OPINIONEWS

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Domani, venerdì 24 marzo dalle ore 15 alle ore 18 presso l’Istituto di Formazione Professionale Alberghiero di Levico Terme in Via Ziehl 5 si terrà la seconda edizione della fiera del lavoro (career day) dedicata al settore turistico alberghiero della Valsugana.

L’evento è organizzato dal Centro per l’Impiego di Pergine Valsugana in collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Levico Terme, ed è rivolto sia a disoccupati con esperienza nel settore, sia agli studenti del terzo e quarto anno che a breve entreranno nel mondo del lavoro.

Sono presenti 36 aziende in cerca di 81 posizioni lavorative così articolate: 20 cuochi/e e aiuto cuochi/e, 36 camerieri/e di sala e baristi/e, 11 addetti/e al ricevimento e 3 camerieri/e ai piani. Una novità di questa seconda edizione è la presenza di quattro agenzie per il lavoro private che operano nel settore, che possono costituire un ulteriore canale di inserimento lavorativo.

Il vantaggio per chi partecipa è evidente: la possibilità di sostenere anche dieci – quindici colloqui in un solo pomeriggio, direttamente con il datore di lavoro o il responsabile di area (con lo chef, ad esempio). Risultato sempre più difficile al giorno d’oggi, dato che quasi tutti gli annunci prevedono la sola candidatura via e-mail.

La partecipazione è gratuita e riservata ai candidati preselezionati dal Centro per l’impiego di Pergine; sono state selezionate 71 candidature di lavoratori con esperienza, a cui si aggiungono gli studenti delle classi terze e quarte dell’Istituto Alberghiero.

Le figure professionali più difficili da trovare secondo i datori di lavoro sono cuochi con esperienza, camerieri/e con la conoscenza del tedesco, addetti/e al ricevimento con buona conoscenza di tedesco ed inglese.

 

 

Foto: archivio Pat

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Confindustria del Trentino) – Si chiama “la nuova via della seta” ed è un ambizioso progetto infrastrutturale e strategico: una volta ultimato, costituirà la più importante via commerciale tra Oriente e Occidente.

A questo tema, il prossimo 24 marzo Confindustria Trento dedica un appuntamento formativo dal titolo “La nuova via della seta: One Belt, One Road che attraversa 65 Paesi”.

Due sono le direttrici tracciate a congiungere la Cina all’Europa: una, terrestre, approda a Rotterdam; l’altra, marittima, ha per destinazione finale la città di Venezia. Il progetto, sul quale la Cina ha stanziato 1.400 miliardi di dollari, coinvolge 65 paesi che totalizzano, insieme, il 50% del Pil mondiale, il 70% della popolazione mondiale e il 75% delle riserve energetiche. Le ricadute sui volumi del traffico nel commercio internazionale e gli effetti sull’economia del nostro Paese saranno evidenti.

Nel corso dell’evento, in programma a Palazzo Stella, si indagheranno i margini di coinvolgimento nel progetto, i possibili benefici e i rischi per le imprese italiane. Saranno inoltre illustrati i finanziamenti per la costruzione della “nuova via della seta” e la loro gestione.

L’attività sarà tenuta da due esperti del tema: Antonio de Capoa, docente di Organizzazioni Internazionali, e Antonio Selvatici, giornalista e docente nel Master di Intelligence Economica presso l’Università di Roma Tor Vergata, autore del libro “Moriremo cinesi? La nuova via della seta”.

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Cooperazione Trentina) – L’analisi d oltre trecento bilanci di alberghi della valle effettuata da Scouting per conto di Cassa Centrale Banca conferma il buon andamento dell’industria alberghiera.

Ma per il futuro occorre interrogarsi sul modello di ospitalità che si intende proporre. All’insegna della sostenibilità ambientale.
Se ne è parlato oggi pomeriggio in un convegno organizzato dalle casse Rurali di Pinzolo e Adamello Brenta a Madonna di Campiglio.

In un inverno avaro di neve gli albergatori possono sorridere. Grazie alla neve programmata e alla qualità delle strutture, il bilancio economico della gestione alberghiera torna all’utile dopo anni di segni meno.

Se ne è parlano nell’ambito di un convegno promosso a Madonna di Campiglio, Centro Rainalter, dalle Casse Rurali di Pinzolo e Adamello Brenta e moderato da Francesca Maffei, dal titolo un po’ provocatorio: “C’era una volta la neve…”, a cui hanno partecipato numerosissimi operatori economico della valle.

