OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – In passato sulle Alpi il lupo è stato demonizzato, cacciato e sterminato dall’uomo. Tuttavia, a distanza di un secolo, il lupo sta ritornando naturalmente nelle aree alpine dove l’uomo è presente.

Come può l’uomo ora gestire in modo equilibrato e sostenibile il suo ritorno? Riusciranno uomini e lupi a convivere sull’arco alpino? Il modo migliore per saperlo è forse quello di “travestirsi” da lupi, come hanno fatto oggi i ragazzi di alcune classi di scuola secondaria di primo grado partecipando a “Vita da lupi”, un gioco da tavolo grazie al quale i partecipanti hanno vestito appunto i panni di 5 branchi di lupo in movimento sull’intero arco alpino fra opportunità e pericoli, e un gruppo di gestori umani che hanno potuto decidere se facilitare o meno la loro presenza.

Tutto questo al Palazzo dei Congressi di Riva del Garda, dove ha presso oggi avvio la “Settimana del Lupo” promossa da ExpoRiva Caccia Pesca Ambiente in partnership con il Muse, il progetto europeo Life WolfAlps, la Fondazione Edmund Mach e il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento: un programma di appuntamenti tecnici, culturali, dibattiti, show che coinvolgono in modi diversi i cacciatori, i ragazzi delle scuole, le famiglie e tutti i visitatori della fiera, per conoscere più da vicino, con un approccio laico ed equilibrato, un animale affascinate, simbolico e discusso come il lupo, che sta rapidamente riconquistando le Alpi.

Alla giornata di oggi hanno partecipato scuole primarie e secondarie provenienti da tutta la provincia di Trento e oltre (con classi dalle province di Bolzano, Verona e Vicenza). Più di 130 ragazzi hanno preso parte ai laboratori “Il lupo tra scienza e narrazione”, 150 al gioco “Vita da lupi”, e un centinaio i presenti alla conferenza “Il ritorno naturale del lupo sulle Alpi”, nella quale sono intervenuti Marta Gandolfi (Muse) su “La conservazione e i progetti europei Life”, Claudio Groff (Servizio Foreste e Fauna pat) su “Il ritorno naturale del lupo sulle Alpi” e Alessandro Brugnoli (Associazione Cacciatori Trentini) su “Le problematicità legate al ritorno naturale del lupo”. Temi, questi, che hanno fatto da filo conduttore anche del “Tè degli insegnanti”, una proposta formativa riservata esclusivamente ai docenti.

La Settimana del lupo vedrà altri due appuntamenti. Il primo è venerdì 24 marzo alle ore 20.30 presso il Museo Civico di Rovereto si terrà l’incontro pubblico dal titolo: “Prede, zanne e carabine. Il lupo e i cacciatori: coabitazione e competizione in natura“ al quale interverranno Francesca Cagnacci (Fem), Luca Pedrotti (Sff), Sandro Brugnoli (Act) nonché con Beppe Meneguz (UniTorino) e Arturo Plozza (Canton Grigioni Ch) che conoscono direttamente la convivenza col lupo, in Piemonte e nel Canton Grigioni, anche dal punto di vista della gestione faunistico-venatoria.

Il secondo evento ci porterà invece a teatro: sabato 25 marzo, ore 20.30, presso il Palazzo dei Congressi di Riva del Garda è in programma lo spettacolo teatrale rendez-vous 2200, una produzione di TrentoSpettacoli e Muse con la collaborazione del Centro Servizi Culturali Santa Chiara con ingresso gratuito. Lo spettacolo è volto alla creazione di un dibattito sul rapporto uomo/ambiente nella sua totalità, con particolare riferimento alla figura del lupo come animale emblematico del rapporto secolare, contrastato e ambivalente tra l’essere umano e la natura selvaggia.

 

 

 

Illustrazione: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Trentino Marketing) – Ancora non si è chiuso l’inverno per il turismo trentino, che fino a Pasqua propone ancora settimane appetibili con lunghe giornate sulla neve al tiepido sole di primavera, ma sui laghi tutto è pronto per l’avvio di una nuova e lunga stagione di attività e di eventi velici al massimo livello. Oltre un centinaio gli appuntamenti in totale per oltre 300 giornate – gara.

