OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Tra i meriti che vanno riconosciuti al sistema frutticolo trentino c’è certamente quello di avere attivato fin dagli anni novanta, con largo anticipo rispetto ad altre regioni ed alle stesse direttive europee in materia, il controllo funzionale e la regolazione delle macchine per la distribuzione dei prodotti fitosanitari. Il controllo delle irroratrici (circa 9.000 quelle operanti sul territorio provinciale, 5.400 delle quali atomizzatori per il trattamento delle colture arboree) può essere effettuato solamente da officine meccaniche autorizzate dalla Provincia (7 quelle attualmente riconosciute) in quanto è richiesta una preparazione specifica del personale e un’apposita strumentazione.

Una direttiva comunitaria (2009/128(Ce), in attuazione della quale il governo ha approvato il Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (pan) impone, pena sanzioni, che entro il 26 novembre 2016 le attrezzature per l’applicazione di pesticidi siano state ispezionate almeno una volta e che, dopo tale data, possano essere impiegate per uso professionale soltanto quelle ispezionate con esito positivo. Del problema se ne è parlato recentemente in due riunioni convocate dal Ministero delle politiche agricole nelle quali si è convenuto che siano le Regioni a decidere in quali circostanze comminare le sanzioni agli inadempienti.

Come ci si regolerà in Trentino? Lo spiega la delibera approvata stamane dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore all’agricoltura Michele Dallapiccola. “In Trentino – spiega l’assessore – possiamo dire di avere una situazione ottimale, con oltre il 70 % di attrezzature controllate, percentuale che si eleva di molto se consideriamo che nel parco macchine complessivo sono comprese anche le attrezzature nuove per le quali il controllo può essere effettuato entro cinque anni dall’acquisto, a fronte di una situazione a livello nazionale che indica una percentuale di macchine controllate che non supera il 30 %”.

In riferimento all’applicazione delle eventuali sanzioni (da 500 a 2.000 euro) a cui potrebbero aggiungersi anche riduzioni negli aiuti previsti dal PSR sulle misure agro-climatico-ambientali, la Provincia autonoma di Trento ha deciso di attivare una delle due opzioni proposte dal Mipaf, quella che consiste nella non applicazione della sanzione o della decurtazione degli aiuti comunitari per le aziende che sottopongono le proprie attrezzature al controllo funzionale dopo il 26 novembre 2016 ma comunque prima del loro effettivo utilizzo per l’effettuazione di qualsiasi trattamento fitosanitario o erbicida.

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Gruppo parlamentare Democrazia solidale-Centro democratico) – “Noto che anche nel Pd – da ultimo nelle interviste di Dario Franceschini e di Graziano Delrio – si torna a ragionare di coalizioni. Bene. Noi abbiamo la cultura delle coalizioni nel nostro Dna e per questo abbiamo tra l’altro depositato una proposta di legge elettorale in questa direzione. Le coalizioni si basano però su due pilastri: unità di visione e pluralismo di culture politiche.

Una coalizione che punti a recuperare la fiducia degli italiani in questa fase così drammaticamente difficile per il Paese e per l’Europa, non può dunque limitarsi a riproporre solo gli assetti esistenti oggi in Parlamento. Tocca ad ogni area politica – compresa quella convenzionalmente ma ormai inadeguatamente definita come ‘centro’ – rigenerare idee, proposte, linguaggi, legami di rappresentanza con la società e classe dirigente”. Lo dichiara l’on. Lorenzo Dellai, Presidente di Democrazia Solidale.

 

 

 

 

 

Foto: da sito Camera Deputati

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – “Anche quest’anno abbiamo mantenuto costanti le risorse per le borse di studio degli studenti di ambito sanitario, confermando il finanziamento fatto negli anni passati, pari a 541.000 euro – commenta l’assessore Luca Zeni – proprio perché riteniamo prioritario investire nel capitale umano rappresentato dai giovani iscritti all’università”. La deliberazione assunta oggi dalla Giunta provinciale, su proposta dell’assessore alla salute e politiche sociali Zeni, assegna infatti all’Opera universitaria 381.000 euro per il finanziamento delle borse di studio 2016/2017 a favore degli studenti iscritti a corsi universitari sanitari e altri 160.000 euro per le borse di studio 2016/2017 per gli studenti dei corsi per operatore socio-sanitario.

