OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Conclusa la prima sessione del Consiglio del 2017. Nel pomeriggio sì a quattro mozioni su servizi postali, vigili del fuoco, sostegno alle edicole e interpreti per le persone sorde. Bocciata quella sul ripristino della guardia medica in Tesino. La seduta del consiglio è ripresa alle 15 con la conclusione della discussione e la votazione della mozione di Fugatti della Lega per la riapertura del servizio della guardia medica in Tesino. Mozione che è stata bocciata con 18 no e 13 sì, tra i quali quelli dei consiglieri del Patt Walter Kaswalder e Chiara Avanzo, mentre Lorenzo Baratter, come ha precisato in aula, ha espresso il suo voto favorevole solo per errore. Una mozione che, ha detto in dichiarazione di voto Civettini, va votata per difendere la salute dei cittadini e per ribadire che la sanità non si può governare col pallottoliere e le statistiche discutibili. Cia ha sottolineato che, come nel caso delle stanze promiscue che negli ospedali esistono eccome, non sempre ci si può fidare delle dichiarazioni dell’assessore. Manuela Bottamedi, dichiarando il voto favorevole, ha aggiunto che l’obiettivo principale della Giunta è il contenimento della spesa secondo criteri aziendali. Una scelta che, ha aggiunto, va contro l’esigenza, fondamentale per un’autonomia, quella di mantenere la popolazione in montagna. Il servizio di guardia medica, ha detto inoltre, è stato tolto in territori che hanno un target turistico indirizzato agli anziani causando un danno economico. Degasperi (5 Stelle), condividendo la mozione, ha detto che quest’ultima invita la Giunta a ripensare una scelta miope che impoverisce un territorio e che si basa su dati incerti.

 

In allegato il comunicato stampa:

comunicato consiglio (4)
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Roberto Sani) – Il centro sinistra autonomista è morto? Se oggi venisse chiesto ai trentini il colore del futuro per il centro sinistra autonomista è credibile che il nero sia quello dominante. Dopo il 40% di consenso all’ultima tornata referendaria, con i correttivi specifici del caso, solo i “visionari” possono pensare ad un nuovo ciclo di governo della provincia per questa configurazione politica. Eppure il Trentino, qualcuno dirá, è stato sempre ben amministrato dalla coalizione PD-UpT-Patt. Giusto. Vero. Passato.
Un anonimo diceva che non si scoprono nuove terre con vecchie mappe, questo è il tema. La gente chiede nuove terre: chiede risposte alle centinaia di disoccupati che anche il trentino sta producendo, vuole soluzioni per poter considerare un lontano ricordo la crisi economica, vuole convincersi che il futuro sarà migliore. Il driver di questi cambiamenti non può essere la politica basata sull’esercizio del potere, sulla spartizione delle poltrone e sulla logica del “piazerot”. Sono indispensabili coraggio, responsabilità, spirito di servizio, capacità di ascolto, fantasia, energia e un pizzico di follia. Nuove mappe e quindi una nuova classe dirigente in grado di poterle interpretare al meglio. Questo significa che il centro sinistra autonomista è morto? Si se non si ha il coraggio di ammettere che una discontinuità forte, vera, riconoscibile di persone, metodo e strumenti sia assolutamente inevitabile. Il Trentino ha fortissimo bisogno di un “Reset” politico e poi di un “Restart”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Cgil Trentino) – La firma dell’accordo stralcio per il contratto del personale dell’azienda sanitaria, dello scorso 28 dicembre, è stata apposta sotto una cattiva stella. L’attuale formulazione dell’articolo 13 di quell’accordo, infatti, impone la modifica dell’articolo 95 del contratto, stabilendo che tale modifica sia oggetto di un successivo accordo. Accordo che, però, ieri è stato bloccato e reso impossibile. Senza questo accordo, molto semplicemente, non si possono attribuire le fasce. Il segretario della Fp Cgil Giampaolo Mastrogiuseppe spiega: «Avevamo già rilevato l’incongruenza dell’articolo che prevede l’attribuzione delle fasce stipendiali a tutto il personale, tant’è che avremmo voluto modificarlo immediatamente. Purtroppo, le assurde posizioni di Uil sanità e Nursig up – che piuttosto che sedersi a contrattare insieme alle altre organizzazioni sindacali hanno preferito imporre un accordo pasticciato a danno di tutto il personale – non ce lo avevano consentito allora e non ce lo hanno consentito nemmeno ieri». Mercoledì, infatti, si è tenuto un nuovo incontro: «Ora, dopo essersi resi conto che avevamo ragione noi, a voler modificare subito l’articolo 13, sostengono – nei fatti – di non aver compreso il senso dell’accordo, che hanno sottoscritto e hanno impedito si modificasse, sostenendo sia l’Apran a sbagliare interpretazione. Ora, di difetti l’Apran – nella figura del presidente – ne sta dimostrando diversi, ma su questo particolare articolo bisogna dare atto che era chiaro quanto fosse pericoloso. Infatti, ribadiamo, volevamo cambiarlo ma Uil e Nursing Up lo hanno impedito, imponendo la maggioranza necessaria alla validazione dell’accordo».