Al primo posto, naturalmente, le acque del Garda trentino, dove da aprile a ottobre sono in programma 73 manifestazioni di vela windsurf organizzate dai cinque circoli velici, ma anche i laghi di Ledro, Caldonazzo e i corsi d’acqua del Noce e del Vanoi saranno teatro di importanti appuntamenti di alto contenuto sportivo, in grado di richiamare numerosi appassionati e formidabile veicolo di promozione capace di assicurare anche una grande visibilità mediatica all’intero Trentino. Questo ricco calendario di eventi è stato presentato questa mattina nella sede di Trentino Marketing dai circoli velici e dai comitati organizzatori delle maggiori manifestazioni, incontro al quale ha partecipato l’Assessore provinciale al turismo e promozione Michele Dallapiccola.

È stato Maurizio Rossini, Ceo di Trentino Marketing, a fornire i dati che evidenziano l’importanza di questo target turistico con spiccate caratteristiche di internazionalizzazione. “Il peso del prodotto lago, ha precisato Rossini, è circa il 40% dell’interno movimento estivo, significa che più di 4 milioni di presenze sui 10 milioni totali si distribuiscono sugli ambiti del nostri laghi.

Le nostre rilevazioni ci dicono anche che l’acqua è vissuta in maniera attiva dal 65% degli ospiti del Garda trentino, dal 50% della val di Ledro e dal 25% della Valsugana. Proprio grazie all’unione di elementi vincenti e bene affermati, quali i laghi e le Dolomiti, il Trentino riesce a proporsi con un prodotto turistico internazionalmente molto forte.”

Per l’assessore al turismo Michele Dallapiccola “le acque dei nostri laghi e fiumi sono uno degli elementi che più caratterizzano il territorio. Un aspetto che, insieme ad una accoglienza attenta, un’enogastronomia che unisce tradizione mediterranea e genuinità dei nostri prodotti di montagna, contribuisce a creare una proposta unica  nell’arco alpino”.

Sono stati quindi presentati gli eventi più rilevanti del calendario velico del Lago di Garda che quest’anno annovera 4 Campionati Mondiali (Youth RS:X – VX ONE – O’Pen BIC – Nacra), 6 Campionati Europei (18Foot Skiff – 420 Junior – 470 Junior – UFO 22 – Soling – International 14) per complessive 220 giornate di gara e un numero stimato di 11 mila partecipanti.

Giancarlo Mirandola, presidente della Fraglia Vela di Riva del Garda ha presentato il 35° Lake Garda Meeting Optimist, tradizionale appuntamento per le promesse della vela in programma nel weekend di Pasqua da 13 al 16 aprile e che conta già un migliaio di iscritti. Sempre grazie al circolo rivano dall’11 al 15 maggio torneranno a solcare le acque gardesane i velocissimi catamarani foil GC 32 che attualmente concentrano il massimo livello di tecnologia applicato alla vela moderna .

Dal 27 al 28 maggio la Lega Navale Italiana sezione di Riva del Garda organizza la Coppa Italia della classe Techno 293, tavola pensata per i surfisti più giovani. Amando Bronzetti, presidente del Circolo Surf Torbole, ha presentato il Campionato Mondiale RS:X Youth in calendario dal 24 giugno al 1 luglio, mentre il neo presidente del Circolo vela Torbole Giampaolo Montagni ha illustrato il prestigioso Grand Prix Dragoni, manifestazione che approderà per la prima volta sul Garda dal 13 al 16 luglio.

