OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Fondazione Mach) – Settantacinque domande pervenute da tutta Italia a fronte di 25 posti disponibili. Sono i dati di successo del 5° executive master in wine export management, il percorso formativo di eccellenza della Fondazione Edmund Mach per esperti di commercio estero di vino, che aprirà i battenti giovedì 26 gennaio. Nei giorni scorsi la commissione ha attentamente valutato e selezionato gli aspiranti manager del vino scelti tra una rosa di 75 candidati con ottime referenze che hanno presentato entro il 31 dicembre la domanda di ammissione alle selezioni. Fino ad oggi l’executive master ha formato oltre 100 export manager del vino. La cerimonia è in programma giovedì prossimo alle 14.30, con la presentazione del piano didattico e le attività dell’executive master Wem 2017. Si prosegue alle 17 con il seminario “Professione Export Manager – Crescere sui mercati esteri” a cura di Alessio Gambino, esperto di commercio internazionale e dei processi di internazionalizzazione.

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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(Foto da comunicato stampa)

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Claudio Civettini) – La val Rendena quasi come regina delle incompiute –metanizzazione e viabilità-nonostante la grande importanza che tale valle è per l’economia turistica e non solo, di tutto il Trentino. Un piano di armonizzazione assente, non certo per colpa degli Amministratori locali, ma per la latitanza della Provincia, nonostante ciclicamente riproponga le analisi sulle criticità di una viabilità insufficiente, alla presenza di ormai inaccettabili imbuti viari, che nei giorni di punta del turismo, collassano i molti piccoli ma importanti centri presenti sulla attuale strada provinciale. Una assenza, cui vanno corrisposti ora atti precisi e puntuali e proprio per questo, la proposta di Mozione messa all’attenzione della Giunta provinciale, vuole essere di stimolo positivo ad una discussione che deve essere riaperta immediatamente ma soprattutto, all’attivazione di tutti gli atti concreti necessari, affinché si dia concretezza alla fase della progettazione definitiva e della realizzazione di quella strada che dovrà essere alternativa e pienamente connessa ai centri abitati che non possono sopportare il –per fortuna-grande traffico turistico e commerciale.

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Comunicato stampa 23 01 17-VAL RENDENA E VIABILITAINADEGUATA-SI ATTIVINO ATTI CONCRETI DI SOLUZIONI

 

 

 

In allegato la mozione:

MOZIONE PROVINCIALE -23 01 17-VAL RENDENA E VIABILITAINADEGUATA-SI DIA CONCRETEZZA AD UN PROGETTO E ALLA REALIZZAZIONE DI UNA ARTERIA CHE METTA IN SICUREZZA

 

 

Foto tratta da Google earth (centro Pinzolo)

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Muse) – Verrà presentato in anteprima italiana al Muse, giovedì 26 gennaio alle 20.30, il libro “In Nome Dell’orso. Il declino e il ritorno dell’Orso bruno sulle Alpi. Storia, cronaca, conflitti e sfide”, fresco di stampa che racconta la storia dell’orso bruno in Trentino e sulle Alpi, dalla sua caduta al suo ritorno. L’autore del volume, Matteo Zeni, guardaparco del Parco Naturale Adamello-Brenta, appassionato e studioso di orsi per lavoro e per passione, presenterà l’opera e dialogherà con il pubblico nel corso della serata; la presentazione sarà intervallata da brevi letture di brani del libro. Un libro sulla storia del difficile e insieme misterioso, intricato e inestricabile rapporto dell’orso con Homo sapiens, ben esemplificato anche dalle vicissitudini del progetto Life Ursus. Un libro che insegna come ci si debba rapportare all’orso e, più sottilmente, come ci si debba rapportare alla paura ancestrale dell’uomo per il selvatico. Edito dalla casa editrice Il Piviere, “In nome dell’orso” è stato realizzato col contributo del Muse e di Montura Editing.

