OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Banca d’Italia) – L’inflazione complessiva è aumentata marcatamente nel dicembre 2016. L’inflazione misurata sullo Iac è salita dallo 0,6 all’1,1 per cento fra novembre e dicembre (cfr. grafico 7). Tale rialzo è stato determinato in particolare dall’aumento molto più consistente dell’inflazione dei beni energetici, che ha continuato a contribuire in misura determinante alla ripresa dell’inflazione complessiva dopo il minimo del ‐0,2 per cento toccato ad aprile 2016. La maggiore inflazione della componente energetica è dovuta in gran parte a vigorosi effetti base al rialzo, che avranno un impatto sull’inflazione anche nei primi mesi del 2017.

 

 

In allegato la tabella grafica contenuta nel comunicato stampa:

L’inflazione di fondo non ha evidenziato segnali convincenti di una tendenza al rialzo. L’inflazione sui dodici mesi misurata sullo Iac al netto di alimentari ed energia si è collocata allo 0,9 per cento in dicembre, dopo essersi mantenuta allo 0,8 nei quattro mesi fino a novembre. I dati disponibili a livello nazionale suggeriscono che il rialzo in dicembre sia stato causato principalmente da un’impennata della componente volatile legata ai viaggi. L’inflazione al netto di alimentari ed energia rimane ben al di sotto della sua media di lungo periodo pari all’1,5 per cento. Inoltre, le misure alternative non segnalano la ripresa delle spinte inflazionistiche di fondo. Ciò potrebbe riflettere in parte gli effetti indiretti ritardati al ribasso dei precedenti cali dei corsi petroliferi ma anche, in modo più sostanziale, la protratta debolezza delle pressioni dal lato dei costi interni.

 

 

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Codacons) – Bene l’abolizione del roaming per i consumatori europei a partire da metà giugno, ma il taglio dei costi aggiuntivi per l’uso dei cellulari all’estero arriva con grande ritardo ed è costato ai consumatori miliardi e miliardi di euro. Lo afferma il Codacons, commentando l’accordo sui prezzi raggiunto dalle istituzioni europee. “Il roaming ha rappresentato per anni una ingiustizia a danno degli utenti – afferma il presidente Carlo Rienzi – Chi utilizzava il proprio cellulare dall’estero era costretto a subire costi aggiuntivi abnormi che non avevano alcuna ragione d’esistere, spesso in totale assenza di trasparenza e senza alcun rapporto con i costi reali sostenuti dagli operatori telefonici, ritrovandosi così a dover pagare bollette salatissime”. In base ai conti del Codacons, il roaming è costato ai cittadini europei la bellezza di 8,5 miliardi di euro all’anno, al punto da rappresentare il 10% dei ricavi dei gestori telefonici: basti pensare che nel 2006 un utente pagava da 1 a 6 euro al minuto per fare una telefonata dall’estero, e dai 35 centesimi a un euro per riceverla.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Si terrà venerdì 10 febbraio alle ore 14.30, all’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo, il primo di una serie di incontri, organizzati dalla Provincia autonoma di Trento, nell’ambito delle azioni di confronto per la definizione del nuovo Piano Provinciale per la Scuola Digitale (Ppsd). Quattro gli appuntamenti in programma che affronteranno il tema della nuova scuola digitale con il contributo delle esperienze del territorio e di esperti a livello nazionale ed internazionale. Il focus del primo incontro, che si terrà il 10 febbraio alle 14.30 all’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo, riguarderà Ambienti e Strumenti, a seguire, venerdì 17 febbraio 2017 presso l’Istituto Comprensivo di Borgo Valsugana si parlerà di Competenze e Contenuti, mentre venerdì 24 marzo 2017 presso l’Istituto Comprensivo Valle dei Laghi di Vezzano sarà la volta di Formazione e Accompagnamento. L’ultimo dei quattro appuntamenti si terrà ad Educa, in programma a Rovereto dal 7 al 9 aprile 2017, e sarà l’occasione per varare ufficialmente il nuovo Piano Provinciale per la Scuola Digitale.