Luca Nardelli, presidente Circolo Vela Arco ha parlato di un secondo evento iridato sul Garda, il Campionato del Mondo Classe O’Pen Bic, nuova classe velica per i giovani, dal 31 luglio al 4 agosto. Marco Benedetti presidente dell’Apt Garda Trentino ha chiuso questa presentazione ricordando come il Benaco sia il “primo mare” per il mercato tedesco, e che quest’anno cadranno 50 anni di windsurf a Torbole con tutto quanto è conseguito in termini di movimento turistico.
Non saranno però solo le acque gardesane ad accogliere appuntamenti di prestigio nel corso dell’estate. Dal 20 al 21 maggio il torrente Vanoi ospita la VanoiRapid Race. È stata Sonia Scaioli per il Comitato Organizzatore a presentare la due giorni dedicati alla canoa e al kayak sulle acque di uno dei corsi più naturali nell’arco alpino, in cui si alterneranno prove e gare riservate ai canoisti più esperti ma anche un raduno che coinvolgerà tutti gli amanti dello sport della canoa con stage dedicati alla sicurezza e alla navigazione di alto corso.

Paola Mora, presidente dell’Associazione Vela Lago di Ledro e neo presidente del Comitato trentino del Coni ha invece illustrato la manifestazione sulle acque del lago di Ledro dal 28 giugno al 2 luglio, l’Eurosaf Match Racing Open European Championship, che riunirà i12 migliori timonieri europei per assegnare il titolo continentale.

La Val di Sole invece ospiterà sui campi di gara lungo il fiume Noce di Mezzana e Caldès dall’8 al 9 luglio, i Campionati italiani di Canoa slalom e di Canoa discesa sprint per le categorie junior e ragazzi, presentati da Luca Scaramella presidente del Canoa Club Val di Sole.

Un ultimo appuntamento di rilievo quello presentato da Stefano Ravelli, presidente dell’Apt Valsugana, in programma sul Lago di Caldonazzo dall’1 al 3 settembre organizzato dal Circolo Nautico di Caldonazzo. Si tratta del 10° Trofeo Canoagiovani e del Meeting delle Regioni, due tra i più importanti eventi del calendario nazionale giovanile e per i quali sono attesi 1000 ragazzi dai 9 ai 14 anni di 80 società da 20 regioni italiane.

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Franco Panizza) – “Le rimostranze delle famiglie e delle imprese per l’abolizione dei voucher sono assolutamente comprensibili. Il Governo si attivi per trovare una soluzione. Non è pensabile abolire di punto in bianco uno strumento che favoriva l’incontro tra domanda e offerta e che stava ottenendo importanti risultati nell’emersione di una quota di lavoro nero.”

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Così in una nota il segretario politico del Patt, sen. Franco Panizza.

“Comprendiamo la volontà del Governo di scongiurare un referendum che rappresenterebbe un ulteriore momento di divisione nel Paese. È vero, l’Italia non può permettersi un ennesimo momento di scontro, ma è anche vero che non bisogna cedere all’idea, tutta ideologica, che il lavoro stabile lo si crea con le leggi. Il lavoro è stabile se ci sono politiche per lo sviluppo che mettono le aziende nella condizione di fare investimenti e che ne fanno nascere di nuove.

I voucher – prosegue Panizza – riguardavano una quota estremamente limitata delle ore complessive di lavoro nel nostro Paese. Con la loro abolizione, si stanno creando enormi disagi a famiglie e imprese a cui non sanno come far fronte.

Pensiamo al settore agricolo, con la stagione alle porte e la necessità di una manodopera occasionale per far fronte alle improvvise esigenze delle produzioni d’alta qualità, o al settore del turismo e dei pubblici esercizi, dove i voucher permettevano di far fronte a esigenze improvvise e a picchi momentanei di attività per rispondere a tutte le richieste e per mantenere alta la qualità del servizio offerto. Ma anche alle prestazioni occasionali e accessorie nel campo dell’assistenza e dei servizi.

Come vogliamo far fronte a queste necessità? Se non si vogliono recuperare i voucher, occorre trovare uno strumento efficace, sapendo che se ci sono degli abusi questi vanno perseguiti, purché la si finisca di penalizzare chi rispetta la legge, chi paga le tasse, chi ha sempre fatto un uso corretto delle norme e che, in questo modo, finisce invece per pagare due volte. Così non si va da nessuna parte: gli onesti rinunceranno ad assumere, altri faranno ricorso al lavoro nero.

