OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Prosegue l’impegno della Giunta provinciale per incentivare, soprattutto tra le giovani generazioni, l’apprendimento delle lingue comunitarie. Oggi la Giunta provinciale ha approvato i criteri e le modalità di assegnazione per la concessione di voucher individuali agli studenti del secondo ciclo di istruzione.

In particolare l’avviso è rivolto agli studenti del terzo anno della scuola secondaria di secondo grado che intendono frequentare il quarto anno scolastico 2017/2018 all’estero per un periodo annuale o parziale nei Paesi dell’Unione Europea. Sono 400.000 euro le risorse stanziate. L’intervento è cofinanziato dall’Unione Europea – Fondo sociale europeo, dallo Stato italiano e dalla Provincia autonoma di Trento. Avviso e modulistica sono scaricabili dai siti: www.fse.provincia.tn.it e www.modulistica.provincia.tn.it. La domanda deve essere presentata entro le ore 17.30 del 10 aprile 2017.

 

 

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Requisiti dello studente
Lo studente deve essere residente in provincia di Trento e frequentare nell’anno scolastico 2016/17 il terzo anno della scuola secondaria di secondo grado oppure essere domiciliato in provincia di Trento e frequentare nell’anno scolastico 2016/17 il terzo anno della scuola secondaria di secondo grado in istituti scolastici trentini. Possono accedere gli studenti di età non superiore a 21 anni alla data di scadenza di presentazione delle domande.

A livello di condizione economica lo studente deve appartenere ad un nucleo familiare con indicatore Icef non superiore a 0,59 attestato tramite la “Dichiarazione ai fini della valutazione della condizione economica per l’accesso agli interventi del Piano Trentino Trilingue”, contenente l’attestazione dell’indicatore Icef – Anno 2016. Tale dichiarazione va effettuata presso i soggetti (Caf) abilitati o presso gli sportelli periferici per l’assistenza e l’informazione al pubblico dislocati sul territorio provinciale. L’assegnazione del voucher è vincolata al conseguimento della promozione alla classe quarta senza voti negativi/debiti formativi.
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Dove
Il percorso d’istruzione all’estero deve essere svolto presso un’istituzione scolastica con sede in un Paese dell’Unione Europea. Per l’organizzazione del percorso scolastico lo studente può adottare modalità libere, quali, a titolo esemplificativo, l’adesione a proposte di mobilità studentesca promosse dall’istituzione scolastica di provenienza, l’iscrizione a programmi all’estero attuati da enti,associazioni, agenzie operanti nel settore della mobilità studentesca, la progettazione autonoma del percorso con ricerca personale della scuola estera e della soluzione di alloggio.

 

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Durata
La durata del percorso d’istruzione può essere annuale o parziale. Nel caso del percorso annuale lo studente è tenuto a frequentare una scuola estera per l’intero anno scolastico 2017/18 come definito dal calendario della scuola ospitante e comunque per un periodo non inferiore a 240 giorni.
Nel caso del percorso parziale lo studente è tenuto a frequentare una scuola estera durante l’anno scolastico 2017/18 per un periodo di durata non inferiore a 110 giorni.
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Presentazione delle domande
Le domande devono essere presentate entro le ore 17.30 del 10 aprile 2017.

Graduatoria e assegnazione dei voucher
I voucher sono assegnati agli studenti in graduatoria fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Gli studenti non assegnatari di voucher per esaurimento delle risorse disponibili sono posti in riserva; le relative domande potranno essere finanziate con successivo provvedimento in caso disponibilità di risorse finanziarie. La graduatoria delle domande ammesse e relativa assegnazione dei voucher sarà pubblicata sul sito www.fse.provincia.tn.it – opportunità Fseper le persone – Piano Trentino Trilingue e sul sito www.vivoscuola/trentino-trilingue.

 

Per informazioni
Servizio istruzione e formazione del secondo grado, università e ricerca
0461- 497211/491346

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Dal 16 al 23 luglio l’Euregio Sport Camp 2017 offre l’opportunità di conoscersi e condividere un’esperienza sportiva a Pejo Fonti, in Trentino, a 60 giovani sportivi dell’Euregio dai 12 ai 14 anni. Sono previste numerose attività fra cui training per imparare nuovi sport e fare gruppo con altri giovani sportivi del Tirolo, dell’Alto Adige e del Trentino.

Le eventuali difficoltà derivanti dalle barriere linguistiche saranno superate grazie alle attività comuni ed al sostegno di allenatori di madrelingua italiana e tedesca. Oltre a provare sport come rafting, mountain bike e molti altri, quest’anno i partecipanti impareranno anche ad orientarsi nei boschi con apposite mappe. Una giornata sarà interamente dedicata alla sicurezza nel territorio alpino.

Dopo un’esperienza emozionante in mezzo alla natura, le nozioni apprese sul campo saranno approfondite durante una serata informativa con esperti del settore. Il programma, molto variegato, prevede anche gite, visite a musei e una caccia al tesoro con l’utilizzo del Gps.

Solo per i partecipanti del Trentino: Le domande di iscrizione devono pervenire all‘Ufficio Attività Sportive della Provincia di Trento, in via Petrarca, 34 – 38122  Trento, entro il 21 aprile (rispetto alla data indicata nel volantino la scadenza è stata prorogata) mediante: consegna a mano in Ufficio (orario 8.00/12.00); con invio alla Pec istituzionale (serv.turismo@pec.provincia.tn.it); con raccomandata a.r.. Preghiamo gli interessati di allegare al modulo di iscrizione, l‘autocertificazione dei voti conseguiti nel primo quadrimestre dell‘anno scolastico 2016/17 o copia della pagella scolastica.

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Comune Trento) – Grazie all’impegno dell’associazione Finisterrae Teatri, che in collaborazione con il Comune di Trento ha intrapreso un percorso di riqualificazione e di animazione del parco.

 

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Un albero che parla di pace e di rinascita

Arriva anche a Trento una delle piante figlie del caco sopravvissuto al bombardamento atomico di Nagasaki. Sarà piantata nel giardino Alexander Langer venerdì 24 marzo alla presenza del botanico giapponese Ebinuma, ideatore del progetto Kaki Tree Project, e di numerosi bambini delle scuole materne ed elementari dell’Oltrefersina.