Con il primo appuntamento di venerdì 10 febbraio alle ore 14,30 presso l’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo, prendono il via le iniziative di confronto per l’attuazione del nuovo Piano Provinciale per la Scuola Digitale (Ppsd). Il nuovo Piano, che recepirà i principi delineati a livello nazionale declinandoli in base alle peculiarità della scuola trentina, sarà strutturato su 4 ambiti: Strumenti, Competenze e Contenuti, Formazione, Accompagnamento. Si tratterà di un documento di indirizzo per il rilancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola, dove competenze e tecnologia si integreranno trasformandosi in un’azione di sistema  verso l’innovazione e il cambiamento.  Temi strategici che nei prossimi anni condizioneranno fortemente il livello della didattica. Per questa ragione l’Amministrazione provinciale ha ritenuto opportuno aprire un ampio confronto con la comunità scolastica che sarà coinvolta in prima persona in questo processo di cambiamento.

 

 

Foto: da comunicato stampa

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(Fonte: Unicef) – Nelle scorse settimane, l’Unicef ha contribuito alla riapertura di 23 scuole primarie nelle parti orientali della città di Aleppo, permettendo a circa 6.500 bambini di ritornare a scuola. L’Unicef ha fornito materiale scolastico, sviluppato un programma di apprendimento rapido e formato insegnanti per aiutare i bambini sfollati a recuperare i mesi e gli anni di istruzione persi. Inoltre, ha allestito dieci aule prefabbricate. È stato presentato un programma di sensibilizzazione per informare i bambini e le famiglie sui pericoli degli ordigni inesplosi. Fino ad ora, il programma ha raggiunto 50.000 bambini. Sono state organizzate attività di supporto psicosociale per 35.000 bambini in rifugi e in altri siti, per aiutarli a riprendersi dagli orrori attraverso i quali sono passati.

L’Unicef ha fornito i kit “scuole in una scatola” e kit ricreativi a 90.000 bambini a Idlib e nella zona rurale di Aleppo ovest. 280 insegnanti hanno inoltre beneficiato dei corsi di sviluppo professionale supportati dall’Unicef. “Riportare i bambini a scuola è una delle nostre maggiori priorità,” ha dichiarato Hanaa Singer, Rappresentante dell’Unicef in Siria. “La scuola offre un senso di routine, che è estremamente necessario, e inoltre un luogo per apprendere, giocare, guarire e recuperare la propria infanzia.” C’è ancora molto lavoro da fare. Si stima che attualmente in Siria 1,7 milioni i bambini non frequentino la scuola.

 

 
Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Comune di Trento) – Oggi, giovedì 2 febbraio, alle ore 20.30, nella sala Falconetto di Palazzo Geremia ci sarà l’incontro “Monte Bondone 2017: l’anno del rilancio” promosso dal consigliere delegato Dario Maestranzi. La serata sarà un momento di confronto con tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro della montagna di Trento e rappresenta la terza fase dell’operazione ascolto intrapresa dal consigliere Maestranzi: dopo il primo momento di confronto con le istituzioni e la successiva consultazione delle associazioni che lavorano sul Monte Bondone, ora i protagonisti sono tutti i cittadini interessati a dare il proprio contributo in termini di idee e di proposte o semplicemente a essere informati sulle prospettive della montagna di Trento.

 

 

 

 

Foto: archivio Ago

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(Fonte: Uil Trentino) – Bene l’accelerazione sulle assegnazioni dei cosiddetti “alloggi di risulta”, ora si definisca e si avvii un “nuovo piano decennale” e si preveda un incremento delle risorse finanziarie per il comparto. A margine delle dichiarazioni espresse e dei dati forniti dall’Assessore all’Edilizia pubblica Daldoss in Consiglio provinciale, la Uil del Trentino chiede la prosecuzione dell’operazione di manutenzione e rimessa in circolo nel tempo minore possibile dei cosiddetti “alloggi di risulta”, con le nuove modalità a costi ridotti previste dalla direttiva 2014 “Fare di più con meno” , che ha permesso triplicare le riassegnazioni degli alloggi a canone sociale negli ultimi anni.

