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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Investor Relations) – Mc-link, società quotata sul mercato Aim Italia, organizzato e gestito da Borsa Italiana, tra gli operatori di riferimento nel mercato italiano delle telecomunicazioni e servizi di data Center e Cloud, e Bb Tech Group, distributore IT europeo “a valore aggiunto”, attivo dal 2012, siglano un’importante partnership per la distribuzione congiunta di servizi telematici e IT sul territorio nazionale. L’accordo prevede per Bb Tech Group un accesso preferenziale a tutta la gamma di soluzioni offerte da Mc-link, tra le più ricche e complete sul mercato: dalla connettività in Fibra Ottica dedicata e a banda ultra-larga, alla Business Continuity, ai servizi cloud e server colocation con caratteristiche di Disaster Recovery geografico, ai servizi di telefonia tradizionale e IP fino ai servizi di Sicurezza.

Di particolare interesse per Bb Tech Group sono i servizi di connettività a banda dedicata che Mc-link può offrire grazie alla rete di trasporto in fibra ottica a copertura nazionale e i servizi di Data Center; l’offerta di Mc-link in tal senso comprende una gamma che soddisfa esigenze che vanno dalla colocation, alle piattaforme per il Cloud computing con garanzia di massime prestazioni. Mc-link attraverso l’accordo prevede di raggiungere un ampio canale di rivenditori e potenziali nuovi partner commerciali, nonché di incrementare la brand awareness sul mercato. Mc-link, presente in Italia da trent’anni, ha sedi a Roma, Milano e Trento – dove risiedono i tre Data Center proprietari – Parma e Genova. “La presenza geografica di Mc-link – afferma Giampaolo Bombo, Amministratore Unico di Bb Tech Group – è uno dei tanti plus di questo accordo, che ci permette di raggiungere meglio territori italiani per noi strategici, in particolare nel centro e sud Italia dove è presente un rilevante numero di Pmi servite dai nostri rivenditori. Grazie a questa partnership la nostra presenza verso queste aree geografiche potrà farsi sentire maggiormente e sarà caratterizzata da un’altissima qualità dei servizi che da sempre contraddistingue la nostra offerta al canale.

L’offerta Mc-link è fortemente orientata alle esigenze piccole e medie aziende; il team altamente qualificato opera con passione, proprio come il nostro della Bb Tech Group, per perseguire valore e successo per il cliente. Con queste premesse sono certo che la partnership conclusa porterà a breve i risultati attesi”. Cesare Veneziani, Amministratore Delegato di Mc-link, ha così dichiarato: “La nuova partnership con Bb Tech Group si inserisce nella strategia di espansione commerciale di Mc-link in quanto permette al nostro Gruppo di ampliare il potenziale bacino di utenza e di rafforzare la brand awareness grazie ai consolidati rapporti di Bb tech con un ampio numero di reseller. Bb Tech è un distributore a valore aggiunto che grazie alla nostra partnership potrà completare la propria offerta grazie all’accesso privilegiato ai nostri avanzati servizi di telecomunicazioni.”
Il presente comunicato è disponibile sui siti delle Società www.mclink.it e www.bbtechgroup.net

Mc-link, con sede a Roma, Milano e Trento, è tra i principali operatori italiani nel settore delle telecomunicazioni elettroniche e digitali. Fondata nel 1999 con l’acquisizione del ramo d’azienda dall’editore Technimedia, Mc-link dispone di 3 data center ed è presente sull’intero territorio nazionale con una rete basata sull’innovativa tecnologia Carrier Ethernet che consente di offrire accessi in rame e in fibra ottica dalle caratteristiche superiori. Mc-link si rivolge all’utenza Executive, Small & Medium Enterprise e Soho con la fornitura di servizi dati, accessi ad internet a banda larga (Adsl, Hdsl e Shdsl) e ultralarga (FttCab e Fibra Ottica), servizi di telefonia, servizi di hosting e di housing e un portafoglio di servizi gestiti, tra cui le soluzioni Vpn (Virtual Private Network) per aziende multisede, servizi di sicurezza (firewall), servizi di data center in modalità cloud e di disaster recovery geografico. Grazie anche alla partnership con Dedagroup, tra i principali azionisti, Mc-link è la prima realtà italiana in grado di proporre la filiera completa di soluzioni per lo sviluppo del Cloud Computing per il mondo delle imprese: dallo sviluppo dei servizi e delle applicazioni, alle infrastrutture virtuali e di datacenter, fino all’integrazione con la rete aziendale. Quotata sul mercato Aim Italia dal febbraio 2013, Mc-link nel 2015 ha realizzato a livello di consolidato un valore della produzione pari a 38,8 milioni di euro e un Ebitda margin del 21%.