Mastrogiuseppe poi parla anche della stessa Apran: «Il presidente dell’Apran sta mettendo tutte le basi per una denuncia per condotta antisindacale, vista la gestione del tavolo di ieri. Subito dopo la proposta di parte pubblica, Uil e Nursing up hanno abbandonato il tavolo stazionando a poca distanza, nei corridoi. Il presidente, invece di richiamarli o chiudere la trattativa, ha temporeggiato sperando, forse, che noi abbandonassimo il tavolo per proseguire, probabilmente, proprio con le sole Nursing up e Uil. A nulla sono valse le nostre forti richieste di contrattare per arrivare a un accordo e le nostre osservazioni, finalizzate a migliorare il testo, non sono state accolte. Non sono state accolte neanche le nostre richieste di videoregistrare gli incontri, al fine di rendere trasparente la contrattazione. Abbiamo anche chiesto un verbale della riunione, che ci è stato negato. Ma, a voler fare una classifica, la cosa che riteniamo più grave è che Apran giochi sull’equivoco. Afferma di dare risposte alle nostre istanze – per come disposto dalla giunta provinciale con la delibera del 20 dicembre 2016 – ma nei fatti stravolge il senso di quelle stesse istanze, interpretandole. Oltretutto, rifiutando l’interpretazione di chi quelle istanze le ha formulate e smentendo, addirittura, le proprie dichiarazioni allegate al citato accordo stralcio». Concludendo, il segretario spiega: «Ribadiamo che oltre alla sistemazione dell’articolo relativo all’attribuzione delle fasce, le nostre priorità riguardano: il riequilibrio salariale di tutte le figure presenti in azienda a partire da quelle più basse; il percorso di riqualificazione di Oss, tecnici, amministrativi e operai; il percorso di armonizzazione contrattuale nei confronti del comparto autonomie locali; il rimborso della quota per l’iscrizione obbligatoria ai collegi professionali con l’accortezza di prevedere un tetto che scongiuri ingiustificati futuri aumenti della stessa; l’approfondimento sui regimi di servizio attivo/reperibilità anche in funzione della riorganizzazione aziendale. Oggi – conclude Mastrogiuseppe – siamo alla farsa più pittoresca mai rappresentata in Trentino, mentre i lavoratori della sanità aspettano risposte».

 

 

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Cgil-Fp – cs1-2017 – Contratto sanità
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(Fonte: Ufficio stampa Gruppo parlamentare Ds-Cd) – La nostra proposta di legge elettorale punta ad innestare, su un impianto di tipo proporzionale, un robusto riferimento alle coalizioni, nell’auspicio che ciò possa assicurare un virtuoso equilibrio tra rappresentanza, coesione della maggioranza, trasparente competizione politica e stabilità dell’esecutivo. In una fase di repentini cambiamenti, anche nella rappresentanza politica, è illusorio fare dei modelli elettorali una sorta di scommessa ideologica. o affidarsi troppo ai sondaggi. Le regole elettorali restano ovviamente importanti, ma non si deve commettere l’errore di non considerarle in simbiosi con i percorsi di ricomposizione della rappresentanza sociale e con l’evoluzione della forma e della ispirazione dei partiti. Occorrono dunque regole elettorali capaci di accompagnare le evoluzioni del sistema sociale e politico, secondo finalità di bene comune, senza forzature irragionevoli e con attitudine alla flessibilità”. Lo ha detto il capogruppo di ‘Democrazia Solidale-Centro Democratico’ alla Camera, Lorenzo Dellai, durante la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge elettorale di cui è primo firmatario.