Per Roberto Simoni, presidente della Cassa Rurale di Pinzolo, occorre chiedersi come il settore possa evolvere, anche in considerazione del cambiamento climatico che negli ultimi anni ha costretto gli operatori a fare i conti con la pioggia in estate e la mancanza di neve in inverno.

Una analisi approfondita dei bilanci 2015 effettuata dalla società Scouting – commissionata da Cassa Centrale Banca per conto delle Casse Rurali Trentine – denota una ripresa netta di fatturato negli ultimi anni.

In particolare – ha affermato Fabio Grazioli di Scouting – nel comprensorio della Valle Rendena cala leggermente il tasso di occupazione dei posti letto, che passa dal 54% del 2014 al 53% del 2015, ma in compenso cresce il fatturato medio, che sale dai 713 mila euro del 2014 ai 747mila euro, rispetto ai 708mila euro della media provinciale. In generale la qualità degli alberghi a quattro stelle permette una migliore occupazione delle stanze.

In Val Rendena nel 2015 sono cresciute le presenze del 6,2% (in Trentino +2,9%), i ricavi del 4,7% e il margine del 7,6%. Questo per effetto di una accorta gestione dei costi e di un minor ricorso all’indebitamento per finanziare gli investimenti. Dati che trovano riscontro anche nella rilevazione delle presenze effettuata dalla Apt di valle.

Per Matteo Bonapace dell’Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, dopo un dicembre fiacco (con l’eccezione di Madonna di Campiglio), il turismo dello sci si è ripreso a gennaio e febbraio, con una crescita delle presenze in valle rispettivamente del 13,2 e 2,3% sull’anno precedente.

Si assiste in generale ad una crescita negli ultimi anni, con una stagione estiva limitata ai mesi di luglio e agosto. Se l’estate la Rendena è meta preferita dei turisti italiani, in inverno sono gli stranieri a riempire gli alberghi, pur con una costante ripresa di italiani negli ultimi tre anni. Tuttavia non è possibile fermarsi ai dati positivi sul turismo. Il convegno ha provato a immaginare nuovi scenari per il futuro.

Per la presidente della Cassa Rurale Adamello Brenta Monia Bonenti occorre interrogarsi sulla visione di sviluppo del territorio, che trova nell’ambiente naturale il suo maggiore tratto distintivo da valorizzare in chiave turistica.

Maurizio Rossini, amministratore unico di Trentino Marketing, punta alla necessità di mettere a frutto gli investimenti fatti nel settore, che dovranno creare valore su tutto il territorio.

E la prof.ssa  Maria Della Lucia, docente del Dipartimento di Economia dell’Università di Trento, ha parlato in maniera esplicita di sostenibilità ambientale, riportando i dati di una ricerca effettuata su cinque grandi aree alpine. Il Trentino è una delle regione che ha saputo sfruttare in maniera positiva le proprie risorse naturali.

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Claudio Cia – Maurizio Fugatti – Maunela Bottamedi – Giacomo Bezzi) – Negli ultimi mesi siamo stati testimoni di una escalation di violenza e di fatti di cronaca nera legati al degrado, spesso collegati al mondo della droga e della tossicodipendenza, verificatisi nella nostra Regione.

Nell’ultimo anno, giusto per fornire qualche dato, vi sono stati almeno una decina di casi di overdose (solo nella Provincia di Trento) che sono stati resi noti ed almeno tre morti derivanti dall’assunzione di sostanze psicotrope; almeno due risse documentate a Trento ed una a Bolzano tra cittadini extracomunitari per il controllo dello spaccio avvenute in pieno giorno in piazza Dante e nei parchi pubblici che hanno visto contrapposti un gruppo di cittadini magrebini ad un altro composto da africani subsahariani, i quali si sono sfidati a mani nude o armati di spranghe, bottiglie ed altri oggetti contundenti, con chiaro pericolo per l’incolumità delle persone che stazionavano o transitavano nel parco in quel momento, di fronte a famiglie e bambini che giocavano.

La stretta connessione poi, tra cittadini extracomunitari ed associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti è testimoniata dalle varie operazioni concluse quest’estate dalle Ff.Oo. e che hanno visto finire in carcere sia Trento che a Bolzano numerosi cittadini africani ed albanesi mobilitatisi con la costituzione di vere e proprie organizzazioni strutturate.

