LANCIO D’AGENZIA

(Fonte: Ufficio stampa garante Privacy) – Privacy e vaccini : le scuole potranno inviare gli elenchi degli iscritti alle Asl. Approvato un provvedimento urgente per semplificare gli adempimenti e consentire trattamenti di dati non previsti dalla legge sui vaccini.

Da oggi gli istituti scolastici e i servizi educativi per l’infanzia potranno trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Asl competenti per territorio per consentire la verifica della regolarità vaccinale senza aggiungere oneri burocratici a famiglie e pubblica amministrazione.

Questa la decisione del Garante che ha adottato un provvedimento urgente – con valenza generale – per consentire un trattamento dei dati non previsto dalla normativa sui vaccini se non prima del 2019.

Tale decisione risponde alla richiesta dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e di numerose altre amministrazioni su scala nazionale che hanno manifestato l’intenzione di effettuare uno scambio automatico di dati sulla regolarità vaccinale – anche in assenza di una specifica norma che lo consentisse – al fine di favorire il rispetto degli obblighi vaccinali nei termini previsti dalla legge.

In considerazione dell’esigenza segnalata e dell’imminente avvio dell’anno scolastico, il Garante ha adottato con procedura urgente un procedimento a valenza generale che autorizza una comunicazione di dati personali non sensibili dalle scuole alle autorità sanitarie.

 

 

 

*

In particolare, alla luce delle finalità istituzionali perseguite e delle difficoltà operative evidenziate:

• Le scuole – sia quelli pubbliche, sia quelle private – e i servizi educativi per l’infanzia possono trasmettere l’elenco degli iscritti alle aziende sanitarie territorialmente competenti.

Tali elenchi potranno essere usati per l’attività di verifica delle singole posizioni e per l’avvio delle procedure previste (ad esempio la convocazione dei genitori), nonché per la pianificazione delle attività necessarie a mettere a disposizione dei genitori la documentazione prevista dal decreto.

• Il Garante ricorda che le aziende sanitarie, di propria iniziativa, al fine di semplificare le procedure, possono già inviare alle famiglie i certificati o altre attestazioni vaccinali per consegnarli alle scuole, senza dover aspettare che siano i genitori stessi a richiederli, nonché inviare altre comunicazioni relative agli obblighi vaccinali, anche a seguito di accordi con gli istituti scolastici.

 

 

**

Nella giornata di ieri, sono giunte richieste da parte di alcune regioni che vorrebbero poter comunicare direttamente alle scuole, anche tramite le aziende sanitarie, i dati sulle vaccinazioni effettuate dagli alunni.

Al riguardo, si ricorda che se il trattamento di dati sensibili non è espressamente previsto da una disposizione di legge i soggetti pubblici possono richiedere al Garante di esprimersi in tal senso solo dopo aver adottato una norma regolamentare – con parere conforme dell’Autorità – che specifichi i tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi indicati del Codice della privacy.

“Sin dall’inizio della vicenda il Garante della privacy ha offerto la massima collaborazione ai Ministeri competenti e a tutte le altre amministrazione coinvolte.” – afferma il Presidente Antonello Soro – “Per aiutare ulteriormente famiglie, scuole e regioni, abbiamo ritenuto ora necessario intervenire, nei limiti che ci sono consentiti dalla legge, per semplificare la vita alle famiglie e consentire un più celere flusso di dati.

Ci auguriamo che questo provvedimento ristabilisca chiarezza e limiti i possibili rischi legati a uno scambio dati effettuato in assenza di una regolamentazione omogenea su tutto il territorio”.

“Con il nostro provvedimento è ora consentita la trasmissione dei registri degli iscritti dalle scuole alle Asl. Al momento, invece, manca un’adeguata base regolamentare che consenta il flusso inverso, ovvero la trasmissione di dati sensibili dalle Asl alle scuole.

Resta naturalmente ferma la nostra disponibilità a esaminare ogni soluzione normativa che possa eventualmente introdurre ulteriori semplificazioni”.

 

 

 

Foto: archivio Codacons

(Fonte: Giacomo Bezzi) – Assessore Dallapiccola, è davvero così faticoso copiare dall’Alto Adige? Basterebbe che l’Assessore imparasse quantomeno a copiare dai nostri vicini altoatesini, considerato che in quanto ad iniziative proprie il paragone con loro non regge: né sul turismo né sulla gestione dei lupi e cinghiali.

