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APPALTO PULIZIE PAT E REQUISITI DI FATTURATO: VIOLA, LE IMPRESE TRENTINE ESCLUSE?

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16.12 - venerdì 22 settembre 2017

(Fonte: Walter Viola) – Interrogazione: appalto pulizie e requisiti di fatturato: le imprese trentine devono essere di fatto escluse?

Si apprende dagli organi di stampa la notizia che ben quattro realtà associative del mondo imprenditoriale trentino – l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese, l’Associazione Industriali, l’Associazione trentina dell’Edilizia e la Federazione trentina della Cooperazione – hanno condiviso e formalizzato una forte presa di posizione nei confronti della Provincia, chiedendo la sospensione della pubblicazione del bando riguardante la “convenzione per l’erogazione di servizi di pulizia a ridotto impatto ambientale suddivisa in 19 lotti”.

Si tratta di un bando di grande rilievo, il cui valore è pari a 95,35 milioni di euro e che concerne gli uffici della Provincia e di altri enti pubblici: il Comune di Trento, l’Università, gli istituti scolastici e formativi, le Rsa.

La richiesta di sospensione è stata presentata attraverso una lettera congiuntamente firmata, che i quattro Presidenti delle succitate realtà associative hanno inviato al Presidente della Provincia Ugo Rossi, al Vicepresidente e Assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi, all’Assessore alla cooperazione Tiziano Mellarini e all’Assessore alle infrastrutture e all’ambiente Mauro Gilmozzi.

La lettera contiene anche la richiesta di un incontro da calendarizzare “al più presto”. Il nodo della questione riguarda i requisiti stabiliti dal bando in termini di capacità economico-finanziaria, e specificamente di fatturato, dei soggetti partecipanti. Tali requisiti, di fatto, escludono le imprese trentine dalla possibilità di aggiudicarsi uno o più dei 19 lotti in cui è suddiviso il bando.

 

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Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

1. se intenda accogliere la richiesta delle categorie imprenditoriali di sospendere la pubblicazione del bando in argomento;

2. quali siano i riferimenti normativi, di carattere legislativo e amministrativo, considerati nella formulazione del bando;

3. quali siano i criteri che hanno portato a definire i 19 lotti e i relativi importi a base d’asta;

4. per quale motivo un bando di questa portata, in termini di valore e di estensione territoriale, non sia stato oggetto di confronto in seno al Tavolo degli Appalti, come è stato lamentato dai firmatari della richiesta di sospenderne la pubblicazione;

5. quali siano, nella predisposizione dei bandi, i margini di autonomia dell’Agenzia provinciale per gli appalti e contratti (Apac) nei confronti dell’Agenzia nazionale per gli appalti e i contratti (Anac), considerando che sono proprio tali margini a giustificare l’esistenza stessa di un’agenzia di questo tipo a livello provinciale;

6. se non si ritenga opportuno trasmettere, o ribadire, all’Apac l’indicazione che i bandi – fermi restando vincoli legati alla normativa comunitaria e a quella statale, in relazione alla affidabilità, al know-how e alla solidità economico-finanziaria dei soggetti partecipanti – siano articolati e formulati in termini tali da consentire una valorizzazione del radicamento territoriale dei soggetti partecipanti, un riconoscimento delle capacità e competenze del tessuto imprenditoriale locale, con la prospettiva di rafforzarlo nel segno dell’attenzione alla qualità, al benessere e alla sicurezza dei lavoratori e a interventi che ne tutelino le categorie più deboli.

 

Tutto ciò in accordo con una prassi che, non solo consolidata nel vicino Alto Adige, si va affermando anche in altre realtà regionali.

A norma di regolamento, si richiede risposta scritta.

 

 

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