Questa dell’incremento delle assegnazioni di alloggi dal 2014 al 2016, assieme a quanto affermato dal Presidente Itea Ghirardini circa il rimpatrio di lavoratori stranieri rimasti disoccupati in Trentino, le ragioni del positivo lieve calo di domande Itea registrato nell’ultima scadenza del 30 novembre scorso, soprattutto a Trento e Rovereto. Il Sindacato Uil ricorda comunque il fenomeno dei tanti alloggi privati sfitti a Trento, dell’aumento degli sfratti per morosità denunciato anche dalla Corte d’Appello di Trento, sabato scorso, all’inaugurazione dell’anno giudiziario e del gravoso incremento del costo dei canoni d’affitto del settore privato: +6,3% nel 2016. Chiede quindi a gran voce che fine abbia fatto l’annunciato Regolamento di attuazione per il 2017 del “Fondo di Garanzia per l’affitto”, lo strumento da sperimentare per tentare di rimettere sul mercato i tanti alloggi sfitti dei locatori privati e provare a calmierare il mercato, allargando l’offerta di alloggi.

Nelle sue dichiarazione l’Assessore ha anche annunciato il decollo di un imprecisato “Piano decennale di edilizia sociale”, del quale il Sindacato chiede perlomeno una informativa dettagliata delle proiezioni di alloggi nuovi, di risulta o ristrutturati, sociali o a canone moderato e concordato, che si programmerà mettere a disposizione delle famiglie e, soprattutto, dell’incremento delle risorse finanziarie che la Giunta , si spera nella manovra di assestamento di bilancio 2017, stanzierà a tale scopo. La Uil domanda pure all’Assessore Daldoss dell’avvio anche in Trentino del modello “Bausparen”, il risparmio casa collegato al capitale maturato dagli aderenti nella previdenza complementare, Laborfonds, sollecitato da tempo dai sindacati trentini, che permetterebbe l’ottenimento di favorevoli mutui a tasso zero per l’acquisto o la ristrutturazione della casa.

Ancora, in riferimento al mercato privato dell’affitto, la Uil ed Uniat, l’associazione inquilini di propria emanazione, segnalano finalmente l’attivazione, intanto del Comune di Trento, e subito dopo auspicabilmente degli altri Municipi delle altre città ad alta densità abitativa trentine, del percorso di rinnovo (fermi al 2003), urgente, anche dei “patti in deroga”, previsti già dalla Legge dell’equo canone, fra associazioni dei proprietari e degli inquilini, interessanti per la possibile moderazione dei canoni d’affitto e per le diverse agevolazioni fiscali (cedolare secca) che ne possono derivare ad inquilini e proprietari.

 

 

 

 

Foto: archivio Pat

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Ufficio stampa Muse) – Negli ultimi quindici anni la consapevolezza che esistano ancora, sul nostro pianeta, zone inesplorate e specie sconosciute, ha rinvigorito l’interesse per l’esplorazione scientifica. Un interesse ambizioso e genuino che ricalca le orme delle grandi imprese del XVIII secolo, che impegna scienziati alla ricerca degli ormai rari e preziosi scrigni di biodiversità sconosciuta del nostro pianeta, zone di enorme valore biologico. Oggi, però, la spinta a conoscere e documentare il valore biologico di aree remote e sconosciute ha anche un nuovo, fondamentale, ruolo: identificare e preservare quanto possibile del pianeta per un futuro auspicabilmente migliore, in cui l’uomo avrà saputo trovare un modello di sviluppo che non comprometta i sistemi ecologici di base, che garantiscono la vita sulla terra per come la conosciamo, uomo incluso.