Bb Tech Group è distributore europeo e indipendente di soluzioni It per il mercato enterprise. Fondata a Bergamo nel 2012, è riconosciuta a livello nazionale e internazionale come Partner globale di riferimento grazie alle sue caratteristiche di competenza, velocità di interazione con i fornitori e risposta ai clienti, scelta dei brand per lo sviluppo di soluzioni It personalizzate, servizi e supporto logistico ottimale. Bb Tech Group è distributore High-Tech di sistemi e tecnologie avanzate per la sicurezza e loro applicazioni. di servizi a valore, hardware maintenance, cloud, security, consulting e locazione operativa. BbTech Group sceglie accuratamente Partner e fornitori, offrendo loro competenza, capacità, serietà, attenzione. Opera con brand affidabili per garantire al cliente il massimo della qualità e la garanzia nel tempo.

 

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Capital Markets & Investor Relations

 

 

 

 

 

Foto: archivio Pat

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Parlamento europeo) – I leader dei gruppi politici hanno reagito mercoledì all’ordine esecutivo del Presidente Donald Trump che vieta ai cittadini di sette Paesi di entrare in territorio statunitense. La maggior parte dei deputati ha definito le restrizioni d’ingresso come arbitrarie e in spregio dei valori fondamentali delle democrazie occidentali, come la libertà, la non discriminazione e la solidarietà. Il Capo della politica estera dell’Ue Federica Mogherini ha accolto con favore il chiarimento da parte delle autorità statunitensi che i cittadini dell’Ue non saranno interessati dal divieto di ingresso, anche se in possesso della cittadinanza di uno dei sette Paesi interessati. Ha comunque chiarito che “ciò non cambia la nostra valutazione complessiva degli ordini esecutivi. (…) L’Ue non respingerà nessuno che gode della protezione internazionale”, aggiungendo che “questo è il nostro punto di vista e continueremo a difenderlo”.

“Trump è stato eletto e noi vogliamo il dialogo”, ha detto il leader del gruppo Ppe Manfred Weber (De). “Quando Trump dice che sta combattendo l’immigrazione clandestina o l’islamismo radicale, ci trova d’accordo. Ma il divieto di ingresso non è così. Il sospetto generalizzato di Paesi e di persone conduce alla xenofobia. Gli Stati Uniti sono sempre stati un Paese di libertà e di diritti fondamentali, ora Trump tollera la tortura”. Così facendo, “uno Stato diventa esso stesso un criminale”, ha concluso. Gianni Pittella, in nome del gruppo S&d, ha dichiarato: “I provvedimenti di Trump sono un attacco alla civiltà giuridica europea e ai suoi valori fondamentali. (…) Siamo chiari: il “travel ban” contro alcuni cittadini non è diretto contro il terrorismo, è una bugia, è demagogia, colpisce alcuni Stati e altri no, quelli con cui Trump fa affari! Chiedo alle compagnie aeree di non rifiutare passeggeri di quei Paesi. (…) E noi dovremo evitare una visita di Trump in Europa fino a che le restrizioni restano. Porte sbarrate nei suoi confronti!”

