LANCIO D’AGENZIA

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Il capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli, il Governatore del Trentino Ugo Rossi e l’Assessore Mellarini hanno presentato l’evento che sarà in piazza Fiera domani
Io non rischio, la campagna nazionale per le buone pratiche di protezione civile è anche a Trento.

In una sala Depero ancora più viva e colorata grazie alle tante divise dei volontari della protezione civile trentina è stata presentata questo pomeriggio “Io non rischio” la campagna nazionale per le buone pratiche di protezione civile che sarà anche a Trento, domani in Piazza Fiera.

Sono intervenuti il Capo Dipartimento della Protezione Civile nazionale, Angelo Borrelli, il governatore del Trentino Ugo Rossi, l’Assessore provinciale e coordinatore della Commissione speciale Protezione civile Tiziano Mellarini, dell’assessore del Comune di Trento Italo Gilmozzi e dei vertici della Protezione civile trentina.

Ringraziando i volontari trentini, vero cuore del sistema di protezione civile, Angelo Borrelli, ha ricordato il riconoscimento che la campagna “Io non rischio” ha ricevuto dalla Presidenza della Repubblica e ha citato l’invito del Presidente Mattarella alla costruzione di un “patto nazionale per una seria politica di prevenzione”.

La prevenzione – ha sottolineato Borrelli – è fondamentale, da quella strutturale, per la messa in sicurezza della strutture, a quella non strutturale, fatta di informazione alla popolazione, diffusione della conoscenza e formazione.

Invitando i cittadini ad andare nelle piazze domani, il capo della protezione civile nazionale ha ricordato come il cittadino debba avere un ruolo attivo nella riduzione dei rischi e ha sottolineato l’importanza di uno strumento chiave della prevenzione: il piano comunale di protezione civile.

Il governatore Rossi si è detto “orgoglioso della protezione civile trentina, per la qualità e l’umanità che sa mettere in campo”.

“La nostra protezione civile – ha detto Rossi – è il simbolo del nostro modo di essere e di interpretare l’autonomia speciale perché sa sviluppare le sue specificità e le sue qualità per metterle, con spirito di collaborazione, a servizio del Paese, facendole diventare patrimonio condiviso”.

L’assessore Mellarini ha ribadito “la totale e convinta collaborazione del sistema locale di protezione civile nella cornice del sistema nazionale e ha sollecitato “il dovere e la responsabilità dei cittadini di assumere un ruolo da protagonisti nelle azioni di prevenzione”.

Perchè solo una profonda conoscenza dei rischio e delle buone norme di comportamento permette di mettere in campo una vera azione di prevenzione. Anche l’assessore ha ricordato il valore del “capitale umano”, della protezione civile, ovvero i volontari, “il volto solidale”.

Volontari di protezione civile che domani saranno in Piazza Fiera a Trento – e in tutti i capoluoghi di provincia italiani – per sensibilizzare le persone sui rischi naturali.

L’edizione 2017 di Io non rischio sarà un’occasione speciale, perché le piazze si arricchiranno di iniziative ed eventi: i volontari, infatti, accompagneranno la cittadinanza in un percorso legato alla conoscenza dei rischi specifici del territorio e alla memoria dei luoghi.

L’edizione di quest’anno coinvolge volontari e volontarie appartenenti a oltre 700 realtà associative, tra sezioni locali delle organizzazioni nazionali di volontariato, gruppi comunali e associazioni locali di tutte le regioni d’Italia.

Per scoprire cosa ciascuno di noi può fare per ridurre i rischi da alluvione, terremoto e maremoto (con speciale attenzione ai laghi), l’appuntamento è quindi in Piazza di Fiera, dalle 9 alle 18.

Oltre alle attività informative dei gazebo “Io non rischio” saranno simulate attività di ricerca e soccorso in macerie, con cani e droni, e attività di soccorso sanitario e supporto psicologico, in aree impervie.

Saranno in esposizione anche mezzi e materiali impiegati nell’attività operativa.

A Trento saranno protagoniste le associazioni convenzionate con la Provincia autonoma di Trento – Consulta del volontariato di Protezione civile.

A supporto della Campagna parteciperanno inoltre la Federazione dei Corpi dei Vigili del Fuoco Volontari e il Corpo permanente dei Vigili del Fuoco di Trento oltre che il Dipartimento di Protezione civile provinciale ed il Comune di Trento che peraltro esporrà alla popolazione il proprio Piano di protezione civile comunale.