L’hotspot di biodiversità “Eastern Afromontane” è una delle 35 aree biologicamente più ricche e minacciate del Pianeta. Nonostante l’importanza globale della regione ci sono aree biologicamente ancora inesplorate. Spesso si tratta di piccoli frammenti isolati di foresta: non è il caso della regione di Kabobo, nella Repubblica Democratica del Congo, che si estende per circa 100 km lungo la sponda occidentale del lago Tanganica e che rappresenta il più vasto tratto isolato e quasi completamente inesplorato di foresta montana nel Congo orientale. Dal 1960 questo spazio è stato rifugio di milizie armate che hanno combattuto contro il governo. Solo oggi è possibile investigare questa grande foresta che, data la sua posizione geografica e l’isolamento millenario, probabilmente ospita numerose specie nuove per la scienza, inclusi vertebrati. La regione è stata identificata come un’importante area dove trovare uccelli e grandi mammiferi come elefanti di foresta, scimpanzé, bufali, bongo, potamocheri e ilocheri. Pochissimo invece si sa dei piccoli mammiferi, dei rettili e degli anfibi, tra i quali è probabile si nascondano numerose specie nuove per la scienza.

L’obiettivo principale di Kabobo Expedition è definire con precisione il valore biologico del massiccio di Kabobo e la sua unicità biologica, investigando le aree geograficamente distanti da quanto già conosciuto e addentrandosi in luoghi mai prima campionati. Il fine ultimo è di spingere sia la comunità scientifica internazionale, sia le autorità locali a fare il possibile per trasformare le numerose riserve presenti, nel parco nazionale proposto di Ngamikka. La proposta di trasformare Kabobo in un parco nazionale è stata discussa con le comunità locali, che si sono fatte a loro volta promotrici dell’iniziativa e considerano l’istituzione del parco una grande opportunità per mantenere intatta l’identità del territorio e per intraprendere un percorso di sviluppo, anche economico.
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Gene
Nel corso dell’esplorazione, il gruppo sequenzierà – grazie a Gene, il nuovo sistema per estrarre, amplificare e sequenziale il Dna fuori da un ambiente controllato, messo a punto da un team di ricerca del Muse e dell’Università di Verona nel 2015 – specie appartenenti a differenti gruppi tassonomici (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, artropodi). Manderà quindi la sequenza di Dna via satellite al database (che contiene oltre 10,000 sequenze uniche di anfibi in Africa) o alla GenBank per verificarne la similarità genetica. Questa rapida diagnosi molecolare permetterà di comprendere il significato delle ricerche in tempo reale. Sarà la prima volta in cui questa tecnica sarà applicata sul campo e su differenti organismi.

Gene è il primo sistema che può attuare l’estrazione, l’amplificazione e sequenziamento fuori da un ambiente controllato come un laboratorio. Nel mese di Febbraio 2015, in un’area remota della Tanzania, il team di ricerca del Muse e dell’Università di Verona è riuscito a estrarre, purificare e ampliare il Dna di una rana – tutto nell’ambiente della foresta – attraverso questo nuovo strumento, chiamato Gene.
Le ricerche genomiche sono state poi inviate via cloud in Italia, dove i ricercatori hanno avuto modo di confrontarsi con le sequenze di Dna GeneBank e condividere i risultati con i media.
Le componenti di Gene sono un Termociclatore, sviluppato con Biodiversa che consente l’estrazione del Dna, la purificazione e l’amplificazione e un sequenziatore di Dna MinION, sviluppato con Oxford Nanopore Technologies, che consente di sequenziare il Dna.
Questo laboratorio portatile porta l’analisi molecolare direttamente sul campo, rivoluzionando l’esplorazione biologica.
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Il documentario
L’esplorazione e la ricerca scientifica saranno oggetto di un documentario, che racconterà l’esplorazione biologica del Monte Kabobo, l’utilizzo di Gene, e sarà il mezzo per produrre ulteriori risultati e informazioni al fine di avere materiale a supporto del valore biologico della foresta e supportarne la conservazione. Il film documenterà anche la condivisione del processo di conoscenza scientifica con le comunità locali e il processo in corso, voluto dalle comunità locali, per la creazione del Parco Nazionale della regione di Kabobo.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:
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Foto: Michele Menegon (da comunicato stampa Muse)