Arduo perfino questo compito? Le dichiarazioni del Presidente Altoatesino sulla questione lupi non lasciano dubbi. Come al solito i nostri cugini danno dimostrazione di serietà e affidabilità nell’affrontare i problemi, privi di ogni genere di indugio cercano le soluzioni può opportune per il territorio e per chi ci vive.

Se il Governo altoatesino si è reso conto che con i progetti Life Ursus e WolfAlps siamo andati oltre ed intende proteggere chi abita e lavora sul territorio, perché non si è mai sentito tale affermazione da parte del governo di centrosinistra autonomista Trentino?

Certo, ci vuole capacità gestionale per attestazioni di questo genere e per portarle avanti senza timore. Quanto sta avvenendo da anni nella nostra Provincia porterà gradualmente allo spopolamento dei pascoli con le conseguenze che ne deriveranno, chiara la dichiarazione degli allevatori della valle di Fiemme: così non si può andare avanti! E la nostra Provincia sta a guardare…

E’ indubbio che serve una chiara presa di posizione prima che si raggiungano proporzioni non più gestibili, ma oramai sembrano tutti porsi solo il problema della leadership per le prossime elezioni provinciali, piuttosto che preoccuparsi dei veri problemi che assillano i cittadini.

 

 

 

 

Foto: da video archivio Pat

(Fonte: Ufficio stampa Strada del Vino e dei Sapori del Trentino) – Settembre è “A tutto Teroldego”.

Torna per il secondo anno il calendario di iniziative organizzate dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino per celebrare il Teroldego Rotaliano.

Una decina di appuntamenti in programma durante tutto il mese di settembre in varie località del Trentino: dalla città di Trento alla Vallagarina, dal Lago di Garda fino all’Altopiano di Pinè, passando per la Valsugana. Senza dimenticare, ovviamente, la Piana Rotaliana.

Aperitivi in musica, cene a tema, visite in distilleria e speciali degustazioni: sono solo alcune delle iniziative del calendario di A tutto Teroldego messe in campo dalla collaborazione tra una quarantina di soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino durante il mese di settembre per valorizzare il principe dei vini trentini, il rosso più rappresentativo della provincia e prima Doc varietale riconosciuta in Trentino nel 1971, con l’aggiunta dell’appellativo rotaliano.

Innanzitutto Il vino principe del Trentino: Teroldego Rotaliano Doc, momento di approfondimento a cura di Onav, Sezione Trento, in programma venerdì 1 settembre, alle ore 20.30, presso Palazzo Conti Martini a Mezzocorona.

Nel corso della serata gli ospiti potranno partecipare ad una degustazione guidata di 8 vini di aziende del territorio, come il Sangue di Drago di Azienda Agricola Donati Marco, il Clæsurae della Cantina Rotaliana di Mezzolombardo, il Luigi 2012 di Dorigati, il Nos 2009 di Cantine Mezzacorona, il Teroldego Rotaliano Doc 2014 di Cantina Roverè della Luna Aichholz, il Teroldego Rotaliano Doc Riserva 2014 di Cantina Endrizzi e il Teroldego Rotaliano Doc 2015 di Azienda Agricola Betta Luigino.

Non può inoltre mancare la Proposta mese del Teroldego Rotaliano a Palazzo Roccabruna-Enoteca Provinciale del Trentino dove ogni weekend del mese di settembre, dal giovedì al sabato, vi sarà la possibilità di effettuare tre assaggi di tre diverse etichette di Teroldego Rotaliano Doc scelte a piacere da un’ampia gamma rappresentativa della zona classica.

Rimanendo nel capoluogo, tutti i venerdì del mese (1, 8, 15, 22 e 29 settembre), il Panificio Moderno in Piazza Lodron 21 organizza, dalle 18.00 alle 21.00, Moderno Live – Speciale Teroldego Rotaliano, serate in musica durante le quali i prodotti da forno del panificio verranno abbinati al Teroldego Rotaliano di redondèl piccola azienda agricola.

Il Panificio Moderno dà inoltre appuntamento anche venerdì 29 settembre, ma questa volta all’interno del Mercato al Ponte di Isera, per Pane al Teroldego in assaggio al ponte dove, dalle 9.00 alle 13.00, proporrà la degustazione del Pane Teroldego e Vinaccioli, realizzato con il Teroldego Rotaliano di Villa Corniole di Verla di Giovo.

