OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Coldiretti) – Sette italiani su dieci hanno deciso di partecipare a iniziative di solidarietà a sostegno dei territori e delle popolazioni colpite dal terremoto. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixè che evidenzia il grande coinvolgimento dei cittadini di fronte ad una emergenza che sembra non finire. Dall’analisi Coldiretti/Ixe’ si evidenzia che ben il 33% degli italiani ha donato con sms o su conto corrente, il 24% ha acquistato prodotti tipici dei territori colpiti dal sisma, il 13% ha contribuito ad iniziative tramite associazioni, ma si registrano anche altre forme di partecipazione dalla consegna di roulotte, camper e moduli abitativi all’assistenza medica e veterinaria, dalla ospitalità alle famiglie alla raccolta e distribuzione di generi di prima necessità fino all’adozione degli animali sfollati. Una mobilitazione popolare che – sottolinea la Coldiretti – è partita all’indomani delle prime scosse e non si è mai interrotta nell’arco degli ultimi cinque mesi.

Di fronte ad una emergenza senza precedenti gli allevatori della Coldiretti hanno avviato una rete di solidarietà per aiutare i propri colleghi duramente colpiti. Sotto il coordinamento di una apposita task force sono operative numerose iniziative,  dalla campagna “dona un ballone di fieno” per garantire l’alimentazione degli animali a quella “adotta una mucca” per dare ospitalità a pecore e mucche sfollate a causa dei crolli delle stalle fino alla “caciotta della solidarietà” con il latte degli allevatori terremotati e degli altri prodotti in vendita nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica per garantire uno sbocco di mercato dopo lo spopolamento forzata dei centri urbani colpiti dal sisma.

Si sta raggiungendo l’obiettivo dei centomila quintali di fieno consegnati e 30mila caciotte vendute mentre sono ormai 2000 i posti stalla per gli animali resi disponibili nelle diverse regioni dalla Lombardia al Veneto, dal Friuli alla Toscana fino al Lazio. Operazioni rese possibili dalla collaborazione della Coldiretti con l’Associazione Italiana Allevatori e i Consorzi Agrari che ha consentito anche la consegna di mangiatoie, mangimi, carrelli per la mungitura, refrigeratori e generatori di corrente ma anche roulotte, camper e moduli abitativi. Per aiutare le aree rurali è anche attivo uno specifico conto corrente denominato “Coldiretti Pro-Terremotati” (IBAN: IT 74 N 05704 03200 000000127000) dove indirizzare la raccolta di fondi.

 

 

 

 

Foto: archivio sito Coldiretti

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Agire per il Trentino) – Dopo gli ultimi tagli alla sanità la situazione nelle Valli Giudicarie sta peggiorando in maniera indecente! Di pochi giorni fa è la notizia di una ragazza di Borgo Chiese che ha partorito in mezzo alla strada, fra le gallerie di Trento, durante il trasferimento dall’ospedale di Tione tramite ambulanza. Faticando questa volta a tralasciare tutte le giravolte che ha dovuto subire questa ragazza (dovuta all’evidente disorganizzazione comunicativa e sistematica dei nostri ospedali, che abbiamo denunciato qualche giorno fa portando all’attenzione dei cittadini un caso di malasanità avvenuto a Porte di Rendena), ci chiediamo fino a che punto le cittadine delle Valli Giudicarie dovranno essere costrette a partorire in mezzo alla strada senza alcuna minima considerazione da parte del mondo politico, specialmente di quello “femminista”.

Infatti non è la prima volta che avviene un episodio del genere: nel 2016 ci sono stati dei parti e rischi di parti per strada nelle nostre Valli (a Darè, Ponte Arche e Baitoni) e la settimana scorsa un’altra ragazza a Storo ha rischiato di partorire al di fuori di una struttura ospedaliera adeguata (questa volta, per fortuna, era stata allestita una sala parto straordinaria in una caserma dei pompieri). Ci incuriosisce poi come vengono conclusi i vari comunicati con espressioni del tipo: “…per fortuna è andato tutto bene”, “fortunatamente la mamma e il piccolo stanno bene”,… forse aspetteremo che succeda una tragedia per capire che la chiusura del punto nascita di Tione e il mancato investimento nella sanità sono state scelte demenziali? Noi ovviamente pensiamo che sia così e rinnoviamo la richiesta di dimissioni dell’Assessore alla salute e alle politiche sociali Luca Zeni per aver non aver saputo tutelare quella che una volta era la sanità d’eccellenza. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i nostri volontari per il grande impegno che stanno mettendo in una situazione come questa, fuori da ogni schema.