“Abbiamo individuato due riferimenti fondamentali – ha sottolineato Dellai -, che possono corrispondere – in determinate condizioni – a due fasi elettorali distinte: un riferimento ‘proporzionale’, con il quale puntare al recupero della rappresentanza di culture, sensibilità ed esperienze presenti nella comunità ed alla loro responsabilizzazione rispetto alla vicenda istituzionale; e un riferimento alla ‘coalizione’ con il quale dare voce alla cultura della cooperazione politica e rafforzare la prospettiva del governo. Due fasi distinte – ha spiegato Dellai – perché il bene della governabilità delle istituzioni non è questione di semplificazione, ma principalmente di intese e di condivisioni forti. E le coalizioni non possono essere interpretate da satelliti, ma da parti che si sono qualificate nella fase proporzionale con la loro proposta e che dichiarano con responsabilità i termini dell’accordo di coalizione in forma pubblica”.

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

Slide pdl LEGGE ELETTORALE
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(Fonte Apt Trento) – Superato il milione di presenze nel 2015, i valori consolidano l’appeal di questo ambito, indicando un altro balzo in avanti, del 9,8% per gli arrivi e del 5,1% per le presenze: Se il 2015 segnò un risultato storico per l’ambito turistico del capoluogo, della sua Alpe e della Valle dei Laghi, in quanto venne superata, per la prima volta, la soglia del milione di presenze, il 2016 ha confermato in pieno che si tratta di una crescita costante e strutturale. Si va infatti ben oltre il mero consolidamento di numeri importanti, come dimostra la conferma delle percentuali di crescita, sia sul fronte delle presenze (il numero di pernottamenti) sia su quello degli arrivi.

Per quanto riguarda l’intera area di competenza dell’Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, i dati parlano di un incremento del 9,8% per quanto concerne gli arrivi, che passano dai 312.000 del 2015 ai 343.000 del 2016, e di un aumento del 5,1% sul fronte delle presenze, che passano da 1.019.000 a 1.071.000 unità. Il dato si riferisce ai dati certificati degli esercizi alberghieri, extralberghieri e complementari. I numeri offrono lo spunto per evincere altri valori interessanti. Se consideriamo separatamente il mercato italiano e quello straniero, si nota che il primo ha conosciuto addirittura un incremento del 10% per quanto riguarda gli arrivi e dell’8% per quanto riguarda le presenze, mentre nel secondo caso, a fronte di un +9,3% di arrivi, sono rimasti invariati i pernottamenti. In merito ai mesi, luglio (+18,4%) e ottobre (+17,8%) sono quelli che hanno fatto registrare il balzo in avanti più rilevante, seguiti a ruota da giugno (+15,3%), marzo (+13,8%) e settembre (+12,36%), numeri relativi agli arrivi.

Qualche altra considerazione suggeriscono i dati relativi ai tre diversi ambiti: nel comune di Trento gli arrivi sono cresciuti del 9,4% e le presenze del 5,3%, anche in questo caso è stato luglio il mese con il balzo in avanti più confortante (+19,5%); sul Monte Bondone gli arrivi sono cresciuti del 4,5% e le presenze del 2,83%; in Valle dei Laghi hanno invece conosciuto l’incremento più importante, quantificati in un +15%. Per quanto riguarda la provenienza degli ospiti, gli italiani arrivano a quota 211.000 (il 62%), gli stranieri a 131.000 (il restante 38%). Come al solito è la Lombardia che porta il maggior numero di turisti a Trento e nei dintorni (circa 44.000), seguita dal Veneto (29.000), dall’Emilia Romagna (21.800) e dal Lazio (20.800), che però vanta il più importante incremento rispetto al 2015 (+22%). Tocca invece al Veneto superare tutti in fatto di presenze (129.000, +12%).

Per chiudere, la Germania ha portato 46.000 ospiti, facendo segnare un importante +9,2%, che diventa un +4,7% se guardiamo alla presenze (103.500). Stabile il numero di turisti provenienti da Repubblica Ceca e Polonia, crescono quelli olandesi (+11%), austriaci (+14%) e spagnoli (+31%). «Questi risultati sono il frutto del lavoro di tanti soggetti, pubblici e privati – spiega Elda Verones, direttrice dell’Apt – per questo possiamo affermare che si tratta del successo di una grande squadra. Sono tanti i fattori che contribuiscono ad aumentare l’appeal del nostro territorio, fra questi mi piace ricordare il passaparola e i grandi eventi, sportivi e non, che organizziamo in tutte le stagioni dell’anno: grazie ad essi coinvolgiamo con continuità nuovi potenziali ospiti, che generano un indotto non trascurabile su tutto il comparto e spesso ritornano per le vacanze».

