Testo integrale lettera diffusa domenica 7 luglio 2020 ai colleghi magistrati Corte Appello

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Carissimi, mi scuso anch’io dell’intrusione festiva ma vorrei rassicurare tutti che la questione relativa all’adeguamento dello Statuto delle province autonome di Trento e Bolzano è da giorni alla mia attenzione, con interlocuzioni continue con i colleghi delle due Province.

È mia intenzione, nel prossimo Consiglio di presidenza del giorno 8 luglio fare una comunicazione nella quale esprimere la netta contrarietà della Corte dei conti ad una siffatta riforma, contrarietà che ho già avuto modo di esternare in tutte le sedi attraverso contatti istituzionali.

E’ un fatto che la circostanza che il personale della Corte dei conti svolga compiti istruttori e di accertamento nei confronti degli enti provinciali sconsiglia nettamente che detto personale sia dipendente dell’ente controllato (il controllore dispone delle risorse umane messe a disposizione dal controllato), per escludere qualunque potenziale conflitto di interessi e salvaguardare la necessaria indipendenza dell’Istituto e del suo personale anche sotto il profilo dell’immagine oltre che sostanziale.

Per effetto delle modifiche che si vogliono introdurre, poi, il nuovo comma 2 dell’art. 1 del d.P.R. n. 305/88 prevede che due dei quattro magistrati assegnati al controllo “sono nominati dal Consiglio dei Ministri su indicazione del Consiglio provinciale ove ha sede la sezione di controllo e i relativi oneri sono posti a carico della rispettiva Provincia autonoma”.

La nomina sarebbe non più a termine e manca perfino l’indicazione dei requisiti, professionali e anagrafici, in capo ai magistrati di designazione politica.

Tali disposizioni, ove superassero tutte le fasi dell’articolata procedura di approvazione inciderebbero, inevitabilmente, sull’autonomia e sull’indipendenza della Corte dei conti che, dobbiamo con forza ribadire, è una Magistratura e, come tale, ha delle prerogative costituzionalmente garantite.

Una simile riforma, infatti, avrebbe un negativo impatto sull’assetto organizzativo dell’intera Corte dei conti con evidenti profili di incostituzionalità.

Queste argomentazioni, naturalmente, sono state già esternate, vista l’ urgenza, nelle sedi opportune e ne sarà data comunicazione nel prossimo Consiglio di presidenza.
Una buona domenica a tutte e a tutti.
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Professor Angelo Buscema

Presidente Corte dei Conti italiana