E poi – conclude il senatore trentino – la si smetta di dire che la burocrazia va semplificata, che occorre andare incontro alle esigenze di chi offre possibilità di lavoro, per quanto transitorie ed occasionali. Se alle parole non seguono i fatti, resta soltanto un intento fastidioso”.

Secondo il senatore del Patt, “è del tutto evidente che ci vuole una nuova misura. Il Governo ascolti le richieste e le proposte delle categorie economiche, che oggi giustamente protestano, ed apra il confronto con le forze politiche responsabili, che, come il Patt, hanno sempre sostenuto l’uso corretto dei voucher e si faccia carico di presentare una nuova proposta. Nel frattempo, però, il Governo trovi tempestivamente una soluzione transitoria per far fronte alle difficoltà che si trovano ad affrontare coloro che avevano organizzato la propria attività anche attraverso il ricorso all’uso dei voucher.”

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

CS_-_Voucher
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Cooperazione Trentina) – La firma è stata affidata ai presidenti Marco Misconel e Goffredo Zanon. Ha ufficializzato l’avvio del percorso di aggregazione tra la Cassa Rurale Centrofiemme-Cavalese e la Cassa Rurale di Fiemme.

Nel prossimo autunno, durante il ciclo di riunioni territoriali, i soci potranno condividere i dettagli del progetto di fusione e, successivamente, scegliere in assemblea straordinaria il futuro del credito cooperativo della Valle di Fiemme. Un progetto voluto dai due istituti di credito cooperativo di Fiemme.

L’obiettivo è di creare una realtà bancaria che operi ricercando i migliori livelli di efficienza gestionale, effettui nuovi investimenti al fine di garantire qualità e innovazione ai propri soci e clienti, possa realizzare maggiori economie di scala, possa razionalizzare i costi e condividere risorse tecniche e professionali.

“Una realtà – viene spiegato – pronta ad accompagnare l’evolversi dei bisogni individuali e collettivi dei nostri valligiani, ad essere di supporto alla nascita e alla crescita delle nostre imprese, a sostenere l’innovazione e i giovani e, in generale, a investire sul futuro della nostra comunità”.

In base a quanto contenuto nel protocollo d’intesa la nuova banca avrà sede legale a Cavalese e direzione generale a Predazzo. Il consiglio di amministrazione sarà inizialmente formato da dodici componenti, compreso il presidente.

L’unione delle due realtà porterebbe a una Cassa Rurale in possesso di numeri significativi: 7000 soci, uno staff di 104 collaboratori, 773 milioni di raccolta, 524 milioni di euro di impieghi, 17 filiali di cui 3 in Alto Adige, un patrimonio di 108 milioni di euro ed un Cet1, tra i più solidi, pari al 19,3%.

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Maurizio Fugatti) – Prendiamo atto della nota dell’Ufficio stampa dell’Università di Trento, ma resta il fatto che nella nostra Provincia si continui a prorogare la gestione del servizio, con l’affidamento di appalti senza indizione di gara, ad una società indagata per intrecci con la camorra e sanzionata dall’Antitrust per aver condizionato una gara d’appalto della Consip, annullando così il reciproco confronto concorrenziale.

La gestione del servizio va prorogata con affidamento diretto a Kuadra perché è la società che si è aggiudicata il Bando della Consip nel 2011 e non vi sono convenzioni con il soggetto aggregatore territoriale, dice l’Università nella replica alla nostra interrogazione. Se questo è vero si conferma quindi la responsabilità politica della Provincia di Trento.

L’Apac infatti, nonostante fosse a conoscenza dello stallo della Convenzione Facility Management 4 (bandita nel marzo 2014 da Consip) e dell’inchiesta camorra/imprenditoria risalente al giugno 2016, non si è adoperata in alcun modo per attivare una Convenzione valevole per il territorio della Provincia che consentisse di evitare il ricorso a Kuadra. In questo modo Kuadra ha ottenuto altri due incarichi senza bando in tempi successivi alla notizia della inchiesta, e cioè nel luglio 2016 e nel dicembre 2016 per un totale di oltre 700.000 Euro. Se si fosse agito in modo diverso si sarebbe forse data l’opportunità di concorrere per la gestione del servizio anche alle aziende trentine, cosa che invece non è avvenuta.