 

Grazia Castellini
Vice coordinatore di Agire per le Valli Giudicarie

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Carabinieri Riva del Garda) – La Stazione Carabinieri di Madonna di Campiglio, dipendente dalla Compagnia Carabinieri di Riva del Garda (Tn), come ogni anno sta effettuando una serie di controlli sulle piste da sci con i propri servizi di vigilanza e soccorso sulle piste della Val Rendena. Proprio durante i servizi sulle piste e in considerazione del fenomeno già riscontrato dei maestri di sci abusivi, soprattutto provenienti dall’estero, i Carabinieri, nel comprensorio del Grostè, hanno controllato un gruppo di ragazzi polacchi, una decina in tutto, mentre effettuavano una lezione di sci con il loro maestro, M.G., un connazionale di 43 anni, privo dell’autorizzazione che la Provincia Autonoma di Trento concede, previa richiesta trenta giorni prima dell’arrivo, agli istruttori che non sono in possesso dell’abilitazione nazionale. La sanzione, di 200 euro, è stata subito pagata e la lezione interrotta definitivamente, così il gruppo è stato costretto a ritornare a Pejo, dove sono alloggiati in questo periodo di vacanza. In tutto sono stati controllati sette gruppi, di cui 6 risultati in regola.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

2017 maestri abusivi

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Commissione europea) – Ammodernata e semplificata, la politica agricola comune (Pac), una delle politiche più longeve dell’Unione europea, sarà in grado di offrire migliori risposte alle attuali sfide sociali, politiche, economiche e ambientali. La Commissione europea ha avviato oggi la prima fase di ammodernamento e semplificazione della politica agricola comune (Pac) con una consultazione pubblica di tre mesi. I contributi ricevuti la aiuteranno a definire le future priorità della politica agricola. Una politica agricola comune più moderna e semplificata consentirà di rispondere alle sfide principali che l’agricoltura e le zone rurali si trovano ad affrontare, contribuendo nel contempo a conseguire le priorità strategiche della Commissione (in particolare crescita e occupazione), nonché allo sviluppo sostenibile e a un bilancio incentrato sui risultati, sulla semplificazione e sulla sussidiarietà.

Annunciando il processo di consultazione, Phil Hogan, Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “Oggi iniziamo a muovere i prossimi passi verso la modernizzazione e la semplificazione della politica agricola comune per il XXI secolo. Con l’avvio di questa consultazione pubblica chiediamo a tutte le parti in causa e a coloro che sono interessati al futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura in Europa di partecipare alla definizione di una politica per tutti i cittadini europei. Questa consultazione pubblica contribuisce in modo diretto alla tabella di marcia per la futura politica agricola comune annunciata dal Presidente Juncker nel mese di dicembre. La politica agricola comune sta già producendo importanti benefici per tutti i cittadini europei in termini di sicurezza alimentare, vitalità delle aree rurali, ambiente rurale e contributo alla lotta ai cambiamenti climatici. Mettendo a punto una tabella di marcia per il futuro, sono convinto che i risultati possano essere ancora maggiori. Ma perché ciò accada, la politica deve essere perfezionata, rivitalizzata e – ovviamente – finanziata in modo adeguato.”

La consultazione pubblica resterà aperta per 12 settimane e consentirà agli agricoltori, ai cittadini, alle organizzazioni e alle altre parti interessate di esprimersi sul futuro della politica agricola comune. La Commissione si avvarrà dei contributi forniti dalla consultazione per redigere una comunicazione, prevista per la fine del 2017, contenente un bilancio dell’attuale funzionamento della politica agricola comune e possibili opzioni politiche per il futuro fondate su prove affidabili. I risultati della consultazione pubblica saranno pubblicati online e presentati dal Commissario Hogan nell’ambito di una conferenza prevista a Bruxelles nel luglio 2017.