Se fin dai primordi i grandi carnivori hanno avuto un ruolo primario nel nostro rapporto con la natura, il loro ritorno nei territori della nostra quotidianità è un fatto di pressante attualità, con importanti implicazioni sociali oltre che ambientali. Tra questi carnivori, l’orso bruno è forse il più emblematico: rimasto ancorato agli Appennini centrali con una piccola popolazione, si è storicamente estinto per la caccia sfrenata su gran parte delle Alpi. Per salvarlo, il noto progetto di reintroduzione Life Ursus, in circa 15 anni, ha originato da una decina di animali fondatori una piccola popolazione proprio laddove si aggiravano gli ultimi orsi autoctoni nel Trentino occidentale a fine anni ’90. Un piccolo contingente di orsi in termini demografici, che però ha fatto parlare molto di sé, e che in pochi anni ha generato con risonanza nazionale e perfino internazionale un vasto repertorio di apprezzamenti e critiche, dividendo cittadinanze in pro- e contro-orso. È dunque nata l’esigenza di far chiarezza, di fornire conoscenza, di recuperare i fatti e la memoria nella loro integrità, di fornire spunti sui perché del progetto di reintroduzione; e semplicemente di informare i cittadini su cosa fare o non fare nei boschi che condividiamo con l’orso.

Matteo Zeni ha colto questa esigenza, e in questo libro racconta la caduta e il ritorno dell’orso in Trentino, e dunque sulle Alpi, con un lungo e appassionato resoconto che risponde proprio a questa traboccante mole di quesiti e lacune di conoscenza. Un compendio completo, accattivante e di facile lettura, dove l’autore prende per mano il lettore e in modo avvincente espone i fatti con dovizia di particolari. Il libro è per metà racconto: delle storie, dei protagonisti, degli incontri sul campo, coinvolgente e perfino poetico quando emerge la grande passione e ammirazione per un animale che è ora elevato a fiera quasi mitologica, ora familiare convivente dei boschi intorno casa dell’autore, luoghi su cui la presenza dell’orso spande un’aura seducente e magica. Ed è per metà manuale: sull’orso stesso, sul progetto di reintroduzione, sui comportamenti da tenere, sulle strategie concrete per come possiamo davvero convivere con l’orso. Colpisce il grande equilibrio, tanto nelle posizioni espresse quanto nella lettura dei fatti più delicati, a partire dal famigerato “caso Daniza”, come pure la profusione di dettagli e informazioni forniti non per spirito didascalico, ma per la loro precisa funzionalità al progressivo formarsi, nello scorrere delle pagine, di un quadro completo, sintesi di come la convivenza col plantigrado sia assolutamente possibile, perfino nobile.

L’autore: Matteo Zeni, classe 1977, dal 2002 al 2016 guardaparco presso il Parco Naturale Adamello Brenta (Provincia autonoma di Trento), dal 2017 lavorerà presso il Corpo Forestale Trentino. Affascinato fin dall’infanzia dai suoi “vicini di casa” più misteriosi, gli orsi bruni delle Alpi, da tanti anni ne segue le tracce e ne racconta le vicissitudini, per passione e per lavoro. Vive a Spormaggiore (Tn). “In nome dell’orso” è la sua opera prima.

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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(Foto da comunicato stampa)

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Istat) – Nel primo semestre 2016, si rilevano segnali positivi per l’edilizia residenziale: il numero di abitazioni dei nuovi fabbricati torna a superare la soglia delle 10 mila unità nel primo trimestre raggiungendo quasi 11,5 mila nel secondo, sebbene si rilevi una contenuta contrazione (-1,1%) rispetto al primo semestre 2015. Più marcato è il miglioramento semestrale registrato in termini di superficie utile abitabile (+4,0%). L’edilizia non residenziale registra invece una riduzione dell’8,3%. Dopo la marcata flessione nel numero di abitazioni registrata per i nuovi fabbricati residenziali nel primo trimestre 2016 (‑6,2%), il parziale recupero conseguito nel secondo trimestre 2016 (+4,0%) rappresenta la prima variazione positiva dopo 5 anni di continue flessioni tendenziali. In termini di superficie utile, la contenuta flessione tendenziale nel primo trimestre (-1,3%) è sopravanzata dall’ampia crescita nel secondo (+9,1%), anch’esso primo dato positivo dopo 5 anni.

