OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Claudio Civettini) – Già oggetto di diversi atti ispettivi, tra cui l’Interrogazione n. 3330/XV a risposta scritta, a firma del sottoscritto, il problema della presenza, a Rovereto, di liquami maleodoranti nel Leno, continua a ripetersi.
In particolare, a dispetto di alcune rassicurazioni offerte dalla Giunta provinciale, è stato segnalato come mattina dall’1 febbraio, il problema di schiume con relative emissioni di odori poco piacevoli e dalla dubbia origine, si sia nuovamente rappresentato. Di qui, senza polemica alcuna e con piena contezza dei controlli che sono in essere da parte dell’Amministrazione comunale, la necessità di una interrogazione volta sia a segnalare la questione sia ad auspicarne una definitiva risoluzione.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Comunicato stampa 2 02 17- ROVERETO – ANCORA SCHIUMA PUZZOLENTE TORRENTE LENO

 

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

Interrogazione 2 02 17-ROVERETO – ANCORA SCHIUMA PUZZOLENTE TORRENTE LENO

 

 

 

 

 

Foto: archivio Pat

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Uffico stampa Comune di Trento) – È stata inaugurata questa mattina presso la sede centrale della Biblioteca comunale in via Roma la nuova sezione di documenti in lingua originale, che ha trovato spazio nei locali lasciati liberi dopo il trasferimento nella palazzina Liberty di piazza Dante della sezione ragazzi, grazie a lavori di riqualificazione realizzati a costo zero. I nuovi spazi innovano e rafforzano l’offerta all’utenza italiana che ama leggere in lingua originale e si rivolgono ai lettori stranieri, auspicando una crescita di questo tipo di utenza, che si attesta ora sull’uno e mezzo per cento, a fronte di una popolazione straniera che raggiunge l’11 per cento dei residenti totali in città. La nuova sezione si propone inoltre materialmente e simbolicamente come luogo di incontro e interazione con i cittadini e le comunità ospiti nel nostro comune, con le loro associazioni e con le realtà che si occupano di stranieri.

Le richieste di prestito su questo tipo di offerta, nell’anno scorso, sono state in totale 7.828 e hanno registrato un notevole interesse per la lingua inglese (1.606, ma arriviamo a 3.385 se si contano anche i corsi e i testi di narrativa semplificata), ma anche russa (1.214), seguita a distanza da spagnolo, francese e tedesco. 383 i testi di italiano per stranieri richiesti in totale. Il patrimonio della sezione comprende anche testi in albanese, arabo, cinese, giapponese, lituano, olandese, polacco, portoghese, rumeno, svedese, ucraino e urdu, per un totale di 5.080 pubblicazioni e si affianca alla Biblioteca austriaca, che ha nella nuova sistemazione una collocazione di rilievo, e che dispone di circa 9.000 titoli, di cui 6.600 in lingua tedesca e 2.400 in lingua italiana, parte della ricerca sul tema delle traduzioni proseguita negli anni.

 

 

In allegato la tabella grafica contenuta nel comunicato stampa:


La Biblioteca austriaca ha registrato nel 2016 1.529 prestiti e accoglie anche 25 riviste, di cui quattro esposte in emeroteca. Nella disposizione delle collezioni si è cercato di collocare le varie tipologie di lingue per aree geografiche: una grande isola dell’inglese, la zona del tedesco-spagnolo-francese e portoghese, lingua russa e lingue dell’Est Europa, Arabo e Urdu. È stata creata, inoltre, la zona dei corsi di lingua e dei corsi di italiano per stranieri. I periodici in lingua originale attualmente disponibili sono: Al-Hayat (arabo), The Daily Jang (pakistano), The Guardian (inglese), Le Monde (francese), El pais Semanal (spagnolo), Die Presse (tedesco Austria), Der Standard (tedesco Austria), Die Suddeutsche Zeitung (tedesco Germania), Die Suddeutsche Zeitung Magazin (tedesco Germania), Vesti (serbo).

L’accesso al nuovo spazio è quello principale, da via Roma. Gli orari di apertura sono quelli della biblioteca.
Con il trasferimento del materiale nella nuova sezione, la sala Manzoni migliora in accoglienza e può disporre di maggiore spazio per i documenti digitali, per i quali si registra un utilizzo crescente e finora un po’ sacrificato.
Ricordiamo infine che tra i gruppi di lettura proposti dalla Biblioteca comunale, due sono proposti in lingua originale: Leseratten, in lingua tedesca, con facilitatore Ferdinand Heller, e The Burning Pages, in lingua inglese, animato da Paolo Malvinni si incontrano a giovedì alterni alle 17.15 al primo piano della sede centrale, in sala studio. La partecipazione è gratuita e libera, per informazioni è possibile scrivere a info@bibcom.trento.it o consultare il sito www.bibcom.trento.it.