Varata nel 1962, la politica agricola comune è una delle politiche di più lunga tradizione dell’Ue e si è evoluta negli anni per rispondere alle mutevoli sfide dei mercati agricoli. Benché le riforme più recenti risalgano al 2013, vari importanti sviluppi registrati successivamente, tra cui l’aumento dell’incertezza sui mercati, il calo dei prezzi e i nuovi impegni internazionali in materia di cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile, richiedono dalla politica agricola comune una risposta più efficace. Queste e altre sfide rendono essenziale che la politica agricola comune sia modernizzata, semplificata per ridurre ulteriormente gli oneri amministrativi e resa ancora più coerente con le altre politiche dell’UE al fine di massimizzare il suo contributo alle 10 priorità politiche della Commissione, agli obiettivi di sviluppo sostenibile e all’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

 

 

 

 

 

 

Foto: archivio Commissione europea

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Comune di Trento) – Nel corso del 2016 la Biblioteca comunale ha promosso un’indagine nelle sedi periferiche, che ha coinvolto anche la sede di Gardolo, per valutare l’adeguatezza dell’orario di apertura della biblioteca rispetto alle esigenze degli abitanti del sobborgo. La rilevazione ha confermato una richiesta già avanzata dagli utenti e da altri soggetti attivi nella Circoscrizione: prevedere una fascia oraria di apertura al pubblico il sabato mattina. Verrà quindi sperimentato un nuovo orario di apertura della sede di Gardolo, a partire da sabato 4 febbraio, dalle 9 alle 12.30. Non potendo incrementare il monte ore di apertura settimanale, la biblioteca rimarrà chiusa il venerdì mattina.

Da questa settimana è partita anche la riorganizzazione sperimentale del servizio bibliobus, che non ferma più a Baselga del Bondone, Canova e al Magnete.
Per altre due fermate è invece stata anticipata di mezz’ora la fermata. Ecco i nuovi orari del bibliobus nelle zone interessate:
• martedì a Spini di Gardolo dalle 15.30 alle 16.30
• giovedì a Vigolo Baselga dalle 15.30 alle 16.30

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Unicef) – L’Unicef esprime notevole preoccupazione per le condizioni in cui versano i circa 90 ragazzi attualmente ospiti dello “Scatolone”, la palestra di Reggio Calabria adibita a centro per minorenni migranti e rifugiati. «Seguiamo da mesi la situazione di questa struttura, inizialmente prevista come centro di accoglienza a brevissimo termine, e purtroppo non intravediamo miglioramenti sostanziali. I ragazzi non hanno accesso ai servizi di base, non svolgono attività di inclusione sociale e la loro profonda frustrazione può condurre a eventi non controllabili» dichiara il Presidente dell’Unicef Italia Giacomo Guerrera. L’Unicef ha recentemente avviato in Italia un vasto programma in favore dei minori migranti e rifugiati – in particolare quelli giunti nel nostro paese non accompagnati da familiari adulti – nel quadro di un accordo con il Ministero dell’Interno.

La Calabria è, insieme alla Sicilia, la regione in cui si è concentrata l’azione di miglioramento degli standard di accoglienza e il sostegno tecnico e organizzativo alle istituzioni locali. «La soluzione non può essere che la chiusura di questa struttura e la ricollocazione dei ragazzi in altri centri più idonei, passando da un approccio puramente emergenziale a un’accoglienza organizzata per fare fronte a un fenomeno ormai strutturale» prosegue Guerrera. «Offriamo alle istituzioni nazionali e locali, in primis alla Prefettura e al Sindaco di Reggio Calabria, che si trovano ad affrontare una situazione estremamente complessa, tutte le nostre competenze e risorse per individuare quanto prima una soluzione a questo problema».