Syed Kamall (Ecr, Uk ha dichiarato che “questo divieto arbitrario invia il messaggio che vi sarebbe contraddizione tra l’essere un buon musulmano e l’essere un buon cittadino di una democrazia occidentale. Sta dalla parte di Daesh e di altri estremisti, che fanno esattamente la stessa affermazione […]. Tuttavia, gli americani hanno votato per il candidato, che sta facendo ciò che ha promesso di fare. Dobbiamo quindi accettare che questo Presidente, le sue priorità e le politiche siano la conseguenza della crescente ondata di malcontento”. Secondo Guy Verhofstad (Alde, Be), il fatto che nessun terrorista proveniente dai Paesi vietati abbia mai compiuto attentati sul suolo degli Stati Uniti dimostra che si tratta di “pura discriminazione”, di una misura destinata ad alimentare il populismo e il nazionalismo. Anche l’Europa è minacciata da quelle forze, ha aggiunto, auspicando che i leader europei, quando si riuniranno a Valletta, si dichiarino contrari “al gruppo di populisti e nazionalisti che vogliono distruggerci”.

La leader del gruppo Gue/Ngl Gabrielle Zimmer (De), ha chiesto di “mettere i nostri valori contro il disprezzo di Trump, di mostrare, con una politica migratoria caratterizzata dalla solidarietà, che le persone in cerca di protezione non sono la causa di tutti i mali. (…) Che cosa sarebbe diventata l’Europa democratica del dopoguerra se i rifugiati del nazismo non avessero trovato un rifugio sicuro?”. “Chi avrebbe mai pensato che le libertà e i diritti che noi diamo per scontati avrebbero potuto dileguarsi così in fretta. Questo, apparentemente, è come muore una democrazia liberale”, ha osservato la leader del gruppo verde Ska Keller (De). Ha quindi invitato l’Ue a essere il “campione della protezione del diritto internazionale, dei diritti umani e delle libertà. Cerchiamo di fare dell’Europa, ha concluso, il contraltare del modello Trump”.

Per Nigel Farage (Efdd/Uk), quello che sta accadendo negli Stati Uniti è che “un verace eletto democratico stia facendo quello per cui è stato eletto”. Le rimostranze europee sono una prova dell'”antiamericanismo comunitario” e ha proposto di invitare il Presidente Trump a venire al Parlamento, per tenere un “dialogo aperto con il più potente uomo neoeletto al mondo”. Il co-presidente del gruppo Enf, Marcel De Graaff (Nl), ha invitato il Presidente del Consiglio europeo Tusk e la Commissione a “seguire l’esempio del Presidente Trump, installando controlli alle frontiere nazionali. Tenere fuori i jihadisti. Non solo dai sette Paesi indicati da Trump, ma da molti di più.”

 

 

Foto: archivio Commissione europea

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(Fonte: Banca d’Italia) – L’inflazione complessiva è aumentata marcatamente nel dicembre 2016. L’inflazione misurata sullo Iac è salita dallo 0,6 all’1,1 per cento fra novembre e dicembre (cfr. grafico 7). Tale rialzo è stato determinato in particolare dall’aumento molto più consistente dell’inflazione dei beni energetici, che ha continuato a contribuire in misura determinante alla ripresa dell’inflazione complessiva dopo il minimo del ‐0,2 per cento toccato ad aprile 2016. La maggiore inflazione della componente energetica è dovuta in gran parte a vigorosi effetti base al rialzo, che avranno un impatto sull’inflazione anche nei primi mesi del 2017.

 

 

In allegato la tabella grafica contenuta nel comunicato stampa:

L’inflazione di fondo non ha evidenziato segnali convincenti di una tendenza al rialzo. L’inflazione sui dodici mesi misurata sullo Iac al netto di alimentari ed energia si è collocata allo 0,9 per cento in dicembre, dopo essersi mantenuta allo 0,8 nei quattro mesi fino a novembre. I dati disponibili a livello nazionale suggeriscono che il rialzo in dicembre sia stato causato principalmente da un’impennata della componente volatile legata ai viaggi. L’inflazione al netto di alimentari ed energia rimane ben al di sotto della sua media di lungo periodo pari all’1,5 per cento. Inoltre, le misure alternative non segnalano la ripresa delle spinte inflazionistiche di fondo. Ciò potrebbe riflettere in parte gli effetti indiretti ritardati al ribasso dei precedenti cali dei corsi petroliferi ma anche, in modo più sostanziale, la protratta debolezza delle pressioni dal lato dei costi interni.