E operando in tal senso chi governa questa Provincia ha contribuito consapevolmente, per incapacità o per inettitudine, ad arricchire con i soldi dei trentini una società che potrebbe (anche volendo rimanere garantisti) intrattenere rapporti stretti con la camorra, al posto di favorire le imprese locali.

Considerato ora che il termine dell’ultimo bando assegnato a Kuadra da parte di UniTn è il 31.03.2017, che ad oggi la Convenzione FM4 della Consip è ancora in stallo e che l’Apac e la Provincia si trovano in uno stato di coma profondo per istituire una nuova convenzione, non saremmo stupiti se l’1/04 prossimo, data del prossimo bando delle pulizie di UniTn, sarà ancora Kuadra a vedersi assegnato direttamente il bando in barba alle imprese locali che attendono che le risorse provinciali vadano invece sul territorio trentino.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

170321 – CS GCLNT – APPALTI TRENTINI A SOCIETA’ SOTTO INCHIESTA PER CAMORRA. CON REPLICA UNITN CHIARA LA RESPONSABILITA’ POLITICA DELLA PAT – MF
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Inizierà domani in Seconda Commissione l’esame del disegno di legge 148 proposto dal consigliere provinciale dell’UpT Mario Tonina per la promozione e la tutela dell’attività di panificazione. Due in sostanza le finalità del testo: la salvaguardia delle aziende del settore e l’informazione dei consumatori perché riconoscano e apprezzino,  grazie ad un apposito marchio,  i prodotti offerti dagli operatori locali.

Oggi infatti,  osserva Tonina,  accanto al pane prodotto con la metodologia tradizionale (impasto di acqua, farina sale e lievito con la cottura nell’apposito forno),  troviamo in commercio prodotti precotti,  congelati e surgelati,  che richiedono il completamento della cottura nel punto vendita,  i cui ingredienti farinacei sono di incerta provenienza. Prodotti di cui non si conosce il processo produttivo,  con tracciabilità non molto chiare e che quindi non vanno confusi con il pane di qualità sfornato ogni giorno dai panificatori delle aziende locali del settore utilizzando ingredienti naturali ed il sistema tradizionale.

Ecco perché occorre promuovere una corretta informazione rivolta ai consumatori sulla tipologia e l’origine del pane che possono acquistare. Si tratta di metterli nelle condizioni di distinguere chiaramente il prodotto panario fresco dal precotto. Evidenziando innanzitutto il nome di “panificio”,  che deve indicare esclusivamente il luogo in cui vengono prodotti il pane e i prodotti assimilati o affini,  al cui interno si svolge l’intero ciclo della produzione: dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale.

A questo scopo il disegno di legge di Tonina punta ad incentivare la modernizzazione e lo sviluppo dell’attività di panificazione,  favorendo il riconoscimento delle diverse metodologie produttive di vendita e a sostenere in maniera più incisiva le tipologie panarie tradizionali. In tal senso il provvedimento propone di inserire anche il pane e i dolci da forno del Trentino nella filiera dei prodotti tipici e tradizionali riconosciuti dalla Provincia,  mediante un apposita contrassegno di cui possano fregiarsi le imprese della panificazione che ancora oggi usano metodologie di lavorazione manuali.​

 

 

 

 
Foto: archivio Cna-Shv

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Rodolfo Borga) – Con interrogazione n. 4073/2017 ho chiesto lumi alla Giunta circa le iniziative promosse dalla Provincia nell’anno in corso, direttamente od indirettamente ed anche in collaborazione con le scuole od altri soggetti, per diffondere la conoscenza della tragedia delle foibe e conservare la memoria, così come prevede la legge 92/2004, che ha istituito il Giorno del Ricordo.

Ieri è giunta la laconica risposta del Presidente Rossi, da cui può evincersi come la nostra Provincia non abbia fatto nulla! Nella risposta si legge, infatti, che la Provincia, “ritenendo la tematica di rilievo nazionale e non specificamente connotata per il nostro territorio” (sic!), si è limitata a trasmettere alle istituzioni scolastiche la circolare del Ministero 8.2.2017, con la quale il Governo sollecita l’organizzazione di eventi, anche in collaborazione con le associazione degli esuli, con riguardo al Giorno del Ricordo.