 

 

 

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

20170202_Biblioteca – sezione in lingua originale

 

 

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Cgia Mestre) – Contraria all’eventuale aumento delle accise sui carburanti ipotizzato in queste ore dal Governo, la Cgia ricorda che dal 2011 ad oggi ci sono stati 7 i rincari che hanno fatto impennare del 29 per cento le accise sulla benzina e addirittura del 46 per cento per quelle applicate sul gasolio da autotrazione. Attualmente, a causa del peso delle accise, ogni qual volta ci rechiamo presso un’ area di servizio versiamo al fisco 0,728 euro ogni litro di benzina e 0,617 euro ogni litro di gasolio.

Il risultato di questi ritocchi all’insù ha contribuito a far salire alle stelle il prezzo alla pompa dei carburanti. Nell’ultima rilevazione del 23 gennaio scorso, il prezzo al litro del gasolio per autotrazione ha toccato in Italia 1,397 euro (con un’incidenza della tassazione del 62,2 per cento): tutti gli altri Paesi dell’Area euro presentano dei prezzi nettamente inferiori ai nostri. Rispetto ai principali paesi Ue e di quelli che confinano con noi, il pieno di gasolio costa agli italiani il 10,6 per cento in più rispetto dei francesi, il +17,4 per cento degli sloveni, il +17,5 per cento dei tedeschi, il +24,2 per cento degli austriaci e il +24,3 per cento degli spagnoli.

Per quanto riguarda la benzina, invece, il prezzo medio al litro è di 1,545 euro (con un’incidenza della tassazione del 65,2 per cento): solo i Paesi bassi (1,571 euro al litro) e la Grecia (1,548 euro al litro) registrano un prezzo alla pompa superiore al nostro. Nei confronti dei principali paesi Ue e di quelli che confinano con noi, il costo del pieno di benzina fatto in Italia è superiore del 9,4 per cento di quello francese, il +10,9 di quello tedesco, il +18,8 per cento di quello sloveno , il +24,4 per cento di quello spagnolo e il +29,9 per cento di quello austriaco.

“Ricordiamo che l’aumento delle accise – commenta il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – innescherebbe il meccanismo delle tasse sulle tasse. Ritoccandole all’insù, infatti, le accise andrebbero ad aumentare la base imponibile su cui si applica l’Iva. Per le casse dello Stato si tradurrebbe in un doppio vantaggio che, però, penalizzerebbe oltremodo gli automobilisti e gli operatori economici che usano i mezzi di trasporto per lavoro, come i trasportatori, i taxisti, i noleggiatori con conducente, gli agenti di commercio, gli idraulici, gli elettricisti e tante altre categorie artigiane”. Se teniamo conto che l’aumento del prezzo del petrolio sta facendo salire i prezzi alla pompa dei carburanti, un ulteriore aumento delle accise peggiorerebbe la situazione.

“Ricordo – conclude il segretario della Cgia Renato Mason – che l’80 per cento circa delle merci italiane viaggia su gomma. E’ vero che grazie al rimborso delle accise gli autotrasportatori, solo quelli con mezzi sopra i 35 quintali, possono recuperare una parte degli aumenti fiscali che subiscono alla pompa, tuttavia, nel caso scattassero gli incrementi di accisa potrebbero verificarsi dei rincari dei prodotti che troviamo sugli scaffali dei negozi e dei supermercati del tutto ingiustificati, penalizzando soprattutto le famiglia a basso reddito”.

 

 

 

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

ACCISE
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ispat, Istituto statistica Provincia autonoma di Trento) – L’Ispat aggiorna i dati relativi alla consistenza e alla dinamica della spesa pensionistica registrata in provincia di Trento per l’anno 2014 grazie ad un’apposita convenzione fra l’Istituto e l’Inps. Nel 2014 la spesa complessiva per prestazioni pensionistiche, pari a 2.463 milioni di euro, è aumentata dell’1,6% rispetto all’anno precedente e la sua incidenza sul Pil è cresciuta di 0,2 punti percentuali, dal 13,3% del 2013 al 13,5% del 2014. L’importo medio annuo delle pensioni è di 12.752 euro, 263 euro in più rispetto al 2013 (+2,1%).