Giovedì 23 marzo alle 20.30, presso sala Falconetto di palazzo Geremia, tavola rotonda su “Coltivare un tempo di pace” in collaborazione con il Forum Trentino per la pace e i diritti umani, l’associazione Pro.di.Gio e l’associazione italo-giapponese Yomoyamabanashi. Tra gli ospiti il dottor Ebinuma, il fisico Mirco Elena e Lisa Clark dei Beati Costruttori di Pace.

Il 9 agosto 1945 la bomba atomica “Fat Man” venne sganciata da un bombardiere americano sulla città di Nagasaki. Le intense radiazioni e la forza d’urto dell’esplosione sprigionate uccisero circa 80 mila persone, riducendo in cenere la città. Miracolosamente un albero di cachi sopravvisse alla devastazione.

Nel 1994 l’arboricoltore Masayuki Ebinuma iniziò a curare il fragile albero di cachi e riuscì a farlo riprendere fino al punto da ottenere delle pianticelle di “seconda generazione dell’albero di cachi sopravvissuto al bombardamento atomico”. Quindi, Ebinuma cominciò a distribuire quelle pianticelle ai bambini che si recavano in visita a Nagasaki, come simbolo di pace.

L’artista contemporaneo Tatsuo Miyajima nel 1996 concepì un progetto artistico detto “Kaki Tree Project– La rinascita del tempo” e nell’anno seguente, una pianticella di “seconda generazione” fu piantata presso l’’ex Scuola Elementare Ryuhoku, andando a costituire la prima piantatura del Progetto. Da quel momento il progetto si è diffuso ovunque e oggi le piccole piante di caco, figlie dell’albero di Nagasaki, possono raccontare la loro storia e parlare di pace e della forza della vita ai bambini di tutto il mondo.

Uno dei cachi arriva ora nella città di Trento grazie all’associazione Finisterrae Teatri – Pituit studio d’arti, che, dopo aver presentato uno specifico progetto di promozione della pace tra le nuove generazioni e un impegno a seguire con cura la crescita dell’albero, è riuscita ad ottenere il consenso dallo staff giapponese per la piantumazione della pianta presso il parco comunale Alexander Langer (dedicato ad uno dei più grandi protagonisti della cultura della pace del nostro tempo).

L’associazione culturale Finisterrae Teatri è una compagnia teatrale professionale impegnata, fin dalla sua nascita, nell’ormai lontano 1995, in progetti che coniugano arte e impegno sociale. Il nome stesso sta a indicare un luogo al confine, o meglio ciò che avviene ai margini, una sorta di feconda instabilità. Da un paio d’anni, dopo ver preso casa presso Pituit studio d’arti in via Aosta, proprio nei pressi del parco del Salé, ora dedicato ad Alexander Langer, ha iniziato un progetto di attivazione dei processi partecipativi sul territorio per riqualificare il parco e renderlo luogo di relazioni significative e di incontro.

Il progetto ha coinvolto centinaia di persone, istituzioni e numerosissime associazioni che hanno partecipato attivamente alle varie attività proposte. Dal 2017 Finisterrae Teatri e associazione Prodigio onlus hanno stretto un patto di collaborazione con I Beni Comuni del Comune di Trento per la valorizzazione del parco attraverso la creazione di alcuni luoghi di incontro e relazione, in particolare sotto gli archi del viadotto della ferrovia della Valsugana che delimita il parco.

Lì hanno trovato sede il BiblioArc – spazio di Bookcrossing, l’Arco Giochi e il TeatrArc, piccolo “teatrino sotto il ponte” per ascoltare una storia, leggere un libro o semplicemente incontrarsi e parlare. Infine “Perle verdi” è un progetto dedicato alla coltivazione di spezie, piante antiche e piante che vengono da lontano. Proprio come il caco di Nagasaki che ora, con l’aiuto di tanti cittadini, bambini e adulti crescerà nel nostro parco a ricordarci che la pace nasce da piccoli gesti, continui e duraturi.

 

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Per l’arrivo del Caco di Nagasaki e per la sua piantumazione sono previsti due momenti informativi e celebrativi aperti a tutta la cittadinanza.

 

Giovedì 23 marzo 2017, alle ore 20.30, presso palazzo Geremia (sala Falconetto) si terrà l’incontro “Coltivare un tempo di pace”: una tavola rotonda per raccontare la storia del Caco di Nagasaki e riflettere sulla diffusione del nucleare al giorno d’oggi e sulla promozione della pace. La serata è organizzata in collaborazione con il Forum Trentino per la pace e i diritti umani, l’Associazione Pro.di.Gio e l’Associazione italo-giapponese Yomoyamabanashi. Saranno presenti numerosi ospiti tra cui Masayuki Ebinuma (botanico, ideatore del Kaki Tree Project), Mirco Elena (Unione degli scienziati per il disarmo), Lisa Clark (Beati Costruttori di Pace), Miriam Vanzetta e Giacomo Anderle (Finisterrae Teatri) e l’Assessore alle politiche sociali Mariachiara Franzoia.

 

Venerdì 24 marzo 2017, alle ore 10.00, presso il parco Alexander Langer si terrà la Cerimonia di piantumazione del Caco di Seconda Generazione di Nagasaki.

È prevista la partecipazione di alcune classi delle scuole elementari e delle scuole materne della Circoscrizione Oltrefersina che daranno il benvenuto al Caco offrendogli alcuni lavori dei bambini: fiori di carta, disegni e canzoni. Verrà raccontata “La storia dell’albero delle sette virtù” e infine i bambini assicureranno il loro impegno affinché l’albero di cachi possa crescere sereno e felice insieme a tutti loro. Ogni bambino potrà affidare un proprio impegno/desiderio per il futuro ad una cassetta che sarà interrata con il Caco.

Avremo l’onore di avere nuovamente con noi il dottor Ebinuma, che interverrà con un breve saluto e le artiste Gabriella Gasperini, Nadezhda Simeonova e i musicisti Martino Brocchieri e Irem Kurt.

