Arcidiocesi presenta il Rapporto 2018 con bilancio e descrizione delle principali attività. Pubblicati anche i bilanci di Fondazione Comunità Solidale e Seminario.

Bilanci contabili, ma non solo. Dopo la novità assoluta dello scorso anno, l’Arcidiocesi di Trento presenta il proprio Rapporto 2018, dal titolo “La Chiesa per il territorio”.

Il Rapporto è stato illustrato nella mattinata di oggi, sabato 21 settembre, a Trento al Collegio Arcivescovile ai rappresentanti delle 452 comunità parrocchiali del Trentino e in particolare ai membri dei Consigli per gli affari economici. In apertura, la riflessione dell’arcivescovo Lauro che ha sottolineato come la “Chiesa non può dimenticare che i suoi beni hanno una sola finalità: contribuire a comunicare la speranza evangelica e mostrarla nella concretezza di una mano tesa a chi fa più fatica”. “Rendere conto – ha aggiunto monsignor Tisi – è da adulti, è atto responsabile, la trasparenza è bellezza”.

Non a caso il cuore della parte descrittiva del Rapporto documenta l’impegno della Chiesa trentina sul fronte della povertà con il resoconto della distribuzione dei fondi dell’Otto X mille e dei servizi offerti nell’anno da Caritas e Fondazione Comunità Solidale a quasi tremila persone in situazione di bisogno incontrate nei Centri di ascolto sul territorio.
Nella prima parte della mattinata sono state proposte dal cancelliere don Alessandro Aste e dal vicario generale don Marco Saiani preziose indicazioni sulle finalità e modalità di rendicontazione economica, da applicare anche all’interno delle comunità parrocchiali. Dal Vanoi, la testimonianza della virtuosa collaborazione tra parrocchie avviata per sostenere le comunità in maggiore difficoltà economica.

Quindi spazio ai dati del bilancio 2018 di Arcidiocesi, comparato all’esercizio precedente, e alla relazione dell’Economo diocesano Claudio Puerari che l’ha illustrato nel dettaglio alla platea.

Sul versante patrimoniale, le immobilizzazioni, al netto degli ammortamenti, rappresentano l’86% del totale attivo di € 113,4 milioni e sono dovute per € 38,6 milioni a terreni e fabbricati strumentali (utilizzati per la propria attività) e per € 26 milioni a terreni e fabbricati non strumentali. Le immobilizzazioni di natura finanziaria sono pari a € 31,1 milioni (in lieve diminuzione rispetto al 2017). All’interno di questa quota, poco più di € 27 milioni sono relativi al 21,7% del capitale dell’Istituto di Sviluppo Atesino (ISA), istituito nel 1929.

Il patrimonio netto di Arcidiocesi si attesta a € 74,6 milioni, in flessione del 3% rispetto al 2017, a seguito della perdita dell’esercizio 2018 di € 2,3 milioni.

La perdita è generata dalla differenza tra ricavi per € 8,2 milioni (l’aumento di 422 mila euro rispetto al 2017 è dovuto ad eventi straordinari e non ad una crescita delle entrate ordinarie) e costi (comprensivi delle imposte) per € 10,5 milioni, caratterizzati, come segnalato nell’esercizio precedente, da notevoli elementi di rigidità.

Al pari dello scorso anno, Puerari ha messo in evidenza la delicata gestione economica dell’Arcidiocesi, chiamata a fronteggiare, strutturalmente, impegni di spesa particolarmente articolati, anche a beneficio delle diverse Entità diocesane, con entrate caratterizzate da permanenti elementi di incertezza. Alla luce di questa situazione, Puerari ha evidenziato l’importanza di ricercare margini di efficienza nel campo gestionale-economico, come avvenuto nel 2018 in ambito organizzativo, al fine di perseguire prospettive di sostenibilità durevole delle esigenze pastorali della Diocesi. In tale ottica, ha segnalato l’importanza di serie riflessioni sulle modalità di ottimizzare la gestione del patrimonio disponibile, sulla razionalizzazione delle attività di gestione e sul contenimento dei costi di funzionamento.

Il Rapporto annuale 2018 contiene, come elemento di novità rispetto allo scorso anno, informazioni sull’andamento economico-finanziario di due tra i più significativi Enti diocesani: la Fondazione Comunità Solidale e il Seminario Maggiore Arcivescovile. I dati di bilancio dei suddetti Enti sono stati presentati nel prosieguo della mattinata da Antonio Pacher (ex presidente della Fondazione) e Franco Debiasi (amministratore del Seminario).

Nella parte descrittiva del Rapporto 2018, anche in questa occasione edito da Vita Trentina, è posto in primo piano il percorso di rinnovamento avviato dalla Chiesa trentina, con la riorganizzazione territoriale derivante dal superamento dei decanati per una maggiore valorizzazione delle otto zone pastorali, ma anche dalla rilevante riforma della Curia diocesana, ridisegnata nella primavera dello scorso anno attorno a quattro grandi aree tematiche. Spazio anche all’apprezzata novità delle otto Assemblee pastorali decentrate nelle altrettante zone pastorali: l’arcivescovo Lauro riprenderà anche quest’anno il percorso nelle valli, al sabato mattina nei mesi di ottobre e novembre.

I dati relativi all’impegno sul versante della povertà sono accompagnati anche da tre storie emblematiche dell’attività ecclesiale sul territorio: l’ospitalità in appartamento della Diocesi per le famiglie dei malati in cura a Protonterapia, la disponibilità delle canoniche in val di Non per persone con disagio psichico (in convenzione con l’Azienda Sanitaria) e la preziosa collaborazione tra parrocchie avviata in Vanoi, come raccontato anche stamani dal vivo in sala. Un focus nel Rapporto è quindi dedicato all’attività formativa e culturale con Seminario, Vigilianum e Museo Diocesano, mentre la parte finale della sezione descrittiva si è concentrata sul restauro della Cattedrale e sui lavori di consolidamento delle facciate di Palazzo Ceschi, sede di Curia, riportato nel dicembre 2018 al colore originario.

 

Foto: Zotta