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

comunic su scatolone reggio calabria

 

 

 

 

 

Foto: archivio Unicef

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Con 23 voti favorevoli, 3 contrari (Fugatti, Bottamedi, Cia) e l’astensione di Degasperi, Borga e Civettini della Civica Trentina il Consiglio provinciale ha approvato nel tardo pomeriggio di oggi il testo unificato dei disegni di legge di modifica delle norme provinciali in materia di cave dell’assessore Alessandro Olivi e del consigliere Walter Viola (Progetto Trentino). Dopo un ampio confronto, durato due giorni, si è raggiunta la quadra che ha permesso di mettere assieme i diversi interessi e dare un nuovo riferimento normativo ad un settore che, hanno osservato numerosi consiglieri intervenuti in dichiarazione di voto, aveva estrema necessità di una riforma.

 

Dopo l’ennesima interruzione in apertura di seduta del pomeriggio, per dare modo ai consiglieri di apporre le firme sulle norme concordate, il Consiglio provinciale ha riavviato alle ore 16.00 l’esame del testo unificato in materia di cave. Ritirati, con qualche eccezione, gli emendamenti non accolti di Fugatti e Degasperi, l’aula è passata velocemente alla votazione dell’articolato e l’approvazione del testo è arrivata alle ore 19.00.

 

Sull’articolato

Alcune delle parti dell’articolo 2 sulle clausole sociali sono frutto del lavoro di confronto fatto in Commissione, ha osservato Filippo Degasperi (5 Stelle) in particolare l’obbligo di adozione del rispetto del contratto territoriale integrativo provinciale: un’evoluzione nell’atteggiamento da parte della provincia che impedisce di svicolare dal contratto e che speriamo venga adottato anche per altri comparti.

Maurizio Fugatti (Lega nord) è intervenuto per spiegare i risultati della trattativa dei giorni scorsi: rimane una valutazione pesantemente negativa del disegno di legge, ha detto, anche se è indubbio che il confronto di queste giornate hanno portato a migliorare diversi aspetti del testo, attraverso l’introduzione di diverse proposte emendative. Nello specifico, ha spiegato, alcuni degli aspetti che sono stati migliorati: viene tolto dal disegno di legge il tema della pesatura e vengono introdotti sistemi più idonei e con costi ridotti, sentiti i Comuni e le associazioni di categoria (art. 12); viene modificata in parte la clausola sociale che è fatta valere anche per i disoccupati di lungo periodo (art. 13); con un emendamento è prevista la possibilità di deroga al 40%, se il concessionario dimostra motivazioni serie e concrete; un bando tipo permette di favorire l’impegno di aziende da anni attive nel settore (art. 31), introducendo una serie di elementi di valutazione (art. 14); la legge in vigore prevede sospensione, decadenza e revoca della concessione, in questa legge con un emendamento si prevede che il comune possa sospendere l’esercizio dell’attività di cava per effettuare una serie di valutazioni; viene introdotto il meccanismo della media per i macrolotti che garantisce una maggior durata delle concessioni (art. 37) ecc.

Walter Kaswalder ha precisato che, pur espulso dal Patt, è stato eletto in quel partito con oltre 4500 preferenze ed ha preso parte ai lavori del disegno di legge in discussione in qualità di consigliere autonomista e a sostegno di interessi che sono da sempre tutelati da quel partito.

All’articolo 17 è stato approvato un emendamento, primo firmatario Pietro Degodenz che subordina all’intesa con i Comuni l’approvazione del regolamento sui rapporti con le Asuc. Tre emendamenti del Patt all’articolo 23, richiamati dal consigliere Lorenzo Ossanna, promuovono le istituzioni di indirizzo scolastico professionale per la lavorazione della pietra e favoriscono con politiche di marketing e corsi di formazione il distretto del porfido.

L’articolo 30, ha notato Fugatti è una “norma simbolo” di questo disegno di legge: in esso è contenuta la volontà di utilizzare tutte le forme dell’autorità anche dello Stato italiano per controllare i cavatori. Il consigliere Degasperi, per contro, ha replicato che tra gli strumenti che i cittadini italiani hanno a disposizione c’è anche la polizia di Stato che non esercita un’azione contro la nostra autonomia: in un settore come questo che negli anni è assomigliato via via sempre di più al Far West ben venga anche il lavoro di più organi di controllo.