Per tutti gli eventi l’ingresso è libero e gratuito.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

cs caco (21-3-17)

 

 

Foto: archivio Comune Trento

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Gruppo Nestlé) – La nuova ricerca Censis fotografa un consumatore curioso, pragmatico, disposto a spendere di più dove riconosce valore. E sempre informato. Cresce la spesa alimentare, fra Made in Italy, cibi pronti, acquisti on line, webfood e nuove modalità consumo.

Gli italiani continuano a essere prudenti, tanto da avere accumulato ben 133 miliardi di euro di cash cautelativo dall’inizio della crisi a oggi, ma torna la disponibilità agli acquisti ed è proprio il cibo a catalizzare tale inclinazione. La spesa alimentare, drasticamente segnata dalla crisi, ha ripreso a crescere negli ultimi anni, raggiungendo il 14,3% sul totale dei consumi delle famiglie, una quota significativamente superiore alla media dei principali Paesi europei (11,4%).

A rivelarlo è “Il futuro dell’alimentazione: tra stili di vita contemporanei e nuovi modelli di fruizione”, la nuova ricerca Censis per Nestlé Italiana [1] presentata questa mattina a Milano dal direttore generale dell’Istituto, Massimiliano Valerii.

Il cibo torna centrale – oltre il 91% degli italiani si dichiara interessato – e diversamente da quanto accade nel resto del mondo, a guidare la spesa del consumatore italiano non è il prezzo ma fattori qualitativi come trasparenza delle informazioni (94,4%), funzionalità (88,4%), salute (84,6%), eticità (83,5%). A questi si aggiunge l’italianità, valore per il quale è disposto a pagare qualcosa in più (85,5%), in linea con un fenomeno globale di domanda di italian food che dal 2010 al 2015 è cresciuto nel mondo del 36,5%.

La combinazione di questi fattori è totalmente soggettiva e pragmatica e genera perciò una pluralità di scelte e un mix di soluzioni e canali: cibo pronto e semipronto (utilizzato da oltre 31 milioni di italiani), cibi salutisti (26 milioni), take-away acquistato on line (19,4 milioni), alimenti e bibite nei distributori automatici (25,3 milioni).

Senza romanticismi o pregiudizi ideologici: pragmaticamente, appunto. Ma anche consapevolmente: il consumatore fotografato dalla ricerca Censis, avendo ben chiaro cosa vuole dal “proprio” cibo, si informa; e lo fa prevalentemente in rete (57%, percentuale che sale al 74,2% nel caso dei Millennial). Ad acquistare cibo in rete sono ancora pochi, ma la tendenza complessiva è in crescita. Altro fattore guida è la marca: il 67,3% è disposto a pagare di più per i prodotti della marca di fiducia.

«E’ interessante notare – commenta Valerii – come, più si ampliano offerta e canali, e più la marca assuma un ruolo di guida e di garanzia: gli italiani, compresi i Millennial, sono disposti a pagare di più per il prodotto di marca, soprattutto quando comprano alimenti salutistici (71,1%), cibi pronti o semipronti (69,6%), prodotti nei distributori automatici (71,3%). E anche quando ordinano cibo cucinato a domicilio, dove quindi la ‘marca’ è il ristorante o la piattaforma di acquisto».

E tuttavia in uno scenario in così rapida evoluzione, dove soluzioni e canali si stratificano e convivono e dove i trend oggi attribuibili prevalentemente ai Millennial possono rapidamente consolidarsi, la filiera alimentare non può certo attestarsi su vecchi modelli.

«La ricerca Censis fotografa in maniera chiara la complessità di quello che sta accadendo oggi, in un mercato che risponde ancora a logiche consolidate ma vede affermarsi contemporaneamente fenomeni del tutto nuovi – ha spiegato Massimo Ferro, Direttore Corporate Strategy di Nestlé in Italia – Nuovi modelli organizzativi, ad esempio, a servizio della multicanalità, dove il ruolo della marca è inevitabilmente destinato a cambiare. Ma anche nuovi prodotti, in linea con l’evoluzione del gusto e delle necessità, e nuove tecnologie produttive. Stiamo assistendo a cambiamenti molto veloci e la sfida sarà saper rispondere in modo adeguato alle mutevoli richieste dei consumatori. La ricerca evidenzia poi l’importanza che l’italianità riveste nelle scelte alimentari; con orgoglio possiamo dire che Nestlé Italiana sta già puntando con forza alle eccellenze del Made in Italy. Abbiamo cominciato con l’acqua S.Pellegrino®, oggi un simbolo dell’Italia nel mondo, e proseguito dallo scorso anno con Baci® Perugina® , investendo per farne un simbolo del cioccolato Made in Italy nel mondo.  La nostra prossima sfida sarà fare dello stabilimento Buitoni di Benevento un hub internazionale dedicato allo sviluppo di competenze e alla produzione della pizza. Tutto questo è possibile grazie ad un piano industriale fatto di innovazione tecnologica, investimenti, una visione di lungo periodo e un team agile e preparato che possa realizzarlo».

 

Background information

Censis
Il Censis svolge da oltre cinquant’anni una costante e articolata attività di ricerca, consulenza e assistenza tecnica in campo socio-economico. Tale attività si è sviluppata nel corso degli anni attraverso la realizzazione di studi sul sociale, l’economia e l’evoluzione territoriale, programmi d’intervento e iniziative culturali nei settori vitali della realtà sociale: la formazione, il lavoro e la rappresentanza, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti economici, i media e la comunicazione, il governo pubblico, la sicurezza e la cittadinanza.

Gruppo Nestlé
Il Gruppo Nestlé è l’azienda alimentare leader nel mondo, attiva dal 1866 per la produzione e distribuzione di prodotti per la Nutrizione, la Salute e il Benessere delle persone. Con 442 stabilimenti e circa 335.000 collaboratori distribuiti in oltre 197 Paesi il Gruppo si è evoluto insieme ai sui consumatori, sviluppando soluzioni al passo con il cambiamento dei bisogni e dello stile di vita della società. L’innovazione e la ricerca scientifica applicata alla nutrizione rappresentano il tratto distintivo dell’operato del Gruppo sin dai suoi esordi e su queste stesse basi l’azienda sta lavorando oggi e per il prossimo futuro. Il Gruppo Nestlé è presente in Italia dal 1875, quando è stata depositata a Milano l’etichetta “Farina Lattea Nestlé, alimento completo per i bambini lattanti”. Nestlé Italiana, Sanpellegrino, Purina, Nespresso, Nestlé Nutrition e Nestlé Health Science, Nestlé Professional e CPW sono oggi le principali realtà che operano nel nostro Paese: assieme impiegano quasi 5.000 dipendenti in 11 stabilimenti (oltre alla sede centrale di Assago), raggiungendo nel 2015 un fatturato totale di circa 2,3 miliardi di euro.