Nella stessa giornata sarà possibile degustare ed acquistare questo particolare pane anche presso i punti vendita di Rovereto, Isera, Trento e Mezzocorona.

Dal 1 al 30 settembre il Consorzio Turistico Piana Rotaliana Königsberg replica VendemmiAmo, iniziativa grazie alla quale per tutto il mese turisti e curiosi potranno vivere l’esperienza unica della vendemmia nelle suggestive aziende agricole della Piana Rotaliana e imparate i segreti e le tecniche di coltivazione delle uve, affiancati da esperti viticoltori locali. Un’esperienza che proseguirà in cantina dove vi sarà modo di apprendere i processi della vinificazione e che terminerà con la meritata degustazione in abbinamento ai prodotti tipici del territorio.

Durante tutto il mese ci si potrà anche recare presso la Distilleria Bertagnolli per Piaceri del Teroldego, visite guidate tra gli storici alambicchi a bagnomaria discontinui e degustazioni di Grappa di Teroldego Trentino, in abbinamento a prodotti enogastronomici locali e tutti i giorni escluso il mercoledì e il martedì sera presso il Rifugio Crucolo di Scurelle per Teroldego Rotaliano in rifugio, con speciali degustazioni dei propri salumi e formaggi abbinati al Teroldego Rotaliano di Azienda Agricola Endrizzi Elio ed altri vini del territorio e, in conclusione, l’assaggio del famoso Parampampoli.

Numerosi gli appuntamenti a tavola con speciali menù realizzati con e abbinati al Teroldego.

Il Ristorante Da Pino di Grumo di San Michele all’Adige aspetta gli appassionati da martedì 12 a sabato 30 settembre per Il Principe a Tavola, dove verranno serviti i Teroldego di Cantine Mezzacorona, Cantina Rotaliana di Mezzolombardo, Cantina Endrizzi, Azienda Agricola Betta Luigino e Gaierhof, in accompagnamento ai piatti del ristorante.

Attiva tutto il mese, invece, la proposta di Locanda 2 Camini di Baselga di Pinè con Teroldego in cucina, ovvero due piatti cucinati con il Teroldego Rotaliano, abbinati ad altrettanti calici di Azienda Agricola Donati; quella di Ristorante Alfio di Dro, con Teroldego in jazz, che prevede l’inserimento in menù di un “piatto jazz” abbinato al Teroldego Rotaliano Superiore delle Cantine Mezzacorona; quella di Ristorante Villetta Annessa di Riva del Garda, con Teroldego Rotaliano – tra calici e forchette, dove il Teroldego dell’Azienda Agricola de Vescovi Ulzbach verrà utilizzato sia come ingrediente che come vino in abbinamento speciale piatto e quella di Ristorante al Vò di Trento, con Teroldego Rotaliano e sapori di montagna, dove due speciali proposte gastronomiche verranno abbinate al Teroldego Rotaliano di Cantina Rotaliana di Mezzolombardo.

Disponibile infine la proposta vacanza di due giorni Bike e Teroldego: per tutto il mese, il Pietra Rara – room&breakfast di Pietramurata di Dro darà la possibilità ai propri ospiti di scoprire il Teroldego Rotaliano di Cavit e il territorio grazie al noleggio bici gratuito.

Per maggiori informazioni sui programmi delle singole iniziative è possibile visitare www.tastetrentino.it/atuttoteroldego.

 

 

Foto: da comunicato stampa

(Fonte- Ufficio stampa Pat) – Vicepresidente Olivi “Si tratta di una risposta innovativa e unica in Italia per sostenere le famiglie e le persone in difficoltà”
Assegno unico provinciale: si parte dal 1 gennaio 2018

Approvati in via preliminare i criteri e le modalità di attuazione del nuovo strumento “L’attuazione dell’assegno unico rappresenta per le politiche sociali provinciali una svolta che proietta il Trentino tra le realtà più avanzate non solo a livello nazionale ma anche europeo.

L’assegno unico, infatti, non è un semplice strumento di razionalizzazione dell’esistente, ma costituisce una risposta innovativa e agile ai bisogni espressi dalle persone e delle famiglie residenti sul nostro territorio.