 

 

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

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(Fonte: Ufficio stampa Codacons) – Bene l’abolizione del roaming per i consumatori europei a partire da metà giugno, ma il taglio dei costi aggiuntivi per l’uso dei cellulari all’estero arriva con grande ritardo ed è costato ai consumatori miliardi e miliardi di euro. Lo afferma il Codacons, commentando l’accordo sui prezzi raggiunto dalle istituzioni europee. “Il roaming ha rappresentato per anni una ingiustizia a danno degli utenti – afferma il presidente Carlo Rienzi – Chi utilizzava il proprio cellulare dall’estero era costretto a subire costi aggiuntivi abnormi che non avevano alcuna ragione d’esistere, spesso in totale assenza di trasparenza e senza alcun rapporto con i costi reali sostenuti dagli operatori telefonici, ritrovandosi così a dover pagare bollette salatissime”. In base ai conti del Codacons, il roaming è costato ai cittadini europei la bellezza di 8,5 miliardi di euro all’anno, al punto da rappresentare il 10% dei ricavi dei gestori telefonici: basti pensare che nel 2006 un utente pagava da 1 a 6 euro al minuto per fare una telefonata dall’estero, e dai 35 centesimi a un euro per riceverla.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Si terrà venerdì 10 febbraio alle ore 14.30, all’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo, il primo di una serie di incontri, organizzati dalla Provincia autonoma di Trento, nell’ambito delle azioni di confronto per la definizione del nuovo Piano Provinciale per la Scuola Digitale (Ppsd). Quattro gli appuntamenti in programma che affronteranno il tema della nuova scuola digitale con il contributo delle esperienze del territorio e di esperti a livello nazionale ed internazionale. Il focus del primo incontro, che si terrà il 10 febbraio alle 14.30 all’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo, riguarderà Ambienti e Strumenti, a seguire, venerdì 17 febbraio 2017 presso l’Istituto Comprensivo di Borgo Valsugana si parlerà di Competenze e Contenuti, mentre venerdì 24 marzo 2017 presso l’Istituto Comprensivo Valle dei Laghi di Vezzano sarà la volta di Formazione e Accompagnamento. L’ultimo dei quattro appuntamenti si terrà ad Educa, in programma a Rovereto dal 7 al 9 aprile 2017, e sarà l’occasione per varare ufficialmente il nuovo Piano Provinciale per la Scuola Digitale.

Con il primo appuntamento di venerdì 10 febbraio alle ore 14,30 presso l’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo, prendono il via le iniziative di confronto per l’attuazione del nuovo Piano Provinciale per la Scuola Digitale (Ppsd). Il nuovo Piano, che recepirà i principi delineati a livello nazionale declinandoli in base alle peculiarità della scuola trentina, sarà strutturato su 4 ambiti: Strumenti, Competenze e Contenuti, Formazione, Accompagnamento. Si tratterà di un documento di indirizzo per il rilancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola, dove competenze e tecnologia si integreranno trasformandosi in un’azione di sistema  verso l’innovazione e il cambiamento.  Temi strategici che nei prossimi anni condizioneranno fortemente il livello della didattica. Per questa ragione l’Amministrazione provinciale ha ritenuto opportuno aprire un ampio confronto con la comunità scolastica che sarà coinvolta in prima persona in questo processo di cambiamento.

 

 

Foto: da comunicato stampa

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(Fonte: Unicef) – Nelle scorse settimane, l’Unicef ha contribuito alla riapertura di 23 scuole primarie nelle parti orientali della città di Aleppo, permettendo a circa 6.500 bambini di ritornare a scuola. L’Unicef ha fornito materiale scolastico, sviluppato un programma di apprendimento rapido e formato insegnanti per aiutare i bambini sfollati a recuperare i mesi e gli anni di istruzione persi. Inoltre, ha allestito dieci aule prefabbricate. È stato presentato un programma di sensibilizzazione per informare i bambini e le famiglie sui pericoli degli ordigni inesplosi. Fino ad ora, il programma ha raggiunto 50.000 bambini. Sono state organizzate attività di supporto psicosociale per 35.000 bambini in rifugi e in altri siti, per aiutarli a riprendersi dagli orrori attraverso i quali sono passati.

