OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Cgil del Trentino) – “Sulla vertenza Sait restano irrisolte ancora questioni cruciali. A cominciare dal piano sociale e dal numero degli esuberi”. All’indomani dell’accordo sulla cassa integrazione straordinaria che coinvolge 130 addetti tra magazzino e uffici del Sait, il segretario della Filcams trentina, Roland Caramelle, con Franco Ianeselli, segretario della Cgil trentina, non nascondono l’amarezza per la conclusione di una vertenza che non ha visto arretrare di un passo le posizioni intransigenti dell’azienda.

“Ci siamo trovati di fronte uno schieramento unico tra le altre due sigle sindacali e l’azienda che volevano far ricadere solo sulle spalle della Filcams la richiesta di correttivi rispondenti alle esigenze dei lavoratori. Abbiamo firmato per senso di responsabilità nei confronti degli addetti Sait e per evitare strumentalizzazioni”, spiegano Caramelle e Ianeselli.

Per il sindacato di Via Muredei restano irrisolte questioni importanti, sul numero degli esuberi e sul piano sociale. “Al di là delle buone intenzioni ribadite anche ieri mancano i fatti: ad oggi non c’è nulla di concreto né nessuna risorsa messa sul tavolo da Sait per la transizione di questi lavoratori, per la loro riqualificazione e ricollocazione – insistono Caramelle e Ianeselli -. Ci aspettiamo che Sait e la stessa Federazione su questo facciano un passo in avanti e dimostrino lo stesso senso di responsabilità che è stato chiesto a noi”.

Intanto l’impegno di Filcams e di tutta la Cgil resta massimo per i lavoratori che dal 3 aprile sono in cassa integrazione. “Ci spenderemo in tutti i modi possibili perché questi lavoratori e queste lavoratrici non siano lasciati soli, ma si lavori per creare le condizioni per il loro reinserimento sul mercato del lavoro”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Confindustria del Trentino) – Sono oltre venti i progetti in corso di realizzazione per quest’anno scolastico nell’ambito del progetto “Tu sei”: iniziativa nata per favorire la collaborazione tra scuola e impresa, frutto di un protocollo d’intesa sottoscritto dalla Provincia autonoma di Trento e Confindustria Trento.

Nel pomeriggio di ieri, martedì 21 marzo, dirigenti e docenti degli Istituti scolastici trentini hanno incontrato imprenditori e dirigenti delle aziende associate a Confindustria Trento impegnate nelle attività per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori e condividere i dettagli legati alla presentazione degli interventi.

“Sono sempre più orgogliosa – ha detto Stefania Segata, presidente del gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Trento e componente del consiglio di presidenza con delega a capitale umano, giovani e formazione – del ruolo di responsabile di questo progetto, per tutto ciò che esso rappresenta nel contesto trentino come collaudato ed eccellente esempio di rapporto tra scuola e impresa, basato su modelli innovativi che accorciano le distanze tra i due mondi”.

L’appuntamento si è tenuto presso lo stabilimento di Spini di Gardolo di Watts Industries Italia Srl, società italiana della multinazionale Watts Water Technologies Inc., produttore leader di dispositivi che contribuiscono a garantire il confort e la sicurezza nell’area dell’acqua per applicazioni domestiche, commerciali e industriali. L’incontro è stato anche l’occasione per una visita ai reparti produttivi dell’azienda. Il tradizionale evento finale, con la premiazione delle migliori realizzazioni, è in programma il prossimo 25 maggio.

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

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(Fonte: Ufficio stampa Cooperazione Trentina) – La Banca ritorna in utile un anno in anticipo rispetto alle previsioni del piano industriale. Nel corso del 2016 la Banca ha aumentato i propri volumi di attività, grazie alla graduale ripresa dell’economia e all’incremento della domanda per investimenti da parte delle piccole e medie imprese.