Censis
“Il futuro dell’alimentazione: tra stili di vita contemporanei
e nuovi modelli di fruizione”.

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La neo-centralità del cibo
In un clima sociale connotato ancora da profonda insicurezza, in cui i risparmi cautelativi crescono a 133 miliardi di euro, nelle famiglie italiane prevale un atteggiamento di neo-sobrietà: non ascetismo, ma prudenza negli acquisti senza rinunciare a qualche sfizio. E fra questi spicca per l’86% l’acquisto di “cibi particolari”. Il cibo infatti è tornato al centro degli stili di vita degli italiani: dopo un calo di consumi alimentari del -10,9% tra 2007 e 2016, oggi la quota di spesa alimentare sul totale dei consumi delle famiglie italiane è assestata al 14,3%, una cifra superiore alla media degli altri Paesi europei.
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Il pragmatismo illuminato degli italiani
Nella scelta dei cibi da acquistare il fattore prezzo non è prioritario: solo per l’1,3% il prezzo è l’unico driver d’acquisto, per il 69,9% degli italiani sono più importanti altri elementi valoriali e pratici, e cioè
·      trasparenza  su provenienza, ingredienti, ecc: 94,4%
·      funzionalità: prodotti che non scadano subito 88,4%, facili e rapidi da cucinare 75,1%
·      tutela della salute: 94,6%
·      eticità: 83,5%
Si tratta di una eccezionalità tutta italiana: in tutto il mondo la variabile prezzo incide per circa il 32%.
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“Io voglio il mio cibo”: Web e on demand
L’85,7% degli italiani si informanoprima di acquistare un prodotto alimentare e la percentuale sale fino all’87,4% tra i Millennial. Il canale primario sono i siti Web, dal 57,0% della popolazione generale al 74,2% dei Millennial, mentre la TV è utilizzata da questi target rispettivamente per il 30,1% e il 19,6%.
Ma il Web è anche un canale di acquisto: se negli ultimi tre mesi del 2016, complessivamente hanno ordinato o comprato beni o servizi per uso privato 8,9 milioni di utenti, di cui 3,3 Millennial, a comprare prodotti alimentari sono stati 790mila italiani, di cui 260mila Millennial.  E nel 2016 ben 19,4 milioni gli italiani hanno acquistato cibi cucinati pronti, quali ad esempio pizza, hamburger, etnici, con consegna a domicilio, di cui 4,6 regolarmente. Il servizio è utilizzato dal 16,3% dei Millenial, contro il 9,4% dei Baby boomer e il 2,4% dei Longevi.
In questo contesto, sottolinea Censis, i negozi tradizionali resistono e modificano la funzione: niente cannibalizzazione quanto piuttosto multicanalità.
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Fra cibi “champion”, cibi pronti e cibi salutistici.
Gli italiani sono disposti a pagare di più per l’italianità, intesa sia come prodotti realizzati in stabilimenti localizzati in Italia (75,8%), sia come prodotti che utilizzano ingredienti di produttori o fornitori italiani (78,2%). Ma pagano di più anche per prodotti certificati (78,5%) e sottoposti a controlli rigorosi su sicurezza e qualità (77,3%).
Valori analoghi si riscontrano anche in riferimento a cibi pronti (solo da scaldare) o semipronti (preparati per torte, puré, risotti ecc.), acquistati da oltre 31 milioni di italiani (e da più di 6 milioni regolarmente): anche per questo segmento, i consumatori sono disposti a pagare di più per prodotti fatti con ingredienti italiani (80,1%), prodotti fatti in Italia (77,0%), con qualità certificata (80,8%), sicuri (78,9).
Italianità, qualità e sicurezza sono premiati anche dai consumatori di cibi salutistici: secondo Censis sono circa 26 milioni gli italiani che nel 2016 hanno acquistato almeno una volta cibi “senza”, cioè senza glutine, senza zucchero, senza lattosio e fra questi 8 milioni li acquistano regolarmente, o cibi “plus”, cioè arricchiti con vitamine, calcio, Omega3 ecc. e fra questi 5,6 milioni li acquistano regolarmente, con prevalenza di Millennial in entrambi i casi; sono premiati i prodotti che esprimono italianità, qualità, sicurezza, eticità.
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Il valore della marca
Il 67,3% degli italiani è disposto a pagare di più per la marca di fiducia, una percentuale che sale fra i consumatori di prodotti già pronti o semipronti al 69,6%, di prodotti salutistici al 71,1%, nonché al 71,3% fra i fruitori del canale vending e al 72,7% del cibo cucinato a domicilio.

 

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Il cibo italiano alla sfida dell’etnoglobal
Il cibo italiano è sempre più apprezzato nel mondo e lo dimostra la costante crescita delle esportazioni di food&beverage Made in Italy: +3,6% dal 2015 al 2016, +41,5% dal 2010 al 2016. E non parliamo solo di vino, olio e pasta ma anche di piatti pronti, acque minerali, tè e caffè, riso, succhi di frutta e ortaggi. Oltre all’export dall’Italia, un altro indicatore del successo dell’italian food nel mondo è la pizza, che genera un giro d’affari di 62 miliardi di euro. Anche l’81,7% degli stranieri residenti in Italia apprezza la nostra cucina (soprattutto pizza, pasta e formaggi) e il 71,9% cucina piatti italiani; e ben il 45,7% degli immigrati da più di 5 anni mangia tutti i giorni “italiano”.

Per contro, gli italiani apprezzano anche “l’etnico”, cresciuto dell’8% nel carrello della spesa nel primo semestre del 2016; 6 italiani su 10, infatti, amano cucinare da sé ricette con prodotti etnici: le più sperimentate sono il cous cous, il riso alla cantonese e il sushi.