Filippo Degasperi ha illustrato l’articolo 31 che riguarda la decadenza e la revoca dell’autorizzazione e della concessione, “uno dei pilastri della riforma e una delle ragioni per cui non ha condiviso il testo finale”. Si sta parlando di imprese che lavorano un bene pubblico e che dovrebbero essere eticamente maggiormente responsabili, mentre qui si prevede possano violare gli obblighi. Mi sarei aspettato un’attenzione alle imprese che si comportano bene e non la concessione di scappatoie a quelle che infrangono le regole.

Una valutazione di merito su quest’articolo l’ha aggiunta l’assessore Alessandro Olivi: questa è una legge che cambia l’impostazione rispetto alla legge vigente, ha detto. Quella (la legge vigente) seguiva la “facoltà” in capo al Comune per la valutazione di volta in volta, discrezionale, se comminare la sanzione più grave (decadenza o revoca della concessione); questa legge invece “impone”, rende più lineare e trasparente il processo di proporzionalità tra violazione e provvedimento.

Alcuni emendamenti sono stati mantenuti dal consigliere Degasperi “per fare riflettere”, come ad esempio quelli all’articolo 33: “considero le sanzioni previste da questa legge riduttive e insufficienti come deterrente, se raffrontate ai danni che provocano certe violazioni” ha osservato.

Un emendamento di Degasperi all’articolo 42, prevede il coinvolgimento di un rappresentante delle Asuc all’interno della commissione tecnica che stabilisce il range dei canoni delle concessioni.

 

Dichiarazioni di voto

Alessandro Olivi ha espresso soddisfazione per “un lavoro importante di ascolto e di arricchimento, migliorato con il contributo di molti” e ha ringraziato chi ha seguito l’iter di un disegno di legge che ha definito “molto complesso”. In modo particolare la riconoscenza l’ha rivolta agli uffici per un impegno “generoso, competente, specializzato” e ai consiglieri Viola e Degasperi “che hanno molto contribuito alla costruzione di questa proposta”. Un settore, quello del porfido, che queste norme indirizzano verso la responsabilità e la qualità: “non è un ddl burocratico” ha aggiunto “nella misura in cui le regole sono al servizio della difesa della collettività e di sostegno alle buone pratiche”.

Per Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) questa legge non offre una risposta esaustiva, ma migliorerà sicuramente la situazione attuale e il voto sarà favorevole.

Claudio Cia (Misto) ha dichiarato che non voterà a favore del disegno di legge, ma ha comunque apprezzato molto il metodo con cui si sono svolti i lavori di questi giorni per cercare di migliorare la proposta e trovare punti di convergenza. Ha ringraziato il collega Fugatti e Viola che hanno speso le maggiori energie nelle trattative.

Marino Simoni (Progetto Trentino) ha annunciato voto favorevole: queste norme porteranno risultati positivi, ha aggiunto e ha espresso l’augurio che si trovino adeguate soluzioni amministrative e politiche affinché questo prodotto sia utilizzato anche a livello locale.

Filippo Degasperi (5 Stelle) che ha partecipato attivamente alla costruzione di queste norme ha ringraziato l’assessore e il collega Viola, oltre che i tecnici che hanno guidato e a volte “corretto” il percorso di queste norme. Il metodo seguito è stato positivo, scandito da numerose occasioni di ascolto e molti aspetti sono stati recepiti senza indugi e rispettando gli impegni (clausola sociale, inasprimento delle sanzioni, divieto del famoso 80/20, rispetto del protocollo antimafia, maggior coinvolgimento degli usi civici). Ha annunciato il voto di astensione.

Il consigliere Massimo Fasanelli (Misto) ha apprezzato questa proposta che sostiene la filiera del porfido. Giusto anche il metodo adottato dall’assessore, che ha accolto numerose aspettative dei consiglieri, che riflettono le esigenze dei vari attori del settore. Pur nella consapevolezza che non sia stato fatto tutto, Fasanelli ha annunciato di sostenere la proposta che rappresenta comunque il tentativo di un rilancio del comparto.

Manuela Bottamedi (Misto) ha ammesso di aver pensato che la scuola fosse il mondo più complesso e di difficile comprensione e di essersi ricreduta di fronte alla discussione di queste norme: contemperare le esigenze di tutti in questo comparto è davvero difficile e dunque merito a chi ha tentato di fare una sintesi. Tuttavia la consigliera ha annunciato il voto negativo “perché l’impianto complessivo delle norme segue una logica repressiva, sanzionatoria e burocratica”.