Esso non potrebbe esistere senza l’esperienza maturata in decenni di intervento e al tempo stesso si propone di superare le criticità manifestatesi in passato” con queste parole il vicepresidente Alessandro Olivi ha presentato i criteri di attuazione dell’assegno unico, il nuovo strumento messo a punto dalla Provincia per il contrasto della povertà.

Si tratta di una misura “universalistica”, che consente a tutti i nuclei familiari di raggiungere una condizione economica sufficiente a soddisfare l’insieme dei propri bisogni.

Oggi la Giunta provinciale, su proposta del vicepresidente ed assessore allo sviluppo economico e lavoro, ha approvato in via preliminare i criteri e le modalità di attuazione della legge che istituisce l’assegno unico.

Due le “voci” o quote che lo compongono, e che si possono ritrovare insieme o anche separatamente: una quota finalizzata a garantire il raggiungimento di un livello di condizione economica sufficiente al soddisfacimento di bisogni generali della vita; una quota diretta a sostenere la spesa necessaria al soddisfacimento di bisogni particolari della vita, quali, tra l’altro, la cura, l’educazione e l’istruzione dei figli, l’assistenza di soggetti deboli – invalidi o non autosufficienti – e l’accesso a soluzioni abitative idonee.

Le risorse destinate sono all’incirca 75 milioni di euro. Sono previsti anche dei vincoli di condizionalità, per stimolare i beneficiari ad attivarsi per uscire dalla situazione di indigenza. In particolare chi manifesta una maggiore potenzialità a trovare un’occupazione, stipula con l’Agenzia un Patto di Servizio; gli altri sono tenuti a partecipare ad attività di volontariato e cittadinanza attiva.

Il mancato rispetto della condizionalità comporta interruzione dell’erogazione e impossibilità a presentare domanda per un periodo di tempo commisurato alla gravità della violazione.

Già presentando il regolamento nello scorso giugno si era affermato che parole chiave del nuovo strumento sono universalità, equità ed efficienza. Universalità perchè l’assegno unico provinciale interpreta l’ambizione di una misura che sostiene l’individuo come persona e come appartenente ad un nucleo familiare senza un approccio categoriale.

Equità perchè riscrive la positiva esperienza fino ad oggi maturata dalla Provincia nelle politiche sociali di carattere economico, accentuandone ancor più la connessione con un rigoroso accertamento del bisogno economico che continua ad avvenire attraverso lo strumento dell’Icef, con soglie e criteri di determinazione che tengono conto delle caratteristiche degli specifici bisogni che l’assegno unico va a sostenere.

Efficacia perchè ogni quota costituente l’assegno unico mira a garantire sostanziale cittadinanza sia per le categorie ecomicamente più deboli (sostegno al reddito), sia ai nuclei familiari appartenenti anche al ceto medio per il riconoscimento dell’impegno che le famiglie mettono nella cura e nel percorso di crescita culturale e scolastica dei figli.

L’assegno unico ha anche il fine di costituire la struttura portante di un sistema che consentirà di tracciare univocamente i trattamenti di natura economica a favore dei singoli e delle famiglie in un quadro di semplicità procedurale attraverso una domanda unica veicolata attraverso il collaudato sistema dei Patronati e degli uffici per il pubblico della Provincia.

 

 

*

Le risorse e i beneficiari
Le risorse dedicate all’assegno unico a partire dal 2018 sono all’incirca di 75 milioni di euro, e mettono insieme tutte le risorse ad oggi dedicate al reddito di garanzia, all’assegno regionale al nucleo familiare, all’abbattimento delle tariffe degli asili nido e tagesmutter, all’assegno integrativo invalidi. Ad esse si aggiungono le risorse derivanti dalla mancata previsione dal 2018 della detrazione fiscale sull’addizionale regionale per i figli a carico che sono interamente dedicate ai nuclei con figli a carico.

Complessivamente i nuclei ed i soggetti interessati alle varie quote sono un numero significativo: circa 7.000 per il sostegno al reddito, circa 32.000 per i figli, circa 3.000 per la l’accesso ai nidi d’infanzia e i disabili coinvolti circa 7.800, fatte salve naturalmente le sovrapposizioni di soggetti beneficiari che sono numerose.