“Io non rischio” – campagna nata nel 2011 per sensibilizzare la popolazione sul rischio sismico – è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile con Anpas-Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Reluis-Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica.

L’inserimento del rischio maremoto e del rischio alluvione ha visto il coinvolgimento di Ispra-Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Ogs-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, AiPo-Agenzia Interregionale per il fiume Po, Arpa Emilia-Romagna, Autorità di Bacino del fiume Arno, CamiLab-Università della Calabria, Fondazione Cima e Irpi-Istituto di ricerca per la Protezione idro-geologica.

Sul sito ufficiale della campagna, www.iononrischio.it, è possibile consultare i materiali informativi su cosa sapere e cosa fare prima, durante e dopo un terremoto o un maremoto.

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Protezione dell’ambiente: la Corte Costituzionale riconosce le ragioni della Provincia. La Consulta, con una sentenza depositata ieri, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune disposizioni, impugnate dalla Provincia, relative alla legge 28 giugno 2016, n. 132 (Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

La sentenza ha dichiarato illegittime una serie di disposizioni che venivano applicate non solo alle regioni ordinarie, ma anche alle Province autonome e che non si limitavano a disporre disposizioni di principio, ma si erano spinte a disciplinare nel dettaglio l’organizzazione amministrativa delle Agenzie per la protezione dell’ambiente.

La Corte ha quindi ribadito che la Provincia può avere un proprio modello organizzativo purché questo non sia incoerente con la finalità perseguita dal disegno riformatore statale di offrire una tutela unitaria e non frazionata del bene ambientale. In particolare la dichiarazione di illegittimità riguarda le disposizioni che:

*

– obbligavano a costituire le Agenzie per l’ambiente in forma di ente pubblico;
– l’obbligo di praticare tariffe stabilite dal Ministero per le attività diverse da quelle obbligatorie;
– la disciplina dei requisiti dei direttori generali che possono essere preposti alle Agenzie;
– la norma che affida ad un regolamento e, quindi ad una fonte subordinata alla legge, il compito di determinare le modalità di individuazione del personale incaricato degli interventi ispettivi, il codice etico, le competenze del personale ispettivo e i criteri generali per lo svolgimento delle attività ispettive.

 

La parte più rilevante della sentenza è però quella che va a chiarire in che modo la competenza statale in materia di ambiente si deve rapportare in relazione alle competenze affidate alla Provincia dallo Statuto.

La Corte evidenzia che il riconoscimento costituzionale della competenza esclusiva in materia di ambiente allo Stato non ha compresso in alcun modo le specifiche competenze statutarie riconosciute alla Provincia.

Ciò significa, in sintesi, che la competenza statale esclusiva in materia di ambiente si esplica in modo pieno solo quando essa non viene a contatto con competenze provinciali.

Quando invece la Provincia può opporre una propria competenza specifica (nel caso in oggetto quella relativa all’organizzazione dei propri uffici) si applica la fondamentale norma di attuazione prevista dal d.lgs.n. 266 del 1992, e quindi:

– la legge statale non si applica direttamente, ma la Provincia ha l’obbligo di uniformarsi entro i 6 mesi alle sole norme fondamentali dell’ordinamento desumibili dalla disciplina statale;

– gli obblighi di adeguamento derivano solo dalla legge, e non dai regolamenti statali o dagli altri atti attuativi.

 

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

(Fonte: Ufficio stampa Itas) – Fabrizio Lorenz, neo Presidente Itas Mutua si presenta alla stampa Cresce la fiducia nella Compagnia e Fitch Ratings chiude il giudizio “Rating Watch Negative” e conferma la tripla B (Good) con outlook stabile Trento, 13 ottobre 2017.

“Ho accolto la nomina a Presidente con grande onore ma anche con un forte senso di responsabilità nei confronti dei 750 dipendenti della Compagnia che guardano al futuro con grande motivazione e voglia di crescere, dei 635 agenti che sul territorio nazionale sono i portatori dei nostri valori e degli oltre 940.000 soci che ci hanno accordato la loro fiducia.

