PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (13ma puntata format Tv)

Fermo restando che le minoranze hanno abbandonato i lavori del Consiglio perché il Presidente Fugatti ha deciso unilateralmente e senza trasparenza rispetto ai 218 milioni di euro concessi dal Governo al Trentino di non condividere insieme in questo bilancio su quali voci destinarli per la ripresa della nostra comunità, ma di “parcheggiarli” in un forziere di cui solo la Giunta ha le chiavi, dichiarando che deciderà lui cosa farne e poi lo comunicherà.

Desideriamo con forza precisare che l’emendamento che oggi la maggioranza si è approvata in aula sul tema delle seconde case non è frutto di un accordo con le minoranze. La maggioranza non racconti bugie per cercare di condividere con le minoranze una responsabilità che resterà solo sua: quella di avere aumentato il numero di seconde case nelle valli del Trentino. Abbiamo contestato fin da subito il metodo, cioè l’aver presentato questa modifica di legge solo all’ultimo minuto in aula, bypassando la commissione come luogo di confronto sui dati, nel merito e una vera dialettica con i comuni e gli interlocutori che su questa materia andavano ascoltati, abbiamo sottolineato come essa violasse il Piano Urbanistico Provinciale, eludendo le procedure per la sua modifica.

La maggioranza si è poi auto emendata cercando di rendere meno vergognosa la sua intenzione, e su questo voleva il via libera delle minoranze, le quali hanno avuto un’unica magnanima concessione: aver portato al 20 dicembre il termine entro il quale i comuni potranno opporsi all’automatico momento degli alloggi turistici. Noi avevamo richiesto ben altro: che il percorso fosse rovesciato e partisse da un vero censimento della situazione abitativa e residenziale nei comuni interessati dalla cosiddetta legge Gilmozzi, che solo poi si discutesse dei contingenti di edilizia abitativa e turistica, soprattutto che tutto questo fosse realizzato con la piena potestà dei comuni che sono i depositari della competenza pianificatoria nei loro territori, ovvero che questi potessero scegliere se applicare la norma, e con percorsi di partecipazione e trasparenza certi, che tutelassero tutti i cittadini.

Invece, grazie all’arroganza della maggioranza i nuovi amministratori che saranno eletti a settembre dovranno correre ad assumere una delibera consiliare entro il 20 dicembre per impedire l’automatico aumento del 10% degli alloggi turistici sul proprio territorio e poi, anche se riuscissero a fare questo, entro la fine del 2021 saranno obbligati ad una variante al piano regolatore per l’aumento del contingente degli alloggi turistici. Questo è quello che consegna la maggioranza al Trentino: un enorme sbaglio dal punto di vista prospettico, che ci riposta agli errori di un passato lontano e agevola solo la speculazione sulla rendita immobiliare. Un atto di arroganza e di imperio rispetto all’autonomia dei territori, dei quali viola l’autonomia con prepotenza, un’estromissione dei cittadini da qualsiasi possibilità di intervento.

Il vicepresidente Tonina, parlando del Pup un anno fa diceva che voleva lasciare il proprio segno nella storia urbanistica del Trentino, ebbene, con questa azione lo lascerà certamente in negativo, demolendo ciò che gli amministratori responsabili e coraggiosi prima di lui avevano costruito. Andrà poi chiarito come abbia fatto la maggioranza a votare un emendamento che non era stato presentato nei termini e che non ha mai avuto, non a caso, le firme dei capigruppo di minoranza per il deposito fuori termine. Su questo dovrà ovviamente rispondere il Presidente del Consiglio.

 

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I gruppi consiliari provinciali di:
PD, PATT, Futura, Onda Civica, Gruppo misto