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APSS TRENTINO * “ INVITO ALLA VITA “ – OBIETTIVI: « CONDIVIDERE LE ATTIVITÀ MESSE IN CAMPO, LE ESPERIENZE MATURATE QUEST’ANNO E DELINEARE LA PROGETTUALITÀ PER IL 2021 »

Condividere le attività messe in campo, le esperienze maturate quest’anno e delineare la progettualità per il 2021: questi gli obiettivi del tavolo di coordinamento provinciale «Invito alla vita» che si è riunito «virtualmente» questa settimana per il tradizionale incontro semestrale. Alla luce della pandemia e dell’emergenza nazionale in atto – con le inevitabili ricadute anche sul piano psicologico e sull’esistenza di ognuno di noi – risulta fondamentale rinsaldare il legame e la collaborazione tra i vari attori del tavolo e rafforzare ancora di più gli strumenti di supporto e le risorse messe a disposizione per le persone in difficoltà. Il progetto di prevenzione del suicidio «Invito alla vita» si occupa dal 2008 di sensibilizzare e formare su questo tema, oltre a sostenere i cittadini in difficoltà e le persone che hanno perso un loro caro per suicidio in provincia di Trento. Da alcuni anni il progetto è coordinato dall’associazione di volontariato A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto) in collaborazione con l’area salute mentale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

Questa pandemia ha portato con sé un esteso senso di incertezza e forti limitazioni soprattutto nei contatti fra le persone, con un crescente malessere, anche nella nostra Provincia, nelle fasce giovanili. I giovani raccontano un senso di inquietudine per il presente e il futuro e la fatica di non vivere con serenità passioni, spazi e momenti di condivisione con gli amici.  L’isolamento sociale, la costante «minaccia» del Covid-19, l’ansia per il futuro, il lavoro e la propria condizione socio-economica sono tutti elementi che hanno favorito lo sviluppo di forme depressivo-ansiose anche in soggetti sani e l’aggravarsi della condizione psichica dei soggetti più fragili e di chi già soffre di disturbi mentali. Ad aggravare ulteriormente la situazione, anche la difficoltà di accedere alle tradizionali forme di supporto, dal semplice contatto sociale a forme più o meno specialistiche di sostegno (colloqui, visite etc.).

In un contesto come questo risulta quindi fondamentale intervenire efficacemente per prevenire il fenomeno dei suicidi. Partendo dal presupposto che il suicidio è un evento che non può rimanere confinato esclusivamente in una dimensione privata ma è un fatto sociale, e che secondo l’OMS i programmi di prevenzione del suicidio devono rispecchiare le caratteristiche dei singoli territori tenendo conto delle diverse realtà sociali, culturali e sanitarie, il progetto di prevenzione «Invito alla vita» per il Trentino propone una campagna diversificata ed un lavoro di cooperazione con le diverse realtà territoriali, istituzionali e non. Il progetto si articola in una strategia d’intervento a vari livelli, con l’intento di potenziare i fattori protettivi e intervenire sui fattori di rischio attraverso un’azione collettiva che possa favorire il rafforzamento del tessuto sociale. Gli obiettivi si identificano nell’aumentare la consapevolezza del fenomeno, nel ridurre lo stigma e nel fornire indicazioni sulle possibilità e modalità di aiuto.

Per quanto riguarda i dati del Trentino, ogni anno si stimano tra i 40 e i 50 casi di suicidio solo nella nostra Provincia, con un andamento crescente a partire dal 2012. In particolare le fasce più colpite risultano essere quelle dall’adolescenza ai 30 anni e nella fascia d’età superiore ai 75 anni, con una prevalenza dell’81,8% dei casi per il sesso maschile (Fonte: Report annuale sugli eventi suicidari in Trentino-2018).

Le attività svolte nel corso del 2020 si sono focalizzate in particolare su una campagna di sensibilizzazione sul tema dei sopravvissuti (chi sopravvive al suicidio di una persona cara) e sull’attivazione di gruppi di auto mutuo aiuto, all’interno dei quali si attuano processi emotivi, cognitivi e relazionali in grado sia di alleviare le fasi acute della sofferenza sia di guidare il sopravvissuto nell’esplorazione di nuovi modi di guardare alla propria vita e di vari accorgimenti utili a fronteggiare il confronto quotidiano col lutto.

Nell’ultimo anno sono state messe poi in campo altre attività di sensibilizzazione e promozione degli strumenti di supporto e delle risorse a disposizione di chi è in sofferenza, in particolare la Linea telefonica del progetto e il numero verde gratuito 800 061 650 attivo 365 giorni all’anno dalle 7 del mattino all’una di notte. Si è lavorato poi sulla formazione delle forze dell’ordine, attraverso la collaborazione con il Commissariato del Governo. Si è inoltre deciso di ampliare la rete dei soggetti coinvolti nel tavolo provinciale del progetto, con il coinvolgimento di alcune storiche realtà del privato sociale trentino e si sono rafforzate le collaborazioni attivate in questi anni in particolare con le forze dell’ordine (nello specifico la Polizia Postale), la Diocesi ( che promuove il progetto nelle parrocchie di tutta la provincia) e i servizi della salute mentale con i quali si collabora per la presa in carico di persone in difficoltà.

Per il 2021 l’obiettivo è quello di lavorare maggiormente sulla formazione dei professionisti, sanitari e non, per creare una rete di prevenzione del suicidio che sia capillare su tutto il territorio trentino e per poter essere al fianco e al sostegno delle persone sopravvissute, quando l’evento non si è potuto evitare. Si coopererà inoltre col progetto TradiNoi per formulare iniziative diffuse volte alla promozione del benessere specie nelle fasce giovanili della popolazione.