Lo statuto di Itas prevede che la Compagnia sia guidata dall’Assemblea e dal Consiglio di Amministrazione, come Presidente sono un primus inter pares ed il mio compito da qui al prossimo aprile, quando il consiglio sarà rinnovato, sarà quello di mettere l’Assemblea nelle migliori condizioni possibili per definire la governance più adatta ad affrontare il triennio 2018-2021”, ha dichiarato Fabrizio Lorenz, neo-eletto Presidente della Capogruppo Itas Mutua.

I segnali di crescita nell’azienda non mancano e una parte dei sforzi fatti sta già iniziando a portare i propri frutti: “È notizia di oggi – ha comunicato il Presidente – che Fitch Ratings ha chiuso il giudizio “Rating Watch Negative” e confermato la tripla B (Good) con outlook stabile.

È un riconoscimento sul lavoro fatto nella ridefinizione dei principi di governance e ci permette di affrontare il mercato con un credito di fiducia importante”.

Nei prossimi mesi Itas dovrà affrontare un periodo complesso e importante per le sfide poste da un mercato in continua evoluzione sia economica che legislativa e per le dimensioni della Compagnia, che si muove ormai stabilmente a livello nazionale.

Questi fattori non consentono più una direzione verticistica ma devono poter sfruttare a pieno il valore di un Consiglio che operi nella piena collegialità e trasparenza. “Mi pare importante – conclude Lorenz – ribadire che Itas è nata nel territorio trentino e manterrà a Trento la sua sede centrale, che anzi si amplierà.

Abbiamo ricevuto un patrimonio di valori che è nostro dovere tutelare e trasmettere a chi verrà dopo di noi: mutualità, centralità delle comunità, coesione e innovazione.

Allo stesso tempo è per noi importante continuare a crescere e presidiare piazze finanziare di vitale importanza come quella di Milano e consolidare contemporaneamente la nostra situazione patrimoniale per offrire anche in futuro garanzie di solidità ai nostri associati”.

 

 

 

 

 

 

 

Foto: Simone Cargnoni (da comunicato stampa)

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Due milioni di euro per attività economiche che valorizzino i bene architettonici. Stanziati oggi dalla Giunta su proposta dell’assessore Tiziano Mellarini.

2 milioni di euro per finanziare progetti in grado di valorizzare i beni architettonici di notevole interesse culturale presenti sul territorio ed eventuali attività economiche realizzate nelle pertinenze, in un’ottica che consenta di mettere il bene, rendendolo fruibile, a disposizione dell’intera comunità.

E’ quanto prevedono due provvedimenti approvati oggi dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore Tiziano Mellarini, con cui sono stati approvati i criteri per la concessione dei contributi ed il relativo finanziamento.

Potranno presentare domanda di contributo per l’acquisto e la valorizzazione di beni architettonici siti sul territorio provinciale persone fisiche e persone giuridiche di diritto privato, anche in forma associativa.

Le domande saranno valutate in base alla rilevanza storica artistica o culturale del bene in questione, al potenziale bacino di utenza del contesto locale, anche in relazione alla vocazione turistica della zona.

Verrà inoltre definita una quota degli eventuali utili derivanti dalla gestione dell’attività economica legata al bene, da reimpiegare per le spese di conservazione e di valorizzione dello stesso.

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Concorso per un posto di dirigente amministrativo all’Azienda sanitaria. Entro le ore 12 del 8 novembre la presentazione delle domande.

La Provincia autonoma di Trento ha indetto un concorso pubblico per titoli ed esami per l’accesso alla qualifica di dirigente amministrativo cui affidare l’incarico di preposizione al Servizio Gestione spese dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

Il termine per la presentazione delle domande è fissato per le ore 12.00 del giorno 8 novembre 2017.

Il testo integrale del bando di concorso, il fac-simile di domanda sono pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige – parte IV – n. 41 del 9 ottobre 2017 e sono reperibili sul sito Internet della Provincia autonoma di Trento (www.concorsi.provincia.tn.it).

Ogni ulteriore informazione potrà essere fornita dall’Ufficio Concorsi e mobilità – stanza 2.07 – della Provincia autonoma di Trento, via Giuseppe Grazioli n.1, Trento (tel. 0461/496330) (orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.45 e il martedì ed il giovedì dalle ore 14.30 alle ore 15.45), o dall’Ufficio Concorsi dell’Azienda provinciale per i Servizi sanitari (tel. 0461/904085 – 904092).