Lo scorso anno sono state presentate 226 domande da parte di studenti dei corsi di laurea con 148 (66%) studenti risultati idonei e beneficiari dell’intervento, mentre per i corsi Oss 130 domande con 120 studenti risultati idonei. Le risorse impegnate con la deliberazione approvata oggi sono già programmate nell’ambito del Piano triennale della formazione degli operatori del sistema sanitario provinciale 2014/17. Qualora queste risorse non fossero sufficienti per far fronte alle domande risultate idonee, verrà predisposta una graduatoria partendo da quelle con coefficiente Icef più basso.

Anche quest’anno la Giunta provinciale ha deciso di avvalersi dell’Opera Universitaria di Trento per l’emanazione dei due bandi di concorso per l’erogazione delle borse di studio relative all’anno accademico 2016/2017, uno a favore degli studenti iscritti ai corsi di laurea triennale o magistrale biennale delle professioni sanitarie e al corso di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, l’altro a favore degli studenti iscritti ai corsi professionali per operatori socio-sanitari attivati in provincia di Trento e gestiti dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari, dall’Opera Armida Barelli (con esclusione del percorso di formazione quadriennale) o dalla Fondazione Demarchi, oppure fuori provincia purché tali corsi siano autorizzati dalle rispettive Regioni e siano stati attivati ai sensi dell’Accordo Stato-Regioni del 2001, che prevede una durata annuale non inferiore alle 1.000 ore di formazione.

Il bando di concorso per gli studenti dei corsi di laurea dovrà contenere le seguenti condizioni:

possono presentare domanda gli studenti residenti in provincia di Trento dalla data di inizio del corso universitario frequentato purché non fruiscano di analoghe provvidenze;
gli iscritti sono ammessi per il completamento di un solo corso per ciascun livello di laurea, cioè di un ciclo di studi dall’inizio sino al conseguimento di un titolo;
l’importo delle borse di studio deve essere calcolato con i criteri per la valutazione della condizione economica dei richiedenti;
per quanto riguarda il merito gli studenti devono risultare iscritti per la prima volta ad un anno del corso per il quale è richiesto il beneficio, mentre gli iscritti ad anni successivi al primo devono aver conseguito un numero di crediti preciso;
i limiti delle borse di studio sono i seguenti: per gli studenti in sede, ovvero residenti in luoghi che permettono di raggiungere quotidianamente la sede del corso di studi prescelta: da un minimo di 1.250 a un massimo di 2.500 euro; per gli studenti fuori sede, cioè residenti in Comuni che non permettono di raggiungere quotidianamente la sede del corso purché prendano alloggio in un Comune in sede con contratto registrato, da un minimo di 2.350 a un massimo di 5.000 euro; in caso non producano la documentazione del contratto da un minimo di 1.350 a un massimo di 2.700 euro.

Il bando di concorso per gli studenti dei corsi per operatore socio-sanitario dovrà contenere le seguenti condizioni:

possono presentare domanda gli studenti residenti in provincia di Trento dalla data di inizio del corso universitario frequentato purché non fruiscano di analoghe provvidenze;

l’importo delle borse di studio sarà calcolato con i criteri della valutazione della condizione economica dei richiedenti che vengono utilizzati per l’assegnazione delle borse di studio agli studenti dei corsi universitari sanitari;

nel caso le risorse non fossero sufficienti, verrà predisposta una graduatoria applicando nell’assegnazione delle borse il criterio della condizione economica più disagiata;

il merito richiesto per l’accesso alla borsa di studio è l’ammissione al ciclo successivo, mentre per gli studenti del secondo anno è il superamento dell’esame finale di qualifica, comunque riferito al biennio formativo di riferimento. Deroghe sono previste per i casi di gravidanza o per malattia;

Il limite minimo delle borse di studio è fissato in 500,00 euro, mentre il limite massimo è quantificato in 1.200,00 euro.

I bandi saranno disponibili sul sito dell’Opera Universitaria www.operauni.tn.it.

