Consegnata al Presidente Soini la petizione per difendere il lago D’Idro. Una folta rappresentanza dell’Associazione amici della terra Lago d’Idro e Val Sabbia ha consegnato nella mattinata di oggi nelle mani del Presidente del Consiglio, Claudio Soini una petizione, sottoscritta da 525 persone, per chiedere alla Provincia di Trento di intervenire a difesa del patrimonio ambientale del Lago d’Idro. Purtroppo un’annosa questione ambientale (lo sfruttamento delle acque di questo specchio d’acqua risale addirittura al 1917) che ha visto e vede protagonisti da una parte la Regione Lombardia e gli interessi dell’agricoltura della Bassa e dall’altra la popolazione della zona e non solo che da anni cerca di salvare il lago come patrimonio ambientale, ma anche come elemento centrale dello sviluppo turistico.
Il presidente degli Amici della terra, Gianluca Bordiga ha ricordato che la petizione (le firme sono state raccolte in un’ora e mezza il 28 settembre durante una manifestazione che si è tenuta a Idro) chiede al Consiglio di intervenire per invalidare la procedura di Via concessa dal Ministero dell’ambiente per la concessione della proroga di 5 anni della validità dei termini del provvedimento di compatibilità ambientale del progetto di messa in sicurezza dalle esondazioni. Iniziativa che la Regione Lombardia porta avanti dal 2008 e che, ha affermato Bordiga, prevede dun’escursione verticale del livello del lago di 3,5 metri.
Inoltre, la petizione chiede al Consiglio di fare pressione per bloccare gli stanziamenti pubblici e il blocco delle procedure per l’affidamento degli appalti per costruire le opere idrauliche previste sul lago. Infine, a garantire la corretta informazione ambientale e la partecipazione nel caso venisse ripetuta la Via per la proroga della compatibilità ambientale del progetto. Progetto, ha detto ancora Bordiga, che riporterebbe indietro le condizioni ambientali dello specchio d’acqua che, tra il 1990 e il 2000, rischiò la morte biologica. Va ricordato che nel 2007 venne firmato un accordo che stabilisce che le fluttuazioni del livello dell’acqua non superino la misura di 1,3 metri verticali. Una misura che ha permesso al lago di rigenerarsi.
Insomma, la richiesta rivolta al Consiglio è di fare il possibile per bloccare l’intervento previsto dalla Regione Lombardia. “Un tratto di lago d’Idro – ha affermato Bordiga – è Trentino e il suo emissario principale proviene dal Trentino pertanto vi chiediamo di intervenire anche in forza della titolarità demaniale che avete sul bene più eminente, l’acqua”.
Il Presidente Soini ha spiegato la procedura che la petizione dovrà seguire fino ad approdare in commissione e ha assicurato la massima attenzione e un iter il più possibile celere. La delegazione è stata accompagnata dall’ex consigliere Alex Marini da anni è impegnato nella difesa del Lago d’Idro.