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Vini trentini nei Paesi extra Ue: oltre 1,8 milioni di euro per la promozione. Approvata una delibera della Giunta provinciale con la quale si da attuazione alla misura Ocm Vino.

I nuovi progetti di promozione dei vini trentini sui mercati dei Paesi terzi (extra Ue) potranno contare per la campagna 2017/18 su un finanziamento complessivo di circa 1,7 milioni di euro, attraverso risorse comunitarie assegnate alla Provincia autonoma di Trento dal Programma nazionale di sostegno, e da fondi provinciali aggiuntivi che copriranno il 25 per cento delle spese programmate, fino ad un massimo di 120.000 euro di contributo addizionale a favore di progetti presentati da soggetti aggregativi.

Lo prevede la delibera con la quale, accogliendo la proposta dell’assessore all’agricoltura Michele Dallapiccola, la Giunta provinciale ha dato stamane attuazione alla misura “Ocm Vino”.

Per le domande di finanziamento – da inoltrare al Servizio Turismo e sport e che saranno esaminate da un apposito Comitato di valutazione – ci sono tempi ridotti: entro le ore 12.30 del 7 novembre 2017.

Il limite minimo di spesa per Paese o mercato, anche qualora il progetto sia destinato ad un solo Paese terzo, è di 50.000 euro, mentre il limite massimo di contributo per ogni singolo progetto è pari a 600.000 euro.

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

(Fonte: Coldiretti) –  La fame è aumentata nonostante si sia verificato un drastico calo dei prezzi dei prodotti agricoli che nel 2016 sono scesi al minimo dell’ultimo quinquennio per le principali materie prime ricomprese nell’Indice Fao.

Lo ha denunciato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che nel 2016 la fame ha toccato circa 815 milioni di persone, 38 milioni di persone in piu’ dell’anno precedente in occasione dell’apertura del mercato contadino di Campagna Amica al G7 agricolo a Bergamo nella zona sentierone dove sono presenti anche gli agricoltori terremotati.

Uno su tre nel mondo – sottolinea la Coldiretti – lavora in agricoltura o nella pesca con 2,5 miliardi di persone impegnate quotidianamente a sfamare il pianeta che molto spesso sono spinte loro stesse all’indigenza dalle quotazioni irrisorie.

Per gli altri a pesare è il fatto che nonostante il forte calo dei prezzi alla produzione agricola – denuncia la Coldiretti – quelli al consumo rimangono alti con conseguenti difficoltà per i piu’ poveri dove resta alta l’insicurezza alimentare tanto che l’11% della popolazione soffre la fame secondo la Fao.

Oggi è chiaro che l’emergenza alimentare – sostiene la Coldiretti – non si risolve con i prezzi bassi all’origine per i produttori perche’ questi non consentono all’agricoltura di sopravvivere e, con la chiusura delle imprese, destrutturano il sistema che non è piu’ in grado di riprendersi anche in condizioni positive.

Gli aiuti alimentari sono necessari, ma non bastano e occorre investire nell’agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove – continua Coldiretti – devono essere garantiti credito e investimenti adeguati, se si vuole continuare a sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente, e si devono applicare regole chiare per evitare che sul cibo si inneschino speculazioni vergognose.

Occorre ripensare a fondo il sistema di produzione e di distribuzione del cibo e perseguire un modello di sviluppo sostenibile che garantisca un sistema di tutela sociale ed economica in grado di assicurare un futuro all’agricoltura e un cibo sicuro e accessibile a tutti, in Italia e nei Paesi più poveri – ha concluso il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “è necessario lavorare sulla sovranità alimentare con politiche ed investimenti dei Governi volti a favorire la crescita delle agricolture dei diversi Paesi e regole commerciali rispettose e consapevoli del valore del cibo ma anche promuovere azioni di riequilibrio all’interno della catena alimentare che contribuiscano alla valorizzazione e alla remunerazione delle produzioni agricole.

 

 

 

 

Foto: archivio Codacons

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Ferrovia Feltre – Valsugana – Trento, approvato protocollo d’intesa. Impegnerà la Regione del Veneto, la Provincia di Belluno e la Provincia autonoma di Trento.