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Filippo Degasperi) – «La stampa dei giorni scorsi riportava un caso di “parto in ambulanza”, protagonista una madre giudicariese. Per farla breve, la potentissima e modernissima flotta di elicotteri in dotazione all’azienda sanitaria non è stata in grado di raggiungere le Giudicarie, si suppone a causa del maltempo. Come spesso accade, ad intervenire ci ha pensato un’ambulanza dei volontari della croce rossa che ha portato la gestante prima a Tione e quindi a Trento. Solo che i chilometri erano tanti, la strada disagevole, i tempi di percorrenza lunghi e così la neomamma ha dovuto partorire con notevole sofferenza personale prima di raggiungere il Santa Chiara. Viene da pensare che siano da rivedere non solo l’impianto delle “riforme a senso unico” del trio Rossi, Bordon, Zeni ma anche le procedure implementate sul campo, dato che è evidente che un parto in ospedale (anche in quello di “potenziato” di Tione), seppur senza anestesista, è certamente più sicuro di uno a bordo strada.

Questa vicenda porta alla luce una volta di più le disfunzioni introdotte con la chiusura dei cosiddetti “punti nascita periferici”. Che peraltro sono “periferici” solo per chi vive a Trento e a Rovereto. Si è spesso detto che il potenziamento dell’elisoccorso avrebbe permesso interventi rapidi e sicuri, tali da garantire il diritto alla salute dei pazienti delle valli. Come dimostrano bene i fatti descritti sopra però, gli elicotteri non sono però sempre in grado di alzarsi in volo, a volte restano a terra anche in situazioni meteo non proibitive. Quando ciò accade si deve intervenire con mezzi tradizionali, e qui lo svantaggio per i trentini delle valli è evidentissimo perché devono scontare sulla loro pelle la distanza che li separa dal capoluogo.

Come M5S ci siamo occupati speso di questi temi, da ultimo con un’ interrogazione con cui chiedevamo conto dei mezzi a disposizione dell’Apss in gestione a Trentino Emergenza. Dalla risposta fornita dall’assessore Zeni risulta che dal 2013 al 2015 non sono stati acquisti di nuovi mezzi mentre le spese di manutenzione per l’importante flotta di veicoli sono state piuttosto ingenti. Insomma i mezzi servono, invecchiano, non si sostituiscono e si spende tanto per ripararli. I problemi che ci si poteva attendere ci sono dunque tutti, aggravati da un’impostazione pervicacemente centrata sul potenziamento del costosissimo elisoccorso a prescindere dal fatto che questo mezzo non sia sempre utilizzabile. Chiediamo una volta di più che la Pat prenda atto della realtà e cambi registro, salvo che l’attuale situazione non sia il modo di qualcuno per realizzare il motto biblico “Partorirai con dolore!” a scapito delle donne delle valli!».

 

 

 

 

 

 

In allegato interrogazione e risposta:

 

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Foto: archivio Pat

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Fondazione Mach) – Parte ufficialmente oggi la prima edizione del corso per mastro apicoltore organizzato dalla Fondazione Edmund Mach. Primo per vastità e con docenti da tutta Italia, si svolgerà fino a dicembre presso il campus di San Michele. Ieri è stata la volta dell’open day con la presentazione del piano di didattico e il seminario sull’apicoltura tenuto da Antonio Belletti. L’iniziativa formativa professionalizzante della durata di 608 ore per divenire apicoltori professionisti, è promossa dal Centro Istruzione e Formazione e dal Centro di Trasferimento Tecnologico, e può contare su una rete di soggetti partner molto qualificata. Durante il corso saranno affrontati aspetti teorici e pratici legati al mondo delle api e dell’apicoltura, dalla biologia delle api, alla storia dell’apicoltura alle problematiche burocratiche e di marketing. Per chi volesse seguire i singoli moduli c’è ancora la possibilità di iscriversi.