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Comune Trento) – Un 2018 di eventi per rileggere anniversari cruciali, valorizzare il patrimonio artistico, promuovere la creatività, dialogare con l’Europa sulle orme di Degasperi. “Trento18”, si riparte. Senza il titolo di capitale della Cultura, ma con tanti progetti già abbozzati, con tante collaborazioni, con uno slogan – “Oltre le mura” – di drammatica attualità in questo periodo. Da oggi i partner che hanno lavorato al dossier e che hanno contribuito alla definizione del programma si rimettono dunque insieme per far diventare il 2018 un anno comunque speciale, in grado di rileggere anniversari cruciali, valorizzare il patrimonio artistico, promuovere talenti e creatività, dialogare con l’Europa sulle orme di un trentino straordinario come Alcide Degasperi.

Oggi, nella sala stampa di Palazzo Geremia, il sindaco Alessandro Andreatta ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito al percorso della candidatura e che saranno ancora a fianco della città nella definizione delle iniziative per il 2018. “Trento18 resterà per noi un punto di riferimento forte – ha spiegato il primo cittadino – E Oltre le mura sarà il filo rosso che legherà il programma che andremo a proporre. Il lavoro fatto finora e l’audizione dell’11 gennaio hanno dimostrato che siamo davvero in grado di lavorare bene insieme. Questo è un grande elemento di forza per il futuro, insieme agli anniversari significativi che riguardano la nostra terra”.

Tra gli interventi, anche quello di Francesco Nardelli, direttore del Centro Santa Chiara, che ha sottolineato come la sfida della candidatura sia stata una scelta giusta, a prescindere dall’esito: “Ora il progetto deve avere una sua continuità anche se il Ministero ha perso l’occasione di valorizzare la storia peculiare di Trento, ultima città a diventare italiana”. Marco Odorizzi, direttore della Fondazione Degasperi, ha invitato a “insistere non su quello si è perso, ma su quello che si è guadagnato”: “Siamo riusciti a costruire una interpretazione inclusiva del territorio”. Poi, guardando agli eventi di cent’anni fa, Odorizzi ha aggiunto: “Abbiamo bisogno degli anniversari, ma anche delle persone. E Degasperi è per i trentini una personalità incredibile per la capacità di guardare oltre le mura. Degasperi è un potenziale da restituire alla città e al Trentino, anche attivando la rete delle case dei padri fondatori dell’Europa di cui fa parte la Fondazione”.

Per Elda Verones, direttrice dell’Apt, la valenza turistica di questo percorso è fuori discussione: “Cultura e turismo vanno a braccetto: gli investimenti culturali in questi dieci anni si sono accompagnati alla crescita turistica”. Il rettore dell’università di Trento Paolo Collini, uno dei protagonisti dell’audizione, ha messo in luce come talvolta “il viaggio sia più importante della destinazione”. Un viaggio che, ha concluso l’assessore alla cultura Andrea Robol, ci “ha dato una visione e ci ha consentito di riappropriarci della nostra città”. Il calendario delle iniziative in programma non sarà dunque abbandonato: gli sforzi fatti finora saranno capitalizzati e serviranno a dare nuovo impulso alle iniziative culturali cittadine del 2018 e degli anni a venire. Innanzitutto, andrà avanti il piano di riqualificazione dell’area Santa Chiara, uno dei progetti di punta per quanto riguarda le opere pubbliche del dossier consegnato al Ministero della Cultura. Il tema delle Feste Vigiliane nel 2018 sarà, come previsto, Oltre le mura.

In collaborazione con la Fondazione Degasperi, si lavorerà comunque alla costruzione di una rete delle città europee che hanno dato i natali ai padri dell’Europa. Prosegue anche l’iniziativa “Un libro, una città”, che porterà nel 2018 alla lettura collettiva di un romanzo italiano dell’ultimo secolo scelto dai lettori trentini. Tra l’altro, “Un libro, una città” entrerà anche a teatro, diventando uno dei temi degli incontri del “Foyer della prosa” che precedono gli spettacoli della stagione del Santa Chiara. E, per i giovani, ci saranno ancora la scuola di partecipazione 0-18, l’Y Festival dedicato al linguaggio della danza, il Distretto 38, festival che lavora sulla musica elettronica.