Un collegamento ferroviario tra la Valsugana e Feltre oggi non c’è ma il “Treno delle Dolomiti” potrebbe diventare realtà.

Lo prevede lo schema di protocollo d’intesa approvato dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi.

Una volta firmato, il documento impegnerà la Regione del Veneto, la Provincia di Belluno e la Provincia autonoma di Trento. Si farà uno studio di fattibilità.

Oggetto del protocollo d’intesa è la collaborazione per lo sviluppo di un progetto per la realizzazione di un collegamento ferroviario, destinato al traffico passeggeri, tra Feltre, la Valsugana e quindi Trento, per completare così il progetto chiamato ”anello ferroviario delle Dolomiti”.

A questo scopo sarà elaborato uno studio di fattibilità e per questo sarà creato un gruppo di lavoro che definirà il programma delle attività da svolgere e curerà l’avanzamento dei lavori.

Per questa iniziativa, attraverso il Fondo Comuni Confinanti, sono già state allocate risorse, da parte della Provincia autonoma di Trento, per 200.000 euro.

“L’iniziativa – sottolinea l’assessore Gilmozzi – rientra nel quadro degli investimenti per sviluppare la mobilità sostenibile, in particolare quella ferroviaria.

Di particolare interesse è stata giudicata poi l’opportunità di portare ulteriori forme di collegamento verso la periferia, in grado di contribuire all’innalzamento della qualità della vita di tutta la comunità.

Allo stesso tempo un efficace sistema di reti si pensa possa contribuire a rendere il territorio ancora più interessante anche sul fronte turistico e produttivo in generale, tenuto conto delle possibili interconnessioni col nascente Corridoio del Brennero”.

Tra i progetti strategici per la Regione del Veneto e la Provincia di Belluno, il Comitato Paritetico Fondo Comuni Confinanti ha previsto anche un collegamento ferroviario in direzione nord, tra il Veneto e la Provincia autonoma di Bolzano.

Nelle premesse del protocollo si ricorda che le Dolomiti costituiscono un patrimonio ambientale e culturale tutelato dall’Unesco e rappresentano una risorsa fondamentale per l’Italia e per l’Europa; però anche le regioni alpine devono essere accessibili in modo da garantire l’efficienza economica nel rispetto della sostenibilità.

 

 

 

 

Foto: archivio Pat

(Fonte: Ufficio stampa Muse) – Martedì 17 ottobre alle 18.00. “Come vincere un Nobel, il premio più famoso della scienza”. Incontro con l’autore Massimo Bucchi. Sala Conferenze del Muse, Museo delle Scienze di Trento.

Introducono Michele Lanzinger, direttore del Muse e Lisa Orlandi, La Piccola Libreria. Letture a cura di Ugo Baldessari. Brindisi ai Nobel offerto da Enovalsugana.

Appuntamento al Muse, martedì 17 ottobre alle 18.00, per ascoltare dalla voce dell’autore Massimiano Bucchi la storia e le storie del Premio Nobel: il ruolo sociale della scienza nel secolo breve, le vicende più singolari, le controversie e i conflitti legati al più prestigioso premio scientifico del mondo.

L’incontro avrà l’introduzione di Michele Lanzinger, direttore del Muse e Lisa Orlandi, La Piccola Libreria. Le letture saranno a cura di Ugo Baldessari. Il brindisi ai Nobel sarà offerto da Enovalsugana.

Dall’appassionante e tormentata vicenda del Nobel a Einstein, ai «fantasmi» dei Nobel clamorosamente mancati; dalle assegnazioni più discusse alle scoperte premiate in seguito rivelatesi errate; dai premi Nobel che sono divenuti celebrità a quelli quasi completamente dimenticati.

Il racconto del professor Bucchi è il racconto attento di un sociologo che riflette sull’immagine pubblica della scienza, sugli intrecci con la società, la politica e la cultura e sui suoi cambiamenti dal primo Novecento a oggi.

Un appuntamento per tutti i lettori curiosi di conoscere il dietro le quinte del più importante e chiacchierato premio scientifico. Nel corso dell’incontro sarà possibile scoprire l’identikit dei vincitori, il cerimoniale sontuoso, la liturgia che sfocia in canonizzazione, le manie e la competizione tra stati, l’effetto “San Matteo”, i Nobel più “Nobel” di altri, la narrazione e la trasfigurazione del Nobel (genio, eroe nazionale, asceta intellettuale, laico santificato).

