CONSIGLIO PROVINCIA AUTONOMA TRENTO - CORECOM

Intervento del Presidente Marco Sembenotti

(Comitato per le Comunicazioni del Trentino)

Dopo oltre 11 anni si chiude l’esperienza a sindaco di Alessandro Andreatta alla quale se ne devono aggiungere altrettanti in qualità di consigliere e assessore, 25 anni in prima linea per la città di Trento.

Nel corso della conferenza di commiato l’ormai ex-Sindaco ha portato all’attenzione alcuni dati del quale potersi rallegrare, come quelli riguardanti la raccolta differenziata e i numeri collegati al turismo, oltre ad alcuni interventi importanti come ad esempio i nuovi parchi cittadini tra i quali Melta e le Albere, l’intervento di pedonalizzazione a San Martino e Santa Maria Maggiore, oltre all’intervento su Piedicastello. Sorprendono invece i rimpianti dell’ex primo cittadino: non interventi a favore della cittadinanza, del turismo o del commercio cittadino (è sempre bene ricordare come gli affitti a Trento siano tra i più alti in Italia) ma la mancata realizzazione di un boulevard e di uno spazio per i sinti.

Pare corretto sottolineare, anche se questo non per tutti è visto come un merito, l’ottima capacità di mediazione di Andreatta, grazie alla quale è riuscito a barcamenarsi – soprattutto nell’ultima legislatura – tra gli appetiti dei suoi “compagni” di coalizione. L’arte della mediazione è da sempre riconosciuta come un’importante dote di chi governa, ma molto spesso va a discapito di un’altra dote indispensabile: il coraggio. Cercare di accontentare tutti porta inevitabilmente a ritardi sulle decisioni e di questo tutti se ne sono resi conto. In questo ventennio sono mancate le scelte di coraggio, quelle che avrebbero potuto consentire un salto di qualità alla città di Trento.

Sulla mobilità sostenibile, nonostante i numerosi fondi a disposizione, siamo rimasti terribilmente indietro e i dati sul traffico automobilistico lo dimostrano. L’area ex Italcementi ci viene lasciata con un piano guida che avrebbe tempi di attuazione decennali e oltretutto non spicca per brillantezza della proposta. La cosiddetta “riga nera” sul PRG che dovrebbe identificare un ipotetico collegamento funiviario con il Monte Bondone non può essere certamente giudicata sufficiente dopo 20 anni di amministrazione, e lo stesso PRG si è concluso in una variante da molti ritenuta discutibile. Le aree inquinate di Trento nord in questi lustri hanno visto soltanto crescere piante ed erbacce, l’area ex Atesina ha trovato un’idea progettuale e dei fondi soltanto alla fine di quest’ultima legislatura, così come l’ascensore per Mesiano. Da quanto riportato sui quotidiani, inoltre, sembra che il Sindaco uscente non abbia fatto alcun cenno al tema della sicurezza, eppure il radicale cambiamento di Trento negli ultimi vent’anni è sotto gli occhi di tutti.

A breve si terranno le elezioni comunali e toccherà ai cittadini esprimere un giudizio su questa amministrazione, che di fatto si ripresenta identica nei partiti principali della coalizione a sostegno di Ianeselli, con l’aggiunta di altre piccole realtà che contribuiranno a frastagliare ulteriormente i già flebili rapporti. Pare autoesplicativa, in questo senso, la foto utilizzata da alcuni quotidiani locali per il commiato di Andreatta: un mezzo busto dell’ex Sindaco con alle spalle Palazzo Thun e un cumulo di macerie del set del film su Chiara Lubich.

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Mauro Corazza
Coordinatore per la città di Trento e candidato di AGIRE per il Trentino