Tra i partner ci sono le principali istituzioni, gruppi di ricerca e realtà produttive nel campo dell’apicoltura in Italia. Tra queste figurano Agripharma, Apicoltura Metalori, Associazione Apicoltori Valle di Sole, Pejo e Rabbi, Associazione Apicoltori in Vallagarina e Leochimica srl. Il corso si compone di nove moduli per un totale di 402 ore di lezione frontale e 126 di attività pratico laboratoriali internamente a Fem. A queste seguiranno 80 ore di attività pratiche presso i partner professionali dell’iniziativa per complessive 608 ore. Ieri si è svolto l’open day unitamente al seminario tenuto dall’apicoltore Antonio Belletti. “Il trend di questi ultimi anni – ha spiegato Belletti- ha portato ad una diminuzione del numero complessivo di apicoltori e un aumento delle aziende professionali ad indirizzo apistico sostenute da un programma di sviluppo rurale che definisce come prioritari requisiti quali biodiversità e sostenibilità. Entrando ancor più nello specifico si osserva come le aziende professionali stanno avendo un ricambio generazionale e sono condotte da giovani con propensione all’investimento e alla multifunzionalità con particolare attenzione alla produzione al servizio di impollinazione e all’apiterapia”. Si è parlato poi di patologie e tecniche apistiche.

 

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Codacons) – Il caso dei biglietti dei concerti di Ed Sheeran a Torino, andati a ruba in pochi secondi per poi comparire a prezzi maggiorati sui siti di secondary ticketing, finisce all’attenzione della Procura della Repubblica di Torino.Il Codacons presenterà infatti oggi una denuncia alla magistratura chiedendo di aprire una apposita indagine sulla vicenda. “Ancora una volta il bagarinaggio online ha avuto la meglio su migliaia e migliaia di utenti che hanno provato ad acquistare un biglietto per lo spettacolo dell’artista a Torino – spiega il presidente Carlo Rienzi – oggi gli stessi biglietti sono venduti sui siti secondari a prezzi astronomici, che raggiungono quota 525 euro.

Una partica illecita già al vaglio della Procura di Milano, che indaga sul caso del concerto dei Coldplay proprio a seguito di esposto Codacons”. “Abbiamo deciso di investire della questione anche la Procura di Torino, affinché apra una analoga indagine in merito ai concerti di Ed Sheeran al Pala Alpitour del 16 e 17 marzo, affinché accerti condotte illegali e le relative responsabilità” – conclude Rienzi.

 

 

 

 

 

Foto: immagine tratta da video YouTube

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(Sourse: Onu Italia) – As European Union Heads of State or Government gather in Malta to discuss new measures targeting migration movements, including increased cooperation with Libya, a group of United Nations human rights experts* warn the Eu against supporting a system in which migrants are pushed back to places where they may be at risk of torture, and cruel, inhuman or degrading treatment. Proposals on the table include capacity-building and training of the Libyan coast guards in search and rescue operations, enhanced border control and prevention of new migration routes through enhanced cooperation with North African States. “The Eu expresses its concern about the loss of life at sea, and we commend any action directed at saving lives. However, we are highly concerned that by agreeing to a deal with Libya, whereby migrants trying to flee human rights violations are being pushed back to those same conditions, the principle of non-refoulement will be violated.

Any engagement with third countries needs to be in line with international human rights standards. The Eu member states cannot balk from their responsibility and are accountable for any human rights violation under such an agreement. By going ahead with this idea, the Eu has all but declared Libya a “safe third country”. Limiting departures from the Libyan coast simply means accepting and legitimizing the human suffering prevailing in Libya and pushing people back to conditions where migrants suffer arbitrary detention, torture, ill-treatment, unlawful killings, trafficking and enforced disappearance. Migrants in Libya are exploited as free labor and vulnerable to other forms of contemporary slavery; migrant women are at risk of rape and other sexual violence. The Libyan detention centers are severely overcrowded, without access to toilets or washing facilities, ventilation, food or clean water and they have no access to a legal process, lawyers or judicial authorities.