Il libro è frutto di quasi vent’anni di ricerche dell’autore presso gli archivi storici dei premi Nobel ospitato alla Fondazione Nobel e dell’Accademia Reale delle Scienze di Svezia.

 

 

*

L’AUTORE
Massimiano Bucchi è professore di Scienza, Tecnologia e Società all’Università di Trento ed è stato visiting professor in numerose istituzioni accademiche in Asia, Europa, Nord America e Oceania. Ha pubblicato una decina di libri (editi in Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Corea, Brasile) e saggi in riviste internazionali quali «Nature» e «Science».

Ha ideato e curato varie edizioni dell’Annuario Scienza Tecnologia e Società (il Mulino). Tra i suoi libri piú recenti ricordiamo Il pollo di Newton. La scienza in cucina (Guanda, 2013) e Per un pugno di idee. Storie di innovazioni che hanno cambiato la nostra vita (Bompiani, tre edizioni, 2016). Dirige la rivista internazionale «Public Understanding of Science».

Scrive di scienza e tecnologia per quotidiani («la Repubblica», «La Stampa») e collabora alla trasmissione televisiva Superquark (Raiuno).
Organizzazione a cura de La Piccola Libreria e Muse, Museo delle Scienze.

 

IL LIBRO
Come vincere un Nobel. Il premio più famoso della scienza
di Massimiano Bucchi
Editore: Einaudi
Collana: Einaudi. Passaggi
Data di Pubblicazione: settembre 2017

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

(Fonte: Gruppo consiliare Upt Pat) – “Finalmente ci siamo!” dichiara il consigliere provinciale Pietro De Godenz “per quanto riguarda il Punto nascite dell’ospedale di Fiemme, Fassa e Cembra le notizie positive relative al reclutamento e alla selezione di pediatri svoltesi ieri aprono scenari confortanti: 2 medici hanno infatti indicato Cavalese come prima destinazione scelta nel concorso, un terzo come terza e anche altri partecipanti si sono detti possibilisti a muoversi sul territorio provinciale.

Lavorando tutti assieme ed ognuno per la sua parte stiamo arrivando a novità positive e ad una soluzione che porti davvero alla più volte prospettata riapertura del servizio nascite 24 h su 24 per 7 giorni alla settimana su 7 e al ripristino, in piena efficienza, dei servizi di ginecologia e pediatria a Cavalese e sul territorio delle tre valli.

Sul fronte del servizio anestesia, infatti, il personale è attualmente garantito, mentre vanno ancora completati – e va fatto al più presto – i ranghi del personale di ginecologia.

Questa è la situazione attuale: due pediatri sono già in servizio a Cavalese, compreso il Primario, altre due posizioni risultano coperte da gettonisti – come concesso dal Ministero – e, come anticipato in apertura, l’arrivo di due (forse 3) nuove figure provenienti dal concorso permetterà di completare l’organico necessario per lavorare in piena efficienza e sicurezza.

Vogliamo e dobbiamo dare piena tutela medico-sanitaria e sicurezza a fiemmesi, fassani e cembrani ed è davvero ora di riaprire il punto nascite dell’ ospedale di Cavalese. Per tali ragioni chiediamo che la riapertura, ora che ve ne sono le condizioni, avvenga – al massimo – entro la fine del prossimo mese di novembre.”

“Siamo certi” chiude De Godenz “che la Provincia Autonoma di Trento, l’Azienda per i Servizi sanitari e l’ Assessorato alla Salute sapranno operare con convinzione, ripristinando un servizio essenziale per gli abitanti delle valli di Fiemme, Fassa e Cembra.

Le cittadine, i cittadini, i professionisti del settore, le associazioni di volontariato delle treValli – su tutte Parto per Fiemme – lo chiedono a gran voce e da tempo assieme a molti amministratori locali e provinciali stanno lavorando incessantemente perché questo avvenga.

Non fermiamoci ora, riapriamo il Punto nascite e garantiamo nuovamente servizi, diamo alle nostre concittadine e ai nostri concittadini le risposte che chiedono e la sanità sicura che meritano.”

 

*

cons. Pietro De Godenz
cons. Gianpiero Passamani
cons. Mario Tonina

(Pagina 3123 di 3290)