 

 

**

Entrando ora in un maggior dettaglio l’assegno unico in prima applicazione sarà formato dalle seguenti quote:

1. Quota di sostegno al reddito
La prima di sostegno al reddito per le persone ed i nuclei familiari più deboli economicamente ed esposti a rischio marginalità che si caratterizzerà per una maggiore stabilità, essendo concedibile per durate annuali al fine di dare alle famiglie un tempo adeguato per costruire un progetto di vita potendo contare su un intervento di sostegno duraturo.

Ciò pur mantenendo un rigoroso sistema di verifica dei requisiti e di rispetto delle modalità di attivazione dei soggetti che nel nucleo familiare sono idonei al lavoro o nei casi più socialmente critici, monitorando la loro adesione ai progetti di sostegno che li riguardano; inoltre la quota di sostegno al reddito viene estesa anche ai nuclei con Icef superiore a 0,13 (limite oggi vigente) e fino a 0,16 allo scopo di raggiungere anche quelle situazioni che attraverso il proprio impegno hanno conseguito da sè limiti di reddito più adeguati, con lo scopo di accompagnarli verso una potenziale ulteriore crescita delle loro disponibilità economiche; infine una parte della somma erogata mensilmente sarà messa a disposizione dei beneficiari attraverso una carta acquisti, spendibile sul territorio trentino per necessità quotidiane di beni;

2. Quota a sostegno del mantenimento dei figli
La seconda quota è rivolta ai nuclei familiari con figli, con sostegno garantito da 0 a 18 anni per i nuclei con indicatore ICEF fino a 0,30. Si tratta di una novità molto importante in quanto ad oggi il beneficio per le famiglie con un figlio era valido fino ai 7 anni, oggi prorogato alla maggiore età.
Da sottolineare che l’assegno unico sostiene tutte le famiglie ed in particolare le famiglie numerose (da tre figli in su) attraverso un coefficiente familiare adeguato ed un sistema di quantificazione che mantiene importi mensili significativi anche negli importi minimi garantiti ai nuclei con ICEF ai limiti; è inoltre confermata la premialità per la nascita del terzo figlio attraverso una misura una tantum che si aggiunge al momento dell’evento all’assegno mensile.

3. Quota a sostegno dei servizi per la prima infanzia
La terza quota che conferma la misura da poco varata dalla Giunta provinciale in materia di sostegno per l’accesso ai servizi per la prima infanzia (tariffe agevolate da 40 a 220 euro al mese per ICEF fino 0,40).

4. Quota a sostegno dei componenti invalidi e civili
La quarta quota che ridisegna le misure di sostegno alle persone con invalidità per gli individui ed i figli appartenenti ad un nucleo familiare in una logica di riconoscimento correlata anche ai livelli di gravità della situazione di disabilità.

Chi e come può presentare domanda
La richiesta del beneficio è presentata da un componente del nucleo familiare. La domanda va presentata all’Agenzia provinciale per l’assistenza e la previdenza integrativa, anche per il tramite degli sportelli periferici di assistenza e informazione al pubblico della Provincia o dagli istituti di patronato o assistenza sociale. Per il primo anno di applicazione la domanda potrà essere presentata da metà ottobre 2017 al 31 marzo 2018. A regime la domanda potrà essere presentata dal 1° luglio dell’anno precedente a quello di riferimento e fino al 30 novembre dell’anno di riferimento.

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Economia, in Trentino si consolida la ripresa.

L’economia del Trentino consolida i segnali di ripresa, segnando per il 2016 una crescita del Pil dell’1,1%; superiore a quella registrata a livello nazionale che ha fatto segnare un + 0,9%, e superiore alle previsioni contenute prudenzialmente nel Defp approvato dalla Giunta a fine giugno, che erano dello 0,8%.

Il dato è contenuto nella “Stima anticipata della dinamica di alcuni aggregati economici in Trentino – Anno 2016” diffusa ieri da Ispat, l’Istituto di statistica della provincia di Trento.

“E’ un dato – evidenzia il governatore Ugo Rossi – che ci infonde ottimismo e ci permette di guardare ai prossimi anni con maggiore fiducia. Quella fiducia di cui ha bisogno tutto il settore produttivo e che, pur proseguendo sulla strada di una gestione accorta della spesa pubblica orientata alle priorità, potrà, ne sono certo, assicurare alla nostra comunità un livello di benessere paragonabile alle migliori realtà europee”.