 

 

In allegato la tabella grafica contenuta nel comunicato stampa:

 

 

EDILIZIA:

Dopo la fase di forte espansione registrata, in media, nel 2015, l’edilizia non residenziale torna ad essere caratterizzata da un marcata contrazione tendenziale nel primo trimestre 2016 (-9,2%) che si ridimensiona solo in parte nel secondo (-7,5%). Nel primo semestre 2016, si rilevano segnali positivi per l’edilizia residenziale: il numero di abitazioni dei nuovi fabbricati torna a superare la soglia delle 10 mila unità nel primo trimestre raggiungendo quasi 11,5 mila nel secondo, sebbene si rilevi una contenuta contrazione (-1,1%) rispetto al primo semestre 2015. Più marcato è il miglioramento semestrale registrato in termini di superficie utile abitabile (+4,0%). L’edilizia non residenziale registra invece una riduzione dell’8,3%.

 

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

Permessi di costruire I-II_trim_2016
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Soccorso alpino del Trentino) – Oggi pomeriggio sono partite per l’Hotel Rigopiano a Penne (Pe), sul Gran Sasso, quattro squadre del Soccorso Alpino – Servizio Provinciale Trentino, per un totale di 16 soccorritori che andranno ad affiancarsi alle altre forze in campo per collaborare alle operazioni di ricerca delle persone sepolte dalla valanga che ha distrutto il resort. Il Servizio è stato richiesto per fornire il cambio alle squadre del Soccorso Alpino degli altri Servizi regionali fino a ora impegnate. I soccorritori, motivati da un forte spirito di solidarietà, opereranno con turni di lavoro da domani mattina all’alba fino a mercoledì in tarda serata, giorno in cui è previsto il loro rientro. Non si esclude, secondo gli sviluppi della situazione di emergenza in Centro Italia, l’invio di altre squadre del Soccorso Alpino – Servizio Provinciale Trentino.

Il Presidente Adriano Alimonta, in continuo collegamento con il Centro di Coordinamento della Protezione Civile allestito a Penne, nonché in stretta collaborazione con la Direzione Nazionale del Soccorso Alpino e il Dirigente Generale della Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento, ha rivolto un ringraziamento ai numerosi Soci che si sono resi disponibili a partecipare alla missione di aiuto e soccorso alla popolazione dell’Abruzzo e ha salutato con raccomandazioni i colleghi soccorritori che saranno direttamente impegnati nell’intervento. Il Soccorso Alpino – Servizio Provinciale Trentino esprime vicinanza alle persone coinvolte nella tragedia e a tutte le organizzazioni di soccorso impegnate nelle operazioni di aiuto.

 

(Foto da comunicato stampa)

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(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Prosegue, senza soste, il lavoro degli uomini della Protezione civile trentina impegnati nelle regioni del Centro Italia, colpite dal terremoto e dalle nevicate. Oggi, 16 tecnici del soccorso alpino, provenienti da diverse zone del Trentino, sono partiti alla volta dell’Abruzzo con la colonna mobile della Provincia. Saranno impegnati nella zona di Rigopiano. Domani, invece, ci sarà un avvicendamento degli uomini che sono partiti fra mercoledì e giovedì scorso. In particolare rientreranno i Vigili del Fuoco delle Valli di Non e Sole e partiranno una decina di uomini del Distretto della Vallagarina.