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

NestléCensis_Cs_DEF

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Andreas Pöder) –  Oggi audizione al Senato  sul ddl Svp che cambierebbe il sistema elettorale:  Pöder presenta calcoli che dimostrano il danno per gli italiani e i ladini

All’audizione al Senato oggi presentero anche delle cifre, che possono dimostrare, come la cancellazione dell’ obbligo per un sistema elettorale proporzionale nella nostra provincia cambierebbe anche la rappresentanza italiana nel consiglio provinciale e dannegerebbe fortemente partiti italiani e ladini.
Ci guadagnerebbe solo la Svp: Piú seggi con meno voti, il ladino della Svp von seggio garantito.
Ogni soglia su livello provinciale per un partito italiano o ladino si trasformerebbe in una soglia reale molto piú alta.

Anche un premio di maggioranza scatterebbe solo per la Svp, che prenderebbe piú seggi ai danni sia dell’opposizione tedesca ma anche del gruppo italiano.

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Attualmente 409.000 aventi diritto al voto Cons. provinciale in tutta la Provincia Autonoma Aa/Südtirol

Elettorato intero su livello provinciale
Affluenza presunta 74% (come nel 2013) =  302.660

Voti validi presunti: = 292.060

Su livello provinciale (tutti i voti validi):
Soglia quotiente naturale ca. 2,8 % = 8.177 voti
Soglia 3 % = 8.761 voti
Soglia 4 % = 11.682 voti
Soglia 5 % = 14.603 voti

Voti validi  suddivisi tra i gruppi linguistici:

Ca. 69,15 % gruppo tedesco = ca.  201.959 voti validi
Ca. 26,47  % gruppo italiano = ca.  77.308  voti validi
Ca. 4,37 % gruppo ladino = ca. 12.763 voti validi

Soglia reale per una
lista di lingua tedesca
Solo elettorato di lingua tedesca – voti validi:

Soglia 2.8 % diventa soglia reale: 4,0 %
Soglia 3 % diventa soglia reale: 4,3 %
Soglia 4 % diventa soglia reale: 5,7
Soglia 5 % diventa soglia reale: 7,2

Soglia reale per una
lista di lingua italiana
Solo elettorato di lingua italiana – voti validi :

Soglia 2.8 % diventa soglia reale:  10,5%
Soglia 3 % diventa soglia reale: 11,3 %
Soglia 4 % diventa soglia reale: 15,11 %
Soglia 5 % diventa soglia reale: 18,8 %

Soglia reale per una
lista di lingua ladina
Solo elettorato ladino – voti validi:

Soglia 2.8 % diventa soglia reale: 64 %
Soglia 3 % diventa soglia reale: 68,6 %
Soglia 4 % diventa soglia reale: 91,5 %
Soglia 5 % diventa soglia reale: 114 %

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Muse) – Giovedì 23 marzo 2017, ore 20.45  nella sala conferenze del Muse appuntamento con Valerio Mazzoni – Unità entomologia agraria, Dipartimento Agroecosistemi sostenibili e biorisorse – Centro Ricerca e Innovazione Fem e Paolo Fontana – Unità protezione delle piante e biodiversità agroforestale, Centro Trasferimento tecnologico Fem.

Primo appuntamento, giovedì 23 marzo 2017, ore 20.45 con il ciclo di incontri La scienza nel quotidiano, interventi che raccontano quanta scienza e ricerca si nasconda nella vita di tutti i giorni, nelle azioni e nelle situazioni quotidiane, anche quando meno te lo aspetti. Gli eventi, in orario serale, sono organizzati dal Muse in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach.

Il primo incontro vedrà la partecipazione di due entomologi della Fem: Valerio Mazzoni (esperto di bioacustica) e Paolo Fontana (specialista di api) che affronteranno il tema delle specie aliene invasive di interesse agricolo, urbano e forestale.

In particolare, si parlerà di cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys) e di calabrone asiatico (Vespa velutina), due insetti potenzialmente in grado di arrecare cospicui danni all’agricoltura (e non solo) e che stanno creando non poca preoccupazione tra i coltivatori locali. La cimice, infatti, produce grandi aggregazioni e attacca numerose colture – erbacee e arboree – e in autunno si sposta in massa verso luoghi riparati per lo svernamento, incluse le abitazioni venendo a contatto con le persone.

La vespa, invece, è un fenomenale killer di api e può abbattere le popolazioni di un alveare nel giro di pochi giorni. Inoltre, ha dimensioni ragguardevoli, è piuttosto aggressiva e una sua puntura può risultare dolorosa e pericolosa.

Nel corso della serata, oltre alla presentazione delle caratteristiche di queste specie, verranno raccontati aneddoti storici legati alla loro diffusione e verrà presentata una app sviluppata dalla Fondazione Edmund Mach finalizzata alla segnalazione degli insetti sul territorio attraverso fotografie georeferenziate. Messa a punto nell’ambito d una iniziativa di “Citizen Science” per il monitoraggio della cimice asiatica sul territorio trentino, la App può essere installata gratuitamente sul proprio smartphone per segnalare la presenza dell’insetto, scattando una foto, rispondendo a poche domande e inviando la segnalazione.

Un team di esperti della Fem conferma la segnalazione e la carica in breve tempo sulla mappa dei rinvenimenti del Trentino, anche questa consultabile attraverso la Aapp. La App è già disponibile e scaricabile sia per Android sia per iPhone.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

0317_CS_Invasioni barbariche

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Comune Trento) – Praline, cremini, tavolette, cioccolatini, creme spalmabili, croccanti, choco chips, choco kebab, laboratorio di piazza e golose degustazioni… a Trento sono in arrivo di cioccolatieri di “Art & Ciocc®”.

Art & Ciocc® Il tour dei cioccolatieri® torna per il secondo anno consecutivo a Trento e sarà un’occasione per far festa e curiosare nel dolce mondo del cioccolato artigianale di qualità. La manifestazione è organizzata da Mark. Co. & Co. srl con Comune di Trento in collaborazione con Confcommercio Trentino, Confesercenti Trentino e Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento; Media Partner “Radio Dolomiti”.