Gianpiero Passamani (UpT) ha ringraziato coloro che hanno contribuito in varia misura alla scrittura di queste norme e ha dichiarato di credere convintamente che questa sia una legge che porterà chiarezza e darà delle risposte.

Il voto di astensione della Civica Trentina l’ha motivato Rodolfo Borga, ammettendo che qualcosa a favore del mondo del porfido è stato fatto e va riconosciuto.

“Non è la migliore legge possibile, tuttavia abbiamo cercato di fare il massimo possibile”, ha detto Walter Viola (Progetto Trentino): “ci sono regole chiare per tutti, i protagonisti del settore hanno finalmente un quadro unitario, vengono favoriti il sistema, la filiera, la competitività, la qualità del lavoro”, questa è una legge che garantisce “un equilibrio di fondo”. Infine, Viola ha ringraziato il vicepresidente–assessore Olivi, i colleghi, i protagonisti del settore, la struttura che ha accompagnato con grande intelligenza e competenza il lavoro di sintesi non facile tra i numerosi interessi diversificati. Mi auguro, infine, ha concluso, che si possa proseguire su questo tarcciato epr il bene di un comparto importante epr il Trentino.

“Una riforma che da un grande impulso al settore”, ha detto Lorenzo Ossanna (Patt) che ha ringraziato assessore e consiglieri anche di minoranza per un lavoro compiuto non solo in questi ultimi tre giorni, ma per una proposta costruita in lunghi mesi di impegno.

Il consigliere Maurizio Fugatti (Lega) ha ribadito il voto negativo per le motivazioni già più volte espresse, pur riconoscendo l’atteggiamento di ascolto da parte dell’assessore Olivi di diverse proposte. Tuttavia le norme rimangono di impianto statalista, con una volontà dirigista, sanzioni e burocrazia invasive che mettono a rischio un settore già gravato da una pesantissima crisi. Una legge pericolosa, ha concluso.

Claudio Civettini (Civica) ha ricordato all’aula il famoso video in cui un collega inaugurava il ponte di Stramentizzo, prendendosi i meriti di qualcosa che non aveva fatto. Ora il collega Ossanna sta facendo la stessa cosa: va riconosciuto il lavoro e non si devono raccontare bugie, ha aggiunto dichiarando di attendere la fase attuativa sulla quale si dovrà misurare la bontà di queste norme.

Il consigliere Walter Kaswalder ha ringraziato chi ha lavorato a queste norme e apprezzato l’atteggiamento disponibile e attento dell’assessore Olivi: “a mio parere questa è una buona legge costruita con il contributo di molti, non ultimi gli autonomisti che di questa materia si sono occupati da sempre”.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

ConsiglioProvinciale-02febbraio2017

 

 

 

 
Foto: archivio Consiglio provinciale

 

 

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – “Fino a qualche mese fa in molti erano pronti a scommettere che questa legge non sarebbe stata approvata, considerato che oggettivamente produce una sorta di rivoluzione nel comparto. Ma alla fine abbiamo tagliato il traguardo. Oggi prende il via una riforma che non poteva più attendere, solida, coraggiosa, che guarda al futuro”. C’è soddisfazione nelle parole del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi, che a nome di tutta la Giunta commenta l’approvazione, nel tardo pomeriggio, da parte del Consiglio provinciale alla legge di riforma delle cave di porfido.

