PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 13)

Trentino attrattivo per gli «stagionali» grazie all’allungamento della Naspi. L’Asat in prima linea per ottenere particolare attenzione nei confronti di questa tipologia di lavoratori.

Il Fondo territoriale di solidarietà, grazie all’ok arrivato da Roma ed alle modifiche volute dalle parti sociali trentine, riuscirà a portare aiuto economico ad una platea di imprese e di lavoratori più ampia. E questo per le imprese turistiche del Trentino significa poter contare su un «allungamento» della disoccupazione per i lavoratori stagionali. «Siamo di fronte ad una concreta misura in grado di supportare le aziende alberghiere nella fidelizzazione dei lavoratori stagionali. Si tratta di un provvedimento efficace al fine di «stabilizzare» ed ottimizzare i flussi lavorativi che riguardano i collaboratori degli hotel trentini». È questo il commento del presidente dell’Asat Giovanni Battaiola. Che aggiunge: «Insieme alla recente firma del Protocollo d’intesa per favorire l’occupazione nel settore turistico tramite i Servizi per l’impiego, promosso dall’Asat e sottoscritto da diversi soggetti ed enti, i denari che arriveranno dal Fondo di solidarietà per rendere più lungo il periodo di disoccupazione retribuito si configurano come rimedio efficace ad una problematica che da tempo affligge gli albergatori. Ovvero l’incremento, in particolar modo nelle ultime stagioni, del numero di posti lavorativi vacanti presso le strutture ricettive provinciali».

Va subito sottolineato che il Fondo di Solidarietà è nato su iniziativa di Asat, Fedcoop, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Confprofessioni e Cgil, Cisl e Uil del Trentino e con il sostegno della Provincia al fine di andare incontro ai bisogni dei lavoratori delle piccole e piccolissime imprese locali. «Il Fondo per legge nasce per le aziende sotto i quindici dipendenti e attiva un meccanismo come la cassa integrazione che per tali aziende non era disponibile. Il fatto che sia stato possibile istituire un Fondo specificatamente per la provincia di Trento ha permesso di rendersi conto rapidamente che le risorse destinate all’utilizzo primario erano molto maggiori delle necessità (grazie anche alla buona situazione economica della nostra Provincia). Il comitato amministratore del Fondo si è dunque interrogato su un proficuo utilizzo delle risorse e ha proposto alle parti sociali una modifica della possibilità di utilizzo di queste», dichiara il vicepresidente dell’Asat, nonché membro del Comitato di gestione del Fondo, Alberto Bertolini. In particolare, l’Asat ha sollecitato il Comitato di gestione del Fondo con l’obiettivo di ottenere una particolare attenzione nei confronti dei lavoratori stagionali. Con il risultato che, d’ora in poi, gli «stagionali trentini» potranno contare su un mese (al massimo) in più di erogazione Naspi rispetto al resto dei colleghi italiani.

Quindi, in Trentino l’erogazione della Naspi si «allunga» al massimo di un mese (con tetto complessivo di quattro mesi). I lavoratori stagionali con contratti di lavoro ricorrenti (almeno sei mesi di lavoro anche non continuativi con la stessa azienda) avranno la possibilità di fruire di un mese aggiuntivo in termini di reddito percepito e di copertura previdenziale. «Questa misura – commenta Battaiola – è in grado di rendere il nostro territorio potenzialmente molto più attrattivo per i lavoratori stagionali rispetto alle altre regioni d’Italia».

Non scordiamo che, negli ultimi anni, è stato introdotto un nuovo metodo di calcolo per determinare la durata dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori stagionali. Il quale vale in tutt’Italia. Ad esempio, un lavoratore stagionale che è occupato per sei mesi non percepisce più sei mesi di indennità, ma gli viene erogata una Naspi per un periodo pari al 50% dei mesi lavorati (tre mesi nel caso dell’esempio in questione). «Questo fatto – spiega Battaiola – ha indotto moltissimi lavoratori stagionali a “spostarsi” in territori più attrattivi dal punto di vista della lunghezza della stagione, spesso verso località straniere dato che in Italia la stagione dura in media sei mesi». «Grazie alle modifiche apportate al Fondo di solidarietà – aggiunge il presidente dell’Asat – diventiamo più attrattivi come territorio ed abbiamo la possibilità di fidelizzare i lavoratori».

Non solo. Il Fondo territoriale di solidarietà, con la nuova regimentazione d’accesso, è in grado di rendere più agevole per le piccole imprese la possibilità di ottenere contributi alla formazione continua dei dipendenti. «L’idea di base – dice Bertolini – è quella di poter contare su personale che riceve formazione in maniera costante nel corso della sua carriera». «E con le nuove risorse economiche che arriveranno dal Fondo e si affiancheranno ai fondi già messi a disposizione degli enti bilaterali e dal fondo For.Te. – prosegue il vicepresidente dell’Asat – sarà possibile ampliare la platea di lavoratori che parteciperanno a corsi di aggiornamento, con corrispettiva retribuzione delle ore che il lavoratore impiega nella formazione».