L’Unicef ha fornito i kit “scuole in una scatola” e kit ricreativi a 90.000 bambini a Idlib e nella zona rurale di Aleppo ovest. 280 insegnanti hanno inoltre beneficiato dei corsi di sviluppo professionale supportati dall’Unicef. “Riportare i bambini a scuola è una delle nostre maggiori priorità,” ha dichiarato Hanaa Singer, Rappresentante dell’Unicef in Siria. “La scuola offre un senso di routine, che è estremamente necessario, e inoltre un luogo per apprendere, giocare, guarire e recuperare la propria infanzia.” C’è ancora molto lavoro da fare. Si stima che attualmente in Siria 1,7 milioni i bambini non frequentino la scuola.

 

 
Foto: da comunicato stampa

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(Fonte: Ufficio stampa Comune di Trento) – Oggi, giovedì 2 febbraio, alle ore 20.30, nella sala Falconetto di Palazzo Geremia ci sarà l’incontro “Monte Bondone 2017: l’anno del rilancio” promosso dal consigliere delegato Dario Maestranzi. La serata sarà un momento di confronto con tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro della montagna di Trento e rappresenta la terza fase dell’operazione ascolto intrapresa dal consigliere Maestranzi: dopo il primo momento di confronto con le istituzioni e la successiva consultazione delle associazioni che lavorano sul Monte Bondone, ora i protagonisti sono tutti i cittadini interessati a dare il proprio contributo in termini di idee e di proposte o semplicemente a essere informati sulle prospettive della montagna di Trento.

 

 

 

 

Foto: archivio Ago

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(Fonte: Uil Trentino) – Bene l’accelerazione sulle assegnazioni dei cosiddetti “alloggi di risulta”, ora si definisca e si avvii un “nuovo piano decennale” e si preveda un incremento delle risorse finanziarie per il comparto. A margine delle dichiarazioni espresse e dei dati forniti dall’Assessore all’Edilizia pubblica Daldoss in Consiglio provinciale, la Uil del Trentino chiede la prosecuzione dell’operazione di manutenzione e rimessa in circolo nel tempo minore possibile dei cosiddetti “alloggi di risulta”, con le nuove modalità a costi ridotti previste dalla direttiva 2014 “Fare di più con meno” , che ha permesso triplicare le riassegnazioni degli alloggi a canone sociale negli ultimi anni.

Questa dell’incremento delle assegnazioni di alloggi dal 2014 al 2016, assieme a quanto affermato dal Presidente Itea Ghirardini circa il rimpatrio di lavoratori stranieri rimasti disoccupati in Trentino, le ragioni del positivo lieve calo di domande Itea registrato nell’ultima scadenza del 30 novembre scorso, soprattutto a Trento e Rovereto. Il Sindacato Uil ricorda comunque il fenomeno dei tanti alloggi privati sfitti a Trento, dell’aumento degli sfratti per morosità denunciato anche dalla Corte d’Appello di Trento, sabato scorso, all’inaugurazione dell’anno giudiziario e del gravoso incremento del costo dei canoni d’affitto del settore privato: +6,3% nel 2016. Chiede quindi a gran voce che fine abbia fatto l’annunciato Regolamento di attuazione per il 2017 del “Fondo di Garanzia per l’affitto”, lo strumento da sperimentare per tentare di rimettere sul mercato i tanti alloggi sfitti dei locatori privati e provare a calmierare il mercato, allargando l’offerta di alloggi.

