OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Più posti sui treni, a disposizione di cittadini e turisti, per trasportare le biciclette nel periodo estivo. Questo l’obiettivo della richiesta fatta congiuntamente dall’assessore della Provincia autonoma di Trento Mauro Gilmozzi e l’assessora della Regione Veneto Elisa De Berti a Trenitalia. L’integrazione è stata richiesta per il periodo tra giugno e settembre sui treni regionali e regionali veloci sulla tratta Bolzano-Trento-Verona. “Trenitalia – spiega l’assessore Gilmozzi – ha, nel contratto di servizio con la Provincia, l’impegno alla messa a disposizione di treni che sempre dispongano di posti bici. Anche il rinnovo della flotta operante sul territorio regionale è stato attuato in linea con questa visione. In particolare i 6 nuovi treni Jazz hanno una capacità di 20 posti bici in ogni periodo dell’anno, estendibile a 30 durante il periodo estivo”.

I servizi ferroviari offerti sulla tratta Bolzano Trento Verona appartengono per la tratta Bolzano-Trento alla Provincia di Bolzano, e per la tratta Trento-Verona alla Provincia di Trento, che hanno in corso i rispettivi contratti di servizio sino al 2024 con Trenitalia. Sulla linea Bolzano – Trento – Verona Porta Nuova viene effettuato un servizio cadenzato di treni regionali con collegamenti ogni 60 minuti, a cui si aggiunge il servizio dei treni regionali veloci, due volte ogni ora.

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Offerta bici
L’offerta bici sulla tratta Bolzano-Trento-Verona interessa 46 treni regionali e regionali veloci nei giorni feriali e 28 nei giorni festivi. Nei giorni feriali sono quindi 830 i posti bici a disposizione dei ciclisti, 500 nei giorni festivi.

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Tariffe biciclette
Ogni viaggiatore può trasportare una sola bicicletta, di dimensioni non superiori ai due metri, acquistando il supplemento bici valido 24 ore. In alternativa può acquistare un altro biglietto di corsa semplice di seconda classe. Per viaggi all’interno della provincia di Trento il trasporto della bici ha un costo di 2 euro per ogni viaggio di corsa semplice, fatti salvi i casi di gratuità previsti da particolari tariffe.

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Source: Eurostat) – In December 2016 compared with November 2016, the seasonally adjusted volume of retail trade fell by 0.3% in the euro area (EA19) and by 0.8% in the EU28, according to estimates from Eurostat, the statistical office of the European Union. In November the retail trade volume decreased by 0.6% in the euro area and by 0.1% in the EU28. In December 2016 compared with December 2015 the calendar adjusted retail sales index increased by 1.1% in the euro area and by 2.3% in the EU28.

The average retail trade for the year 2016, compared with 2015, rose by 1.8% in the euro area and by 2.8% in the EU28. Monthly comparison by retail sector and by Member State The 0.3% decrease in the volume of retail trade in the euro area in December 2016, compared with November 2016, is due to falls of 1.1% for automotive fuel and of 0.4% for “Food, drinks and tobacco”, while non-food products remained stable. In the EU28, the 0.8% decrease in the volume of retail trade is due to falls of 1.0% for non-food products, of 0.8% for automotive fuel and of 0.6% for “Food, drinks and tobacco”.

 

 

Enclosed the graphic table contained in the press release:


Among Member States for which data are available, the largest decreases in the total retail trade volume were observed in Finland (-3.2%), the United Kingdom (-2.8%), Ireland and Sweden (both -2.7%), while the highest increases were registered in Luxembourg (+1.9%), Belgium (+1.1%) and France (+0.8%). Annual comparison by retail sector and by Member State.

The 1.1% increase in the volume of retail trade in the euro area in December 2016, compared with December 2015, is due to rises of 2.1% for non-food products and of 0.7% for “Food, drinks and tobacco”, while automotive fuel fell by 0.9%. In the EU28, the 2.3% increase in retail trade volume is due to rises of 3.3% for non-food products, of 1.4% for “Food, drinks and tobacco” and of 0.3% for automotive fuel.