Mediocredito ha sostenuto i programmi di sviluppo delle aziende, registrando una crescita del 38,3% nei volumi di nuovi finanziamenti erogati, che hanno raggiunto quota 238 milioni di Euro. Questo positivo andamento ha consentito al portafoglio crediti in bonis di sfiorare il miliardo di Euro,  con una crescita dell’1,4% (+13 milioni di Euro).

Sotto il profilo economico, la Banca ha registrato un calo del margine di interesse, a causa di una sensibile riduzione degli spread di mercato. Il contenimento dei costi di gestione e il minor impatto delle rettifiche sui crediti, hanno peraltro consentito alla Banca di ritornare in utile, un anno prima rispetto alle previsioni.

Buoni gli indici di copertura del credito deteriorato ed i coefficienti patrimoniali, con un CeT1 al 17,64% che conferma la tradizionale solidità patrimoniale della Banca.

 

 

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L’attività
“Nell’anno 2016 – afferma Diego Pelizzari (che da luglio 2016 ha sostituito Leopoldo Scarpa alla guida della Banca) – Mediocredito si è focalizzato sulla selezione e lo sviluppo del nuovo credito.  I volumi dei finanziamenti concessi hanno raggiunto i 267 milioni di Euro, con una crescita del 46% rispetto al 2015. Anche le erogazioni sono cresciute in modo sensibile, sfiorando complessivamente i 240 milioni di Euro: 66 milioni di Euro in più rispetto al 2015”.

La ripresa è stata particolarmente significativa in regione Trentino Alto Adige, con un +34% dei crediti concessi e un +15% del flusso di nuove erogazioni rispetto ai dati 2015. Altre aree in crescita sono state il Veneto e la Lombardia. A livello settoriale si è registrato un incremento a due cifre percentuali di nuovi finanziamenti ai settori del manifatturiero e dell’energia.
“Anche i crediti verso la clientela in bonis raggiungono quota 1 miliardo di Euro con un incremento dell’1,4% rispetto al 2015, per effetto dei maggiori volumi di attività” specifica il direttore.

“Per ripartizione geografica, il Trentino Alto Adige si conferma il principale mercato della Banca: qui è concentrato il 49,5% del totale del portafoglio crediti, il resto è distribuito tra Veneto (23,7%), Emilia Romagna (9,8%), Lombardia (10,6%) e altre aree (6,4%)”.
L’ammontare dei crediti deteriorati, dopo diversi anni di continua crescita, evidenzia un’apprezzabile inversione di tendenza (-10,6%) riscontrabile anche a livello di sofferenze (-12,3%). L’incidenza dei crediti deteriorati rispetto al totale del portafoglio crediti complessivo scende di 2 punti percentuali e passa dal 17,8% di dicembre 2015 all’attuale 15,8%.
“L’indice di copertura del credito deteriorato” continua il dott. Pelizzari “si assesta su buoni livelli (34,0%), così come l’indice specifico di copertura delle sofferenze (41,2%).”

 

 

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La sinergia con il credito cooperativo
“Si consolida il rapporto sempre più strategico e di sistema con il credito cooperativo” afferma il presidente Franco Senesi. “Oltre ad una discreta crescita dell’operatività negli impieghi in sinergia con il sistema, si rafforza un continuo e solido contributo del credito cooperativo nelle attività di provvista ed in altre aree di supporto alla Banca.”

 

 

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La provvista
Nel 2016, infatti, la provvista non ha presentato particolari criticità ed i nuovi flussi per 573 milioni di Euro, sono per lo più rappresentati da depositi, ottenuti in larga parte dalle Casse Rurali, Raiffeisen, BCC e da nuovi tiraggi da Cassa Depositi e Prestiti e dalla Banca Centrale Europea (Tltro-II).

