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ARCIDIOCESI DI TRENTO * MESSAGGIO AI TURISTI – DOPO LA TEMPESTA VAIA: TISI, « QUEI LUOGHI DEL CUORE CHIEDONO DI NON ESSERE DIMENTICATI »

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14.39 - giovedì 20 giugno 2019

Vescovo ai turisti (dopo Vaia): “Quei luoghi del cuore chiedono di non essere dimenticati. Con un dono ‘da Dio’: essere attori della creazione”.

“La qualità delle relazioni non si presta a operazioni di marketing, non sta dentro un pacchetto vacanza. Ѐ un valore aggiunto non monetizzabile”. Ѐ un passaggio del messaggio dell’arcivescovo Lauro agli ospiti del Trentino all’inizio dell’estate.

Nel tradizionale indirizzo di saluto “stagionale”, monsignor Tisi invita a considerare anche le relazioni come “legami con i luoghi”, osservando in particolare le conseguenze della tempesta Vaia: “Quattordici milioni di alberi abbattuti – argomenta don Lauro – impoveriscono un orizzonte, interrompono un sentiero, minano alla radice la biodiversità”. Per questo l’Arcivescovo di Trento richiama anche i turisti a una forma di “restituzione”: non dimenticare quei luoghi, aiutandoli a “riappropriarsi della loro poesia vitale”. “In fondo – conclude – è un dono ‘da Dio’: essere anche noi attori della creazione”.

 

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Ecco il testo integrale:

Care amiche e cari amici ospiti,
permettetemi di darvi il benvenuto in questo nostro Trentino, scelto per trascorrervi un po’ di vacanza e di riposo.

Per molti di voi, ne sono certo, si tratta di riannodare i fili di relazioni che per il resto dell’anno rischiano talora di sfilacciarsi nel vortice della quotidianità: vale per i propri cari, ma anche con chi vi ospita in strutture e comunità dove tornate da tanti anni. Strette di mano e intese di sguardi che si rinnovano, nel segno di un’ospitalità dove i rapporti umani vengono ben prima di una vetta che si staglia nel cielo terso o di uno specchio d’acqua da bandiera blu. La qualità delle relazioni non si presta infatti a operazioni di marketing, non sta dentro un pacchetto vacanza. Ѐ un valore aggiunto non monetizzabile.

Relazione significa anche legame con i luoghi. Non mi riferisco necessariamente alle località da cartolina o da pubblicità patinata. Penso, invece, a quella sensazione di benessere che ognuno di noi può provare ritornando in un determinato posto, anche lontano dalla ribalta turistica, legando quella percezione a particolari soggettivi, magari irrilevanti ai più, eppure capaci di farci stare bene con noi stessi e con gli altri.

Per molti aspetti quei luoghi del cuore potreste trovarli quest’anno radicalmente cambiati. Poche ore di vento impetuoso hanno portato lutti nelle case dei trentini e prodotto sul territorio alpino ferite difficilmente rimarginabili: quattordici milioni di alberi abbattuti impoveriscono un orizzonte, interrompono un sentiero, minano alla radice la biodiversità. Ci fanno percepire impotenti e indifesi di fronte alla forza della natura, dandoci anche una grande lezione sulla fragilità della vita e una provocazione a una gestione responsabile dell’ambiente.

Quei luoghi, che sentivate parte di voi, chiedono ora una forma di restituzione: non essere dimenticati, aiutandoli a riappropriarsi di quella poesia vitale che finora vi hanno saputo regalare. In fondo, è un dono “da Dio”: essere anche noi attori della creazione che si rinnova ogni giorno. Anche sulle montagne trentine, meglio ancora se disposti a camminare non in solitaria, ma in cordata.
Buone vacanze!

 

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arcivescovo Lauro

 

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