 

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comunicato-record_16
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Delsa-Gilda) – Si è tenuto ieri nell’aula D del Dipartimento della Conoscenza in via Gilli, 3 a Trento un confronto sui temi della scuola. All’incontro erano presenti il Presidente della Provincia Ugo Rossi, i dirigenti del dipartimento della conoscenza, componenti dell’Apra e le Ooss rappresentative. Il Presidente ed assessore alla pubblica istruzione Ugo Rossi ha introdotto l’incontro con una dichiarazione di disponibilità ad affrontare le tematiche complesse ed urgenti sul sistema istruzione, in particolare riguardo all’applicazione delle nuove norme in materia sia nazionali che trentine.

Un’apertura quindi al confronto attesa da molto tempo che giunge solo ora dopo le polemiche e le contestazioni sindacali e politiche che hanno visto interessato il dipartimento dell’istruzione negli ultimi mesi. Il presidente ha dichiarato quindi la sua disponibilità a trovare delle soluzioni condivise con le parti sociali sulle questioni più scottanti come la precarietà, le graduatorie, gli ambiti, la chiamata diretta, la mobilità ed altri argomenti che sono comunque connessi alla stabilità da un lato e alla flessibilità dell’altro del sistema, obiettivi che rimangono prioritaria centrali per l’Amministrazione.

È stato già annunciato dal Presidente l’intenzione di incontrarsi col ministro della Pubblica Istruzione per evidentemente proporre ed eventualmente individuare criteri che possano consentire alla Provincia Autonoma di Trento di creare quelle peculiarità di sistema che consentano il realizzarsi di questi obbiettivi anche in un’ottica di avvicinamento al sistema bolzanino ed alle soluzioni da esso adottato. In una maggiore direzione di stabilizzazione e di flessibilità del sistema scolastico così come auspicato dallo stesso presidente si è data disponibilità anche a valutare soluzioni simili a quella di Bolzano tenendo fermo comunque il principio che le assunzione avvengono prioritariamente attraverso lo strumento concorsuale.

I nostri referenti Mauro Pericolo per Delsa e Mariagrazia Papuzzo per Gilda accolgono positivamente questa posizione dell’amministrazione, in particolare quest’ultimo passaggio che, ribadiscono …” fu parte di una nostra precisa proposta fatta al tavolo delle trattative già lo scorso anno…”. L’amministrazione ha fornito contestualmente alla seduta una bozza di quello che il contratto sulla mobilità che evidentemente entra già nel concreto di una parte delle richieste dell’Amministrazione.

Stiamo valutando la bozza sotto il profilo tecnico e degli effetti che evidentemente può produrre in questa fase di transizione della scuola soprattutto in ordine alle eventuali criticità di allineamento col sistema nazionale e di limitazione al diritto dei docenti di potersi spostare liberamente sul territorio trentino e nazionale con la propria professionalità.Detto ciò si precisa che, al di là di queste premesse/promesse, sarà verificato allo stato degli atti se l’intenzione dichiarata dal Presidente corrisponderà ad una azione politico-amministrativa concreta o siamo di fronte a dichiarazioni puramente politiche che hanno lo scopo di smorzare le tensioni delle pressioni accumulatesi nei mesi scorsi sulla sua gestione della scuola.Speranzosi, ma anche fiduciosi che comunque siamo di fronte a un cambiamento di rotta dell’amministrazione attendiamo i risvolti e le proposte concrete per i prossimi incontri.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Parlamento europeo) – A nome del Parlamento voglio inviare un messaggio di solidarietà e farò di tutto affinché la Commissione europea possa accelerare i tempi per erogare il fondo di solidarietà con il nostro sostegno”, ha detto il Presidente Tajani intervenendo in Aula giovedì. In apertura dei lavori di giovedì della sessione plenaria a Strasburgo, il Presidente Tajani ha detto: “Devo comunicare all’Assemblea che a seguito delle numerosissime scosse di terremoto che hanno colpito l’Italia, una valanga ha sommerso un albergo. Ci sono trenta dispersi, anche bambini, la situazione meteorologica è bruttissima. Il soccorso alpino della Guardia di finanza ha raggiunto l’albergo dopo sei ore di marcia sugli sci perché tutte le strade erano bloccate e si sta cercando con i cani anti-valanga di vedere se i dispersi, come ci auguriamo tutti, siano sopravvissuti. Due persone sono state salvate, ma certamente la situazione non è delle migliori. La popolazione è stremata. Da ieri a mezzanotte a stamattina ci sono state circa ottanta scosse di terremoto. Negli scorsi giorni sono state centinaia le scosse, i giornali di tutto il mondo ne parlano. I cittadini sono terrorizzati, la situazione meteorologica è pessima.