Among Member States for which data are available, the highest increases in the total retail trade volume were observed in Luxembourg (+14.7%), Slovenia (+10.1%), Romania (+7.9%) and the United Kingdom (+6.6%), while decreases were observed in Finland (-2.2%), Germany (-1.1%), Denmark and Austria (both -1.0%) as well as Malta (-0.7%).

 

 

 

Enclosed is the document contained in the press release:

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Ministero della Giustizia) – Saranno 348 i nuovi magistrati che entro la fine del mese inizieranno il tirocinio negli uffici giudiziari e saranno destinati a coprire parte delle carenze di organico nelle sedi con maggiori scoperture. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha infatti firmato il decreto di nomina dei vincitori dell’ultimo concorso per magistrato ordinario, indetto con D.M. 5 novembre 2014.

La graduatoria era stata approvata il 5 dicembre scorso e successivamente inserita, su richiesta del Guardasigilli, fra le proposte prioritarie da finanziare mediante il riparto del Fondo istituito dalla Legge di Bilancio 2017. Nei giorni scorsi, infine, il via libera del Consiglio Superiore della Magistratura.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Le domande delle aziende zootecniche per accedere al contributo previsto dalla legge provinciale sull’agricoltura a copertura delle spese per l’organizzazione e la partecipazione a concorsi, fiere e mostre zootecniche che si svolgeranno nel 2017 dovranno essere presentate entro un mese. E’ quanto stabilisce una delibera approvata stamane dalla giunta provinciale su proposta dell’assessore all’agricoltura Michele Dallapiccola. Il provvedimento, che detta i criteri per la concessione di tali aiuti, recepisce i nuovi orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato.

Le spese ammesse a contributo sono quelle di iscrizione, spese di viaggio e trasporto degli animali, per pubblicazione e avvisi, affitto dei locali e stand espositivi, premi fino ad un valore di 1.000 euro per premio e vincitore. L’entità del contributo provinciale copre il 100% della spesa ammessa.

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Provincia autonoma Bolzano) – I nove musei gestiti dall’Azienda “Musei provinciali” hanno chiuso il 2016 con oltre 835.000 ingressi complessivi e una crescita di pubblico del 7%. I Musei provinciali hanno registrato una crescita record dei visitatori nel 2016. Non solo mostre, ma anche attività pensate per trasmettere i contenuti del museo ai diversi destinatari, con una particolare attenzione a chi vive in provincia di Bolzano e a famiglie, bambini e giovani. E poi ricerca sugli oggetti e cura delle collezioni – in crescita anche grazie ai fondi per la ricerca di Provincia e Euregio – che danno vita spesso a pubblicazioni scientifiche e convegni, collaborazioni con altre istituzioni culturali, scuole e col territorio.

Queste caratteristiche assegnano ai musei che la Provincia autonoma di Bolzano gestisce attraverso l’Azienda “Musei provinciali” un ruolo guida in campo museale in Alto Adige, facendone centri di competenza per il lavoro in questo settore. Ruolo riconosciuto anche dal pubblico: i nove musei provinciali (su 15 sedi) hanno infatti chiuso il 2016 attirando 835.915 visitatori, numeri che, con una crescita in termini assoluti di 52.350 unità, migliorano del 7% circa quelli del 2015 e sono più elevati anche degli anni precedenti.