“Fissare il principio e l’obbligo della prima e seconda lavorazione in cava, introdurre precise clausole sociali per l’occupazione, imporre la tracciabilità del materiale grezzo, impostare i futuri bandi di gara su criteri che premiano investimenti e lavoro sono tutte decisioni che rappresentano per il settore delle cave una svolta radicale – continua Olivi – . Questa legge favorisce le imprese migliori, che rispettano le regole, e che sono disposte a fare in futuro vere politiche di sviluppo, puntando sulla qualità del prodotto. Si tratta anche di una legge che inevitabilmente è andata a toccare qualche interesse consolidato. Ma era necessario guardare oltre gli equilibri esistenti ed il corto respiro della mera sopravvivenza, guardando con coraggio e lungimiranza all’interesse di un settore strategico per l’economia trentina. Abbiamo provato a farlo, e sono contento che alla fine la ragionevolezza e la voglia di rinnovamento abbiano prevalso. La riforma esce dal Consiglio provinciale, valorizzata nei suoi capisaldi fondamentali, con l’apporto anche di miglioramenti nella sua dimensione applicativa”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Arcidiocesi di Trento) – Quattrocento religiose, religiosi e laici in cattedrale. Non conta l’età, non contano i numeri delle vocazioni in costante calo. “Dietro ognuno di voi c’è un momento di incanto. Dio vi ha visitati, voi avete avuto un sussulto di stupore e questo vi ha fatto uscire e intraprendere il vostro santo viaggio”. In questo 2 febbraio, Festa della vita consacrata, l’Arcivescovo Lauro si è rivolto nel pomeriggio in cattedrale ad almeno quattrocento fra religiose, religiosi e laici consacrati della Diocesi di Trento, riuniti per la solenne preghiera dei vespri.

«Le analisi sulla vita consacrata – ha esordito monsignor Tisi nella sua riflessione – ci portano a chiederci quanti siamo e quanti saremo, quante case abbiamo chiuso o apriremo, ma c’è un difetto di ragionamento: la vita consacrata pensata come organizzazione nostra, realtà che papa Francesco definirebbe ‘triste Ong’». «Il consacrato che si pensa soggetto della consacrazione – ha aggiunto – è fuori strada. Nessuno di noi si è consacrato! E’ lo Spirito Santo che crea il consacrato. Se la vita consacrata non è una realtà realizzata da noi, a questo punto la vita consacrata è stupore, risposta, entusiasmo, incanto». «Rappresentate – ha concluso l’Arcivescovo con la consueta passione – una formidabile opportunità di poter godere della presenza di uomini e donne che rivelano al mondo l’incanto di Dio».

L’arcivescovo ha voluto poi esprimere un grazie particolare ad alcune realtà religiose: i padri cappuccini che il 12 febbraio termineranno la loro presenza a Tonadico, passando il testimone alle clarisse cappuccine di Fabriano, nuova presenza di vita orante (si segnala ampio servizio sull’ultimo numero di Vita Trentina); le elisabettine che hanno lasciato la loro casa di Lavarone alle profughe e dato vita a una nuova comunità a Caldonazzo; le Figlie di Gesù che concludono dopo molti anni il loro servizio alla Casa di Riposo di Spiazzo Rendena e alle sorelle di Maria Ausiliatrice, tre delle quali, provenienti dall’India, arriveranno ai primi di marzo a Riva del Garda e vivranno nella canonica di San Giuseppe (Rione Degasperi) a supporto della locale comunità cristiana (tre parrocchie sotto la guida di un unico parroco). Un grazie, infine, alla comunità pavoniana che quest’anno han visto la canonizzazione del proprio fondatore Lodovico Pavoni e alle suore camilliane di cui, proprio oggi, ricorre il 125° di fondazione. In Diocesi di Trento si contano attualmente oltre 600 appartenenti a 20 istituti religiosi maschili, 25 istituti religiosi femminili, 2 monasteri claustrali, 9 istituti secolari e 9 associazioni di consacrati.

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

com2feb_consacrati

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Fondazione Bruno Kessler) – La relazione complessa nelle società contemporanee tra religione e innovazione – intesa come innovazione sociale, politica, giuridica e scientifico-tecnologica – è il filo rosso che percorre il calendario degli eventi 2017 organizzati dal Centro per le Scienze Religiose (Isr) della Fondazione Bruno Kessler (Fbk) e presentati oggi dal direttore Marco Ventura.