Di fatto, ripetiamo, la Provincia non ha fatto nulla. E ciò con la surreale (e, ci sia concesso, un po’ vile) motivazione per cui la tragedia delle foibe non sarebbe “specificamente connota per il nostro territorio”.

In effetti il 10 febbraio scorso nessun rappresentate della Giunta provinciale, né per la verità del Consiglio provinciale, era presente né alla Messa fatta celebrare dal Comune di Trento, né alla deposizione di una corona presso la lapide collocata in Largo Pigarelli a memoria delle vittime delle foibe.

Io ero presente, ma a titolo personale. Non essendo il tema “specificamente connotato per il nostro territorio”, la Giunta provinciale (ma anche, ripetiamo, il Consiglio) ha pensato bene di astenersi perfino dal “minimo sindacale” e cioè dal presenziare con un suo rappresentante ai due momenti sopra ricordati, cui invece hanno partecipato la Giunta (con il Sindaco) ed il Consiglio (con la Presidente) comunali di Trento.

Non è mia intenzione far polemica su una tragedia come quella che hanno subito centinaia di migliaia di Istriani, Dalmati e Giuliani. Non posso però tacere di fronte alla risposta della Giunta provinciale, che in modo francamente (ma confido involontariamente) quasi offensivo per le vittime della pulizia etnica titina e per i loro familiari, liquida la tragedia delle foibe come questione “non specificamente connotata per il nostro territorio” e così motiva l’assenza di qualsivoglia iniziativa al riguardo.

Senza polemiche, quindi, invito il Presidente Rossi e la Giunta a cambiare registro, magari prendendo esempio dal Comune di Trento. Le vittime delle foibe ed i loro familiari hanno già patito tanto.

Non è giusto Presidente che anche ora, a decenni di distanza, la Provincia di Trento si distingua per continuare quella politica dell’oblio, che tanto ha fatto soffrire chi è stato costretto con il terrore a lasciare a sua Patria.

Sono certo che comprenderà il senso del mio intervento.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Comunicato interrogazione foibe

 

 

 

In allegato l’interrogazione e la risposta:

Interrogazione foibe

 

 

Risposta interrogazione foibe

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Da responsabile dell’università e delle politiche giovanili, l’assessore provinciale Sara Ferrari ha scelto di girare il Trentino ed incontrare personalmente studenti e famiglie per convincerli che i Piani di accumulo sono una misura efficace a favorire l’accesso alle facoltà universitarie.

In due mesi – dal 23 marzo, tappa d’esordio presso la Magnifica comunità degli altipiani cimbri a Lavarone, al 25 maggio, con la chiusura al teatro comunale di Padergnone – Ferrari ha in programma 17 incontri in cui spiegherà le novità della misura decisa dalla Provincia autonoma di Trento, che consentirà di raddoppiare i risparmi che le famiglie decideranno di investire nel futuro dei propri figli: “Il Trentino – sottolinea l’assessore – ha bisogno di giovani formati e preparati per affrontare le sfide di un territorio che ha l’ambizione di rimanere un’eccellenza nel panorama nazionale ed europeo”.

 

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In allegato, il programma degli incontri.

“I dati – spiega l’assessore all’università e ricerca Sara Ferrari – dimostrano che anche in Trentino, seppur meno rispetto al resto d’Italia, il tasso di passaggio all’università è in calo. Ciò significa che cresce il numero di famiglie e ragazzi che non considerano utile o vantaggioso dopo il diploma proseguire gli studi. Certo non possiamo negare che il mercato del lavoro sia cambiato rispetto a qualche anno fa, ed è vero che i giovani, anche i giovani laureati, fanno più fatica a trovale un impiego stabile e ben retribuito. Tuttavia – conclude Ferrari -, tutte le analisi segnalano come l’investimento in formazione terziaria renda più competitivi le nostre ragazze e i nostri ragazzi, e in definitiva anche il nostro territorio. Ed è anche per questo la Provincia ha elaborato la misura dei Piani di Accumulo”.

