardi di euro già stanziati con lo scostamento sul bilancio 2021 sono serviti, nel 2021, soprattutto per sostenere il lavoro. Non possiamo, però, attendere il 2022 per capire come verranno impiegati per ristorare la stagione invernale le nuove risorse stanziate nello scostamento di bilancio 2021».
Battaiola ha precisato di avere buone aspettative in merito al Fondo provinciale di 350 milioni di euro che verranno messi a disposizione delle imprese. «L’assessore al turismo Roberto Failoni – afferma – ha confermato che i ristori verranno parametrati sui costi fissi sostenuti dalle imprese nel periodo tra il 1° novembre 2020 ed il 31 aprile 2021. Questo ci fa sperare in un reale sostegno e in una corretta perequazione: finalmente si interviene sui dati reali delle imprese. Chiediamo che una buona parte dei 350 milioni in questione sia riservata al mondo alberghiero e del ricettivo».

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Imprese e liquidità.
«È necessario – dichiara Battaiola – porre attenzione al discorso della liquidità per salvare le imprese. Nel Decreto sostegni non c’è nulla e le moratorie iniziano a scadere le moratorie in questi mesi. L’Asat ha scritto una lettera alla Provincia per portare avanti ragionamenti locali, anche se poco si può fare: il passo deve essere fatto a livello nazionale ed europeo ottenendo l’autorizzazione dell’Eba (Autorità bancaria europea)». Senza liquidità le imprese rischiano di affondare.
Battaiola parla anche di rilancio. «Non fermiamoci a guardare il passato – invita – Serve una manovra che consenta il superbonus del 110% sulle ristrutturazioni, e non solamente sulla parte esterna degli edifici ma anche sui lavori eseguiti internamente. Oltre all’erogazione di credito a lungo periodo a tassi agevolati al fine di sostenere gli investimenti».

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Il «digital green pass».

«Sono convinto – spiega – che il turismo non possa continuare a “subire” questa situazione di stallo e incertezza continua. E nemmeno possa proseguire con continue richieste di ristori adeguati alla delicata situazione (che peraltro ancora non sono arrivati, ndr). È fondamentale predisporre un “digital green pass” che autorizzi la mobilità tra Regioni e tra Stati a fronte della certificazione di vaccino anti-Covid eseguito, o della presenza di anticorpi o con test anti-Covid negativo». Solo così, a prescindere dalla curva dei contagi, sarà possibile tornare a pensare con serenità alle vacanze, ed il turismo potrà ripartire.

«Come Asat e Federalberghi – descrive – ci siamo organizzati, stipulando una convenzione con Federlab Italia, associazione nazionale di categoria alla quale aderiscono circa 2.000 strutture sanitarie di medicina di laboratorio accreditate con il servizio sanitario nazionale, per lo svolgimento di tamponi in hotel. Questo può essere utile per chi deve rientrare a casa dopo un soggiorno in hotel, oppure per chi fa soggiorni lunghi (al fine di ripetere il tampone dopo alcuni giorni di permanenza in hotel). Battaiola ricorda che il Trentino, sta correndo anche sul fronte di sperimentazione dei test salivari, oltre ai tamponi.
Vaccinazione e zone Covid-free.

L’Asat siede al Tavolo provinciale Covid ed ha formalmente richiesto che, dopo le categorie fragili, vengano inseriti per la vaccinazione prioritaria gli addetti del settore turistico. «Non abbiamo una risposta, ancora», chiarisce Battaiola. «Ma mi spaventano i tempi – prosegue – In attesa della vaccinazione, sarebbe nostra idea creare delle zone (comuni, valli) o dei gruppi di hotel “Covid-free”, dotati di un protocollo stringente, con accorgimenti maggiori rispetto al protocollo standard, e ben definito al fine di garantire una vacanza ancora più sicura agli ospiti».
Infine, Battaiola sottolinea che l’Asat è convinta che ci sia una grande voglia di ripresa, di vacanza, di mobilità e di socialità. Gli albergatori del Trentino, perciò, rimangono fiduciosi nel futuro.