Luogo di nascita di un complotto religioso come quello del Simonino, città di un Concilio che è finito in dissidio, provincia attraversata e dilaniata da un fronte di guerra giusto un secolo fa, Trento vuole essere nel 2018 la capitale dei ponti, delle alleanze culturali, del dialogo con l’Europa e il Mediterraneo, amplificando il messaggio europeista di Degasperi e proponendo itinerari contro l’intolleranza e sull’anniversario della dichiarazione dei diritti dell’uomo 1948-2018. E ancora: protagonista con l’impero asburgico di quelli che sono stati definiti dallo scrittore Karl Kraus “gli ultimi giorni dell’umanità”, Trento è “l’ultima italiana”, l’ultima città, insieme a Trieste, a far parte dell’Italia unita: anche questa è la storia di un muro che cade (quello del fronte e della frontiera), di un nuovo inizio che ha portato all’autonomia, il cui futuro è ancora da scrivere. Il marchio “Trento18” non va dunque in soffitta, ma diventa un brand che tra un anno caratterizzerà Trento non solo sul piano culturale, ma anche dal punto di vista turistico. “Trento18” sarà una chiave per raccontare la città, reinterpretarne un passato ricco di fascino, dare una direzione al presente.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Commissione europea) – La seconda relazione sullo stato dell’Unione dell’energia indica che la modernizzazione dell’economia dell’Unione europea e la transizione verso un’economia a bassa emissione di carbonio sono ormai in atto. L’Europa è sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi al 2020 per le emissioni di gas a effetto serra, l’efficienza energetica e le energie rinnovabili. Per incoraggiare ulteriormente questo processo, oggi la Commissione annuncia un nuovo tour dedicato all’Unione dell’energia. In linea con il suo impegno a presentare una relazione annuale sullo stato dell’Unione dell’energia, la Commissione europea pubblica oggi la sua seconda relazione in proposito dove illustra i progressi compiuti successivamente alla pubblicazione della prima relazione sullo stato dell’Unione dell’energia nel novembre 2015. Entrambe le relazioni sono elementi centrali per il monitoraggio dell’attuazione di quella che è una priorità fondamentale della Commissione Juncker.

Il Vicepresidente Maroš Šefčovič, responsabile per l’Unione dell’energia, ha dichiarato: “L’Unione dell’energia non si occupa solo di energia e clima, ma intende accelerare la fondamentale modernizzazione dell’economia europea nel suo complesso, trasformandola in un’economia a bassa emissione di carbonio ed efficiente nell’uso dell’energia e delle risorse, in modo socialmente equo. Dovremo inoltre migliorare la dimensione esterna dell’Unione dell’energia, per rafforzare il ruolo di leadership mondiale dell’Ue. La maggior parte delle proposte legislative pertinenti sono ormai in corso d’esame: il 2017 dovrebbe essere l’anno dell’attuazione. È questo il messaggio che intendo proporre agli Stati membri durante le visite del nuovo tour dedicato all’Unione dell’energia, che lancerò il 3 febbraio”.

Miguel Arias Cañete, Commissario per l’Azione per il clima e l’Energia, ha aggiunto: “L’Europa è sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi al 2020 in materia di clima ed energia. Nonostante l’attuale incertezza geopolitica, l’Europa prosegue speditamente nella transizione verso l’energia pulita. Non ci sono alternative. E i fatti si commentano da soli: le energie rinnovabili sono ora più competitive e talvolta più a buon mercato dei combustibili fossili, danno lavoro a oltre un milione di persone in Europa, attraggono maggiori investimenti rispetto a molti altri settori, e hanno ridotto di 16 miliardi di euro la nostra fattura per le importazioni di combustibili fossili. Gli sforzi dovranno essere mantenuti ora che l’Europa e i suoi partner si impegnano a guidare la corsa mondiale verso un’economia più sostenibile e competitiva.”