Vi sono stati inoltre alcuni casi di assalto alle Ff.Oo.., uno in particolare a danno dei Carabinieri di Trento nel gennaio 2016 dove i militari della pattuglia sono stati malmenati e dove gli veniva strappata una persona appena tratta in arresto, ed un altro a danno della Polizia di Stato nella notte del 17 luglio scorso, da parte di gruppi di spacciatori magrebini che volevano impedire l’arresto di un loro connazionale, causando in entrambi i casi alcuni feriti lievi tra gli agenti.

Un terzo episodio, avvenuto a fine estate, ha visto una Volante e due pattuglie del Radio Mobile di Trento bersagliate con delle bottiglie da extracomunitari ed anarchici durante un intervento. La colpa degli agenti era stata quella di fermare un cittadino magrebino che aveva appena compiuto il furto di uno zaino.

Più in generale, possiamo parlare di numerosi casi di atti di violenza da parte di cittadini extracomunitari, il più delle volte clandestini, nei confronti di agenti delle Ff.Oo.. (anche contro la Polizia Locale) per eludere controlli o anche gratuitamente, magari sotto l’effetto di alcol o droghe.

Evidenziamo una crescita ipertrofica di microcriminalità consistente in furti e aggressioni, talvolta a sfondo sessuale, il tutto riconducibile a soggetti extracomunitari pregiudicati e clandestini. Rammentiamo il tentato stupro avvenuto a Trento nella notte del 7 luglio ad opera di un cittadino tunisino clandestino a danno di una ragazza italiana.

O le minacce rivolte ad un’anziana il 14 settembre di fronte alla stazione dei treni di Trento da parte di un magrebino, minacce poi precipitate in furto con strappo del cellulare della malcapitata e le continue minacce ed aggressioni rivolte ai controllori dei servizi pubblici in generale e delle Ferrovie dello Stato in particolare, specialmente sui treni diretti al Brennero.

Ancora, questione non meno censurabile delle precedenti, lo spaccio di droga e l’induzione al consumo di stupefacenti nei confronti di ragazzi minorenni sono chiaramente le attività predominanti di questi gruppi, con tutti i risvolti sociali sopra elencati. A tal riguardo giova menzionare il caso di uno spacciatore egiziano che aveva offerto dell’hashish ad una quattordicenne che poi si era sentita male e si era gettata dal parapetto di un ponte in via Avancini.

Dalle premesse appena argomentate, è oltremodo palese l’esistenza di un sodalizio criminale finalizzato al controllo, allo spaccio e alla vendita di sostanze stupefacenti, così come è un dato autoevidente la presenza di gruppi, anche numerosi, di cittadini extracomunitari pregiudicati, clandestini, dediti abitualmente alla commissione di reati per trarne profitto per il proprio sostentamento.

In Italia come a Trento, agiscono in modo organizzato ed alla stregua di vere e proprie bande criminali che nulla hanno da invidiare a quelle di Scampia (Napoli). Si delinea quindi un chiaro problema di ordine e sicurezza pubblica, cui nondimeno si sommano serie problematiche di Igiene e Sanità pubblica, col ripresentarsi di malattie che nella nostra realtà erano state debellate, ad esempio Tbc e scabbia. A tal proposito ricordiamo che in altre regioni e province italiane si sono già presentate situazioni molto gravi rispetto a queste tematiche.

Salute Pubblica e Ordine Pubblico sono inficiati da un altro elemento di criticità consistente nel fatto che molti cittadini extracomunitari (richiedenti asilo, che già hanno avuto il rifiuto dello status di rifugiato o semplicemente clandestini) tentano quotidianamente di passare il confine del Brennero per raggiungere il Nord Europa, ma la Polizia Austriaca li ferma e li rimanda sistematicamente nel nostro territorio.

Si viene così a creare un effetto imbuto, come già visto a Ventimiglia, Como e Calais. Per tale problematica la soluzione offerta era stata di costruire una tendopoli, ma ciò non porterebbe ad altro se non alla creazione di una zona franca, ove sarebbe impossibile garantire la legalità, con conseguente degrado ed aumento della criminalità. Come già appurato a Como, ove era stato costruito un centro per questi migranti, la maggior parte delle persone intenzionate a passare il confine hanno rifiutato di alloggiarvi, rimanendo piuttosto in tende davanti alla Stazione Ferroviaria, pur di non essere identificate.