It is vital that the Eu expands the resources committed to providing assistance to migrants in distress at sea. These operations must allow migrants to disembark immediately at the nearest port where their lives and freedoms would not be threatened, providing them with information, offering care and support, processing their asylum claims equitably. From what we know on the conditions in Libya, this country cannot be a port of disembarkation. As for proposals on increasing the assisted voluntary returns projects from Libya to be discussed at the Malta Summit, we are concerned that migrants with specific protection needs, such as women, children, elderly, those with disabilities, the sick and victims of trafficking, may be easily overlooked, as no meaningful individual assessment can be carried out in Libya. If the only option on the table is to continue to live in a cell in Libya or returning to the country of origin, this cannot continue to be called voluntary return.

Cooperation measures to be discussed with Algeria, Tunisia, Libya and Egypt focus almost solely on the fight against smuggling operations, securisation of borders and the prevention of new migration routes. European countries must offer safe, regular, affordable and accessible channels for mobility. It is the only way that European countries will regain full control of their borders and stay ahead of the curve. Increased securitisation and closing of borders only works to increase the suffering of those arriving at Europe’s borders and push them into the hands of smuggling rings. In the absence of any safe mobility options, fighting smuggling is a red herring. If one wants to disrupt the smuggler’s business model, one must take over the mobility market.”

EU Head of States will discuss provisions concerning migration cooperation with North African States – Libya, Egypt, Tunisia and Algeria –  at the informal Malta Summit. The key provisions to be discussed concern readmission, enhanced border control and prevention of new migration routes. The support to Libya is part of the EU’s Seahorse Mediterranean Network which aims at strengthening border authorities of the North African countries, to ‘enhance the situational awareness of the North African countries’ on irregular migration flows and  trafficking taking place in their territories (in particular in the coastal regions and territorial waters) and ‘to reinforce their reaction capacity’. The proposed actions comprise the provision of financial and material support and the delivery of capacity-building to Libyan Coast Guards, with the objective of enabling the Libyan authorities to perform search and rescue operations, with the consequent disembarkation of intercepted migrants on the Libyan coast. The support to the Libyan Coast Guard would see an increase in funding of 3.2 Million Euros. The Special Rapporteur on the human rights of migrants reiterates the key messages of his 2015 report on the management of the external borders of the EU and its impact on the human rights of migrants.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Codacons) – Se l’Italia sarà multata dall’Europa per il mancato rispetto delle norme sulla qualità dell’aria, ci rivolgeremo a tutte le Corti dei Conti regionali chiedendo che la sanzione venga pagata di tasca propria direttamente dai sindaci e dagli amministratori locali. Lo afferma il Codacons, in relazione alle procedure di infrazione aperte da Bruxelles nei confronti del nostro paese per lo sforamento dei limiti minimi di biossido di azoto e di Pm10 contenuti nell’atmosfera, e che potrebbero portare ad una maxi-multa fino ad 1 miliardo di euro.

“Sono anni che denunciamo in Procura le amministrazioni locali per il costante superamento dei limiti relativi allo smog e per l’inerzia dimostrata in tema di inquinamento – spiega il presidente Carlo Rienzi – Se dovesse arrivare una multa dall’Europa, per i cittadini vi sarebbe oltre al danno la beffa: l’importo della sanzione verrebbe infatti scaricato sulla collettività, a fronte di una qualità dell’aria sempre peggiore”. “Per tale motivo chiederemo a tutte le Corti dei Conti di agire nei confronti degli amministratori locali di quei comuni che superano i limiti di inquinamento, affinché qualsiasi multa sia pagata direttamente da sindaci e assessori con i loro beni personali, e non dai cittadini” – conclude Rienzi.

 

 

 

Foto: archivio Pat

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Comune Trento) – E’ previsto lunedì 6 febbraio l’inizio dei lavori di riqualificazione di via Madruzzo, sul lato a ovest dell’incrocio con via Giusti e via Rosmini, ovvero all’entrata del cimitero monumentale di Trento. Il 7 novembre scorso era iniziato l’intervento sul lato est, in corrispondenza della fermata dell’autobus, che sarà terminato nell’arco di un paio di settimane. Solo la   messa a dimora delle nuove magnolie è stata programmata per la primavera, quando le temperature saranno meno rigide. Entro metà febbraio sarà quindi ripristinata la fermata dell’autobus in direzione nord e sarà nuovamente disponibile l’area pedonale circostante, oggi ancora transennata.

