Apss e Fondazione Serena insieme per la cura delle malattie neuromuscolari. Presto anche il Trentino avrà un centro all’avanguardia per la cura delle malattie neuromuscolari e neurodegenerative, un punto di riferimento per i malati e le loro famiglie. È stato infatti sottoscritto oggi all’ospedale Villa Rosa di Pergine Valsugana l’accordo tra Azienda provinciale per i servizi sanitari e Fondazione Serena onlus per l’avvio della sperimentazione del centro NeMO (NeuroMuscular Omnicentre) ad alta specializzazione per la cura di malattie come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le distrofie muscolari e l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA).

Il programma di sperimentazione per la creazione di un polo sanitario di eccellenza di rilievo nazionale partirà a gennaio 2020 e avrà durata quinquennale. Alla firma della convenzione erano presenti il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, l’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, il direttore generale di Apss Paolo Bordon e il presidente del centro clinico NeMo Alberto Fontana.

Il centro clinico NeMO – già presente a Milano, Roma, Messina e Arenzano – si prenderà cura dei 5mila pazienti adulti e pediatrici, provenienti non solo dal Trentino Alto Adige ma anche dalle regioni del nord-est, affetti da SLA, SMA e altre patologie neuromuscolari e neurodegenerative altamente invalidanti e con un grande impatto sociale, caratterizzate spesso da lunghi e complessi percorsi di cura e assistenza. Grazie al network degli altri centri attivi sul territorio italiano e attraverso l’esperienza di Fondazione Serena NeMO garantirà una presa in carico multidisciplinare per rispondere ai bisogni clinici, assistenziali, psicologici e sociali dei pazienti e delle loro famiglie. Tutto ciò attraverso un percorso di continuità assistenziale condiviso, che parte dalla diagnosi, per arrivare ai trattamenti di cura, fino alla ricerca clinica.

Al centro NeMO di Trento si effettueranno diverse attività, a partire dalla valorizzazione dell’esperienza clinica e riabilitativa presente nell’ospedale Villa Rosa: dalla diagnosi, ai trattamenti terapeutici e riabilitativi attraverso programmi individualizzati di fisioterapia neuromotoria, respiratoria, logopedica per disturbi del linguaggio e della deglutizione, di terapia occupazionale per il recupero e/o mantenimento delle capacità di eseguire attività della vita quotidiana e, ancora, idrochinesiterapia grazie alle piscine presenti in ospedale, fino alla realizzazione di progetti tecnologici individualizzati per lo sviluppo e il mantenimento quanto più a lungo possibile dell’autonomia nel proprio contesto di vita. Saranno effettuati ricoveri ordinari, servizi ambulatoriali ad alta specializzazione (per neurologia, pneumologia, medicina fisica riabilitativa e neuropsichiatria infantile) e Day Hospital: il centro sarà dotato di 14 posti letto di degenza ordinaria, 4 posti per Day Hospital e ambulatori specialistici.

L’attivazione di un centro clinico NeMO a Trento avrà un impatto importante sull’assistenza sanitaria trentina: la presenza sul territorio di un punto di riferimento specializzato nella presa in carico della complessità dei bisogni clinico-assistenziali di queste patologie, infatti, porterà nel tempo ad una riduzione della mobilità passiva, andando incontro al bisogno dei pazienti che oggi si trovano costretti ad affrontare viaggi gravosi per poter accedere a strutture sanitarie capaci di prendersi carico in modo efficace della loro patologia.

«Questa firma – ha sottolineato il dg Bordon – è un risultato di eccellenza per tutto il sistema trentino; un’opportunità per mettere insieme le competenze di alto livello dei nostri professionisti con le competenze specialistiche dei centri NeMO. Un insieme di saperi ed esperienze che può fare di Villa Rosa un punto di riferimento nel campo delle patologie neuromuscolari per tutta l’Italia del nord».
Soddisfatto anche il presidente di NeMO Alberto Fontana che ha ringraziato il trentino per aver saputo accogliere, in tempi rapidi, un progetto capace di mettere al centro le persone e i loro bisogni: «questa alleanza permetterà a Villa Rosa di diventare un riferimento per chi soffre di malattie neuromuscolari, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita di chi vive l’esperienza della malattia e delle famiglie».

«È un orgoglio per la nostra provincia – ha dichiarato l’assessore Segnana – poter avviare una collaborazione con Fondazione Serena per un progetto cosi ambizioso e innovativo. Questo centro clinico ad alta specializzazione, pensato per migliorare la qualità di vita delle persone affette da patologie particolarmente invalidanti come le malattie neuromuscolari e le distrofie, fornirà un importante supporto clinico, assistenziale e psicologico ai bisogni dei malati e delle loro famiglie. Da parte dell’amministrazione provinciale c’è la massima disponibilità a collaborare e a supportare un centro che potrà diventare un punto di riferimento di eccellenza per i pazienti trentini e anche per quelli fuori provincia e che sarà un’occasione di sviluppo per il territorio dell’Alta Valsugana».

«Aver portato NeMO a Trento in così poco tempo – ha concluso il presidente Fugatti – è davvero un risultato importante per i pazienti e il nostro territorio. Grazie all’avvio di questo nuovo centro di eccellenza Villa Rosa potrà ambire a risultati ancora maggiori sul fronte riabilitativo, anche in un’ottica di attrazione per i pazienti fuori regione. Il Trentino dimostra, ancora una volta, di essere terreno fertile per progetti innovativi e di ricerca».