I pensionati sono 139.097, 1.040 in meno rispetto al 2013; in media ognuno percepisce 17.705 euro all’anno (410 euro in più rispetto al 2013) tenuto conto che, in alcuni casi, uno stesso pensionato può contare su più di una pensione. Le pensioni di Invalidità, Vecchiaia e Anzianità e le pensioni ai Superstiti assorbono la quasi totalità (92,3%) della spesa pensionistica totale; più contenuto il peso delle pensioni di invalidità (5,9%) e delle indennitarie (1,8%).Le donne rappresentano il 53,5% dei pensionati e percepiscono in media 14.315 euro (contro 21.614 euro degli uomini); la metà delle donne (50,9%) riceve meno di mille euro al mese, a fronte di circa un quarto (23,6%) degli uomini.Tre quarti (75,3%) dei pensionati ha più di 64 anni, la metà (51,2%) un’età compresa tra 65 e 79 anni e un quarto (24,1%) ha 80 anni e più. Circa un terzo dei pensionati (32,1%) è titolare di più pensioni. Nel capoluogo si percepiscono i redditi da pensione più elevati, nella Comunità della Val di Non i più bassi.

 

 

 

 

In allegato i documenti presenti nel comunicato stampa:

 

SintesiSpesaPensionistica2014.1486025711

 

 

SpesaPensionistica2014.1486025769
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Gruppo per le Autonomie-Psi-Maie) – “L’approvazione da parte del Senato della riforma della protezione civile è un obiettivo che come senatori delle autonomie abbiamo ritenuto urgente e che oggi abbiamo ottenuto. Le ragioni della nostra posizione sono due: indispensabile riordino delle funzioni e della organizzazione del sistema nazionale di protezione civile e, ancor più importante dalla nostra prospettiva, opporsi ad una logica centralista della riforma che avrebbe penalizzato importanti realtà, umane e di elevata specializzazione, come in primo luogo la rete di assistenza, intervento e prevenzione ambientale del Trentino. Al Senato abbiamo indicato una diversa e più equilibrata prospettiva. Un percorso che deve essere completato nell’esame da parte della Camera”. E’ quanto dichiara Vittorio Fravezzi, vice presidente vicario del Gruppo Per le Autonomie-Psi-Maie.

“Per queste ragioni abbiamo ritenuto indispensabile -prosegue Fravezzi -che nel provvedimento e in quelle che saranno le norme di attuazione della riforma contenute nei prossimi decreti legislativi attuativi, fosse riconosciuta una clausola di salvaguardia, al fine di assicurare, in quelle che saranno le norme di attuazione della riforma contenute nei prossimi decreti legislativi attuativi, il rispetto delle prerogative attribuite dallo Statuto speciale , con specifico riferimento ai compiti di gestione delle attività di protezione civile assegnati alle Province autonome di Trento e di Bolzano. Ambiti di di intervento, definiti dalle speciali disposizioni di rango statutario, che bene delineano i compiti attribuiti alle autorità di protezione civile delle Province autonome ed a quelle dello Stato. Il consenso del governo alla sostanza all’ordine del giorno a mia prima firma, che riprende la sostanza di un nostro emendamento su tali aspetti, è la conferma -sottolinea Fravezzi- del rapporto di collaborazione fra Autonomie e governo. Ordine del giorno approvato da un’ampia maggioranza dell’Aula del Senato con 181 voti a favore”.