In linea con tale missione, il Centro Isr promuove oltre 20 eventi dedicati non solo alla comunità scientifica, ma anche ad un pubblico ampio non necessariamente specialistico, al fine di promuovere uno scambio fruttuoso di opinioni e idee su tematiche spesso attuali e di divenire un luogo di incontro che favorisca la crescita di tutta la comunità. Tra gli appuntamenti di maggior rilievo spiccano iniziative internazionali quali il convegno “Arguing religion – Disagreement, Recognition, and the Reach of Argumentative Debate” in cui oltre venti esperti provenienti da tutto il mondo discuteranno sugli approcci argomentativi ai disaccordi religiosi. L’evento promosso in collaborazione con la Alexander-von-Humboldt-Universität di Berlino e la Albert-Ludwigs-Universität di Friburgo si terrà a Trento dal 6 all’8 giugno 2017.

Il workshop “Traditions and traditionalisms” – Tradizionalismi politici negli Stati Uniti e in Russia (il 12 e 13 giugno 2017) in collaborazione con l’Università di Innsbruck intende invece studiare le nozioni di “tradizione” e di “tradizionalismo” in Occidente (soprattutto negli Stati Uniti) alla luce dei recenti sviluppi nella dottrina sociale della Chiesa ortodossa russa. Tali nozioni di tradizione sono complesse e a volte concorrenti ed è per questo che la comparazione può contribuire a illuminare nuovi aspetti e a coglierne le implicazioni geo-strategiche per il dialogo tra Trump e Putin. Dell’Innovazione nell’Islam contemporaneo parlerà invece la professoressa Gudrun Krämer (Freie Universität Berlin, Dipartimento di Islamistica) in una lezione pubblica sulla percezione ambivalente dell’innovazione tecnologica e sociale all’interno delle comunità islamiche contemporanee. La conferenza che si terrà il 18 maggio 2017 è aperta al pubblico e prevede ampio spazio per la discussione.

Infine la seconda “Zordan Lecture”, in autunno, sarà dedicata al tema credenti e non credenti. La Lecture è stata istituita in memoria di Davide Zordan, ricercatore del Centro Isr, mancato nel 2015, e con cadenza annuale tratta il ruolo della teologia in una società secolare. Ospite dell’edizione 2017 sarà il prof. Anthony Carroll (University of London) che affronterà il tema del dialogo tra i credenti e gli scettici, esaminando alcune delle principali questioni che sono in gioco in una delle relazioni più importanti per chi professa una fede oggi. Tra le principali tematiche di attualità trattate negli altri eventi ricordiamo: le possibilità scientifiche e implicazioni etiche, legali e sociali agli interventi sul genoma umano; la decostruzione di stereotipi e pregiudizi nei confronti di rifugiati e migranti; l’innovazione nelle religioni digitali; e infine le tensioni fra l’identità religioso-filosofica e quella collegata all’orientamento sessuale negli ambienti di lavoro.

Gli appuntamenti sono stati illustrati dal direttore del Centro Marco Ventura il quale ha sottolineato come: «Tra le varie attività previste per il 2017 dal Centro ISR, gli eventi hanno un ruolo particolarmente significativo: essi intendono portare a Trento i testimoni dei mutamenti religiosi e intendono portare Trento nel mondo della religione che cambia». Il Centro ISR si pone infatti l’obiettivo ambizioso di rispondere alle sfide della diversità religiosa contemporanea attraverso quattro le linee di ricerca che intendono esplorare le manifestazioni della religione e della spiritualità contemporanea e la loro interazione con l’innovazione nella società, nella scienza e nell’economia:

  • Conflitti
  • Valori, scienza e tecnologia
  • Testi, dottrine e tradizioni
  • Spiritualità e stili di vita

«Gli appuntamenti del 2017 sono promossi in collaborazione con Università e Istituzioni europee e internazionali che in molti casi finanziano le iniziative – ha ricordato in chiusura il direttore Ventura – e tali eventi intendono proporre non soltanto un contributo analitico e interpretativo, ma anche un contributo propositivo e sperimentale teso a migliorare il rapporto tra religione e innovazione».

 

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

170202-CS-Conf-Stampa-Eventi-ISR

 

 

 

 

 

 

In allegato i documenti contenuti nel comunicato stampa:

Presentazione_Centro_Def

 

2017 02 02 SLIDE

 

Presentazione_eventi_cronologiciDEF

 

 

 

 

 

 

Nella foto in Home page: Marco Ventura, direttore Isr-Fbk (da comunicato stampa )

 

 

 

 

(Pagina 809 di 863)