A nome del Parlamento voglio inviare un messaggio di solidarietà e farò di tutto affinché la Commissione europea possa accelerare i tempi per erogare il fondo di solidarietà con il nostro sostegno. La situazione è disastrosa. Il terremoto ha provocato una valanga, che ha sommerso un albergo. Ho parlato con il comandante generale della Guardia di finanza. L’ho ringraziato per il lavoro svolto perché sei ore di marcia sono tante. Ringrazio il Presidente Juncker e il Commissario Stylianidis per la vicinanza espressa. Dovremo fare di tutto per rispondere ai cittadini ma soprattutto, come mi ha detto il Presidente della Protezione civile, loro chiedono solidarietà. Vi ringrazio come italiano e soprattutto come Presidente del Parlamento europeo per la solidarietà che vorrete inviare ai miei compatrioti.”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Gruppo consiliare Pd Trentino) – Il Consiglio provinciale ha approvato oggi la mozione n. 508/XV, per l’avvio di un percorso partecipato per la predisposizione del regolamento di esecuzione della legge provinciale in materia di agricoltura sociale. La mozione – a firma di Alessio Manica (primo firmatario), Passamani, Avanzo, Lozzer, Borgonovo Re, Maestri, Plotegher e Civico – vuole dare un nuovo stimolo al tema dell’agricoltura sociale e alla attuazione di quanto previsto dalla normativa provinciale, anche allo scopo di valorizzare il diffuso interesse manifestato su questo tema da parte sia degli agricoltori che del mondo del sociale, che guarda con interesse alle opportunità che l’agricoltura sociale potrebbe proporre. Le varie attività svolte nell’ambito dell’agricoltura sociale sono accomunate dal fatto di vedere coinvolte imprese agricole, cooperative sociali e altre organizzazioni che coniugano l’utilizzo delle risorse agricole con le attività sociali, e dalle finalità che perseguono: generare benefici inclusivi; favorire percorsi terapeutici, riabilitativi e di cura; sostenere l’inserimento sociale e lavorativo delle fasce di popolazione svantaggiate e a rischio di marginalizzazione; favorire la coesione sociale.

L’agricoltura sociale per potersi definire tale deve comunque, oltre a produrre benefici in termini di inclusione sociale e miglioramento del benessere delle persone svantaggiate che vi sono impegnate, mantenere una dimensione economico-commerciale significativa (i prodotti dell’agricoltura sociale devono poter stare sul mercato). In ultima istanza, generare utili o quantomeno contribuire al sostegno concreto dell’impresa sociale. In tal senso si colloca a pieno nel disegno della Provincia di creare sul territorio in maniera diffusa un nuovo modello di welfare generativo e in grado di attivare competenze e risorse. La mozione approvata oggi impegna la Giunta ad istituire un tavolo di lavoro con gli operatori sociali impegnati nel campo dell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, i rappresentanti del mondo agricolo e i soggetti che sul territorio provinciale hanno maturato esperienza e sviluppato pratiche nell’ambito dell’agricoltura sociale, al fine di avviare un percorso partecipato sul tema dell’agricoltura sociale per la stesura del regolamento di attuazione e garantire una coniugazione concreta, efficace e produttiva di questo nuovo strumento di welfare. “Un percorso partecipato – ha detto il Cons. Manica, nell’ambito della discussione – ci consentirà di valorizzare le esperienze già in corso sul territorio e di far dialogare soggetti di vari settori in un’ottica di fattiva collaborazione. Sono certo che se gestiamo bene questa processo riusciremo a costruire delle forme e dei modelli di welfare innovativi.”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Gruppo Upt) – Il Gruppo Consiliare dell’Unione per il Trentino esprime grande soddisfazione per l’approvazione all’unanimità, in data odierna, di una risoluzione che mira alla salvaguardia del punto nascita di Cavalese, ad un’ulteriore promozione di standard particolari per i punti nascita nelle zone di montagna e ad un’implementazione delle risorse dedicate a borse di studio per la specializzazione in pediatria, vista l’oggettiva difficoltà nel reperire tali figure professionali. Il Gruppo Consiliare dell’Unione per il Trentino ringrazia il cons. De Godenz per il coordinamento dei lavori che hanno portato a sottoscrivere da parte di tutti i consiglieri il testo della risoluzione, in primis dall’Assessore di riferimento Zeni, alla luce di un confronto tra tutte le forze politiche presenti in Consiglio scaturito sulla base di due distinte proposte iniziali provenienti dai consiglieri di minoranza Fugatti e Degasperi. L’auspicio, ora, è che la coesione e la condivisione raggiunta fra maggioranza e minoranza su questo importante e delicato tema possa tradursi in azioni concrete ed urgenti per evitare la possibile prossima chiusura del punto nascita di Cavalese. Si riporta il testo del dispositivo della risoluzione approvata:

Tutto ciò premesso il Consiglio Provinciale impegna la Provincia:
1. a proseguire nelle azioni volte a reperire i professionisti necessari al funzionamento in sicurezza del punto nascita di Cavalese;
2. a proseguire nel tentativo di condividere una proposta comune alle altre Regioni interessate, per avere standard particolari, che attraverso il sistema della reperibilità per i pediatri, garantiscono la sicurezza ma anche maggiore flessibilità, da sottoporre nuovamente al Comitato Percorso Nascite nazionale.
3. a valutare, nella prossima programmazione triennale per le borse di studio, un’implementazione delle risorse dedicate agli specializzandi in pediatria.

cons. Pietro De Godenz
cons. Gianpiero Passamani
cons. Mario Tonina
Ass. Mauro Gilmozzi
Ass. Tiziano Mellarini

 

 

In allegato il comunicato stampa:

comunicato stampa UPT su risoluzione punto nascita Cavalese
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Giacomo Bezzi) – Trascrizione Question time dibattito in Aula Consiglio provinciale di Trento – Intervento Giacomo Bezzi: Nella nostra società, uno dei grandi problemi che accomuna gli adolescenti è l’uso di sostanze stupefacenti. Oltre a cocaina ed eroina le droghe maggiormente usate sono l’hashish, la marijuana, gli allucinogeni, le anfetamine, ma sono presenti anche le cosiddette “droghe sintetiche” dal basso costo e di facile reperibilità anche per i più giovani. La lista degli stupefacenti utilizzati è sempre più lunga e sono diversi gli effetti sul corpo e sulla mente dei consumatori. Perciò, il rischio di sviluppare pericolose dipendenze fra i minorenni è oggi sempre più frequente e più elevato anche sul territorio provinciale. Si chiede alla Giunta provinciale quali siano i dati più recenti relativi all’incidenza della tossicodipendenza sui minorenni nella nostra provincia e se viene effettuato un monitoraggio costante nelle scuole.

*

Risposta Zeni (Assessore alla salute e politiche sociali – Partito Democratico del Trentino): In relazione all’interrogazione, sono stati acquisiti dal SERD i seguenti elementi di risposta: i pazienti giovani che entrano in contatto con il Serd si possono distinguere sostanzialmente in due categorie, quella di coloro che hanno una diagnosi di dipendenza o di abuso da sostanze illegali, per i quali sino ad oggi non si sono registrati in carico minorenni, e quella dei consumatori problematici o occasionali, che costituiscono il potenziale serbatoio dei primi. I consumatori sono prevalentemente inviati al Serd dal Commissariato del Governo, oppure da altri canali, servizi sociali, tribunale per i minori, neuropsichiatria infantile, psicologia clinica, o su richiesta diretta dei genitori.

Riporto – e poi fornisco al consigliere i dati più puntuali – alcuni dati con le segnalazioni di persone problematiche minorenni, che tuttavia non rappresentano il dato reale, perché alle stesse vanno poi aggiunte quelle situazioni per cui il Serd si attiva per esempio per fornire consulenze indirette ad altri servizi o strutture, senza aprire un fascicolo clinico, come avviene solo in caso di accesso dell’interessato direttamente al servizio, e comunque parliamo circa di una cinquantina di persone.La sostanza maggiormente rilevata tra i minorenni risulta essere la cannabis, seguita dall’eroina, che invece risulta essere sempre la sostanza più rappresentata per coloro che sviluppano una condizione di tossicodipendenza.