“Tra il pubblico dei musei crescono le persone che vivono il Alto Adige, le famiglie e i giovani,” spiega l’assessore provinciale ai Musei Florian Mussner, “il che ci riempie di soddisfazione, in quanto raggiungere questi gruppi è tra gli obiettivi più importanti del nostro lavoro museale”. Ecco il dettaglio degli ingressi 2016 nei musei provinciali: Museo Archeologico dell’Alto Adige 275.226; Touriseum 203.445; Museo provinciale delle miniere, suddiviso in cinque sedi, 103.522; Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige 86.744; Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano Castel Tirolo 75.908; Museo provinciale degli usi e costumi, Museo provinciale della caccia e della pesca Castel Wolfsthurn e Museo provinciale del vino, riuniti in un’unica direzione, 60.633; Museum Ladin, con le due sedi Ciastel de Tor e Ursus ladinicus, 30.437. Non sono considerati i numeri relativi al forte di Fortezza, che è entrato a far parte dei musei provinciali solo a partire da inizio 2017.

Il risultato in termini di pubblico, come detto, non basta da solo a sancire l’elevata qualità dell’offerta museale. Inoltre alcune sedi dei musei provinciali sono distanti dai grossi centri e dalle grandi direttrici di traffico. Anche per questo motivo dal 2010 è in atto nei musei provinciali un processo di benchmarking, che permette la raccolta ed elaborazione di una grande quantità di dati e indicatori nell’ottica dello sviluppo qualitativo. A questo proposito, Karin Dalla Torre, direttrice della Ripartizione provinciale Musei e dei Musei provinciali, sottolinea che “per noi è molto importante poter misurare il raggiungimento dei nostri obiettivi formativi e culturali sulla base di criteri significativi. Istanza, questa, che tuttavia rimane interna all’amministrazione, mentre il pubblico nei nostri musei deve semplicemente potersi trovare bene e godere appieno dell’offerta”. E cos’hanno in cantiere per quest’anno i musei provinciali, divenuti bel frattempo, con l’ingresso del forte di Fortezza, dieci? Informazioni al riguardo le fornirà un’apposita brochure in uscita a primavera e contenente il programma con le più importanti iniziative.

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: M5S Comune Trento) – Il classico adagio “tutto fumo, niente arrosto” è il modo migliore per sintetizzare la serata pubblica sulla funivia del Bondone di giovedì 2 febbraio. Una serata che sarebbe dovuta servire a intavolare un discorso con la cittadinanza, intervenuta in modo massiccio, e che avrebbe dovuto quindi portare dati, numeri, tabelle, proposte, spiegazioni. Ma le aspettative, nostre e dei presenti, sono state tristemente disattese. Nessuno dei relatori, dal sindaco all’assessore Stanchina al consigliere Maestranzi, fresco di delega sul Bondone, ha saputo entrare nel merito della questione e l’incontro è servito solo a snocciolare una serie disordinata di ipotesi superficiali.

Eppure gli elementi da portare in discussione. Non mancavano, le proposte progettuali presentate nel corso dei decenni sulla funivia Trento-Bondone sono state numerose: si sarebbe potuti partire da qui, dai dati storici, per illustrare i nuovi progetti che l’amministrazione ha in serbo. La discussione è servita invece a elencare cose che si sapevano già, senza fornire alcuna idea programmatica sui temi principali: sul rapporto fra Trento e la sua montagna e sul fantomatico “dossier” a cui è stato fatto riferimento in questi mesi dall’assessore provinciale Gilmozzi e dal consigliere Maestranzi. Nessuna parola è stata spesa, ad esempio, sulla stazione di partenza e su quelle intermedie, quante saranno e dove; se l’impianto sarà affidato a una società pubblica, a Trento Funivie, o a una società a capitale misto pubblico-privato; quali saranno i costi di realizzazione e quelli di gestione, la sostenibilità e quindi le tariffe, per turisti e residenti; i tempi di costruzione stimati… niente di tutto ciò, nessun elemento in più è stato dato ai cittadini. I pochi dati prospettati da Maestranzi – 30 milioni di euro per la costruzione e 1,5 milioni di euro per la gestione – sono stati perfino smentiti da Stanchina.