Per tre giorni i cittadini e i visitatori potranno soddisfare il palato e la propria curiosità, assaggiando infiniti gusti e scoprendo specialità di ogni genere e forma, “artistica” o più tradizionale.

Ed ecco che tra i banchi si troveranno specialità dalle regioni d’Italia come il cioccolato di Modica, i cannoli siciliani, i cuneesi al rhum, i cremini da Perugia…e poi croccanti, creme spalmabili, praline di infinite varietà, tavolette, dragèe ovvero confetti di cioccolato, “spezzati” (tavolozze e quadrati) ai cereali e alle spezie, liquori di cioccolato (come la birra o gli abbinamenti con il rum), cioccolatini alla birra…

Da segnare nella lista degli assaggi anche il choco kebab e le proposte al cioccolato crudo realizzato con le fave della Riva Nacional dell’Equador: la fava non viene tostata e mantiene i principi benefici e salutari del cacao. Tutto il processo di lavorazione in laboratorio avviene al di sotto dei 43 °C, per non superare quella quota che andrebbe a danneggiare i principi antiossidanti.

Tra le forme originali ci saranno anche le scarpe e le borsette di alta moda, gli attrezzi e gli oggetti da lavoro, le tazzine e i servizi da caffè, i formaggi, i salumi e i pupazzetti al cioccolato tanto amati dai più piccoli.

«Il cioccolato è un motivo dominante delle nostre giornate – sostengono i maestri cioccolatieri del tour –, è un potente energetico antistress o il balsamo lenitivo che ci attende sul tavolino, vicino alla poltrona, per distendere i nostri nervi; i bambini lo adorano e ogni uomo che sia stato un bambino non può che ricordare questa profonda impressione d’infanzia».

«È una festa del cioccolato itinerante di grande richiamo di pubblico – aggiunge Roberto Donolato, amministrazione delegato di Mark. Co. & Co., azienda che ha ideato e progettato l’iniziativa -. La creatività, la cura e l’innovazione artigianale al servizio del cioccolato di qualità sono i punti di forza di questo tour che ogni anno prende il via a fine ottobre e si chiude a fine marzo e ci porta quasi ogni weekend in giro per le più belle piazze d’Italia. Un’esperienza unica che ci ha permesso negli anni di coltivare preziose collaborazioni con varie Amministrazioni Comunali>.

La seconda edizione a Trento di “Art & Ciocc® Il tour dei cioccolatieri” è accompagnata da una novità: il laboratorio “Bean to Bar: dal cacao al cioccolatino”. In uno speciale stand 10×5 posizionato in Piazza Lodron, verrà illustrato il percorso delle fave di cacao attraverso i processi di: tostatura, granellatura, raffinatura, concaggio, temperaggio e modellaggio fino a raggiungere la forma finale di tavoletta.

In piazza saranno presenti tutti i macchinari funzionanti (la filiera è composta dal: “roaster” per la tostatura, “winnover” frangi cacao, “grinder” e “micron” per la raffinazione, “vibro” per il setaccio ed infine da una temperatrice); inoltre un maestro cioccolatiere descriverà ogni passaggio e farà assaggiare i prodotti nelle fasi di lavorazione. Venerdì mattina il laboratorio Bean to Bar sarà dedicato alla visita didattica di alcuni alunni delle scuole di Trento.

Al tour nazionale, che quest’anno ha visto anche una tappa in Austria, partecipano solitamente 16 maestri cioccolatieri, che dal 2008 viaggiano senza sosta per regalare alcuni giorni di sorrisi e bontà in tante piazze e centri storici. Iniziato a lo scorso ottobre da Crema, il tour 2016/2017 ha “deliziato” le città di Aosta, Oderzo, Ravenna, Padova, Voghera, Vienna nella centralissima Am Hof Platz, Asiago, Ferrara, in occasione del weekend di San Valentino, Savona, Cesano Maderno, Castelfranco Veneto e infine Trento, dove si chiuderà la stagione.

Per “giocare” con selfie e social network, sarà inoltre a disposizione di tutti i visitatori una grande cornice di cioccolatini che potrà essere utilizzata per fotografie divertenti da condividere su facebook ed instagram con gli hashtag #arteciocc #arteciocctrento e #faccedaciocc.

 

 

Art & Ciocc® Il tour dei cioccolatieri
torna a Trento per la seconda edizione
in piazza Cesare Battisti e Piazza Lodron
dal 24 al 26 marzo 2017

 

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Segui le tappe e tutte le novità di Art & Ciocc. Il tour dei cioccolatieri:
sul sito www.iltourdeicioccolatieri.com
sulla pagina facebook (14.000 followers): https://www.facebook.com/arteciocc
Instagram: markcoeco

 

 

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Art & Ciocc® Il tour dei cioccolatieri
è anche nei ristoranti di Trento che
dal 24 al 26 marzo 2017
oltre al menu alla carta propongono
particolari piatti a base di cioccolato…

 

 

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Ristorante ai Tre Garofani
Via Mazzini 33, Trento – Tel. 0461.237543
⁃ Carpaccio di filetto di cervo fumè, misticanza, grissini al cioccolato, burro affumicato
⁃ Tortelloni di cioccolato ripieni di lepre e pistacchio
⁃ Mousse al cioccolato,. Pere alle spezie, cialde all’arancia in abbinamento al Vino Santo Trentino Pisoni 2001

 

 

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Osteria “A le due Spade”
Via Don Arcangelo Rizzi 11, Trento – Tel. 0461.234343
⁃ Trilogia di mousse al cioccolato con tortino caldo al fondente e pere in abbinamento al vino liquoroso Merlino 14/00 Pojer & Sandri

 

 

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Old Bar & Food
Via Roggia Grande 8, Trento – Tel. 0461.232414
⁃ Tagliatelle di cioccolato con mandorle, pinoli, arance

 

 

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… e in pasticceria con una particolare degustazione

Pasticceria Casa del Cioccolato
Via Belenzani 21, Trento – Tel. 0461.234352
⁃ MiniCioccolata calda con quadratino di sacher
⁃ Caffè marocchino con praline artigianali

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

cs art and ciocc

 

 

 

Illustrazione: da comunicato stampa

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Una seduta dedicata in buona misura alle petizioni popolari quella della quarta Commissione convocata nel pomeriggio di oggi a Palazzo Trentini dal suo Presidente Giuseppe Detomas. Villa Rosa, punto nascite dell’ospedale di Arco, piscina di Riva del Garda gli argomenti posti all’attenzione della Commissione dalla popolazione attraverso altrettanti documenti.

