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CAL – CONSIGLIO AUTONOMIE LOCALI * RIUNIONE 19/6: «MARCHIORI, ILLUSTRATA LA STRATEGIA SU POLITICHE ABITATIVE / FAILONI, SARANNO POSIZIONATI CARTELLI PER AVVISARE (E NON SPAVENTARE) RESIDENTI E OSPITI»

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21.53 - mercoledì 19 giugno 2024

Illustrata al Cal la strategia provinciale sulle politiche abitative. Punto all’ordine del giorno decisamente attuale per la seduta odierna del Consiglio delle autonomie locali. Oggi, infatti, l’Assessore provinciale alle politiche per la casa, Simone Marchiori, ha illustrato le linee di indirizzo riguardanti le politiche abitative, contenute nella Strategia provinciale per la XVII Legislatura. “Le politiche abitative rivestono un’importanza fondamentale per dare risposta ai bisogni primari della popolazione” ha sottolineato il Vice Presidente del Cal, Michele Cereghini.

L’accesso all’alloggio rappresenta una priorità, soprattutto in periodi socio-economici delicati, nei quali anche la classe media fatica a trovare soluzioni abitative a costi accessibili, soprattutto nei centri e nelle zone turistiche. Tre gli ambiti di intervento, ha aggiunto ancora Marchiori, di cui tengono conto e su cui si vuole intervenire nei prossimi 5 anni: l’edilizia popolare ed i contributi all’affitto; l’accesso alla casa per i nuclei familiari appartenenti alla cosiddetta “zona grigia”, e le misure dedicate a particolari categorie come giovani, anziani e lavoratori. L’obiettivo è la valorizzazione del patrimonio abitativo pubblico esistente, e una più efficiente ed efficace gestione complessiva dell’edilizia residenziale pubblica. Il tutto per offrire un maggior numero di opportunità abitative per la fascia debole della popolazione trentina.

Le strategie prevedono di rivedere le procedure e le modalità operative di ITEA per ridurre progressivamente il problema del recupero degli alloggi di risulta e velocizzare i tempi di ingresso dei nuovi beneficiari. In quest’ottica, sono previste anche azioni di dismissione di quella parte di patrimonio che richiede maggiori costi per gli interventi di ripristino o di costruzione e che si colloca in zone interessanti per il mercato immobiliare privato. Si punta, inoltre, alla revisione della legge sulla casa e in genere alla disciplina di formazione delle graduatorie, con l’obiettivo di innovare l’impianto rispetto ai bisogni delle famiglie e rendere più veloci le procedure amministrative. Per la riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico, a breve saranno bandite tre gare da 500 mila euro ciascuna che consentiranno di velocizzare il recupero di uno stock importante di alloggi. Si punta anche a incrementare lla disponibilità di case a canone sociale e di altre forme di locazione, come il canone moderato e concordato, il cohousing e il co-living.

Specifiche azioni di housing sociale, attraverso l’attivazione di iniziative cofinanziate da Cassa Depositi e Prestiti e da investitori privati, saranno attivate per venire incontro alle esigenze di quei nuclei familiari che, pur non avendo i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica, faticano a trovare soluzioni sul mercato privato. Investimenti che in una prima fase avverranno lungo l’asta dell’Adige, con l’obiettivo di allargare tuttavia il raggio d’azione ad ambiti più periferici, ma comunque interessati da elevate quotazioni immobiliari in quanto di rilevanza turistica. Il tema della casa rappresenta, infatti, una doppia sfida che coinvolge i giovani e la loro autonomia di vita, al pari di quella degli anziani che devono affrontare la vecchiaia in modo sereno, senza gravare troppo sul resto della famiglia. In questa precisa direzione verrà sviluppata un’offerta abitativa fondata sui principi della sostenibilità, della coesione sociale e territoriale, destinata a specifiche categorie quali i giovani, gli anziani e i lavoratori. Un piano che tiene conto anche delle esigenze dei territori a vocazione turistica con alta densità abitativa e che prevede modelli di coabitazione intergenerazionale, sfruttando anche alloggi ITEA dove coniugare le politiche dell’abitare con quelle del lavoro.

Altra partita rilevante, che è stata toccata dall’Assessore, è quella della riconversione del patrimonio inutilizzato dei Comuni in alloggi residenziali: su questo fronte sarà approfondito un monitoraggio già svolto, e si studieranno soluzioni che consentano di raggiungere l’obiettivo di incrementare gli alloggi a disposizione, anche per le necessità alloggiative di chi si trovi a lavorare nei contesti turistici.
In discussione è intervenuto l’Assessore del Cal, Stefano Bisoffi che ha sottolineato la necessità di una revisione generale dell’impianto normativo sulla casa. Si è detto soddisfatto che le osservazioni delle Comunità, già avanzate attraverso il Cal nei primi mesi della Legislatura, siano state prese in considerazione nel delineare le nuove strategie abitative.