Ci pare decisamente troppo poco, considerando che un intero anno è stato letteralmente sprecato a non far nulla e che dallo scorso ottobre c’è un consigliere delegato ad occuparsi del progetto. Ad oggi non sappiamo nulla di concreto, salvo i costanti annunci sui giornali, non sappiamo quali saranno i prossimi step, ma entro una settimana tutti i documenti dovrebbero essere pubblicati e messi a disposizione della cittadinanza, come previsto grazie al nostro ordine del giorno approvato l’11 gennaio scorso. Temiamo che il rilancio del Monte Bondone, strettamente legato alla realizzazione della stessa funivia, come ha dichiarato anche Maestranzi, resti anche questa volta uno sterile ritornello elettorale. A nostro avviso il dibattito sulla montagna di Trento merita più rispetto e trasparenza. Questo perlomeno è il nostro obiettivo: proprio in queste ore stiamo depositando un’interrogazione, per chiedere alla Giunta se sia in possesso di tutti le ipotesi progettuali, gli studi e i piani menzionati insistentemente dagli organi di stampa e se intenda pubblicarli, tenendo fede all’impegno di avviare una fase di istruttoria pubblica che consenta una scelta realmente informata e condivisa sul progetto funivia città-Bondone.

 

Consiglieri comunali M5S

Andrea Maschio
Marco Santini
Paolo Negroni

 

 

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

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Foto: Agenzia giornalistica Opinione (© All rights reserved)

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Pierre Moscovici, Commissario europeo agli affari economici e finanziari, giovedì sera ha presentato il suo libro “S’il est minuit en Europe” nella sede della Regione Europea Tirolo-Alto Adige-Trentino di Bruxelles. Si è parlato però molto di attualità, vista la lettera spedita mercoledì sera dal ministro Pier Carlo Padoan a Moscovici ed al collega commissario Valdis Dombrovskis sui conti pubblici italiani.

Moscovici ha spiegato che sui conti pubblici dell’Italia si cercherà una soluzione comune. L’obiettivo è evitare procedure di infrazione. «L’Europa è una cosa troppo seria – questo il pensiero del commissario francese – per lasciarla solo a Francia e Germania. L’Italia è un’economia importante e sarebbe assurdo metterla in un angolo. Ci sono regole da rispettare, ma cercheremo un percorso e una soluzione comune».

Una serata importante, dunque, quella promossa dalla rappresentanza euroregionale e dall’associazione AltreItalie, con una grande partecipazione di pubblico, che ha discusso con il commissario delle sfide e dei pericoli che minacciano oggi l’Unione europea. Andrea Bonanni, moderatore del dibattito, ha richiamato l’attenzione del pubblico sulle soluzioni concrete, indicate dal commissario per affrontare le crisi incombenti (migranti, sfide geopolitiche, crisi economica). Soluzioni realizzabili, ha detto, senza alcuna modifica dei trattati, dunque, un percorso costruito su proposte realistiche. Moscovici si è soffermato anche sulla necessità di colmare le mancanze e le debolezze dell’Europa in un momento di crisi “epocale”.