“Come senatore trentino ho lavorato a tale riforma con l’attenzione e il riconoscimento che sono dovuti all’apporto essenziale e di straordinarie umanità e professionalità di tutto il sistema della protezione civile del Trentino e delle sue molteplici e coordinate componenti, che sono intervenute di fronte all’emergenza del terremoto in centro-italia e che sono andate anche al di là dell’emergenza, con interventi strutturali sia in ordine alle infrastrutture che alle esigenze sociali presenti in quei territori. A loro va il nostro ringraziamento: lo facciamo -conclude Fravezzi- con questo voto del Senato che sottrae la riforma della protezione civile all’oblio delle riforme in attesa di esame da parte del Parlamento”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Manuela Bottamedi) – Ieri sera, con un comunicato stampa ufficiale, Sait e Cooperazione hanno espresso “stupore e incredulità” per le dichiarazioni fatte da Mellarini martedì in Aula in risposta alla mia interrogazione. L’assessore aveva aperto alla possibilità di affiancamento/tutoraggio degli organi Sait dichiarandosi disponibile a sollecitare l’autorità di vigilanza della Cooperazione in caso di riscontro di inerzia del Sait nel definire ed attuare il piano operativo.  Mi chiedo con quale presunzione e faccia tosta il consorzio cooperativo si ostini a sostenere che non vi siano né inerzia né grandi difficoltà, presupposti per l’attivazione del tutoraggio/affiancamento. Sbaglio o solo due mesi fa Sait ha annunciato un esubero di 140 dipendenti? Sbaglio o metà delle Famiglie cooperative del Sait hanno bilanci in rosso? Sbaglio o sempre più Famiglie cooperative passano in Dao?
Non è certamente fingendo che tutto stia andando bene che Sait potrà aggredire e superare questo momento durissimo (anche e soprattutto per i lavoratori, che stanno vivendo il dramma del paventato licenziamento in un clima di surreale sospensione). Reiterare gli errori del passato servirà solo a peggiorare il quadro, già compromesso.  Meglio sarebbe mostrarsi più umili, lungimiranti e attaccati al bene comune (in perfetto stile cooperativistico), arrendendosi all’evidenza e procedendo velocemente all’attivazione del tutoraggio, tanto per cominciare. Avviando contestualmente un serio piano industriale e una forte collaborazione con Dao.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Comune Rovereto) – Prima di andare a progettazione definitiva, l’Amministrazione Comunale intende verificare se esista tra i residenti e gli operatori economici una effettiva domanda di spazi. E’ possibile quindi compilare un questionario ed esprimere una disponibilità che non è vincolante.

Il questionario – che va consegnato entro il prossimo 28 febbraio – può essere scaricato in questa pagina.

http://www.comune.rovereto.tn.it/Entra-in-Comune/Comunicazioni/Avvisi/Manifestazione-d-interesse-acquisto-parcheggi-su-area-ex-Alpe

 

 

 

 

Immagine tratta da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Source: Eurostat) – In December 2016, compared with November 2016, industrial producer prices rose by 0.7% in the euro area (EA19) and by 0.9% in the EU28, according to estimates from Eurostat, the statistical office of the European Union. In November 2016 prices increased by 0.3% in the euro area and by 0.2% in the EU28.
In December 2016, compared with December 2015, industrial producer prices rose by 1.6% in the euro area and by 2.4% in the EU28. The average industrial producer price for the year 2016, compared with 2015, decreased by 2.3% in the euro area and by 1.9% in the EU28.

 

 

Enclosed the graphic table contained in the press release:

 

Monthly comparison by main industrial grouping and by Member State

The 0.7% increase in industrial producer prices in total industry in the euro area in December 2016, compared with November 2016, is due to rises of 2.1% in the energy sector, of 0.4% for both intermediate goods and non-durable consumer goods and of 0.1% for capital goods, while prices remained stable for durable consumer goods. Prices in total industry excluding energy rose by 0.3%.

In the EU28, the 0.9% increase is due to rises of 2.7% in the energy sector, of 0.4% for intermediate goods, of 0.3% for non-durable consumer goods and of 0.1% for both capital goods and durable consumer goods. Prices in total industry excluding energy rose by 0.3%. The highest increases in industrial producer prices were registered in Greece (+2.7%), the Netherlands (+2.1%), Croatia (+1.8%), Belgium and Portugal (both +1.7%), while decreases were observed in Estonia (-0.6%), Ireland (-0.5%) and Denmark (-0.2%).

 

 

 

 

Enclosed is the document contained in the press release:

4-02022017-AP-EN
4-02022017-AP-EN.2

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Audiweb) – Audiweb rende disponibili i dati di dicembre della survey sull’audience dei contenuti editoriali fruiti all’interno dell’applicazione mobile di Facebook mediante browsing e/o Instant Articles. I dati dell’applicazione mobile di Facebook, sono già rilevati tramite la metodologia standard* di Audiweb, ma la fruizione dei contenuti editoriali visti mediante browsing in-app e/o Instant Articles non è attribuita all’editore che ne è titolare. La nuova survey consente di attribuire correttamente i dati di consumo dei contenuti editoriali visti in queste due particolari modalità di fruizione. I nuovi dati sono riferiti ai brand/siti iscritti dagli editori che hanno aderito al servizio e sono disponibili sul sito www.audiweb.it dalla sezione “News”, previa registrazione gratuita.

Nel mese di dicembre hanno partecipato alla survey i seguenti editori associati ad Audiweb: 21st Century Fox, Caltagirone Editore, Ciaopeople, Conde Nast Digital, Editoriale il Fatto, Gruppo De Agostini, Gruppo Espresso, Il Sole 24 ore, Italiana editrice, Libero Quotidiano, Mediaset, Meteosolutions, Mondadori e Rcs MediaGroup.