 

 

In allegato la foto contenuta nel comunicato stampa:

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat)- “La vera sfida è tenere alta la qualità del sistema, adattandola sempre più ai forti cambiamenti sociali che abbiamo davanti agli occhi, il che vuol dire affrontare le difficoltà delle famiglie, non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista educativo, perché oggi essere genitori è sempre più difficile”. Così, il presidente della Provincia Ugo Rossi, è intervenuto stamani a Trento all’annuale assemblea della Federazione provinciale scuole materne, che può conta su 136 scuole, 21 circoli di coordinamento, 365 sezioni, 8289 bambini e 1063 insegnanti. Al centro delle riflessioni della relazione del presidente della Federazione, Giuliano Baldessari, il tema della “comunità” all’interno della quale “la scuola – ha detto Baldessari – ha una funzione educativa insostituibile, che contribuisce a mediare le contrapposizioni e le aggressività e nel contempo a tessere quotidianamente partecipazione, a costruire democrazia, cittadinanza e senso di responsabilità, luogo, dunque, ha concluso Baldessari – dove far crescere la comunità”.

Parole condivise dal governatore Ugo Rossi che si è detto ottimista sul fatto che la società trentina abbia gli anticorpi per affrontare le paure e le incertezze di questi tempi difficili. “Aggrappiamoci ai valori importanti che abbiamo – ha detto – come quelli insiti nella Federazione scuole materne, dove ci sono persone che volontariamente si assumono grandi responsabilità”. “Se in quei tre anni – ha detto Rossi – la scuola è stata al centro del dibattito politico e sociale dentro la nostra comunità, anche come sforzo rispetto agli investimenti e anche, lo spero, in termini di’innovazione positiva, lo dobbiamo al vostro impegno, per il quale vi ringrazio. Ciò è stato possibile perché abbiamo in comune l’obiettivo di lavorare tutti i giorni ad una maggiore qualificazione dei nostri servizi, nella convinzione di quanto questo sia utile per il futuro della nostra società”. Il presidente Rossi ha poi ricordato gli impegni per il 2017 che vedranno Provincia e Federazione collaborare insieme sulle procedure di assunzione del personale, sulla stabilità dei servizi dislocati sul territorio, sul tema del precariato e del ricambio generazionale, sulla nuova stagione contrattuale, sul piano per il trilinguismo e sulla professionalizzazione costante del corpo docente.

 

 

Foto da comunicato stampa:

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Codacons) – Il Codacons ha depositato formale intervento dinanzi la Corte Costituzionale che martedì 24 gennaio deciderà sulla legge elettorale. Nello specifico il Codacons chiede alla Consulta l’abolizione del premio di maggioranza – che configura una lesione dei diritti dei cittadini e non garantisce una corretta rappresentanza alla Camera né adeguate garanzie per le minoranze – cancellando le norme illegittime e sentenziando nella direzione di andare al voto con una nuova legge emendata dalla Corte stessa. “La Consulta deve bloccare quelle manovre politiche in atto da tempo tendenti a far conseguire la pensione agli eletti rinviando il voto e lasciando così in vita un Parlamento eletto con un sistema illegittimo – spiega il presidente Carlo Rienzi – Chiediamo inoltre ai giudici della Corte Costituzionale di dare un forte monito al legislatore, affinché le leggi elettorali siano approvate con maggioranze qualificate come per le leggi costituzionali, perché non si può consentire a chi raggiunge una volta la maggioranza di cambiare la legge elettorale a suo piacimento, rendendo il proprio potere intoccabile ed eterno” – conclude Rienzi.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Coldiretti) – ” Si stima che solo la perdita per il latte bovino e di pecora a gennaio in Abruzzo ammonti già ad un valore di poco meno di 2 milioni di euro ma l’emergenza riguarda anche le aziende agricole isolate che devono essere raggiunte per garantire viveri e l’alimentazione degli animali e le numerose serre, fienili e stalle crollate con mucche e pecore morte, ferite o sfollate al freddo e al gelo. E’ quanto emerge dal primo monitoraggio nelle campagne abruzzesi effettuato dalla Coldiretti che ha avviato una rete di solidarietà rivolta alle aziende agricole duramente danneggiate dagli eventi meteorologici straordinari che provocano ora il rischio valanghe. In seguito alla solidarietà arrivata da numerose aziende di fuori regione di mettere a disposizione rotoloni di foraggio e sacchi di mangime da distribuire alle aziende agricole zootecniche in difficoltà, la Coldiretti in Abruzzo ha organizzato due punti di raccolta del materiale, uno nella provincia aquilana e l’altro in quella teramana. In particolare il primo centro è situato nella sede dell’Associazione Regionale Allevatori (Ara) a L’Aquila, in località Onna, sulla SS 17 est; il secondo a Bellante, presso la Sede del Consorzio Agrario in via Zona Industriale n. 3. In Abruzzo – sottolinea la Coldiretti – sono tantissime le aziende agricole e le stalle sepolte dalla neve e si contano ancora casi di isolamento, nuovi crolli, decine di mucche e pecore morte e ferite, difficoltà per garantire l’alimentazione degli animali ma anche per le consegne con tonnellate di latte che per giorni gli allevatori sono stati costretti a gettare.