Per la salvaguardia del territorio diviene quindi fondamentale l’istituzione di un C.i.e (Centro di identificazione e di espulsione), anche temporaneo, nel territorio regionale, come previsto dal Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (D.Lgs. 286/1998). Il C.i.e. è un istituto previsto dalla L. 40/1998 (Turco – Napolitano) quindi una legge figlia di una sinistra più che radicale, e non un’invenzione di una destra “estrema”. L’impianto normativo nel corso degli anni è stato evoluto (vedi Legge Bossi – Fini) ma allo stesso tempo demonizzato forse perché, dando seguito all’istituto degli allontanamenti dal territorio nazionale, si sarebbe visto andare in fumo il business scaturente dal mastodontico sistema delle cooperative.

A garanzia del funzionamento del C.i.e. vi è il Prefetto della Provincia nel quale viene istituito, che affida i servizi di gestione della struttura a soggetti privati, responsabili del rapporto tra le persone che assumono lo status di giuridico di trattenuti o ospiti, e del funzionamento materiale del centro. Le Forze dell’Ordine presidiano lo spazio esterno delle strutture e possono entrare nelle zone dove vivono gli ospiti solo su richiesta degli enti gestori in casi eccezionali e di emergenza anche se di fatto questo si verifica quotidianamente.

Il rapporto tra gestori e ospiti viene integrato con la collaborazione delle autorità sanitarie che garantiranno l’erogazione di prestazioni mediche complete. La struttura, ricavata dalla conversione di uno dei centri d’accoglienza presenti oppure dal recupero di una delle molte strutture pubbliche attualmente inutilizzate, dovrà essere localizzata in un punto periferico della città al fine di permettere il trattenimento di questi soggetti per il tempo utile alla loro certa identificazione e poter così procedere alla loro espulsione con accompagnamento coattivo alla frontiera, assicurandosi così che i cittadini extracomunitari in questione lascino effettivamente il territorio nazionale. Qualora rientrassero verrebbero arrestati.

Tale operazione, legittimata dalla situazione di turbativa dell’Ordine Pubblico (oltre ai pericoli arrecati alla Salute Pubblica) causata da soggetti pericolosi e tendenti a delinquere, avrebbe l’effetto di ridurre oppure in taluni casi di azzerare i casi di violenza e criminalità cui stiamo assistendo negli anni (specialmente negli ultimi mesi), gestire i fenomeni legati all’immigrazione clandestina nonché i problemi derivanti dall’effetto “imbuto” che si viene a verificare alla frontiera del Brennero e di riportare le città di Trento e Bolzano verso una condizione di tranquillità e qualità della vita che è loro dovuta, degna della storia di questa Regione.

Un migliore coordinamento tra Forze di Polizia e Magistratura è una sinergia imprescindibile, infatti potrebbe far sì che venga automaticamente prevista l’espulsione connessa a reato disciplinata dall’art. 16 del Testo unico sull’immigrazione, anche in considerazione del fatto che il massimo edittale è riconducibile a periodi detentivi di due anni, destando maggiore interesse in relazione a tutti quei cittadini stranieri che in caso di concorso di reati o di unificazione di pene concorrenti potrebbero essere destinatari del provvedimento di espulsione, anche quando sia stata espiata la parte di pena relativa alla condanna per reati che non la consentono.

Da una corretta applicazione delle norme del Testo unico sull’immigrazione, i C.i.e. diventerebbero uno strumento indispensabile per dare alle Forze di Polizia una maggiore incisività nei servizi di prevenzione e repressione dello spaccio e di tutti quei reati predatori commessi per la maggiore proprio da persone straniere che preferiscono trarre sostentamento da attività illecite. Mentre per la Magistratura sarebbero uno strumento “chirurgico”, adoperabile nei casi di conclamata illegalità da parte di quei personaggi che in più occasioni sono stati colti in flagranza di reato, ovvero sorpresi a trasportare e cedere sostanze stupefacenti nelle varie piazze di spaccio e furti.

Insomma per essere più chiari, i C.i.e. sono strumenti indispensabili per reprimere in maniera considerevole il fenomeno della microcriminalità che puntualmente vede protagonisti stranieri residenti in Italia, clandestini di ogni tipo o pseudo profughi.