Il Sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha posto l’accento sulla necessità di arrivare in tempi brevi a dare risposte al problema casa. Per Ianeselli l’aspettativa è che la politica della casa torni ad avere una centralità che in questi anni non ha avuto. Ha chiesto delucidazioni precise sull’evoluzione della governance di Itea e sul rapporto tra la Società e gli Enti locali proprietari degli immobili. Una questione che deve essere affrontata e risolta, ma senza dilatare i tempi, in una cornice giuridica più efficace e ben definita. È intervenuto anche sull’importanza dei servizi di mediazione sociale che mettono in luce situazioni di fragilità e marginalità.

La Sindaca di Rovereto, Giulia Robol, ha definito quello della casa un tema essenziale, da affrontare stimolando anche proficui partenariati fra il mondo pubblico e gli investitori privati. Ha fatto l’esempio della sua città e sui bisogni abitativi emergenti, anche in relazione alla popolazione universitaria.
Mirko Montibeller, Sindaco di Roncegno, ha definito urgente la necessità di risolvere i tempi di assegnazione di un alloggio. Un tema che ha definito prioritario. Sul patrimonio edilizio comunale, ha proposto di individuare soluzioni che consentano agli enti locali di affrontare interventi di sistemazione anche leggera degli immobili di cui dispongono, per ricavarne alloggi, la cui gestione deve però poter essere affidata ad un soggetto specializzato.
Il Sindaco di Mori, Stefano Barozzi, ha precisato che serve una nuova formula per gestire la domanda e l’offerta di alloggi tra pubblico e privato.
Il Sindaco di Arco, Alessandro Betta, è intervenuto per sottolineare che il tema della casa è pressante anche sul territorio dell’Alto Garda, tenuto conto che molti immobili a destinazione residenziale vengono adibiti alla ricettività turistica, riducendo le soluzioni a disposizione per chi invece necessita di abitare il territorio stabilmente.

Il sindaco di Campitello di Fassa, Ivo Bernard, ha rimarcato l’esigenza di alloggi accessibili nelle zone turistiche. Non ha nascosto il problema del calo demografico, dovuto al fatto che le giovani famiglie preferiscono spostarsi in altri contesti, dove la casa è accessibile a prezzi più economici. Ogni intervento, anche di riconversione del patrimonio edilizio esistente, dovrebbe privilegiare, nei contesti ad alta intensità turistica, la destinazione esclusiva a prima casa.
Il Sindaco di Cles, Ruggero Mucchi, è intervenuto sottolineando come il tema della casa non può essere disgiunto dalla programmazione urbanistica. In questo caso, ha detto, le politiche territoriali devono tendere a creare servizi diffusi, evitando concentrazioni in pochi agglomerati. Ha chiesto, inoltre, una regia puntuale e uniforme sul cohousing.

I numeri ITEA
A fine 2021 le famiglie che risiedevano negli alloggi dell’Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa (ITEA) erano 9.390, con una sovra-rappresentazione delle famiglie numerose e di quelle mononucleari. Inoltre, la tendenza al crescente invecchiamento della popolazione si riflette negli assegnatari degli alloggi, con meno del 2% under 30 e quasi il 37% over 65. La maggioranza degli assegnatari è costituita da cittadini dell’Unione europea, con una ridotta percentuale di cittadini d’origine extra-Ue. Il 53% degli utenti risiede negli alloggi ITEA da più di dieci anni. Sono 1200 gli alloggi di risulta e vale a dire abitazioni da recuperare con interventi di vario grado. Sempre in merito a Itea si intende lavorare per snellire le graduatorie. I tempi di assegnazioni sono attualmente piuttosto lunghi e non sempre viene accettato un alloggio in una zona periferica, dove incidono gli spostamenti e la penuria di servizi.

 

Confronto sui grandi carnivori: l’Assessore Failoni presenta il piano di comunicazione.

È  stato il tema dei grandi carnivori l’oggetto del confronto del Cal con l’Assessore provinciale all’artigianato, commercio, turismo, foreste, caccia e pesca, Roberto Failoni. L’Assessore non ha nascosto le difficoltà che stanno emergendo anche in questo inizio di stagione estiva, e l’impegno nel trovare soluzioni pronte ed efficaci, facendo squadra fra istituzioni, come dimostrato anche dall’incontro di oggi, assieme ai Sindaci della Val di Sole, con il Commissario del Governo Giuseppe Petronzi. Nell’occasione, ha riportato, è stata chiesta la possibilità di estendere la possibilità di portare lo spray anti-orso a tutte persone che lavorano nel bosco, ed ai componenti della protezione civile, tra cui le squadre di soccorso. Ha sottolineato la necessità di fare squadra e di condividere uno stile di comunicazione, evitando interventi che possano ulteriormente allarmare la popolazione, e penalizzare anche l’immagine del Trentino. La cattura degli orsi confidenti – tre, forse quattro, ha voluto precisare, – non è semplice. Ha, quindi, ricordato come la Provincia di Trento abbia recentemente approvato un Disegno di legge che definisce annualmente il numero massimo di capi problematici (ai sensi del Pacobace, il Piano d’azione nazionale) di cui è consentito l’abbattimento sulla base di valutazioni tecnico scientifiche.