I lavori su via Madruzzo hanno come obiettivo la riqualificazione dell’asse storico che parte dai Tre Portoni in via Santa Croce e raggiunge Palazzo delle Albere. Il progetto mira a favorire la leggibilità urbana di un percorso che, dopo l’apertura del sottopasso alla ferrovia, è diventato il collegamento pedonale preferenziale tra la città e l’area delle Albere e il Muse.

La riqualificazione dell’arredo urbano in prossimità degli uffici del Servizio Funerario pertanto prevede la sistemazione della piazza a nord dell’edificio che fu Casa dei Frati custodi, attualmente occupata a parcheggio. La piazza di forma regolare antistante all’edificio sarà portata alla quota marciapiede con pavimentazione in lastre di porfido del Trentino a larghezze alternate. Le piastre che segnano la prosecuzione dei due marciapiedi a ovest saranno in verdello e rosso Trento alternati. Saranno quindi piantati nuovi alberi per prolungare il viale verso est.

E’ stata inoltre prevista la collocazione di una rastrelliera per le biciclette del bike sharing e–motion. Sarà sistemato quindi il tratto di viale tra gli ingressi al cimitero e l’attuale stanga di chiusura: è prevista la sistemazione del marciapiede nord in pietra e la realizzazione di quello a sud, insieme alla nuova pavimentazione stradale in cubetti. A completamento dei lavori della zona, è stato inoltre finanziato il progetto esecutivo per la riqualificazione del tratto ovest della sede stradale di via Madruzzo.

Si tratta del proseguimento della pavimentazione in cubetti della strada fino al sottopasso della ferrovia in prossimità di palazzo delle Albere. L’intervento sarà realizzato in concomitanza con gli scavi necessari per i sottoservizi per il tempio crematorio previsto a ovest del cimitero. Il progetto è stato elaborato dall’architetto Anna Bruschetti (Servizio Edilizia Pubblica) e dall’architetto Stefano Endrizzi (libero professionista).

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

via madruzzo

 

 

 

 

Foto: da sito Comune Trento

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Istat) – Ogni anno, l’Istat rivede l’elenco dei prodotti che compongono il paniere di riferimento della rilevazione dei prezzi al consumo finalizzata alla misura dell’inflazione. L’aggiornamento tiene conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie e in alcuni casi arricchisce la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati. Nel paniere utilizzato nel 2017 per il calcolo degli indici Nic (per l’intera collettività nazionale) e Foi (per le famiglie di operai e impiegati) figurano 1.481 prodotti elementari (1.476 nel 2016), raggruppati in 920 prodotti, a loro volta raccolti in 405 aggregati. Per il calcolo dell’indice Ipac (armonizzato a livello europeo) viene invece impiegato un paniere di 1.498 prodotti elementari (1.484 nel 2016), raggruppati in 923 prodotti e 409 aggregati.

 

 

In allegato la tabella grafica contenuta nel comunicato stampa:

 

Nel 2017 entrano nel paniere 12 nuovi beni e servizi: i Preparati di carne da cuocere, i Preparati vegetariani e/o vegani, i Centrifugati di frutta e/o verdura al bar, la Birra artigianale, gli Smartwatch, i Dispositivi da polso per attività sportive, le Soundbar (barre amplificatrici di suoni), l’Action camera, le Cartucce a getto d’inchiostro, le Asciugatrici, le Centrifughe e i Servizi assicurativi connessi all’abitazione. Escono dal paniere le Videocamere tradizionali (sostituite dall’Action camera).

Nel complesso, le quotazioni di prezzo rilevate ogni mese per la stima dell’inflazione sono circa 706.500, di cui più di 493.000 raccolte sul territorio dagli Uffici comunali di statistica e, oltre 137.500 centralmente dall’Istat. Le restanti 76.000 quotazioni provengono dalla base dati dei prezzi dei carburanti del Ministero dello Sviluppo economico.Come nel 2016 sono 80 i comuni che contribuiscono alla stima dell’inflazione per il paniere completo; la copertura territoriale dell’indagine è pari all’83,7% in termini di popolazione provinciale.

 

 

 

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

Paniere-prezzi-al-consumo2017
(Pagina 808 di 863)