Proprio questa tipologia di reati che hanno un impatto pesante sulla popolazione tale da farle percepire un alto senso d’insicurezza, viene attualmente perseguita con pene irrisorie tali da rasentare il ridicolo ovvero nel massimo di due anni, quindi spesso si assiste alla rimessa in libertà di soggetti che sono più che recidivi, pertanto il C.i.e. è e rimane di importanza strategica perché l’art. 16 consentirebbe di applicare l’espulsione a coloro che riportano questo tipo di condanne.

La politica ha obbligo non solo giuridico ma morale di assumere una decisione che sia autentico sinonimo di accoglienza. Se tutti noi davvero vogliamo che il Trentino-Alto Adige rimanga un baluardo di salubrità per i nostri figli e nondimeno per quei cittadini stranieri che vivono nella rettitudine e sono perfettamente integrati nella nostra società, ecco che si profila necessaria l’immediata attuazione di norme che già esistono.

 

Tutto ciò premesso, il Consiglio Regionale del Trentino-Alto Adige impegna la Giunta regionale

– ad attivarsi presso il Commissario Governativo della Provincia Autonoma di Trento e presso il Commissario Governativo della Provincia Autonoma di Bolzano al fine di istituire un C.i.e. sul territorio della Regione Trentino-Alto Adige, con carattere temporaneo e quindi fino a cessata esigenza, col fine di controllare le problematiche sopra enunciate, venutesi a creare in relazione all’emergenza sbarchi.

 

 

Cons. Claudio Cia

Cons. Maurizio Fugatti

Con. Manuela Bottamedi

Con. Giacomo Bezzi

 

 

In allegato la mozione contenuta nel comunicato stampa:

proposta di mozione – istituzione di un CIE
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Gli amministratori locali, tra cui il presidente della Comunità di Primiero, Roberto Pradel con i sindaci del territorio, e moltissime persone, circa 200, hanno partecipato ieri sera a Transacqua, presso il Centro Enaip, ad un vero e proprio laboratorio di progettazione partecipata.

Alla presenza dell’assessore provinciale agli enti locali Carlo Daldoss, il confronto si è svolto su alcuni progetti ritenuti strategici per il territorio del Primiero attraverso specifici tavoli di lavoro. “Questo appuntamento  -ha sottolineato l’assessore Daldoss- rappresenta una bella iniziativa di partecipazione e di esercizio responsabile del protagonismo della comunità.

Attraverso il confronto con la popolazione e facendo emergere le idee e le proposte dal dibattito fra cittadini e rappresentanti istituzionali vogliamo affrontare un modo nuovo di costruire assieme lo sviluppo del Trentino”. Durante la serata sono stati analizzati alcuni progetti e interventi:

 

*
Intervento 1.

Prolungamento ciclabile Cismon che completa percorso ciclabile del Fondovalle

Costruzione nuovo ponte sul rivo San Pietro per bypassare un trattio a rischio idrogeologico sentireo ciclopedonale “Quota 860”

Percorso ciclopedonale per collegamento da Siror a San Martino

 

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Intervento 2

Ski Service Center a San Martino di Castrozza

 

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Intervento 3

Realizzazione Ponte Tibetano sul Rio Giasinozza di collegamento tra località San Giovanni e Val Noana

 

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Intervento 4

Risparmio energetico e valorizzazione ambientale del Vanoi , con rifacimento della illuminazione pubblica in diverse località

 

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Intervento 5

Alta Via n.2 Delle Dolomiti – Condivisione di un progetto strategico per lo sviluppo ed il rilancio turistico delle località

 
Si può ancora partecipare attraverso https://apl.provincia.tn.it/Primiero o scrivendo a apl@provincia.tn.it.

Attraverso un processo partecipativo ogni territorio è invitato a individuare le priorità di intervento con un approccio sovracomunale. Per i progetti ritenuti prioritari verranno assegnate risorse e si procederà poi alla realizzazione. Particolare attenzione viene riservata alla valorizzazione delle risorse naturali, culturali e del turismo sostenibile, al risparmio energetico e alle filiere locali di energia rinnovabile.