Relativamente agli invii da parte del Commissariato del Governo, occorre precisare che si tratta dell’uso personale di sostanze illegali, punito dalla legge con misure amministrative, in alternativa al quale l’interessato può effettuare un programma terapeutico presso il Serd. In caso di particolare tenuità della violazione, ove ricorrano gli elementi tali da far presumere una futura astensione dall’uso, limitatamente al primo episodio, viene attuata solo la segnalazione dall’interessato o dai genitori, se minorenne, e dal Serd, che a sua volta invita l’interessato a un colloquio informativo. Nell’anno 2016, delle 96 segnalazioni pervenute 8 erano riferite a minorenni, mentre per le 349 segnalazioni ex articolo 121 del d.p.r. n. 309, 51 si riferivano a minorenni. Circa i pazienti in attuale trattamento presso il Serd con diagnosi di tossicodipendenza, dai dati anamnestici si può rilevare l’età di esordio del consumo di sostanze e abbiamo – anche qui poi le fornisco i dati più puntuali – i diversi casi a seconda dell’età, che però va dagli 11 ai 17 anni.

Nonostante le nuove droghe non rappresentino il principale motivo di accesso al Serd, dove la richiesta di presa in carico avviene prevalentemente per il contatto con l’eroina o la cocaina, sempre più frequenti sono le comunicazioni che pervengono da parte del sistema nazionale di allerta precoce su intossicazioni e decessi correlati alla loro assunzione, quindi le nuove tipologie. Si tratta di un gruppo eterogeneo di sostanze molto dannose, immesse sul mercato on-line quasi quotidianamente, che mimano gli effetti, spesso intensificandoli, di molecole già note e presenti sul mercato illegale. Nella maggior parte dei casi che afferiscono al Serd per l’utilizzo delle nuove droghe, l’invio è immediato dal pronto soccorso o dal Centro di salute mentale, che richiedono una consulenza relativa alla possibilità di attribuzione della causa dei disturbi psichiatrici rilevati agli effetti psichici frequentemente indotti da queste sostanze.
Tali nuove sostanze non sono facilmente identificabili ai comuni esami tossicologici e per questo motivo un accesso al pronto soccorso o un quadro psichiatrico rischiano di non essere correttamente inquadrati se non si riesce ad identificare la sostanza che lo ha provocato.

Il Serd inoltre collabora con il Dipartimento di prevenzione, attraverso progetti rivolti alle scuole e tramite progetti di comunità. In entrambe le tipologie di interventi l’informazione scientificamente corretta si intreccia ad azioni che vedono i partecipanti protagonisti attraverso la programmazione di progetti di educazione tra pari, mentre i docenti vengono coinvolti in corsi di formazione che forniscono loro gli strumenti per poter proseguire percorsi avviati dai professionisti del Serd.
Oltre a questi interventi di prevenzione primaria di carattere generale, da alcuni anni vengono attuati dal Serd anche interventi di prevenzione più mirati in scuole presso le quali il corpo docente segnala la presenza di situazioni ad elevato rischio. Qui si attuano interventi articolati in più incontri con il gruppo classe, effettuati da operatori specificamente preparati a gestire le dinamiche di gruppo.

*

Secondo intervento Giacomo Bezzi: Grazie, assessore, per la documentazione che poi mi farà avere. Prendo anche l’occasione per segnalare al Presidente del Consiglio che questa mattina due persone erano sugli scalini dei gruppi e stavano facendosi un’iniezione di eroina. Siccome è da tempo che presso i gruppi consiliari ci sono queste cose, io penso che il Consiglio provinciale dovrebbe attivarsi e colgo l’occasione per dirlo anche l’assessore, visto che ci sono questi servizi competenti della Giunta provinciale. Assessore, stia attento, perché al di là dei dati ufficiali quanto emerge, questa nuova tendenza giovanile degli acquisti on-line, anche tra minorenni, di queste pasticche, comincia a preoccupare e anche in Trentino ci vengono segnalati dei casi. Non leggerò i dati ufficiali oggi, ma molte volte non rientrano neppure, come lei anche diceva, nella statistica provinciale, perché sono ancora sconosciuti. È meglio prevenire.

 

 

In allegato la question time contenuta nel comunicato stampa:

 

170112 Question time e risposta in aula

 

 

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

 

Dati fenomeno droga fra i giovani
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