La crescita del Pil trentino è il risultato della ripresa dei servizi market e dei consumi interni, in particolare della componente turistica favorita dagli ottimi risultati, in termini di presenze, sia della stagione invernale che estiva.

La stabilità dei prezzi e il recupero del potere di acquisto delle famiglie hanno sostenuto l’espansione dei consumi dei residenti. Il consolidamento della crescita del Pil è dovuto quindi principalmente alla ripresa dei consumi delle famiglie residenti e non residenti.

Le stime per il Trentino inquadrano la crescita del Pil provinciale nell’anno 2016 all’interno di un contesto ove il nostro territorio fa registrare una delle performance migliori in Italia: le prime stime diffuse da Istat indicano, infatti, per il Nord-est un incremento dell’1,2%, che distacca le regioni del Centro (+0,7%) e quelle del Nord-ovest (+0,8%), e si mantiene superiore anche al trend di crescita del Mezzogiorno per il quale si stima una crescita in linea con quella nazionale.

L’apporto degli investimenti risulta per il secondo anno di seguito positivo, grazie ancora una volta alla componente relativa ai mezzi di trasporto. Nel 2016 anche gli investimenti in macchinari hanno ripreso a crescere, sia pure a ritmi contenuti.

 

 

 

 

 

 

Foto: Agenzia giornalistica Opinione (© All rights reserved)

 

(Fonte: Ufficio stampa Coldiretti) – L’effetto della siccità che ha provocato danni per oltre 2 miliardi nelle campagne non si trasferisce nel carrello della spesa con gli alimentari e le bevande che aumentano dello 0,8%, al di sotto dell’inflazione.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi ai prezzi al consumo ad agosto che vedono salire l’inflazione all1,2%. Nelle campagne – sottolinea la Coldiretti – ai danni provocati dal clima pazzo si aggiunge la crisi generata dalle quotazioni che non coprono i costi di produzione e fanno chiudere le aziende.

I prezzi nelle campagne sono in calo dal 20% per le pesche al 34% per i cocomeri, dal 44% per i meloni al 45% per i cavolfiori secondo elaborazioni Coldiretti sugli ultimi dati Ismea mentre al dettaglio i prezzi della frutta sono in leggero aumento (0,2%).

La situazione è drammatica con la forbice dei prezzi tra produzione e consumo che si è allargata in una situazione in cui – sottolinea la Coldiretti – l’agricoltura deve fare i conti con i gravi danni provocati dal caldo e dalla siccità.

I prezzi della frutta aumentano di 3-4 volte dal campo alla tavola con i centesimi pagati agli agricoltori che diventano euro per i consumatori.

Proprio nel momento in cui si assiste ad un aumento della domanda per fronteggiare il grande caldo, pratiche commerciali sleali lungo la filiera stanno provocando situazioni di crisi diffuse per i coltivatori di frutta estiva – sottolinea la Coldiretti – che chiede interventi per prevenire e perseguire tali pratiche.

Occorre – continua la Coldiretti – estendere al piu’ presto l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della frutta trasformata in conserve e succhi per evitare che venga spacciata come Made in Italy quella importata dall’estero, ed aumentare i controlli sull’ortofrutta fresca di importazione, spesso etichettata e venduta per nazionale i.

Serve un impegno di filiera per salvare il frutteto italiano che – conclude la Coldiretti – si è ridotto di un terzo (-33 per cento) negli ultimi quindici anni con la scomparsa di oltre 140mila ettari di piante con il rischio rischiano di far perdere all’Italia il primato europeo nella produzione di una delle componenti base della dieta mediterranea.

 

 

 

Foto: archivio Coldiretti

(Fonte: Maurizio Fugatti) – Lupo sbrana vitellino a Campogrosso  (Vallarsa).

Negli scorsi giorni un lupo ha attaccato e divorato un vitellino appena nato nella zona di Passo Campogrosso (Vallarsa).

L’episodio pare essere stato segnalato immediatamente al Servizio provinciale di competenza che si sarebbe poi recato sul posto per raccogliere i campioni organici al fine di risalire al predatore.

Dalle informazioni raccolte, pare che il lupo possa provenire dalla Lessinia e che possa non aver compiuto l’aggressione in solitaria (anche se la preda era di facile cattura viste le ridotte dimensioni e l’incapacità di difendersi).