La serata ha seguito uno degli incontri svoltisi nell’autunno scorso in cui i portatori di interesse del territorio provinciale erano stati invitati ad esprimersi ed avanzare proposte di intervento. Il processo partecipativo è gestito e monitorato dall’Autorità per la partecipazione locale.

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – “Ci scusiamo per l’equivoco, in particolare con i parenti delle vittime delle foibe e con i profughi istriani e loro discendenti. Non era certo intenzione della Provincia sottovalutare la portata della Giornata del ricordo.

Tutti gli anni ci impegniamo a realizzare le azioni che il Ministero suggerisce, in particolare invitando le scuole a organizzare momenti di conoscenza e di riflessione e a partecipare a quelli realizzati dalla Fondazione Museo storico del Trentino, ed essendo appunto il Giorno del ricordo ricorrenza nazionale, avevamo segnalato agli istituti le iniziative previste anche per questa edizione, lasciando naturalmente ad esse la facoltà di decidere in autonomia su come aderire”

Queste le parole del presidente Ugo Rossi, a seguito di alcune polemiche sorte in merito al Giorno del ricordo, solennità civile nazionale celebrata il 10 febbraio di ogni anno per conservare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.

“La risposta ad una interrogazione sul tema – commenta ancora Rossi – era un atto dovuto che certo non esauriva la complessità della materia e soprattutto non enumerava le iniziative che abbiamo posto in essere anche in questa edizione della manifestazione”. “Ci scusiamo in ogni modo per la parzialità della risposta che ha indotto a questa interpretazione – sottolinea Rossi – .

Del resto sono iniziative che vengono fatte sempre, non una attività episodica, e rientrano nel complesso dell’ offerta formativa della Fondazione Museo Storico, sempre molto apprezzata dalle nostre scuole e da tutti i cittadini”.

Ecco in brevissima sintesi gli eventi realizzati dalla Fondazione Museo storico del Trentino, su incarico della Provincia autonoma di Trento e di concerto con l’Associazione Nazionale Giulia e Dalmazia, comitato di Trento:

– presso le Gallerie di Piedicastello è stata allestita per due settimane la mostra “Istria, Fiume e Dalmazia per non dimenticare”;

– alle scuole secondarie di secondo grado è stata offerta gratuitamente, con buon riscontro e gradimento da parte di insegnanti e classi, l’attività didattica “Storia del confine orientale, dalla Grande guerra all’esodo istriano” (curata dall’Area educativa della Fondazione Museo storico del Trentino) nelle giornate 8, 9, 10 febbraio 2017. La stessa attività è prenotabile tutto l’anno perchè inserite nell’offerta formativa della Fondazione (catalogo “L’officina della storia”);

– la Fondazione ha partecipato alla cerimonia del 10 febbraio presso il Comune di Trento con un intervento della dott.ssa Patrizia Marchesoni e alla serata di Nanno del 16 febbraio con un intervento del dott. Giuseppe Ferrandi;

– Nella settimana del 10 febbraio il canale televisivo “History Lab” ha offerto uno spazio di approfondimento alle tematiche dell’esodo e il direttore della Fondazione ha partecipato alla puntata di “Buongiorno regione” (Rai) dedicata al giorno del ricordo e trasmessa il 10.

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Trentino Sviluppo) – Al via le iscrizioni per il Progetto Integrato di Mercato che aiuta le imprese locali a investire ed esportare nel paese asiatico. Le imprese trentine interessate ad aprirsi ai mercati orientali hanno tempo fino al 6 aprile per aderire al Pim, il Progetto Integrato di Mercato attivato da Trentino Sviluppo a seguito delle missioni istituzionali in Cina svolte per iniziativa della Provincia autonoma di Trento tra il 2015 e il 2016.

Tante le opportunità offerte dal percorso formativo della durata di 12 mesi: dagli approfondimenti tematici sulla normativa doganale e contrattuale cinese all’individuazione di possibili partner commerciali. Nucleo centrale del progetto sarà la partecipazione degli imprenditori aderenti ad una missione commerciale in Cina organizzata da Trentino Sviluppo.

Investire o esportare in Estremo Oriente? Per le imprese trentine diventa più agevole grazie al Progetto Integrato di Mercato in Cina lanciato da Trentino Sviluppo. Il Progetto Integrato di Mercato, in sigla Pim, è nato a seguito delle missioni economico-istituzionali in Cina tra il 2015 e il 2016 per conto della Provincia autonoma di Trento e consiste in un percorso formativo mirato della durata di 12 mesi, composto da un variegato pacchetto di misure di accompagnamento e affiancamento sia individuali che collettive.