 

 

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La redditività
“Il 2016 è stato un anno di flessione del margine di interesse (-1,1 milioni di Euro) a causa di spread di mercato sempre più compressi e poco remunerativi per una banca specializzata nel corporate, come la nostra” afferma il direttore.  “Non di poco impatto è stato il contributo al fondo per la risoluzione delle crisi bancarie, di circa 1,8 milioni di Euro, di cui 1,2 milioni di natura straordinaria. “
La gestione del portafoglio titoli ha generato plusvalenze per 1,1 milioni di Euro, in calo rispetto al dato 2015, mentre dalla cessione di titoli di capitale sono emerse plusvalenze per 1,6 milioni di Euro (1,4 milioni di Euro nel 2015).

Infine, il contenimento dei costi di gestione (-740 mila Euro), unitamente alle minori rettifiche sulle attività finanziarie, hanno portato la Banca in area utile, con un risultato netto di periodo di 259 mila Euro.  “Rispetto alla previsione del piano industriale 2016/2018” afferma infine il direttore “siamo soddisfatti di aver anticipato di un anno il ritorno in utile della Banca.”
Il piano industriale della Banca 2016/2018, dopo un 2015 caratterizzato da una perdita di esercizio, prevedeva per il 2016 un risultato ancora di segno negativo e intravedeva un ritorno in area positiva solo a fine 2017.

 

 

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Le prospettive strategiche
“Sotto il profilo strategico” afferma Franco Senesi “risulta avviato il confronto negoziale tra i Soci pubblici e del Credito cooperativo per la definitiva attuazione dell’evoluzione strategica da tempo programmata che, attraverso un riassetto societario, dovrebbe portare Mediocredito a diventare la Banca Corporate del Gruppo Cassa Centrale Banca.”

“Questa nuova collocazione strategica” conclude il presidente “consentirebbe a Mediocredito di avere una dimensione aziendale adeguata a supportare al meglio le aziende del nostro territorio regionale e delle aree delle Bcc aderenti al gruppo, con evidenti vantaggi in termini di qualità, di efficienza e di redditività.

 

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

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(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Il soprintendente Franco Marzatico al Salone del Restauro-Musei di Ferrara. I beni culturali e ambientali saranno protagonisti della 24ma edizione del Salone del Restauro-Musei in programma a Ferrara dal 22 al 24 marzo. Tre giornate ricche di convegni, incontri, approfondimenti, mostre per affrontare le tematiche legate alla salvaguardi, tutela, conservazione, restauro e valorizzazione del patrimonio culturale.

All’importante appuntamento prenderà parte Franco Marzatico, dirigente della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, che venerdì 24 marzo interverrà al convegno organizzato da Anmli – Associazione Nazionale dei Musei di Enti Locali e Istituzionali sul tema “Il museo dei cittadini. Verso un sistema aperto e partecipato dei musei”. L’incontro costituisce un’occasione per discutere, confrontarsi e trovare gli strumenti necessari a valorizzare la creatività e l’innovazione che tanti musei in Italia esprimono.

La tendenza a considerare i musei come istituzioni aperte, che attivano dinamiche di partecipazione e di coinvolgimento dei visitatori, sta legittimando una concezione del museo come luogo sociale, nel quale il pubblico esercita con consapevolezza il suo diritto di cittadinanza ed esprime il suo bisogno di cultura in forme nuove e originali.

Anche in Trentino, nonostante la contrazione delle risorse, l’offerta museale è sempre più strutturata nell’ottica della partecipazione e dell’inclusività, tenendo presente le esigenze di pubblici diversi e sempre più ampi. Musei come espressione dell’identità dei territori e della collettività e come opportunità di formazione e crescita personale, ma anche motore di sviluppo e fattore di coesione sociale.

I lavori, che saranno introdotti dalla Presidente Anmli Anna Maria Montaldo, prevedono, oltre a quello di Marzatico, interventi di Martina Bagnoli direttrice delle Gallerie Estensi, Roberto Balzani presidente del Sistema Museale d’Ateneo dell’Università di Bologna, Nadia Barrella professore di Museologia all’Università della Campania, Alessandro Furiesi dei Musei di Volterra, Massimo Maisto vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Ferrara, Vincenzo Santoro responsabile del Dipartimento cultura e turismo, Anna Maria Visser vicepresidente del Comitato Belle Arti del MiBact e Giuliano Volpe presidente del Consiglio Superiore del MiBact.