È prevista, inoltre, una strategia di comunicazione che prevede un approccio integrato tra informazione, educazione e cultura. Sulla comunicazione, ha rimarcato Failoni, la Provincia Autonoma di Trento e Trentino marketing – presente l’amministratore delegato, Maurizio Rossini – stanno lavorando all’implementazione di un piano operativo basto su azioni precise:

• Potenziare i canali di comunicazione già esistenti: rivedere e ottimizzare gli strumenti già disponibili (dai siti internet alle brochure) e prevederne di nuovi per raggiungere un pubblico più ampio e diversificato;
• Promuovere la partecipazione attiva: coinvolgere i diversi attori interessati e le comunità locali nella progettazione e realizzazione delle attività di comunicazione;
• Investire nella ricerca e nell’educazione: realizzare studi scientifici per approfondire la conoscenza dei grandi carnivori e sensibilizzare il pubblico sui loro aspetti etologici e l’importanza ecologica;
• Prevedere l’attivazione di tavoli di confronto con enti e associazioni: rafforzare la collaborazione con le istituzioni scientifiche, le associazioni e gli altri enti competenti per una comunicazione integrata e coerente;
• Sviluppare un piano di comunicazione per le situazioni di crisi: definire procedure chiare e tempestive per gestire eventi critici e fornire informazioni accurate e rassicuranti.§

Nei prossimi giorni, in particolare, saranno posizionati numerosi cartelli per avvisare (e non spaventare) i residenti e gli ospiti del Trentino occidentale, sul tema orsi. Sono stati programmati, inoltre, incontri informativi sul territorio, ed è stato attivato un tavolo grandi carnivori, nel quale è prevista la partecipazione importante di rappresentanti dei comuni, provenienti dalle zone di insediamento dell’orso e dei lupi.

È un percorso che deve portare a una corretta e precisa informazione a vantaggio di cittadini e ospiti, ha evidenziato l’Assessore del Cal e Sindaco di Mezzana, Giacomo Redolfi, che ha rimarcato la necessità di un dialogo proficuo tra le Istituzioni per risolvere quello che a tutti gli effetti è un problema che ha bisogno di soluzioni urgenti. “Bisogna lavorare nel rispetto delle norme – ha detto – ma non possiamo negare che l’obiettivo è quello di far capire che la gestione degli orsi non è semplice e non può basarsi su ideologie contrapposte. Serve anche pensare – ha aggiunto – a direttive e norme più attuali nel gestire un progetto che è diventato un fenomeno da controllare nel rispetto della libertà dei cittadini che non può essere compressa in nessun modo”.

Redolfi, che oggi con gli altri Sindaci della Val di Sole ha incontrato il Commissario del Governo, ha espresso con forza le preoccupazioni dei Sindaci delle valli del Noce, ma anche di tutti i cittadini, riguardo all’aumento delle segnalazioni di avvistamenti di orsi nelle vicinanze dei centri abitati. “Negli ultimi mesi abbiamo registrato un incremento degli avvistamenti e, pur comprendendo l’importanza di una corretta conservazione della fauna selvatica, non possiamo ignorare i timori e le difficoltà dei nostri residenti. Se la diffusione dell’orso non sarà gestita, come tutti i fenomeni lasciati a sé stessi saranno inevitabili situazioni potenzialmente anche tragiche” ha dichiarato ancora Giacomo Redolfi che ha auspicato una gestione diretta da parte dei territori sulla gestione della popolazione degli orsi, facendo in modo di evitare altre tragedie.

L’Assessore Roberto Failoni ha ascoltato attentamente le istanze e ha ribadito l’impegno della Provincia Autonoma di Trento a trovare soluzioni che bilancino la tutela dei grandi carnivori con la sicurezza e il benessere delle comunità locali. Failoni ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato che preveda sia misure preventive che interventi rapidi in caso di emergenze. Intanto, ogni giorno fino alle ore 22.00, le squadre di monitoraggio Grandi carnivori della Provincia autonoma di Trento sono in azione per presidiare le zone dove maggiori sono stati gli avvistamenti di orsi, a partire da quello di Malé.

Alla precisa domanda del Sindaco di Cles, Ruggero Mucchi, e cioè se, oltre al piano di comunicazione si stia lavorando anche su un nuovo piano di gestione, la risposta è stata che lo status di tutela dell’orso a livello europeo, con un suo eventuale allentamento, non è ancora in programma. Occorre, quindi, lavorare con gli spazi di deroga al regime di stretta conservazione della specie, che le norme europee attualmente consentono. E’ comunque utile ogni azione che serva a far crescere la sensibilità a Bruxelles, dove il tema dell’orso è poco conosciuto e poco sentito. La Provincia – ha informato l’Assessore – continua, in questo senso, a tessere relazioni anche con gli altri territori europei, pur non numerosi, che stanno affrontando la problematica dell’orso, sia per uno scambio di buone pratiche che per creare i presupposti per un’azione di lobbing congiunto nei confronti delle Istituzioni europee.

L’incontro si è concluso con un impegno congiunto a proseguire il dialogo e a lavorare su un piano condiviso che possa rispondere efficacemente alle esigenze della popolazione.

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