In Trentino il tasso di passaggio all’università è passato da 61,7% del 2008 al 48,6% del 2014, mentre la variazione nel tasso di scolarità tra i 15 e 19 anni in Trentino è passato da 83% a 86,8%. Ancora, il tasso di laureati nella popolazione venticinquenne è pari al 22,1%. Dopo l’introduzione dei test di accesso all’università, si registra una importante riduzione degli abbandoni: questo dimostra che inizia l’università lo fa in modo maggiormente convinto di prima. In Trentino, inoltre, sono stati poi avviati i percorsi di Alta Formazione che sul territorio rappresentano la formazione terziaria non accademica.

La laurea rende soprattutto dopo alcuni anni dal conseguimento del titolo. Il passaggio da scuola a lavoro premia soprattutto chi può permettersi di investire nell’istruzione, pur sapendo che i frutti arriveranno soltanto in un futuro non troppo immediato. Meno buona è la situazione per chi invece questa possibilità non ce l’ha – le famiglie più povere – ed è forse questo che spiega perché dall’inizio della crisi le immatricolazioni all’università sono calate parecchio

A sostegno delle spese degli studi universitari per gli studenti capaci e meritevoli, ma privi di mezzi, vi sono le borse di studio e i servizi alloggio e ristorazione a tariffe agevolate erogati da ogni ateneo o ente gestore regionale. Per la Provincia di Trento, dall’anno accademico 2017/2018 le borse di studio sono assegnate adottando il valore soglia dell’Indicatore della Situazione economica equivalente (Isee), pari a 21.500,00 euro e dell’Indicatore della Situazione patrimoniale equivalente (ispe), pari a 50 mila euro. Gli importi delle borse di studio vanno da un minimo di 1.250 euro annui per gli studenti in sede ad un massimo di 5.118 euro per gli studenti fuori sede.

Con l’anno accademico 2017/2018 è stata introdotta la novità dei contributi per i Piani di accumulo. Per tutti gli studenti trentini – che si iscriveranno a percorsi di studi presso università, istituti universitari o istituti superiori di grado universitario e dell’Alta formazione professionale in tutto il territorio nazionale o all’estero – potranno beneficiare di un contributo a sostegno delle spese di studio. Il contributo è determinato in base ad un risparmio accumulato dalle famiglie negli anni di frequenza della scuola secondaria di secondo grado dei figli, proporzionato alla condizione economica familiare su base Isee e al fatto se lo studente è in sede o fuori sede.

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Provincia autonoma Bolzano) – Ammonta a 3,8 milioni di euro la dotazione finanziaria del programma 2017 della Provincia di Bolzano per quanto riguarda la cooperazione allo sviluppo. Oggi (21 marzo) è arrivata l’approvazione definitiva da parte della Giunta provinciale a contenuti e stanziamento di risorse per il programma: confermate le cifre dell’anno precedente, quando però era stato registrato un raddoppio dei finanziamenti rispetto al 2015. Circa 1,5 milioni del budget attuale risultano “bloccati” per il proseguimento di progetti già avviati nel 2016, quindi la somma a disposizione dei nuovi progetti e programmi ammonta a 2,3 milioni di euro.

Attualmente sono al vaglio dell’Ufficio Affari di gabinetto i 64 progetti di cooperazione presentati entro la scadenza del 31 gennaio da parte di 44 organizzazioni con sede legale od operativa in Provincia di Bolzano, mentre prosegue la realizzazione dei programmi di partnerariato territoriale della Provincia in Burkina Faso, Uganda, Tanzania, Nepal e a favore della popolazione tibetana in esilio.

“I progetti vengono coordinati o da associazioni con sede in Alto Adige oppure direttamente dalla Provincia – ha commentato il presidente Arno Kompatscher – l’obiettivo è quello di creare le condizioni affinchè le popolazioni coinvolte possano beneficiare nel lungo periodo di nuove possibilità di sviluppo e sostentamento”. Tra le novità del programma 2017 vi è l’adeguamento alle linee guida condivise del nuovo “Consenso europeo sullo sviluppo”, e la necessità di intervenire con urgenza nei territori interessati da conflitti bellici in Siria, Iraq, Sud Sudan e Repubblica Centroafricana.