Dopo la pubblicazione della prima relazione sullo stato dell’Unione dell’energia, diverse tendenze all’interno della transizione dell’Ue verso un’economia a bassa emissione di carbonio hanno segnato progressi e si sono rafforzate. La Commissione condurrà un’ulteriore analisi approfondita delle politiche degli Stati membri, appoggiandosi al nuovo tour sull’Unione dell’energia, le cui visite saranno programmate lungo tutto il corso del 2017.
Per l’Unione dell’energia il 2016 è stato l’anno dell’incisività: la visione racchiusa nella strategia quadro per un’Unione dell’energia è stata tradotta in iniziative legislative e non legislative concrete, soprattutto con il pacchetto Energia pulita per tutti gli europei, presentato il 30 novembre 2016.

L’Ue nel suo insieme ha continuato a compiere buoni progressi verso la realizzazione degli obiettivi dell’Unione dell’energia, in particolare quelli in materia di clima ed energia per il 2020 (cfr. Memo/17/162 e Memo/17/163). L’Ue ha già raggiunto l’obiettivo fissato al 2020 per quanto riguarda il consumo di energia finale. Lo stesso vale per le emissioni di gas a effetto serra: nel 2015, erano del 22% inferiori ai livelli del 1990. L’Ue è sulla buona strada anche nel settore delle energie rinnovabili, dove – in base ai dati del 2014 – la quota di energie rinnovabili ha raggiunto il 16% del consumo unionale lordo di energia finale. Un’altra importante tendenza consiste nel fatto che l’Ue continua a dissociare con successo la crescita economica dalle emissioni di gas a effetto serra. Nel periodo 1990-2015, il prodotto interno lordo (Pil) combinato degli Stati membri dell’Ue è aumentato del 50%, mentre le emissioni sono diminuite del 22%.

All’indomani della conclusione dell’accordo di Parigi, nel dicembre 2015, la sua rapida ratifica da parte dell’Ue ha consentito l’entrata in vigore del primo accordo universale giuridicamente vincolante sul clima, il 4 novembre 2016.
In un contesto geopolitico in rapida evoluzione il successo dell’Unione dell’energia è fondamentale per proteggere gli interessi economici e il benessere a lungo termine dell’Europa e degli europei. Per questo motivo negli scorsi mesi il lavoro sull’Unione dell’energia si è concentrato con più attenzione sulla diplomazia energetica, prefiggendosi di incrementare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, di far crescere le esportazioni di soluzioni targate UE basate su una tecnologia a bassa intensità di carbonio e di potenziare la competitività industriale europea.

Nel 2016, la Commissione ha presentato inoltre una strategia europea per la mobilità a basse emissioni caratterizzata da un obiettivo ambizioso e chiaro: entro la metà del secolo le emissioni di gas a effetto serra provenienti dai trasporti dovranno essere inferiori di almeno il 60% rispetto al 1990 ed essere instradate saldamente su un percorso di avvicinamento allo zero, pur assicurando sia le esigenze di mobilità dei cittadini e delle merci sia la connettività globale.

 

 

 

Foto: archivio Ago

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Arcidiocesi di Trento) – Oggi, giovedì 2 febbraio, si celebra la Giornata per la vita consacrata, occasione di festa e di ringraziamento anche per religiosi, religiose e laici consacrati della Diocesi di Trento. Come ogni anno si rinnova per loro l’appuntamento a Trento in cattedrale, alle ore 16.00, per una solenne s. Messa presieduta dall’arcivescovo Lauro. L’invito è rivolto a tutti fedeli, ma in particolare agli oltre 600 appartenenti a 20 istituti religiosi maschili, 25 istituti religiosi femminili, 2 monasteri claustrali, 9 istituti secolari e 9 associazioni di consacrati. Dopo la celebrazione è previsto un momento di fraternità presso l’Istituto Salesiano Maria Ausiliatrice (Via Barbacovi 22 – possibilità di parcheggio).

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