Tra le prime ricordiamo lo studio di fattibilità, la ricerca di canali e potenziali contatti commerciali in Cina e il supporto nel follow up degli stessi. Tra le seconde figurano invece approfondimenti settoriali di approccio al mercato cinese, con un particolare focus sulle free zone, la gestione dei contratti e dei pagamenti, le certificazioni e la normativa doganale cinese e le aree di maggior interesse commerciale.

Importanza centrale riveste poi la partecipazione ad una missione commerciale in Oriente organizzata da Trentino Sviluppo, con incontri b2b e visite alle realtà imprenditoriali cinesi maggiormente innovative, dinamiche e interessate a lavorare con l’estero. Le imprese con sede legale ed operativa in Trentino interessate a prender parte al Pim hanno tempo fino al 6 aprile per candidarsi. La quota di adesione a titolo di compartecipazione ai costi di progetto e comprensiva di una missione commerciale in Cina è di 1.250 euro.

Tra gli obiettivi di lungo termine del Pim figura anche la realizzazione dello studio di fattibilità di una piattaforma commerciale che supporti le aziende trentine nelle relazioni con i partner cinesi, per esempio con riferimento alla gestione delle trattive, alla chiusura di contratti di collaborazione o alla ricerca di nuove occasioni di business o nuove controparti. Per ulteriori informazioni e per scaricare il bando integrale dell’iniziativa è possibile consultare il sito trentinosviluppo.it o telefonare al numero 0464/443111.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

17-03-23 PIM Cina

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Comunità Vallagarina) – “Sulle parità di genere, perchè non partire da noi stessi?” La vicepresidente della Comunità della Vallagarina Enrica Zandonai ha sintetizzato con questo concetto il senso di “O.d.g Donne”: un progetto innovativo promosso della Comunità della Vallagarina per la promozione della parità di trattamento e della cultura alle pari opportunità tra donne e uomini.

L’iniziativa prevede dei momenti di approfondimento e confronto all’interno dei consigli comunali per sensibilizzare alle pari opportunità, promuovere momenti formativi e azioni al sostegno e alla partecipazione delle donne nella vita pubblica. Al progetto hanno aderito 14 Comuni della Vallagarina e nella presentazione avvenuta stamani è stata spiegata la finalità dell’iniziativa che si avvale del sostegno delle Pari Opportunità provinciali e dei Comuni lagarini, oltrechè della Comunità.

“Abbiamo pensato – ha spiegato la Vicepresidente di Comunità Enrica Zandonai – a delle serate di formazioni all’interno dei consigli comunali ( che peraltro sono sempre aperti alla cittadinanza) perchè ci siamo rese conto che spesso a questi incontri vengono persone già sensibili al tema, invece il Consiglio è l’organo delle programmazione politica dei Comuni, luogo principe per comprendere appieno le pari opportunità e le loro implicazioni.”

A fare da apripista sarà il Comune di Volano dove domani sera alle 20,30 in un incontro pubblico presso il Municipio arriverà l’Onorevole Maria Luisa Gnecchi membro della Commissione lavoro della Camera per parlare de “I lavori delle donne e la pensione”. La Sindaca di Volano Alessandra Furlini ha spiegato che l’evento sarà un consiglio informale “Tutti i giorni leggiamo di donne che abbandonano il lavoro perchè costrette a farlo dal carica di cura familiare, l’incontro vuole approfondire questa tematica.”

Questo progetto – ha affermato Cristina Azzolini assessore del Comune di Rovereto – ha l’ambizione di accelerare e non di tanto di forzare il cammino delle pari opportunità.” “Sentiamo l’esigenza – ha ribadito Serena Giordani assessore di Villa Lagarina – di un continuo monitoraggio sul tema perchè pur non volendolo spesso abbiamo dei comportamenti indotti.”

Micol Cossali che cura il progetto ha sottolineato il valore della condivisione e della presa di posizione da parte dei Comuni aderenti.
I 14 Comuni della Vallagarina ospiteranno due esperte suggerite dall’Università di Trento: Sara Filippi e Nadia Dalla Costa e quattro saranno le serate informali, la prima – come detto – è domani a Volano, le altre a seguire si concentreranno sulla medicina di genere, sullo sport e sul bilancio di genere. I comuni aderenti sono: Rovereto, Volano, Isera, Villa Lagarina, Ronzo Chienis, Terragnolo, Trambileno, Ala, Mori, Brentonico, Nogaredo, Calliano, Besenello e Pomarolo.