Nelle sue dichiarazione l’Assessore ha anche annunciato il decollo di un imprecisato “Piano decennale di edilizia sociale”, del quale il Sindacato chiede perlomeno una informativa dettagliata delle proiezioni di alloggi nuovi, di risulta o ristrutturati, sociali o a canone moderato e concordato, che si programmerà mettere a disposizione delle famiglie e, soprattutto, dell’incremento delle risorse finanziarie che la Giunta , si spera nella manovra di assestamento di bilancio 2017, stanzierà a tale scopo. La Uil domanda pure all’Assessore Daldoss dell’avvio anche in Trentino del modello “Bausparen”, il risparmio casa collegato al capitale maturato dagli aderenti nella previdenza complementare, Laborfonds, sollecitato da tempo dai sindacati trentini, che permetterebbe l’ottenimento di favorevoli mutui a tasso zero per l’acquisto o la ristrutturazione della casa.

Ancora, in riferimento al mercato privato dell’affitto, la Uil ed Uniat, l’associazione inquilini di propria emanazione, segnalano finalmente l’attivazione, intanto del Comune di Trento, e subito dopo auspicabilmente degli altri Municipi delle altre città ad alta densità abitativa trentine, del percorso di rinnovo (fermi al 2003), urgente, anche dei “patti in deroga”, previsti già dalla Legge dell’equo canone, fra associazioni dei proprietari e degli inquilini, interessanti per la possibile moderazione dei canoni d’affitto e per le diverse agevolazioni fiscali (cedolare secca) che ne possono derivare ad inquilini e proprietari.

 

 

 

 

Foto: archivio Pat

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(Ufficio stampa Muse) – Negli ultimi quindici anni la consapevolezza che esistano ancora, sul nostro pianeta, zone inesplorate e specie sconosciute, ha rinvigorito l’interesse per l’esplorazione scientifica. Un interesse ambizioso e genuino che ricalca le orme delle grandi imprese del XVIII secolo, che impegna scienziati alla ricerca degli ormai rari e preziosi scrigni di biodiversità sconosciuta del nostro pianeta, zone di enorme valore biologico. Oggi, però, la spinta a conoscere e documentare il valore biologico di aree remote e sconosciute ha anche un nuovo, fondamentale, ruolo: identificare e preservare quanto possibile del pianeta per un futuro auspicabilmente migliore, in cui l’uomo avrà saputo trovare un modello di sviluppo che non comprometta i sistemi ecologici di base, che garantiscono la vita sulla terra per come la conosciamo, uomo incluso.

L’hotspot di biodiversità “Eastern Afromontane” è una delle 35 aree biologicamente più ricche e minacciate del Pianeta. Nonostante l’importanza globale della regione ci sono aree biologicamente ancora inesplorate. Spesso si tratta di piccoli frammenti isolati di foresta: non è il caso della regione di Kabobo, nella Repubblica Democratica del Congo, che si estende per circa 100 km lungo la sponda occidentale del lago Tanganica e che rappresenta il più vasto tratto isolato e quasi completamente inesplorato di foresta montana nel Congo orientale. Dal 1960 questo spazio è stato rifugio di milizie armate che hanno combattuto contro il governo. Solo oggi è possibile investigare questa grande foresta che, data la sua posizione geografica e l’isolamento millenario, probabilmente ospita numerose specie nuove per la scienza, inclusi vertebrati. La regione è stata identificata come un’importante area dove trovare uccelli e grandi mammiferi come elefanti di foresta, scimpanzé, bufali, bongo, potamocheri e ilocheri. Pochissimo invece si sa dei piccoli mammiferi, dei rettili e degli anfibi, tra i quali è probabile si nascondano numerose specie nuove per la scienza.