Come dichiarato dal Dirigente del Servizio faunistico della Provincia Claudio Groff, il branco pare essere composto da un massimo di dodici esemplari e si aggirerebbe tra la Val di Ronchi (sopra Ala) e il gruppo del Carega considerate le segnalazioni ricevute e le informazioni raccolte attraverso le fototrappole.

 

*

si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

1. Appurato che il Servizio provinciale pare aver confermato che l’attacco sia avvenuto da parte del lupo, da quanti esemplari al momento sia composto il branco che si aggira tra Val di Ronchi e il gruppo del Carega, quale il sesso e l’età;

2. A quale branco appartengono gli esemplari di lupo che si aggirerebbero anche nelle altre Valli trentine o se siano solitari;

3. Quanti attacchi negli ultimi sei mesi sono avvenuti sul territorio provinciale, quante bestie ne sono state vittime e quali i risarcimenti richiesti e concessi.

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

170901 – int attacco lupo Vallarsa

 

Foto: archivio Pat

(Fonte: Irifor) – Sabato 2 (dalle 17 alle 21) e domenica 3 settembre (dalle 15 alle 21). Dark on the Road Tiflosystem vi aspetta alla Sagra dei Santi Anzoi per provare l’esperienza del bar al buio!

 

Per la news: CLICCA QUI

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

(Fonte: Ufficio stampa Parole & dintorni) – Dr.gam, dopo le numerose tappe italiane del suo “Another Family live tour”, sarà ospite del “B-Side cafè” suggestivo locale di Costa Calma nell’isola di Fuerteventura (Canarie – Spagna) di fronte alle coste del Sahara Occidentale per una lunga serie di concerti, il 3, il 7, il 10, il 14, il 17 e il 21 ottobre, che chiuderanno la parte estiva dell'”Another Family live tour”.

È attualmente in radio “Ritmo ideale” (https://youtu.be/RoIVhjp0HAM), terzo singolo, per la prima volta in italiano, estratto dall’album “Another Family”, che racchiude tutto il percorso artistico di dr.gam: i tanti live eseguiti lungo lo stivale e all’estero, i suoi viaggi, le sue collaborazioni con numerosi musicisti di molte parti del mondo e la sua ricerca compositiva.

“ Another Family”, di cui dr.gam è anche produttore, è un disco poliedrico composto da dodici tracce pop con contaminazioni reggae, jazz, funky e rock. L’album, frutto di quattro anni di lavoro in studio con musicisti italiani ed internazionali, verrà ristampato prossimamente in Usa e Canada.

«Ho avuto sempre la visione del mondo come la nostra casa e noi tutti facenti parte di una grande famiglia – racconta dr.gam – più dinamica, stimolante, varia, costruttiva, piena di differenti amori e colori, che anche se vissuta appieno per tanto tempo non possiede le insidie della gabbia o del clan che invece la famiglia classica può nascondere.

“Another Family”, in generale, è un concetto che non ha bisogno di troppe spiegazioni per chi, come me, la famiglia canonica non se l’è mai formata e nel peregrinare di luogo in luogo, raccogliendo pezzi di vita condivisi con iniziali sconosciuti, si è creato la sua “altra famiglia”».

È disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e sulle principali piattaforme di streaming “ Another Family” (edizioni Lungomare srl-Jois snc/distribuzione Universal), il primo album di inediti del cantautore e produttore marchigiano dr.gam (Andrea Gamurrini).

dr.gam è il nome d’arte del cantante, chitarrista, compositore, autore e produttore marchigiano Andrea Gamurrini, dove il cuore del nome e la testa del cognome vengono scelti come essenza della parte più passionale e quella più razionale, la più intima e la più cerebrale di un mondo svelato in entrambe le sue facce.

Nato a Fano ma riminese d’adozione, la passione per la musica inizia all’età di cinque anni con lo studio della lingua inglese e del pianoforte per poi proseguire con la chitarra classica all’età di dieci frequentando il conservatorio “G. Rossini”.

Di lì a breve comincia ad avvicinarsi ad altri generi musicali venendo totalmente rapito dal multiforme universo sonoro anglo-americano, e giovanissimo, si stabilisce a Rimini dove inizia una serie di collaborazioni con innumerevoli musicisti italiani ed internazionali, comparendo in diversi albums e compilations.

Nel 2012, dopo un tour tutto italiano di 120 date durato due anni conseguente all’uscita dell’album live “The New Medicine Show” (Vallemania Records), inizia anche il suo percorso di produttore, inaugurando gli studi della “White Coal Productions”.