Moscovici ha aggiunto che la cattiva percezione dei cittadini europei verso le istituzioni e il ruolo della Commissione necessita risposte efficaci capaci di mostrare i risultati raggiunti a livello europeo anche sul piano sociale e della lotta alle diseguaglianze. Il Commissario ha concluso sottolineando che il 2017 è un anno cruciale. Sarà un anno di elezioni in Europa, dunque un periodo durante il quale bisognerà raggiungere un accordo sul futuro dell’Europa. Ha ricordato che la Commissione sta lavorando ad un libro bianco in vista delle celebrazioni dei Trattati di Roma, il 60esimo compleanno del processo di integrazione europea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Claudio Civettini) – Il reparto di cardiologia dell’ospedale di Rovereto – da quanto ci viene segnalato, ma è cosa da verificarsi – sarebbe sotto organico da tempo, precisamente dalla scorsa estate, senza che nessuno istituzionalmente proposto, si sia sentito in dovere di intervenire per una doverosa riorganizzazione e strutturazione. Sia chiaro: il reparto in questione ad oggi, per fortuna, funziona bene, ma essenzialmente grazie ai continui rientri del personale infermieristico, con discutibili turni lavorativi (efficienza!!) e rientri obbligati innanzitutto dalla coscienza, per non mettere in crisi un servizio essenziale. Dato quindi che la carenza di personale dura da tempo, e si sarebbe aggravata in modo serio a partire dal gennaio 2017, si predispone una Interrogazione per sapere – se confermato quanto poc’anzi detto – in che modo l’Amministrazione provinciale intenda risolvere la situazione.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Comunicato stampa 3 02 17- OSPEDALE DI ROVERETO CARDIOLOGIA SOTTO ORGANICO-SI CONFERMA O SI SMENTISCE-QUALI LE CONSEGUENZE

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

Interrogazione 3 02 17- OSPEDALE DI ROVERETO CARDIOLOGIA SOTTO ORGANICO-SI CONFERMA O SI SMENTISCE-QUALI LE CONSEGUENZE

 

 

 

 

 

Foto: archivio Pat

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa comune Rovereto) – Il progetto di partecipazione attiva con l’associazione Italia – Nicaragua onlus che prevede il comodato ad uso gratuito di un’area di proprietà comunale nelle vicinanze delle scuole Ghandi nel quartiere del Brione, da destinare all’avvio del progetto denominato “comun’orto” ha ora lo strumento amministrativo necessario. Nel corso dell’ultima seduta di Giunta è stato infatti approvato lo schema di contratto della durata iniziale di tre anni, con il quale l’associazione assume l’impegno di effettuare una vigilanza e un presidio costante dell’area di proprietà comunale (di circa 600 mq.) al fine di valorizzarla nel suo insieme. Il rapporto di collaborazione avviato con l’associazione Italia Nicaragua onlus e la Cooperativa sociale Girasole onlus, era stato attivato già nel giugno 2016 con l’assegnazione di alcuni terrazzamenti in zona Brione per l’avvio e lo sviluppo dei progetti sociali curati dalle citate associazioni, denominati rispettivamente “comun’orto” e “agricola-mente”.

La Circoscrizione Rovereto nord ha condiviso l’utilizzo di aree verdi di proprietà comunali per l’avvio del progetto nella zona che si estende ora anche al retro delle scuole elementari Ghandi. Si tratta di un’area verde comunicante con il giardino di pertinenza della scuola, già in precedenza oggetto di un intervento di recupero da parte dell’Associazione Orticorti. L’assegnazione dell’area a titolo gratuito è giustificata dall’importanza e dal carattere sociale dell’iniziativa. L’Amministrazione comunale intende infatti promuovere l’utilizzo del patrimonio immobiliare comunale quale leva per l’attività associazionistica del territorio al fine di stimolare e promuovere attività, iniziative e progettualità sociali e di relazione. La delibera con lo schema di contratto è la nr. 14 del 31.1.2017.

 

 

 

 

 

 

Foto: archivio Pat

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Si è svolto questa mattina nella sala Lenzi di Palazzo Trentini l’incontro dei consiglieri provinciali con i vertici di Cassa del Trentino per l’illustrazione delle attività e gli impegni della partecipata della Provincia, spesso al centro di interrogazioni. Il presidente Roberto Nicastro, il vicepresidente Michele Andreaus e il direttore Lorenzo Bertoli hanno presentato una sequenza di slides (allegata) che descrivono nel dettaglio le funzioni della S.p.A., società per la raccolta delle risorse finanziarie da destinare ad investimenti pubblici nel territorio, l’ottimizzazione della gestione della liquidità e l’innovazione del sistema finanziario pubblico provinciale.