“L’Alto Adige – ha sottolineato Kompatscher – ha rafforzato la propria presenza in queste zone grazie ad un bando straordinario del 2016; si tratta non solo di fornire aiuti necessari alla sopravvivenza di popolazioni martoriate dalla guerra, ma anche di offrire prospettive di crescita futura in zone della terra che sono strettamente collegate ai movimenti migratori che interessano da vicino anche i paesi europei”.

Sempre in quest’ottica s’inquadrano anche i progetti e i programmi portati avanti dalla cooperazione allo sviluppo della Provincia di Bolzano in paesi considerati strategici come Burkina Faso, Uganda, Tanzania, Nepal, Afghanistan e Libano, e alla luce dei buoni risultati maturati si punta sempre di più sulle collaborazioni territoriali di lungo periodo. “In questo modo – ha concluso Kompatscher – si rafforza la responsabilità dei partner locali, offrendo un contributo concreto alla democrazia e alla crescita della società civile”.

L’Ufficio affari di gabinetto collabora inoltre con Euregio, Unione Europea e l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, e organizza sul territorio altoatesino iniziative e manifestazioni per sensibilizzare non solo gli attori locali, ma anche la popolazione, rispetto alle tematiche considerate di maggiore interesse per uno sviluppo equo e sostenibile a livello globale.

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Riccardo Fraccaro – Filippo Degasperi) – Come immaginiamo il Trentino di domani? Quali sfide ci attendono, quali impulsi possiamo dare, quali scelte dobbiamo compiere oggi per avviare la nostra provincia su strade che portino allo sviluppo e alla crescita di tutti? Domande che rappresentano una sfida, quasi una provocazione intorno alla quale si svolgerà un confronto, promosso dal Movimento 5 stelle del Trentino, per discutere sullo stato attuale e sulle prospettive del Trentino nell’ambito nazionale, europeo e globale.

L’appuntamento è per giovedì 23 marzo alle ore 20.30 presso la Sala di Rappresentanza del Palazzo della Regione a Trento. Cinque sono le macroaree oggetto di discussione: Società, Agricoltura, Economia, Cultura e Benessere. Su ciascuna si esprimeranno alcuni docenti e ex docenti dell’Università di Trento, chiamati ad offrire la loro analisi libera e indipendente: Gaspare Nevola, Geremia Gios, Maria Luigia Segnana, Vincenzo Calì, Alberto Zanutto.

«Lo scopo della serata – spiegano i portavoce M5S Riccardo Fraccaro e Filippo Degasperi – non è quello di fornire l’ennesima ricetta politica, ma al contrario di interrogare e ascoltare le voci provenienti dal mondo accademico, di chi per anni ha studiato e analizzato il contesto locale e quello nazionale e internazionale. Guardando indietro alla storia locale, sappiamo che il Trentino è sempre riuscito a superare i momenti difficili grazie alla forte coesione sociale e a una fitta rete di relazioni fra le comunità locali. Anche oggi che attraversiamo una fase di cambiamenti epocali, particolarmente critica dal punto di vista socio-economico, il Trentino deve riuscire a imboccare la strada giusta verso il futuro. È una situazione di estrema incertezza, che però offre grandi opportunità.

La politica oltre alla buona amministrazione deve saper costruire anche visioni alternative e porsi obiettivi ambiziosi per il lungo periodo. Può farlo, però, solo costruendo un progetto insieme alla società civile ed è per questo che abbiamo voluto chiamare esperti indipendenti rispetto ai confini tracciati tra le diverse forze politiche. Con il loro prezioso contributo cercheremo di trovare risposte ai quesiti che ci pone l’attuale situazione socio-economica, per iniziare a ricostruire quel clima di fiducia sociale che storicamente ha permesso al Trentino di superare le difficoltà e di raggiungere livelli di sviluppo eccezionali».

 

 

 

 

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