Contemporaneamente, sotto la guida di Velio Gualazzi (padre di Raphael Gualazzi) che lo scopre durante un live, inizia a lavorare al suo primo album di inediti “Another Family”, uscito il 25 novembre 2016 con distribuzione Universal Music.

 

 

*

dr.gam

DAL 3 AL 21 OTTOBRE ARRIVA IN SPAGNA
“ANOTHER FAMILY live tour”
CON SEI CONCERTI ALLE CANARIE!

 

 

Foto: da comunicato stampa

(Fonte: Claudio Civettini) – Giovani trentini e agenzia del lavoro. Proclami che celano inefficienze? Quali gli sbocchi concreti per i neolaureati?
La Provincia si attivi e chiarisca.

Vi sono storie che meritano di essere raccontate, pur nella loro semplicità, perché rivelano il labirinto burocratico e, al tempo stesso, le difficoltà occupazionali che interessano per non dire tormentano coloro che oggi, per la prima volta, si affacciano al mondo lavorativo.

Quella che si vuole cui brevemente esporre è la vicenda di un giovane trentino il quale – conseguita la laurea magistrale in Giurisprudenza, al termine, quindi, degli studi – si è iscritto all’Agenzia del lavoro e a varie agenzie interinali del territorio mettendosi a completa disposizione per svolgere qualsiasi mansione.

In questa fase costui ha scoperto che, suo malgrado, non è proprio semplice lavorare dal momento che occorrono corsi di formazione e/o esperienza pregressa. Questo, si badi, addirittura per lavapiatti in mensa e per addetto alle pulizie di uffici.

Al tempo stesso, il giovane in questione, volgendo la sua attenzione altrove, ha scoperto che non solo, al momento, non esistono corsi di formazione, ma che sono anni che la Provincia, per i neolaureati, non ne organizza.

Una beffa, se si pensa che, sul sito dell’Agenzia del lavoro, si legge che “in provincia di Trento l’offerta formativa è ampia e gestita da una pluralità di soggetti…”.

Tutto ciò, a questo giovane ma anche a una pluralità di altri – delle cui istanze sentiamo, qui, di renderci idealmente interpreti -, pone delle domande concrete e urgenti. Anzitutto, quali risorse intende investire la Provincia per i nostri giovani? Quale il loro futuro nella nostra provincia?

Ha senso chiederselo dato che, al momento, il loro presente sembra destinato ad essere caratterizzato da grandi sacrifici, frustrazioni, preoccupazione e aspettative disattese. Di qui l’urgenza di rivolgere detti quesiti all’Amministrazione provinciale stessa.

 

 

*

Tutto ciò premesso,

Il sottoscritto Consigliere interroga Il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente:

• Se corrisponda al vero quanto riferito in premessa circa il fatto che oggi un giovane neolaureato trentino in Giurisprudenza non potrebbe, tramite Agenzia del lavoro, lavorare se privo di corsi di formazione e/o esperienza pregressa;

• Se corrisponda al vero quanto riferito in premessa circa il fatto che oggi un giovane neolaureato trentino in Giurisprudenza avrebbe ben poche chance rispetto a quanto offre l’Agenzia del lavoro dato che – per lo meno ad oggi – non solo non esistono corsi di formazione, ma che sono anni che la Provincia, per i neolaureati, non ne organizza;

• Se non consideri, in caso affermativo rispetto ai quesiti precedenti, tutto ciò una beffa, se si pensa che, sul sito dell’Agenzia del lavoro, si legge che “in provincia di Trento l’offerta formativa è ampia e gestita da una pluralità di soggetti…”;

• Cosa concretamente offre, in concreto, oggi, per inserirsi nel mondo del lavoro la Provincia di Trento a un giovane neolaureato trentino in Giurisprudenza;

• Entro quali termini e secondo quali modalità intenda attivarsi per incrementare, in concreto, le possibilità di inserimento lavorativo sulle quali oggi può fare affidamento un giovane neolaureato trentino, provvisto di titolo magistrale.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

Interrogazione – 31 08 17 – GIOVANI TRENTINI E AGENZIA DEL LAVORO – PROCLAMI CHE CELANO INEFFICIENZE

 

 

Foto: archivio Pat

(Pagina 3373 di 3420)