A seguire l’organismo ha fissato le audizioni al disegno di legge 158 del consigliere Viola in materia di salute e aggiornato ad altra data il punto 7, che recava l’esame di due proposte di Zeni e di Degasperi, sulla sorveglianza epidemiologica veterinaria.

Infine è stato espresso parere favorevole a due delibere della Giunta provinciale, la prima, sugli indirizzi per la valutazione delle politiche sociali, la seconda concernente l’approvazione delle disposizioni provinciali attuative dell’accordo Stato-Regioni del marzo 2015 in materia di interventi assistiti con gli animali.

Si allegano nota stampa sulla seduta e i documenti consgenati all’organismo dai rappresentanti del Comitato a sostegno del punto nascita di Arco e dai funzionari provinciali, per l’illustrazione della delibera sugli interventi assistiti con gli animali.

 

 

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Su Villa Rosa

I lavori si sono aperti con la consultazione di Enza Palazzo, delegata del comitato che ha raccolto le firme della petizione popolare 16 sulla salvaguardia dei servizi sanitari erogati dall’ospedale Nuovo Villa Rosa di Pergine. Palazzo ha lamentato la riduzione delle dotazioni, in particolare quelle radiologiche, la chiusura di agende di prenotazione di esami (soprattutto nel periodo estivo), la mancata sostituzione di personale andato in pensionamento e la chiusura dell’attività ecografica, che costringe i cittadini di Pergine a recarsi a Borgo Valsugana, creando gravi disagi

. Un tema noto, ha replicato l’assessore Luca Zeni, che ha precisato che in realtà a Pergine erano presenti più macchinari non utilizzati a pieno regime e quindi non c’è stata una riduzione delle dotazioni, quanto uno spostamento finalizzato ad una maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse a disposizione. Il macchinario di Borgo, inoltre, si era recentemente rotto e si è considerata l’opportunità di sostituirlo facendo ricorso a quello di Pergine, scarsamente impiegato.

Uno scenario confermato da Maurizio Centonze, direttore dell’Unità operativa multizonale, che ha aggiunto che l’apparecchiatura di Pergine è stata spostata anche perché, nonostante ci fossero due tecnici di radiologia part time, non ha mai potuto funzionare a pieno regime dato che il carico di lavoro non lo consentiva. Il direttore ha altresì garantito che a Villa Rosa è erogato il massimo servizio possibile e le liste di attesa sono sempre molto contenute (attualmente 8 giorni di attesa). La discussione è stata quindi rinviata ad una prossima seduta.

 

 

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Sul punto nascita dell’ospedale di Arco

Al secondo punto dell’ordine del giorno, la consultazione con Riccardo Cargnel, Franca Bazzanella e Giovanni Perugini, primi firmatari della petizione 17 sulla riapertura del punto nascite di Arco e sul mantenimento delle guardie mediche “che nasce da un Comitato non politico e di cittadinanza, con una connotazione il più neutra possibile”, ha precisato Cargnel.

Il problema è molto ampio e coinvolge l’intero sistema sanitario dell’Alto Garda-Ledro: il documento chiede di considerare tutti i margini di manovra utili a mantenere aperto il punto nascite di Arco come riferimento di zona, anche a fronte del fatto che c’è già un centro di procreazione assistita. Considerando un bacino di utenza allargato, che coinvolga anche Tione e Storo, dal punto di vista demografico ed orografico ci sarebbero ad avviso degli oltre 12 mila firmatari, le condizioni per giustificare il mantenimento del presidio.

Altrettanto si può dire delle guardie mediche: a fronte di un risibile risparmio economico si creano disagi alla cittadinanza e si aggrava ulteriormente il carico di lavoro del Pronto Soccorso. Un tema delicato, ha osservato l’assessore Luca Zeni che ha ribadito la posizione della Giunta: l’ente provinciale ha già chiesto la deroga allo Stato, proprio in virtù delle particolari condizioni orografiche di disagio. Tuttavia, il Comitato percorso nascita nazionale, dopo un’attenta e lunga analisi, ha deciso di non concedere la deroga perché le condizioni svantaggiate non sarebbero a suo avviso tali da compensare la minor sicurezza per il numero insufficiente di parti.

Bazzanella ha sollevato il dubbio di qualche errore nella trasmissione dei dati al Ministero: infatti, se la Ministra Lorenzin ha detto che per i comuni di Ledro in un anno non ci sono stati nuovi nati, evidentemente non era correttamente informata. Perugini ha rappresentato i casi di altre realtà ove le deroghe sono state concesse, con situazioni meno svantaggiate della nostra.

Suona strano, ha aggiunto, sentire oggi che non è possibile presentare altre domande di deroga, mentre nel novembre scorso questa possibilità sembrava sostenibile. Zeni ha replicato riferendo che sui dati si è inizialmente creato un malinteso, avendo la Provincia fornito al Ministero dei dati “aggregati”: “un malinteso poi chiarito”, ha precisato.

La possibilità di ripresentare la richiesta diventa difficilmente sostenibile e istituzionalmente scorretta, a fronte di un percorso molto approfondito già fatto e scelte già operate da parte del Ministero. Su questo argomento il Presidente Detomas ha comunicato la richiesta di essere ascoltati del deputato Mauro Ottobre e del sindaco di Tenno Gianluca Frizzi: l’incontro si terrà indicativamente lunedì 27 marzo alle ore 10.00.

 

 

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Sulla piscina di Riva del Garda

Infine, per la prima volta all’ordine del giorno, la petizione 20 sull’ampliamento della piscina comunale coperta “Enrico Meroni” di Riva del Garda. Sull’argomento saranno ascoltati i proponenti nel corso di una prossima seduta.