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:
comunicato stampa odg donne

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – I diciannove anni di intensa attività dell’Associazione Italia Georgia – Trentini per la Georgia onlus sono stati al centro di un incontro pubblico di restituzione che si è tenuto ieri nella sede della Provincia a Trento, alla presenza dell’assessora provinciale alla Cooperazione allo sviluppo, Sara Ferrari, del presidente di Italia Georgia, Bruno Fronza e di mons. Luigi Bressan vescovo emerito dell’arcidiocesi trentina.

In tutti questi anni di attività l’associazione ha saputo implementare e realizzare una serie di progetti nel campo della formazione professionale, alternando anche un fattivo impegno in occasione di alcune emergenze, terremoto e alluvioni, che hanno colpito il Paese nei primi anni 2000.

Sono stati presentati, in particolare, i positivi risultati del progetto pluriennale finanziato anche dalla Provincia e da poco concluso, riguardante il laboratorio artigianale di falegnameria che ha visto impegnata l’Associazione Italia Georgia nella sua costruzione e allestimento.

Un progetto che ha permesso di organizzare e realizzare percorsi formativi destinati a giovani georgiani in condizioni socioeconomiche precarie, realizzati grazie alla formazione, effettuata presso l’Enaip di Ossana, di due giovani georgiani. L’assessora Ferrari, dopo aver rivolto un saluto e un benvenuto alle ospiti georgiane, ha sottolineato la bontà dei risultati prodotto della partnership pubblico privata, che trova da un lato l’azione responsabile esercitata in questi anni dalle istituzioni (Provincia autonoma di Trento, Regione Trentino-Alto Adige e le scuole), dall’altro l’amicizia e la collaborazione dell’Associazione Italia Georgia con i partner in loco che nel tempo si è fatta alleanza.

“In tale contesto, ha detto l’assessora Ferrari, esprimiamo soddisfazione per il riconoscimento da parte dello stato georgiano del valore del diploma professionale rilasciato dall’Istituto Mermisi, nonché i complimenti per il riconoscimento dei risultati raggiunti anche da parte di istituzioni europee. Tutte cose che ci devono rendere orgogliosi, come Provincia e come comunità trentina, di poter collaborare anche con “investimenti” che hanno successo grazie all’impegno dei vari attori”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Si terrà martedì 4 aprile a partire dalle ore 09.30 nella Sala Auditorium di Trentino Network, presso la Centrale Unica di Emergenza, in via Pedrotti 18 a Trento, il convegno “Dati e automazione per un territorio più sicuro: progetti in corso e scenari futuri”.

Il convegno sarà introdotto dall’assessore alla cultura, cooperazione, sport e protezione civile della Provincia Autonoma di Trento Tiziano Mellarini. Moderatore sarà Alessandro Longo, direttore responsabile di Agendadigitale.eu.

Il convegno è organizzato dal Servizio Centrale Unica di Emergenza della Provincia autonoma di Trento, in collaborazione con il Centro Eledia dell’Università degli Studi di Trento, nell’ambito del progetto europeo I-HeEro, per presentare i risultati raggiunti e la roadmap prevista per realizzare la nuova “scatola nera” dei veicoli con l’adozione del servizio eCall.

Vengono inoltre presentati alcuni scenari applicativi ragionando sulle prospettive future per lo sfruttamento dei “big data” territoriali eterogenei, in particolare come trasformare i dati in conoscenza, a supporto delle decisioni per effettuare un migliore monitoraggio e gestire le emergenze.

Saranno presenti Francesco Mazzone di Aci Infomobility, Ilaria De Biasi di A22, Piero Brambilla di Areu Regione Lombardia, Luisa Zappini dirigente del Servizio Centrale Unica di Emergenza della Provincia di Trento, Paolo Rocca di Eledia Research Center, Corrado Buratti di Ice & Fire, Luisa Franchina presidente Associazione Italiana infrastrutture critiche, Roberto Moriondo direttore generale del Comune di Novara.

 

 

 

 

Illustrazione: da comunicato stampa

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