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APSS TRENTINO * PROGETTO FARĒ: « NELL’ULTIMO APPUNTAMENTO IN VIDEOCONFERENZA DI MERCOLEDÌ 3 MARZO SI PARLERÀ DI “ INVITO ALLA VITA “, IL PROGETTO DI PREVENZIONE DEL SUICIDIO »

Si chiude con un «Invito alla vita» il ciclo di incontri di FARē, il programma formativo e di sensibilizzazione sul disagio mentale. Nell’ultimo appuntamento in videoconferenza di mercoledì 3 marzo si parlerà di «Invito alla vita», il progetto di prevenzione del suicidio che dal 2008 si occupa di sensibilizzare e formare su questo tema, oltre a sostenere i cittadini in difficoltà e le persone che hanno perso un loro caro per suicidio. Da alcuni anni il progetto è coordinato dall’associazione di volontariato A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto) in collaborazione con l’area salute mentale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

La pandemia ha portato con sé un esteso senso di incertezza e forti limitazioni nei contatti fra le persone, con un crescente malessere, anche nella nostra Provincia, nelle fasce giovanili. I giovani raccontano un senso di inquietudine per il presente e il futuro e la fatica di non vivere con serenità passioni, spazi e momenti di condivisione con gli amici.

L’isolamento sociale, la costante «minaccia» del Covid-19, l’ansia per il futuro, il lavoro e la propria condizione socio-economica sono tutti elementi che hanno favorito lo sviluppo di forme depressivo-ansiose anche in soggetti sani e l’aggravarsi della condizione psichica dei soggetti più fragili e di chi già soffre di disturbi mentali. Ad peggiorare ulteriormente la situazione, anche la difficoltà di accedere alle tradizionali forme di supporto, dal semplice contatto sociale a forme più o meno specialistiche di sostegno (colloqui, visite etc.). In un contesto come questo risulta quindi fondamentale intervenire efficacemente per prevenire il fenomeno dei suicidi. Partendo dal presupposto che il suicidio è un evento che non può rimanere confinato esclusivamente in una dimensione privata ma è un fatto sociale: i suicidi hanno un enorme impatto sulle famiglie, la comunità e la società nella sua interezza. Servono azioni di prevenzione e di supporto diversificate ed un lavoro di cooperazione con le realtà territoriali.

Quest’anno quindi è ancora più importante promuovere il dibattito e la conoscenza dei servizi e delle risorse messe a disposizione da «Invito alla vita», sia nell’ottica di contrastare il fenomeno, sia di supportare la comunità colpita da un evento così doloroso. Ecco i principali strumenti di sostegno attivi sul nostro territorio:

• numero verde di supporto 800 061 650: attivo dalle 7 all’una di notte con volontari esperti disponibili a un ascolto empatico e attento;

• piattaforma Tra di noi Youngle Trento (http://tra-di-noi.com/): giovani volontari disponibili all’ascolto online tramite i canali social e l’app Youngle tutti i lunedì, mercoledì e venerdì dalle 20 alle 22. Ogni 15 giorni sono attivi anche due gruppi di auto mutuo aiuto per giovani con target 18-35 anni;

• sostegno ai sopravvissuti: gruppo di auto mutuo aiuto per familiari di persone che si sono suicidate e accoglienza diretta presso Ama da parte di operatori esperti;

• sostegno a persone che soffrono di depressione e sono a rischio suicidio: gruppi Ama, in particolare dedicati a depressione e ansia.

L’appuntamento con l’ultima videoconferenza del ciclo di incontri FARē è quindi per domani, mercoledì 3 marzo dalle 17 alle 19. Per iscriversi è necessario come sempre inviare una mail a a [email protected] Per maggiori informazioni è possibile chiamare i numeri 0461 902881/86.

Il progetto FARē è un programma formativo e di sensibilizzazione promosso dal Servizio di salute mentale di Trento. Nasce nel 2015 con più obiettivi: sensibilizzare e confrontarsi con la cittadinanza sui temi della salute mentale per combattere pregiudizi, promuovere salute e favorire percorsi per migliorare la qualità della vita. Le proposte formative di FARē si declinano secondo la logica della co-produzione: prevedono, fin dalla loro progettazione, una relazione paritaria e reciproca fra professionisti, utenti dei servizi, familiari e le loro comunità di riferimento. Con co-produzione si intende dunque il coinvolgimento diretto di utenti, cittadini e comunità nella programmazione ed erogazione di servizi di cui loro stessi beneficiano.

I cittadini (utenti) conoscono aspetti che possono sfuggire ai professionisti e il loro coinvolgimento produce cambiamenti più efficaci nei comportamenti.
Tra le diverse proposte si inserisce anche il ciclo di incontri sulla salute mentale: sei appuntamenti durante i quali sono stati approfonditi diversi disagi psichici, grazie al contributo di professionisti, ma anche utenti e familiari che hanno testimoniato attraverso la loro esperienza diretta il percorso di guarigione personale che può portare ad un cambiamento, ad un miglioramento della qualità della vita nonostante la malattia.