Nota Metodologica:
I dati della survey sono riferiti ai consumi del mese di rilevazione per ciascuno dei brand/siti iscritti dai Publisher che hanno aderito al servizio e indicando in dettaglio i seguenti dati:
– il numero di utenti unici (dai 13 anni in su) che, nel periodo di rilevazione, hanno consultato almeno una pagina oggetto della rilevazione;
– il volume totale mensile di pagine viste fruite mediante in-app Facebook browsing & Instant Articles su dispositivi mobili;
– le pagine viste per persona nel periodo di rilevazione;
– la distribuzione per genere e fasce di età degli utenti e delle pagine rilevate dalla survey.

I dati della nuova survey sono disponibili con frequenza mensile e pubblicati sul sito Audiweb entro il mese successivo a quello oggetto di rilevazione.

Questi dati non sono in alcun modo collegati o collegabili ai dati forniti nell’ambito del servizio Audiweb Database. Infatti, le metodologie alla base delle due rilevazioni sono differenti, pertanto i dati risultanti nell’ambito di questo servizio non potranno, ad esempio, essere sommati a quelli risultanti dal servizio Audiweb Database.

Per un maggiore dettaglio sulla metodologia adottata è possibile consultare la pagina “Note Metodologiche” presente nel documento di dati e sul sito-web www.audiweb.it nella sezione servizi.

*
L’attuale sistema di rilevazione di Audiweb, basato su panel meterizzato (software installato sul dispositivo del panelista), offre dati obiettivi sulla fruizione di internet da pc, smartphone e tablet, differenziando la navigazione via browser dalla fruizione via applicazioni.
Per maggiori informazioni sulla metodologia standard di Audiweb è possibile consultare la sezione “Metodologia” del sito www.audiweb.it.

*

Audiweb è il soggetto realizzatore e distributore dei dati sulla audience online. Il suo obiettivo primario è fornire informazioni oggettive e imparziali al mercato, di carattere quantitativo e qualitativo, sulla fruizione del mezzo Internet e sui sistemi online utilizzando opportuni strumenti di rilevazione.

Audiweb è un Joint Industry Committee intitolato a Enrico Gasperini che ha rifondato e guidato la società dal 2007 fino alla sua scomparsa.

Il Jic è composto da tutti gli operatori del mercato: Fedoweb, associazione degli editori online; Upa Utenti Pubblicità Associati, che rappresenta le aziende nazionali e multinazionali che investono in pubblicità; e Assap Servizi, l’azienda di servizi di AssoComunicazione, associazione delle agenzie e centri media operanti in Italia.

 

 

 

 

Leggi o scarica la tabella con i dati (.xls)

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Audiweb_Nota_Stampa_Survey_Dicembre2016
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Codacons) – L’aumento delle accise annunciato ieri nella lettera del Ministero dell’Economia alla Commissione Ue scatena le proteste del Codacons, pronto alla battaglia contro l’ennesimo ritocco al rialzo della tassazione sui carburanti. “Gli automobilisti italiani sono senza dubbio la categoria più tartassata d’Europa – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Negli ultimi anni i governi di ogni colore politico hanno fatto un uso intensivo delle accise sui carburanti per reperire risorse, tasse di scopo che vengono adottate per risolvere emergenze del momento, ma che non vengono più soppresse, continuando a pesare per sempre sulle tasche degli italiani”. E che gli automobilisti siano utilizzati come veri e propri “sportelli bancomat” lo dimostrano i numeri: tra il 2011 e il 2016 le accise sulla benzina sono aumentate complessivamente del +29% – spiega il Codacons – mentre quelle sul gasolio sono rincarate addirittura del +46% (percentuali che salgono rispettivamente al +31% e + 48% se si considera l’aumento dell’aliquota Iva dal 20 al 22%).

Negli ultimi 5 anni, infatti, i governi hanno fatto ricorso all’aumento delle accise per finanziare il Fondo unico dello spettacolo, l’emergenza in Libia, l’alluvione in Liguria, il terremoto in Romagna, e ben 3 volte per correggere i conti pubblici. “Per tale motivo annunciamo già da oggi battaglia contro l’ennesimo ricorso alle tasse sui carburanti previsto nella lettera inviata ieri dal Ministero dell’economia all’Ue – afferma il presidente Carlo Rienzi – e siamo pronti ad impugnare qualsiasi provvedimento del Governo in tal senso”.

 

 

 

 

Foto: archivio Pat

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