E’ apparsa oggi sui principali quotidiani locali la notizia di possibili irregolarità riscontrate dalla Corte dei Conti nell’assegnazione da parte dell’Università degli Studi di Trento di borse di studio “a pioggia”, ovvero senza una valutazione di tipo reddituale del nucleo familiare beneficiario, ai suoi dipendenti.

In risposta al comunicato del Consigliere provinciale Filippo Degasperi, mi preme sottolineare che anche il Gruppo Consiliare della Lega ha depositato un’interrogazione a riguardo (Interrogazione n. 778/XVI a risposta scritta).

Tale interrogazione si prefiggeva proprio l’obiettivo di chiedere lumi sulle modalità di erogazione di tali borse di studio, chiedendo se corrispondesse al vero “la notizia che l’Università degli Studi di Trento abbia offerto ai propri dipendenti le suddette borse di studio senza considerare la condizione economica del nucleo familiare beneficiario (Icef o Isee)” e, quindi, “a quanto ammontano le somme erogate a favore dei dipendenti dell’Università degli Studi di Trento sotto forma di borse di studio per i figli negli anni dal 2014 al 2018”.

Anche a noi, difatti, la risposta fornita dalla precedente Giunta provinciale non aveva convinto.

Ricordo, inoltre, che il Gruppo Lega Salvini Trentino, con il sottoscritto come primo firmatario, ha recentemente depositato due ulteriori interrogazioni riguardanti l’Università degli Studi di Trento per fare luce su due ulteriori situazioni di possibili irregolarità, questa volta riferite all’erogazione dei premi di merito agli alunni dell’Università stessa (interrogazioni n. 779/XVI e 780/XVI a risposta scritta).

Questo è quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale Denis Paoli.