Foto: da comunicato stampa

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(Fonte: Ufficio stampa Consiglio provinciale) -Le improvvide, quanto superficiali ed infondate affermazioni, pubblicamente rese dal Sen. Stefano Esposito durante una recente trasmissione televisiva su reti nazionali, palesano da sole l’evidente ignoranza del loro autore rispetto alla storia, all’impianto legislativo ed al funzionamento della speciale autonomia del Trentino e dell’Alto Adige/Südtirol.

Forse, opinioni così generiche e dozzinali non meriterebbero nemmeno un commento, se non fossero state rilasciate da un Senatore della Repubblica, il quale dovrebbe conoscere, almeno per l’alto ufficio che ricopre, i fondamenti della Costituzione repubblicana ed il tutto è reso vieppiù grave dal fatto che tali dichiarazioni siano state pronunciate in una pubblica sede, davanti ad un pubblico nazionale e quindi non in un ritrovo privato di amici.

L’autonomia di queste terre, oltre ad essere figlia di una lunga e solida tradizione di autogoverno delle risorse comuni, è stata ed è a tutt’oggi il contenitore positivo di molte istanze etnico-linguistiche ed un laboratorio concreto delle convivenze possibili, tanto da essere indicato come modello per tutte quelle geografie mondiali connotate da difficoltà di convivenze plurali.

Magari si potrebbe invitare in Trentino il Sen. Esposito ed anche i curatori della trasmissione televisiva a visitare e conoscere prima di giudicare, ma purtroppo temo che il pregiudizio, a volte, sia più forte di qualsiasi ragione.

 

 

 

 

 

 

Foto: archivio Consiglio provinciale Pat

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(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – In allegato, la nota relativa ai lavori della Seconda Commissione, che stamane ha approvato il testo unificato di tre disegni di legge sulla disciplina del commercio in forma hobbistica, e si è espressa a favore di due delibere proposte dalla Giunta che sanciscono l’aumento dell’imposta provinciale di soggiorno chiesto dagli ambiti turistici della Valsugana-Tesino e dell’Altopiano della Paganella.

L’organismo ha anche “aperto” i disegni di legge di Tonina sulla panificazione e di Lozzer sui masi. Da segnalare la proposta di Lozzer di unificare il proprio testo e il disegno di legge di Baratter sul volontariato nelle aziende agricole di montagna.

 

 

 

 

 

Foto: archivio Consiglio Pat

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(Fonte: Agire per il Trentino) – “Una situazione ai limiti dell’incredibile”, così la definisce Sergio Manuel Binelli, coordinatore di Agire per le Valli Giudicarie, il movimento che fa riferimento al consigliere provinciale Claudio Cia.

Assieme ai referenti di Tione, Giustino e al vice coordinatore Grazia Castellini, il gruppo ha effettuato un sopralluogo a Tione di Trento, presso la località Polin nella quale sono situate le case popolari Itea. All’interno di questi stabili vi sono alcuni appartamenti che versano in condizioni a dir poco inaccettabili, degradate e degradanti.

Binelli ha anche documentato il sopralluogo con foto e video, nel quale si vede uno degli appartamenti con pareti e pavimenti che stanno letteralmente marcendo a causa di una perdita che ad oggi non si è ancora risolta adeguatamente; infatti in tale locale erano state effettuate delle verifiche, ma dopo molti anni la situazione non è cambiata anzi, non ha fatto che peggiorare e l’appartamento in questione oramai sta inesorabilmente cadendo a pezzi, sotto il disinteresse delle autorità pubbliche.

È incomprensibile che nel 2017 delle persone in difficoltà debbano vivere in queste condizioni, soprattutto quando le autorità premono affinché chi risiede nelle case popolari paghi il canone locatizio Itea. Peraltro in tale appartamento si sospetta anche la presenza di amianto, materiale pericolosissimo e nocivo per la salute delle persone.