L’obiettivo principale di Kabobo Expedition è definire con precisione il valore biologico del massiccio di Kabobo e la sua unicità biologica, investigando le aree geograficamente distanti da quanto già conosciuto e addentrandosi in luoghi mai prima campionati. Il fine ultimo è di spingere sia la comunità scientifica internazionale, sia le autorità locali a fare il possibile per trasformare le numerose riserve presenti, nel parco nazionale proposto di Ngamikka. La proposta di trasformare Kabobo in un parco nazionale è stata discussa con le comunità locali, che si sono fatte a loro volta promotrici dell’iniziativa e considerano l’istituzione del parco una grande opportunità per mantenere intatta l’identità del territorio e per intraprendere un percorso di sviluppo, anche economico.
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Gene
Nel corso dell’esplorazione, il gruppo sequenzierà – grazie a Gene, il nuovo sistema per estrarre, amplificare e sequenziale il Dna fuori da un ambiente controllato, messo a punto da un team di ricerca del Muse e dell’Università di Verona nel 2015 – specie appartenenti a differenti gruppi tassonomici (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, artropodi). Manderà quindi la sequenza di Dna via satellite al database (che contiene oltre 10,000 sequenze uniche di anfibi in Africa) o alla GenBank per verificarne la similarità genetica. Questa rapida diagnosi molecolare permetterà di comprendere il significato delle ricerche in tempo reale. Sarà la prima volta in cui questa tecnica sarà applicata sul campo e su differenti organismi.

Gene è il primo sistema che può attuare l’estrazione, l’amplificazione e sequenziamento fuori da un ambiente controllato come un laboratorio. Nel mese di Febbraio 2015, in un’area remota della Tanzania, il team di ricerca del Muse e dell’Università di Verona è riuscito a estrarre, purificare e ampliare il Dna di una rana – tutto nell’ambiente della foresta – attraverso questo nuovo strumento, chiamato Gene.
Le ricerche genomiche sono state poi inviate via cloud in Italia, dove i ricercatori hanno avuto modo di confrontarsi con le sequenze di Dna GeneBank e condividere i risultati con i media.
Le componenti di Gene sono un Termociclatore, sviluppato con Biodiversa che consente l’estrazione del Dna, la purificazione e l’amplificazione e un sequenziatore di Dna MinION, sviluppato con Oxford Nanopore Technologies, che consente di sequenziare il Dna.
Questo laboratorio portatile porta l’analisi molecolare direttamente sul campo, rivoluzionando l’esplorazione biologica.
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Il documentario
L’esplorazione e la ricerca scientifica saranno oggetto di un documentario, che racconterà l’esplorazione biologica del Monte Kabobo, l’utilizzo di Gene, e sarà il mezzo per produrre ulteriori risultati e informazioni al fine di avere materiale a supporto del valore biologico della foresta e supportarne la conservazione. Il film documenterà anche la condivisione del processo di conoscenza scientifica con le comunità locali e il processo in corso, voluto dalle comunità locali, per la creazione del Parco Nazionale della regione di Kabobo.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:
0201_CS_Kabobo expedition

 

 

 

 

 

Foto: Michele Menegon (da comunicato stampa Muse)

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(Fonte: Ufficio stampa Comune Trento) – Un 2018 di eventi per rileggere anniversari cruciali, valorizzare il patrimonio artistico, promuovere la creatività, dialogare con l’Europa sulle orme di Degasperi. “Trento18”, si riparte. Senza il titolo di capitale della Cultura, ma con tanti progetti già abbozzati, con tante collaborazioni, con uno slogan – “Oltre le mura” – di drammatica attualità in questo periodo. Da oggi i partner che hanno lavorato al dossier e che hanno contribuito alla definizione del programma si rimettono dunque insieme per far diventare il 2018 un anno comunque speciale, in grado di rileggere anniversari cruciali, valorizzare il patrimonio artistico, promuovere talenti e creatività, dialogare con l’Europa sulle orme di un trentino straordinario come Alcide Degasperi.

Oggi, nella sala stampa di Palazzo Geremia, il sindaco Alessandro Andreatta ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito al percorso della candidatura e che saranno ancora a fianco della città nella definizione delle iniziative per il 2018. “Trento18 resterà per noi un punto di riferimento forte – ha spiegato il primo cittadino – E Oltre le mura sarà il filo rosso che legherà il programma che andremo a proporre. Il lavoro fatto finora e l’audizione dell’11 gennaio hanno dimostrato che siamo davvero in grado di lavorare bene insieme. Questo è un grande elemento di forza per il futuro, insieme agli anniversari significativi che riguardano la nostra terra”.