L’idea dell’incontro, ha precisato in apertura Andreaus “non nasce per esigenza di trasparenza (“Cdt è una sfera di cristallo”), quanto con la volontà di comunicare nel miglior modo possibile le attività della società e le sue finalità”.

Il presidente Nicastro ha definito Cdt il trait d’union tra le esigenze dei comuni e gli investitori che finanziano il pubblico: è un’azienda finanziaria, dunque piena di numeri, che però potrebbe essere descritta solo con 3: il numero 2 l’8 e il 20. Ecco perché: 2 sono i gradini di rating migliore che Cassa del Trentino ha rispetto allo stato italiano, una cosa più unica che rara. 8 sono i milioni di euro di risparmio che i comuni ottengono annualmente grazie alla mediazione di cassa del Trentino. 20 è il numero di persone che lavorano nella società, una struttura contenuta, visto che nasce per contenere i costi del sistema provinciale. Il rating è legato alla reputazione, quindi la trasparenza è una delle caratteristiche chiave strategiche di Cassa del Trentino.

Il direttore Bertoli è entrato nel merito delle slides chiarendo che Cassa del Trentino opera esclusivamente in ambito territoriale su mandato della Provincia, gestisce ed eroga le risorse e in questo senso è massimamente importante l’ottimizzazione della liquidità (erogazione sui singoli bisogni tempestiva e senza vincoli). Cassa del Trentino ha sostituito pressoché interamente l’indebitamento dei comuni, liberandoli dell’onere dell’interesse sulla spesa corrente e liberandoli dalla gestione di un onere non indifferente. Il punto di forza di Cassa del Trentino è il rating (classificato come A per Finch e A3 per Moody’s), due punti in più rispetto allo Stato, che consente enormi vantaggi. Stimando l’ipotetico costo che i Comuni avrebbero potuto sostenere indebitandosi in via autonoma, la media degli ipotetici tassi è circa del 3,5%. Prudenzialmente considerato il livello di indebitamento raggiunto, possiamo valutare un risparmio sugli oneri finanziari di circa 8 milioni di euro annui. Cassa del Trentino svolge l’attività di provider di indebitamento effettuando operazioni a tasso fisso (non influenzabili da possibili futuri incrementi), minimizzando i rischi con operazioni bilanciate sia sulle scadenze che sui tassi, con una gestione dinamica del funding. La fonte di provvista primaria sono le emissioni e prestiti obbligazionari quotati sui mercati. Il canale BEI, con il quale si è iniziato ad operare dal 2012, è il più economico con tassi più bassi e minori interessi, l’assenza di imposta sostitutiva sul debito e l’assenza di costi di indebitamento per gli Enti locali.

Cassa del Trentino ha assicurato tempestività dei pagamenti ed accresciuto la liquidità del sistema economico provinciale. Nel 2016 i contributi erogati agli Enti locali risultano complessivamente pari a 457,6 milioni di euro.

Infine, Cdt svolge attività di consulenza e di supporto alla Provincia in materia di finanza pubblica e su iniziative strategiche della Pat quali l’attivazione ed il monitoraggio del Fondo Strategico del Trentino-Alto Adige e del Fondo Housing Sociale Trentino, le analisi delle operazioni che vedono il coinvolgimento di capitali privati in sede di Navip (Nucleo di Analisi e Valutazione degli Investimenti Pubblici) ecc. A livello di struttura Cdt ha una professionalità elevatissima, ha aggiunto Bertoli, età media 42 anni, per un costo 1,7 milioni di euro (valore 2015). Tra le prossime sfide c’è la creazione del polo della liquidità (una sorta di cash pooling provinciale), la creazione di nuovi volumi di investimento grazie alle nuove modalità di ricorso al debito e la razionalizzazione delle società Pat.