Il sopralluogo si è concluso con un appello dei referenti locali di Agire, Binelli e Castellini, ai politici locali delle Valli Giudicarie, per una maggiore attenzione a queste tematiche. “Dopo aver mosso mari e monti per far votare Sì al referendum costituzionale di dicembre, dopo gli incontri a suon di “World Cafè” con l’Assessore provinciale Daldoss e mentre già si parla di liste “civiche” in vista delle provinciali del 2018, pare che per la politica locale si sia esaurito l’interesse verso i cittadini delle Giudicarie, e che di fronte alle problematiche che riguardano la gente comune la politica abbia calato il sipario”, riporta Sergio Binelli.

Per Grazia Castellini “le famiglie in questione devono essere trasferite in altra sede, al fine di poter eseguire quanto prima i lavori di ristrutturazione, di verifica ed eventuale rimozione di amianto. Altrimenti un altro settore che un tempo era d’eccellenza finirà nei fallimenti assieme alla nostra sanità”.

 

 

Sergio Manuel Binelli
Coordinatore Agire delle Giudicarie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

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(Fonte: Ufficio stampa Gruppo Itas assicurazioni) – Ad un anno dall’integrazione delle branch italiane di Rsa, il Gruppo Itas Assicurazioni mette a segno un altro anno positivo, registrando un utile ante-imposte consolidato pari a 25,6 milioni di euro, ampiamente superiore agli obiettivi prefissati da piano industriale.

Il patrimonio del Gruppo sfiora oggi i 387 milioni di euro, con un aumento di oltre 9 milioni di euro rispetto al 2015. Il patrimonio della capogruppo Itas Mutua vale da solo 329 milioni di euro (+10,2% rispetto al 2015) e la raccolta premi è ora di oltre 740 milioni di euro. Il combined ratio Danni (Ldi) si attesta al 93,6%, in miglioramento di un punto percentuale rispetto all’anno precedente ed esprimendo così una redditività tecnica positiva.

 

 

 

Nella foto Bernardinatti: Da sinistra Ermanno Grassi (Direttore generale) e Giovanni Di Benedetto (presidente Itas)

 

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Maggiori dati e dettagli sono presentati nel comunicato stampa riportato in allegato.

 

17-03-22_ITAS bilancio 2016

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Cgil del Trentino) – Mobilitazione contro la disdetta del contratto integrativo. Presidio davanti a Confindustria Trento e conferenza stampa alle 11.30. Venerdì prossimo, 24 marzo, i lavoratori del porfido incrociano le braccia per otto ore per protestare contro la disdetta unilaterale del contratto integrativo di settore.

Lo sciopero, indetto unitariamente da Fillea e Filca, si svolge in concomitanza con il primo incontro tra le parti sociali per l’avvio della trattativa sul rinnovo. I sindacati arrivano al tavolo di confronto con Confindustria Trento, Associazione Artigiani e Federazione della Cooperazione con una richiesta netta: ritirare subito la disdetta dell’accordo integrativo. Solo sulla base di questo passo indietro, per Fillea e Filca, si potrà aprire il confronto.

Per dare sostegno a questa posizione i lavoratori saranno in presidio davanti alla sede di Confindustria Trento (dove è in programma l’incontro tra le parti sociali) a partire dalle 9.00. Alle 11.30 è in programma una conferenza stampa davanti a Palazzo Stella.

Come noto le associazioni datoriali (Confindustria Trento, Associazione Artigiani, Federazione della Cooperazione) hanno comunicato a metà dicembre la decisione di disdettare, dal 1° giugno 2017, l’attuale integrativo, vigente dal 2004. Una decisione unilaterale che incide fortemente sulle condizioni salariali, ma non solo dei cavatori. Senza l’integrativo la loro busta paga avrà circa 500 euro in meno ogni mese.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

20170322_sciopero porfido
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Crctu, Centro ricerca consumatori tutela utenti – Trento) – In allegato il comunicato stampa:

 

Relazione CRTCU 2016

 

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