Tra gli interventi, anche quello di Francesco Nardelli, direttore del Centro Santa Chiara, che ha sottolineato come la sfida della candidatura sia stata una scelta giusta, a prescindere dall’esito: “Ora il progetto deve avere una sua continuità anche se il Ministero ha perso l’occasione di valorizzare la storia peculiare di Trento, ultima città a diventare italiana”. Marco Odorizzi, direttore della Fondazione Degasperi, ha invitato a “insistere non su quello si è perso, ma su quello che si è guadagnato”: “Siamo riusciti a costruire una interpretazione inclusiva del territorio”. Poi, guardando agli eventi di cent’anni fa, Odorizzi ha aggiunto: “Abbiamo bisogno degli anniversari, ma anche delle persone. E Degasperi è per i trentini una personalità incredibile per la capacità di guardare oltre le mura. Degasperi è un potenziale da restituire alla città e al Trentino, anche attivando la rete delle case dei padri fondatori dell’Europa di cui fa parte la Fondazione”.

Per Elda Verones, direttrice dell’Apt, la valenza turistica di questo percorso è fuori discussione: “Cultura e turismo vanno a braccetto: gli investimenti culturali in questi dieci anni si sono accompagnati alla crescita turistica”. Il rettore dell’università di Trento Paolo Collini, uno dei protagonisti dell’audizione, ha messo in luce come talvolta “il viaggio sia più importante della destinazione”. Un viaggio che, ha concluso l’assessore alla cultura Andrea Robol, ci “ha dato una visione e ci ha consentito di riappropriarci della nostra città”. Il calendario delle iniziative in programma non sarà dunque abbandonato: gli sforzi fatti finora saranno capitalizzati e serviranno a dare nuovo impulso alle iniziative culturali cittadine del 2018 e degli anni a venire. Innanzitutto, andrà avanti il piano di riqualificazione dell’area Santa Chiara, uno dei progetti di punta per quanto riguarda le opere pubbliche del dossier consegnato al Ministero della Cultura. Il tema delle Feste Vigiliane nel 2018 sarà, come previsto, Oltre le mura.

In collaborazione con la Fondazione Degasperi, si lavorerà comunque alla costruzione di una rete delle città europee che hanno dato i natali ai padri dell’Europa. Prosegue anche l’iniziativa “Un libro, una città”, che porterà nel 2018 alla lettura collettiva di un romanzo italiano dell’ultimo secolo scelto dai lettori trentini. Tra l’altro, “Un libro, una città” entrerà anche a teatro, diventando uno dei temi degli incontri del “Foyer della prosa” che precedono gli spettacoli della stagione del Santa Chiara. E, per i giovani, ci saranno ancora la scuola di partecipazione 0-18, l’Y Festival dedicato al linguaggio della danza, il Distretto 38, festival che lavora sulla musica elettronica.

Luogo di nascita di un complotto religioso come quello del Simonino, città di un Concilio che è finito in dissidio, provincia attraversata e dilaniata da un fronte di guerra giusto un secolo fa, Trento vuole essere nel 2018 la capitale dei ponti, delle alleanze culturali, del dialogo con l’Europa e il Mediterraneo, amplificando il messaggio europeista di Degasperi e proponendo itinerari contro l’intolleranza e sull’anniversario della dichiarazione dei diritti dell’uomo 1948-2018. E ancora: protagonista con l’impero asburgico di quelli che sono stati definiti dallo scrittore Karl Kraus “gli ultimi giorni dell’umanità”, Trento è “l’ultima italiana”, l’ultima città, insieme a Trieste, a far parte dell’Italia unita: anche questa è la storia di un muro che cade (quello del fronte e della frontiera), di un nuovo inizio che ha portato all’autonomia, il cui futuro è ancora da scrivere. Il marchio “Trento18” non va dunque in soffitta, ma diventa un brand che tra un anno caratterizzerà Trento non solo sul piano culturale, ma anche dal punto di vista turistico. “Trento18” sarà una chiave per raccontare la città, reinterpretarne un passato ricco di fascino, dare una direzione al presente.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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