Sui derivati il direttore ha precisato che quelli stipulati nel 2010 da Cdt svolgono una funzione di copertura del portafoglio di mutui attivi della società, riducendo la volatilità del valore di tale portafoglio. E’ fisiologico, ha aggiunto, che un prodotto derivato di copertura possa registrare una variazione di valore negativa e/o assuma un valore negativo: questo accade perché il valore dell’attività o della passività coperta registra una variazione di segno opposto (un aumento). La variazione del mercato è molto complessa ed è difficile da spiegare, ha concluso. Tuttavia, Cassa del Trentino è “una sfera di cristallo” e questo è fondamentale ai fini della reputazione della società e dunque sulle ricadute della propria attività sul territorio.

Rodolfo Borga ha rivolto alcune domande sui derivati, chiedendo tra l’altro quale sia il vantaggio, aldilà degli 8 milioni di euro di risparmio, di avere Cassa del Trentino. Infine, Borga ha detto che risulta difficile comprendere come Cdt faccia degli utili, ovvero come vengono calcolati e da dove derivano.

Sui derivati Nicastro ha precisato che si tratta di un’operazione di copertura che a suo tempo fu fatta giustamente. Nel 2010 era impossibile andare a prendere quattrini a tasso fisso e costruire strategie che limitassero il rischio futuro: ecco perché si scelse la strada dei derivati, un’operazione di “copertura” che oggi la normativa (sia provinciale che statale) non consente più di fare perché sono operazioni difficili da controllare. Tuttavia in quel momento fu fatta correttamente. Le finalità sono quelle del risparmio e le fonti degli utili sono 2, ha spiegato Bertoli: in sede di bilancio la Provincia stabilisce un tasso d’interesse (aggiornato ogni 6 mesi) e gli utili sono dati dal differenziale che Cdt ottiene sui mercati e dalla capacità di gestione della temporanea liquidità di cassa. La Pat non dà contributi a Cdt se non 205.000 euro annui per l’attività di consulenza per la parte della struttura deputata a quest’attività. Andreaus ha precisato che Cdt è una scelta politica e risponde dunque a scelte politiche.

Walter Kaswalder ha chiesto alcuni chiarimenti sugli utili, quale sia il limite massimo di indebitamento di Cdt e perché non si faccia provvista sul comparto regionale reinvestendo i soldi in Regione, per esempio su Pensaplan, con un circolo virtuoso e ricadute a livello locale.

Andreaus sul discorso degli utili, ha chiarito che quando è nata Cdt c’era un maggior vantaggio fiscale sugli interessi. Dopo il patto di Milano questo vantaggio fiscale si è ridotto. L’indebitamento massimo di Cdt è fissato annualmente dalla Provincia ed attualmente è di 200 milioni di euro. La provvista oggi è all’1,16% e l’obiettivo è minimizzarla il più possibile, ovvero massimizzare il vantaggio ed emettere al costo più basso possibile e per convenienza di mercato non è fattibile reinvestire sul livello locale.

Infine, altre delucidazioni sono state ancora sollecitate da Massimo Fasanelli e da Maurizio Fugatti. Quest’ultimo ha chiesto alcune precisazioni in merito al finanziamento del debito e all’utile e sul finanziamento a Deloitte, oggetto di una sua interrogazione tuttora inevasa. Su quest’ultimo punto Bertoli ha chiarito che Cds era stata incaricata di effettuare una consulenza sul processo di privatizzazione di un ramo di azienda di Informatica Trentina, che si doveva svolgere in due fasi. Abbiamo fatto una gara tra 5 società esperte e l’offerta qualitativa di Deloitte era la migliore, mentre il prezzo era leggermente superiore. La prima parte del lavoro è stata completata e presentata, mentre la seconda fase non è stata attivata perché la Provincia non ha dato il via.

 

 

 

 

 

 

In allegato le tabelle grafiche contenute nel comunicato stampa:

Presentazione CdT Consiglio provinciale 03 02 17_def

 

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

IncontroCassaTrentino-03febbraio2017

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

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