Per effetto del maltempo – sottolinea Coldiretti – è crollata fino a dimezzarsi la produzione di latte negli allevamenti anche a causa dello stress termico e, a causa dei crolli, molti allevatori non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire”. Dove è possibile, molti agricoltori si sono mobilitati anche con i trattori attrezzati come spalaneve per sgombrare le strade e garantire la circolazione nelle campagne, ma è scattata la rete di solidarietà degli allevatori della Coldiretti da altre regioni che hanno reso disponibili posti in stalla per gli animali sfollati e sono già state consegnate ad alcune aziende aquilane danneggiate le prime mangiatoie. Coldiretti comunica inoltre che, grazie alla disponibilità della Banca di Credito Cooperativo di Roma sede dell’Aquila, si sta installando in località Piedicolle di Montereale (Aq) una stazione di monitoraggio a disposizione di chiunque ne abbia bisogno che gestisce cinque droni da utilizzare per monitorare il territorio in modo da poter individuare eventuali presenze di uomini e animali in zone ancora non raggiunte dai mezzi di soccorso. “Sono i primi importanti gesti di solidarietà a cui se ne aggiungeranno sicuramenti altri – dice Coldiretti– ma è necessario che questo tipo di iniziative si moltiplichino a vista d’occhio per riuscire ad aiutare tutte le aziende bisognose che, oggi come mai, rischiano la chiusura per sempre. Nelle aree colpite dal terremoto di Lazio Umbria, Marche e Abruzzo- sottolinea la Coldiretti – sono 3mila le aziende agricole e le stalle sotto la neve con le perdite maggiori dovute al crollo della produzione di latte e alla impossibilità di consegnarlo insieme agli prodotti deperibili come le mozzarelle che sono stati gettati a cui si aggiungono i maggiori costi dovuti ai disagi creati dal maltempo stimabili al +30% per le difficoltà a raggiungere il bestiame, per alimentarlo, mungerlo, abbeverarlo. A preoccupare – continua la Coldiretti – sono soprattutto i danni strutturali dai nuovi crolli di stalle, fienili ma anche serre provocati dal peso della neve e dalle nuove scosse e dalla strage di animali morti e feriti o rimasti senza ricoveri.