 

 

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Delibere di Giunta

Sulla valutazione delle politiche sociali

La Commissione ha poi espresso parere favorevole a due proposte di deliberazione della Giunta provinciale. La prima (contrari Viola, Cia e Zanon) in materia di politiche sociali, sugli indirizzi per la valutazione. Si tratta di un quadro concettuale, è stato spiegato, ma anche di un impianto metodologico che prevede di dividere il processo decisionale in tre fasi: progettazione, avviamento del progetto e valutazione finale. Ciascuna di queste fasi prevede specifici criteri di valutazione e che devono accompagnare l’intero processo decisionale dalla sua prima stesura fino alla fase finale. Nella delibera odierna possiamo individuare alcuni criteri che prevedono un’analisi e una valutazione già nella prima fase di stesura del programma. I

l consigliere Walter Viola ha ribadito le proprie perplessità sull’argomento: manca l’accreditamento, che di fatto è la prima valutazione del soggetto, ha osservato, consigliando all’assessore di verificare quanto fatto in proposito dall’Emilia Romagna. E’ vero che una cosa è valutare il servizio, altra valutare il soggetto, tuttavia il punto di partenza, la questione centrale, “l’aria del sistema”, a suo parere è oggettivamente l’accreditamento. Altro aspetto evidenziato da Viola: c’è troppa attenzione sul processo, ci sono meccanismi troppo proceduralizzati, soprattutto se consideriamo che qui trattiamo di sociale.

Il Presidente Giuseppe Detomas ha sostenuto invece la proceduralizzazione, ovvero la ricerca degli elementi oggettivi, in base all’impatto, ma anche in base alla procedura ed ha quindi espresso apprezzamento per la delibera. La consigliera Donata Borgonovo Re ha aggiunto una raccomandazione sul percorso: i contenuti del piano della salute sono il primo elemento cui riferirsi quando si costruisce la progettualità: solo se agganciati esplicitamente al piano salute i progetti non avranno “difetti di fabbricazione” già in partenza, ha detto. Non è un processo cronologicamente lineare, ha concluso l’assessore Luca Zeni: crediamo di poter lavorare per costruire un sistema coerente.

 

 

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Sugli interventi assistiti con gli animali

La seconda delibera (approvata con l’astensione di Viola e Zanon) riguarda l’approvazione delle disposizioni provinciali attuative dell’accordo Stato-Regioni del marzo 2015 per gli interventi assistiti con gli animali. Il provvedimento prevede la distinzione in due parti: 1) la formazione, con l’individuazione delle modalità di accreditamento degli enti formatori, la definizione dei requisiti dei provider e l’istituzione di elenchi provinciali dei soggetti accreditati e modalità di iscrizione al registro degli operatori che includono tutti coloro che non operano all’interno di un centro specializzato. 2) le strutture che erogano i servizi per le quali è previsto il rilascio di un nulla osta e l’iscrizione ad un elenco.

 

 

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Audizioni per il ddl Viola in tema di sanità

Sono state poi fissate le audizioni alla proposta di legge 158 a firma Walter Viola e colleghi di modifica della legge provinciale in materia di salute.

Sorveglianza epidemiologica: se ne parlerà in una prossima seduta

Aggiornato ad altra data il punto 7, sui disegni di legge 182 e 184, rispettivamente a firma Luca Zeni e Filippo Degasperi che prevedono una rete di sorveglianza epidemiologica veterinaria e, l’implementazione dei livelli di sicurezza ed assistenza in questo campo.

 

 

 

 

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

Quarta COMMISSIONE_22marzo2017

 

 

 

 

Foto: archivio Consiglio provinciale Pat

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – La presenza dell’orso che rivela la straordinaria qualità dell’ambiente naturale trentino e l’inizio della stagione primaverile con i primi avvistamenti, che già avvengono in questi giorni, riportano all’attenzione il tema della convivenza fra uomo e animale.

Una convivenza possibile, a patto che si rispettino alcune semplici regole di comportamento, che la Provincia autonoma di Trento, attraverso il Servizio Foreste e Fauna, ricorda con una serie di iniziative di comunicazione, la più immediata delle quali è la cartellonistica posizionata sul territorio, che segnala agli escursionisti la presenza del plantigrado.

Nei giorni scorsi è stata effettuata un’opera di controllo, manutenzione e sostituzione dei cartelli mancanti in alcune aree e di posizionamento di nuovi cartelli. Sono oltre 200 quelli presenti attualmente in Trentino occidentale.

Considerato il risveglio dal letargo in corso in queste settimane e la possibile presenza di nuove cucciolate nei prossimi mesi, è utile ed importante che turisti e residenti vengano informati sulle norme di comportamento da seguire.

 
Ecco le principali:

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– non attirare l’orso in alcun modo

– non lasciare mai cibo o rifiuti organici a disposizione dell’orso

– in caso di avvistamento a distanza, non avvicinarsi

– in caso di incontro ravvicinato, non correre o muoversi con concitazione, allontanarsi lentamente

– segnalare per tempo la propria presenza facendo del rumore o parlando ad alta voce

– nel caso un orso mostri chiari segni di aggressività rimanere fermi con atteggiamento passivo

– tenere i cani al guinzaglio

– comunicare eventuali segni di presenza chiamando il 335/7705966

– per le emergenze chiamare il numero 115

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Giacomo Bezzi) – Il Vicepresidente della Giunta Olivi risponde tempestivamente alla mia interrogazione, precisando in una nota, che nei prossimi giorni la Giunta provinciale assumerà un atto di indirizzo idoneo a garantire l’effettiva realizzazione dell’impegno preso nella manovra di bilancio 2017.

Nella Legge di stabilità infatti, un apposito emendamento finanziario del quale ero proponente, ha previsto che la Giunta provinciale incrementasse le risorse da destinarsi ai lavoratori disoccupati pari a Euro 500.000.

L’organizzazione sindacale e gli ex dipendenti della Whirpool di Trento costituitisi in comitato (attualmente formato da 83 aderenti), avevano richiesto un incontro urgente al Vice Presidente della Giunta proprio per esporre le proposte ed i progetti elaborati attinenti l’utilizzazione di tale fondo e verificarne la fattibilità ed esecuzione.       

 

 

In allegato il comunicato stampa:

170322 – CS_INCONTRO CON COMITATO DIPENDENTI EX WHIRLPOOL, IMMEDIATA RISPOSTA DI OLIVI A MIA INTERROGAZIONE

 

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