Sono iniziate da parte della Coldiretti e dell’Associazione Italiana Allevatori, le operazioni di evacuazione delle stalle crollate o lesionate con il trasferimento degli animali sfollati in strutture più sicure per fermare la decimazione di mandrie e greggi. Una corsa contro il tempo – sottolinea la Coldiretti – con la mobilitazione dei trattori per liberare le strade da neve e ghiaccio e raggiungere le stalle isolate da giorni dove occorre garantire l’operatività degli impianti di mungitura e abbeveraggio ma anche la consegna dei mangimi fino ad arrivare al trasferimento degli animali su mezzi idonei ed alla loro sistemazione in nuovi ricoveri. Operazioni faticose rese possibili da una estesa rete di solidarietà degli allevatori italiani anche grazie – continua la Coldiretti – alla collaborazione dell’esercito e della protezione civile. Il maltempo ha colpito duramente un territorio reso piu’ fragile dal terremoto in una situazione in cui si stima che a distanza di cinque mesi dalla prime scosse appena il 15% delle strutture di protezione degli animali siano state completate fino ad ora. La situazione – afferma la Coldiretti – è insostenibile per gli uomini e gli animali che sono rimasti nelle campagne terremotate dove si sono registrati pesanti ritardi ed inefficienze burocratiche. Davanti ad un disastro annunciato ci muoveremo – continua la Coldiretti – per individuare le responsabilità e agire di conseguenza insieme ai nostri allevatori. Serve una accelerazione nella realizzazione delle opere per mettere al sicuro animali e uomini che non posso abbandonarli e per questo la Coldiretti sta lavorando sull’applicazione dell’ordinanza “azzeraburocrazia” che autorizza finalmente gli allevatori a comprare direttamente tutto ciò che serve per garantire la continuità produttiva delle proprie aziende a fronte di un rimborso pubblico previsto fino al totale delle spese sostenute. Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica continua la vendita della caciotta della solidarietà realizzata con il latte degli allevatori dei territori colpito dal sisma ma per aiutare le aree rurali è anche attivo uno specifico conto corrente denominato “Coldiretti Pro-Terremotati” (IBAN: IT 74 N 05704 03200 000000127000) dove indirizzare la raccolta di fondi.

 

 

In allegato le foto fornite dall’Ufficio stampa Coldiretti: “Stalla crollata in Abruzzo pecore morte sotto il peso delle macerie”

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Claudio Civettini) – Non ci sono parole per descrivere il dramma che ormai si sta susseguendo dal 24 agosto 2016 nelle zone terremotate del Centro Italia e che oggi è aggravato dalle abbondantissime e inusuali precipitazioni che hanno messo in difficoltà quel già martoriato territorio, con il supplemento della tragedia dell’albergo trascinato a valle da una slavina. Non ci sono parole perché ognuna potrebbe sconfinare nella demagogia e nella strumentalizzazione, atteggiamenti che rigettiamo in favore di proposte concrete. E allora crediamo che, al di là dei sensazionalismi e delle frasi urlate, corra forte il sentimento di una grande solidarietà e, su questo tema, vorremmo ringraziare pubblicamente la Protezione Civile Trentina per la sua efficienza ed efficacia dimostrate proprio in quelle martoriate zone spesso nel silenzio, lontano dai riflettori. Al di là di questo, ci corre altresì l’obbligo di fare un ragionamento aperto finalizzato al lancio di una proposta, e cioè che almeno per quest’anno tutto quanto è a bilancio per quella che viene definita solidarietà internazionale sia straordinariamente devoluto e messo a disposizione di quei territori.

Non solo: ricambiando l’esempio dell’albergo Daniela di Levico Terme – che ha messo a disposizione i propri locali appunto per i terremotati -, sarebbe opportuno che quest’esempio fosse sotto l’attenta regia della protezione mutuato e reso accessibile mettendo a disposizione, laddove chiaramente vi siano disponibilità volontarie dei proprietari, degli spazi alberghieri e sopportandone pubblicamente le spese di gestione affinché le popolazioni del Centro Italia possano trovare temporaneo ristoro. Non è difatti vero – come qualche burocrate della politica locale vorrebbe farci credere – che tutti i terremotati sarebbero ospitati in comodi alberghi sul litorale tra Ancona e Pescara. Molte, infatti, sono ancora le persone in grande difficoltà e allora crediamo che l’anzidetta proposta non abbia nulla a che spartire con polemiche o percorsi di demagogia, ma sia una proposta seria che vorrebbe che il Trentino destinasse tutto quanto possibile alle popolazioni del Centro Italia colpite da una tragedia che, purtroppo, continua ancora oggi.

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Comunicato stampa – 20 01 17 – TERREMOTATI CENTRO ITALIA ORA FLAGELLATI DALLA NEVE – PROVINCIA DESTINI LORO FONDI DELLA SOLIDARIETA INTERNAZIONALE
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